Apre il fast food ebraico “doc”, sarà il più grande d´Europa

La Repubblica, 20/11/2007
Roma Hambuger, panini e kebab secondo i dettami alimentari del rabbinato di Roma.
È il secondo della catena in città. Fontana di Trevi, sapori kosher

Apre il fast food ebraico “doc”, sarà il più grande d´Europa

Tre piani, 250 posti a sedere: s´inaugura ai primi di dicembre
di LAURA MARI
In principio fu solo un esperimento, un´iniziativa commerciale dagli esiti incerti. In soli due anni, invece, è diventato il punto di riferimento per quanti, a tavola, amano spaziare tra culture e regole alimentari differenti. Un successo destinato a consolidarsi, tanto che entro un paio di settimane all´ombra della Fontana di Trevi aprirà i battenti il secondo “Mk Kosher” della capitale, un fast-food che propone pietanze kosher, ovvero preparate secondo le regole alimentari della religione ebraica.
Se dunque il primo “Mk Kosher”, inaugurato due anni fa in via di Santa Maria del Pianto, nel cuore dell´antico ghetto capitolino, ebbe il merito di essere il capostipite, in Italia, dei fast-food in stile kosher, il secondo locale, che aprirà nella prima settimana di dicembre al numero 12 di via dei Crociferi, rappresenterà il fast-food kosher più grande d´Europa.

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APOSTASIA: Il pastore John Hagee afferma che Gesù non è il Cristo (Messia)

John Hagee ha apostatato dalla fede

È stato messo on line il video in cui John Hagee, famosissimo pastore evangelico americano, che è pastore di una chiesa di più di 18.000 persone, i cui programmi televisivi (predica anche sulla TBN) e radiofonici raggiungono decine e decine di milioni di persone, afferma che Gesù non è il Cristo (Messia).

Guardatevi da quest’uomo e da tutti coloro che lo approvano, ed eventualmente lo inviteranno in Italia per qualche conferenza, perchè la Scrittura dice: “Chi è il mendace se non colui che nega che Gesù è il Cristo? Esso è l’anticristo, che nega il Padre e il Figliuolo.” (1 Giovanni 2:22).

Foto: L’albero salvato dell’Olocausto

Jacob Silberstein, 83 anni, ebreo di origine polacca sopravvissuto all’Olocausto, mostra al nipote di 13 anni un tronco cavo proveniente dal villaggio ceco in cui si nascose dai nazisti durante la guerra. I resti dell’albero sono stati portati al museo Yad Vashem di Gerusalemme come memoria di quel particolare episodio della Shoah (Reuters)

Fonte: Avvenire.it – martedì 9 ottobre 2007

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