Israele, la Shoah spiegata agli arabi

Il museo israeliano sull’Olocausto Yad Vashem oggi ha lanciato un sito web in lingua araba, spiegando che l’obiettivo è diffondere informazioni accurate nel mondo arabo sul genocidio di sei milioni di ebrei da parte dei nazisti. Un sondaggio dello scorso marzo dell’Università israeliana di Haifa ha rivelato che il 28% dei cittadini arabi del Paese non crede all’Olocausto. Il nuovo sito web comprende articoli accademici, documenti d’archivio e testimonianze video.

Fonte: Avvenire.it – 25 gennaio 2008-01-25

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Yad Vashem: Questa settimana nuovo sito in lingua araba

Yad Vashem inaugurerà questa settimana il suo sito internet sulla Shoah in arabo. I visitatori potranno trovare articoli, documenti e testimonianze di sopravvissuti e di ”Giusti fra le Nazioni” (salvatori di ebrei perseguitati), fra cui musulmani di Turchia e Albania. “Vogliamo offrire una fonte d’informazione alternativa per contrastare il negazionismo e l’antisemitismo nei paesi arabi”, ha dichiarato il presidente dell’istituto, Avner Shalev.

Fonte: Israele.net – 21.01.2008

Il sito di Yad Vashem in lingua farsi

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A Berlino nuovo esame su frammenti rotoli di Qumran

I papiri di Qumran, trovati casualmente nel 1947 da un gruppo di beduini nell’omonima caverna della Palestina meridionale, stanno per rivelare una parte dei loro segreti grazie al sincrotrone Bessy di Berlino, che permetterà un loro esame attraverso raggi X molto intensi.

A Berlino dalla primavera prossima si cercherà in particolare di capire dove sono stati prodotti i papiri, considerati opera della setta degli Esseni e contenenti la versione più antica mai ritrovata della Bibbia. Una risposta a questa domanda permetterà di capire se la setta, per esempio, era in contatto di scambio con altre comunità religiose dell’epoca, come farisei, sadducei e altri.

La responsabile del progetto, Birgit Kanngiesser, in una intervista al quotidiano Die Welt, ha spiegato che i due frammenti dei rotoli di Qumran, grandi quanto francobolli e portati con valigie speciali climatizzate da Gerusalemme a Berlino, saranno esaminati per capire dove è stata prodotta la pergamena. L’acqua intorno al Mar Morto ha un rapporto cloro-bromo diverso rispetto al regioni più lontane. Se questo rapporto sarà ritrovato nei frammenti, ciò vorrà dire che la pergamena è stata prodotta vicino al mar Morto.

“Il mio metodo è uno sviluppo ulteriore della analisi a fluorescenza Roentgen – ha detto Kanngiesser al giornale – con la novità che noi ora possiamo penetrare in profondità in una opera d’arte. Praticamente ci immergiamo sotto la superficie dell’oggetto; micrometro per micrometro (si tratta di una unità di misura utilizzata di frequente nell’elettronica, ndr) entriamo così nell’oggetto e possiamo ottenere informazioni esatte, per esempio sapere a quale profondità in quale concentrazione dell’oggetto inquisito si trovano elementi come rame, ferro o con loro”.

Fonte: TicinoNews/ATS – 16.01.08 20:44

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Elettrodomestici ortodossi in Israele l´high-tech è kosher

da: Repubblica 24/12/2007

Per gli ebrei osservanti, rispettare il riposo del sabato è un precetto di fondamentale importanza Ora, con l´aiuto della tecnologia , tutto diventa più facile. E l´industria festeggia un nuovo boom

Elettrodomestici ortodossi in Israele l´high-tech è kosher

di ALBERTO MATTONE

La macchina che fa il caffè all´ora stabilita senza l´intervento umano, il sistema di allarme che si neutralizza automaticamente nel giorno dedicato a Dio. E anche la penna con l´inchiostro che svanisce dopo 72 ore, per aggirare il divieto di scrivere di sabato. Ecco come vivere felici e osservare lo Shabbat: le meraviglie della tecnologia arrivano in soccorso agli ebrei ortodossi e permettono loro di vivere il giorno del riposo in modo confortevole ma senza infrangere la Legge. La moda dell´elettrodomestico kosher impazza in Israele, e sta contagiando vecchie e nuove generazioni.

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Olocausto – Germania, apre i battenti grande archivio sul nazismo

Amsterdam, 28 nov. (Ap) – Gli undici paesi delegati alla supervisione di un vasto archivio sul nazismo e i campi di concentramento hanno completato la ratifica di un accordo che permetterà loro di aprirne le porte al pubblico. L’intesa, rende noto oggi la Croce Rossa Internazionale, mette fine a 60 anni di segretezza. La Grecia è stato l’ultimo degli 11 paesi a ratificare l’intesa. L’archivio sorge a Bad Arolsen, in Germania, ed è amministrato dalla ‘International Tracing Service’, agenzia del Comitato Internazionale della Croce Rossa. L’archivio, che consta di oltre 50 milioni di pagine, fino ad oggi è stato utilizzato per agevolare le ricerche di persone disperse e per fornire documentazioni sulle vittime della persecuzione nazista in modo da poter sostenere la richiesta di risarcimento.

Fonte: Apcom.net

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Il blog di Illuminato Butindaro
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