Eritrea: un cristiano muore di malaria in un campo militare

Un cristiano evangelico è deceduto in un campo militare in Eritrea. La stampa locale accusa le autorità di avergli rifiutato le cure contro la malaria che egli ha contratto nel suo luogo di detenzione.

Teklesenbet Gebreab Kiflom aveva 36 anni. E’ ufficialmente stabilito che è morto di malaria in un campo militare situato a 32 chilometri dalla città di Massaua.

Lo scorso giugno, Azib Simon, una cristiana evangelica di 37 anni moriva di malaria in circostanze simili.

Kiflom, membro della “Chiesa del Pieno Evangelo“, era stato arrestato l’anno scorso mentre usciva da una riunione di preghiera. E’ stato torturato dalla polizia che rimprovera ai membri della Full Gospel Church il loro eccesso di zelo e la moltiplicazione delle loro attività di evangelizzazione nell’Africa orientale.

Ufficialmente, Kiflom sarebbe ancora in prigione, ma certi ex prigionieri dicono che egli è deceduto in prigione e che il suo seppellimento è avvenuto in segreto nella regione di Wi’a. Sua madre ha 88 anni e soffre nel non avere più notizie del suo unico figlio.

Fonte: Journal Chrétien

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Aggiornamento: Iran, Ramtin Soodmand è stato rilasciato

Persecution.net comunica che Ramtin Soodmand, il cristiano iraniano arrestato lo scorso agosto con l’accusa di attività anti-governativa, è stato rilasciato su cauzione il 22 ottobre, secondo un report del Middle East Concern (MEC) del 22 ottobre scorso.

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Eritrea: 20 cristiani arrestati e gettati in prigione

20 cristiani eritrei, membri della comunità clandestina “Faith Mission Church“, sono stati arrestati durante il culto domenicale, il 12 ottobre, e gettati in prigione. La chiesa era riunita a Deki-Zeru, a 30 km dalla capitale Asmara.

Gli arrestati, fra cui diverse persone anziane, sono ancora in prigione. Non è la prima volta che i fedeli di questa Chiesa hanno avuto noie. Nel 2007, durante la vigilia di Natale, 35 persone furono arrestate e poi rilasciate il 16 febbraio 2008.

La “Faith Mission Church” è attiva in Eritrea da 50 anni ed è stata costretta alla clandestinità dal 2002, dopo che il governo eritreo aveva ordinato ai gruppi religiosi non registrati di chiudere i loro luoghi di culto e cessare la predicazione fino a quando non fossero stati riconosciuti.

In Eritrea sono riconosciute ufficialmente dal governo solo tre chiese: la Chiesa Ortodossa, quella Cattolica e quella Luterana.

Via | Persecution.org

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Iran: Liberati Due Convertiti Al Cristianesimo, Ne Restano In Carcere 43

(Aki) – Mahmoud Matin Azad e Arash Basirat, due iraniani convertiti al cristianesimo arrestati il 13 maggio scorso nel parco Roya di Shiraz, nel sud del paese, sono stati rilasciati dopo che un tribunale non ha ritenuto valide le accuse di ”offesa all’Islam” e ”diffusione di falsità” rivolte contro di loro. Matin Azad e Basirat sono i primi due cristiani che vengono rilasciati dopo aver subito un processo. In altre occasioni i convertiti iraniani arrestati venivano rilasciati dopo qualche settimana o alcuni mesi, in silenzio e senza apparire davanti a un giudice.

Fonte: Adnkronos via Yahoo! Italia notizie

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Eritrea: i cristiani soffrono nelle prigioni

In Eritrea la situazione dei cristiani è grave. Oggi vi parliamo di un evangelista in carcere addirittura dal 2006 a causa delle sue attività cristiane, un uomo che subisce un trattamento sempre più pesante, corredato da terribili minacce, come conseguenza dell’opera che sta svolgendo tra i detenuti. Alcune fonti di Porte Aperte ci fanno sapere che Teame Weldegebriel, questo il suo nome, è sul punto di cadere nella disperazione più profonda nel carcere Mai Sirwa Maximum Security Confinement.

Dalla sua cella ci fa sapere: “Sembra che l’inferno sia sceso su di me. Per favore dite ai fratelli di continuare a pregare per me. Non sono sicuro che potrò rivederli”. La sua famiglia è molto preoccupata per la sua salute; hanno provato ripetutamente ad andarlo a trovare, ma la visita viene loro negata dai dirigenti del penitenziario.

In Eritrea oltre 2.000 cristiani sono in prigione per la loro fede, tra i quali vi è un fratello della Full Gospel Church incarcerato addirittura dal 2001. L’ultima volta che sua moglie ha potuto vederlo risale a più di un anno fa, nel giugno del 2007. In luglio la donna, con i suoi bambini, è stata presa con la forza mentre tornava da un incontro di preghiera e imprigionata assieme ai figli in un container di metallo all’interno di un campo militare, per essere rilasciata poi il mese successivo.

La donna, che preferisce rimanere nell’anonimato per motivi di sicurezza, ha dichiarato: “Hanno arrestato me e i miei bambini mentre tornavo da un incontro di preghiera. Ricordo la terribile esperienza vissuta con i miei figli. Dopo tre settimane siamo stati rilasciati, mentre il resto dei 20 cristiani arrestati con me, sono rimasti in quelle celle di metallo”.

Dal maggio del 2002 il governo considera criminali le chiese che non sono sotto le denominazioni Ortodossa, Luterana e Cattolica. La persecuzione è pesante e mira a minare le fondamenta della chiesa libera.

Per ulteriori info sulla situazione in Eritrea clicca qui.

Fonte: Porte Aperte Italia

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