[Video] Il culto di ‘Padre Pio’

http://www.youtube.com/watch?v=FWzh2LKM7fM

Il culto di ‘Padre Pio’ è idolatria, menzogna, superstizione ed un grande commercio. Questi due servizi del programma ‘Le Iene’ lo testimoniano.

Devoti di ‘Padre Pio’ ravvedetevi e convertitevi a Cristo, affinchè i vostri peccati siano cancellati, altrimenti andrete all’inferno, perchè gli idolatri non erediteranno il Regno di Dio e voi siete tali.

La Bibbia dice:

“Poiché vè un solo Dio ed anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo, il quale diede se stesso qual prezzo di riscatto per tutti” (1 Timoteo 2:5-6),

ed anche:

“E in nessun altro è la salvezza; poiché non vè sotto il cielo alcun altro nome che sia stato dato agli uomini, per il quale noi abbiamo ad esser salvati” (Atti 4:12),

e quel nome è GESU’ CRISTO. Lui solo può salvarvi dai vostri peccati e dall’inferno, invocate quindi solo il Suo nome, e abbandonate immediatamente il culto di ‘padre Pio’ e la Chiesa Cattolica Romana

Giacinto Butindaro

 

Spagna: Destituito prete, proponeva in rete servizi sessuali

MADRID – Suscita scalpore in Spagna il caso di un prete di una parrocchia della provincia di Toledo che ha utilizzato 17’000 euro della curia per pagare linee e pagine web pornografiche e che offriva in rete favori sessuali.

Samuel Martin, 27 anni e parroco delle località di Noez e Totanes, scrive “El Mundo”, appariva in vari annunci come “Hector, uomo etero spagnolo al servizio della tua felicità”, si proclamava “ben dotato e aperto a tutto meno che al sadomaso” e chiedeva dai 50 euro per 15 minuti a 120 per un’ora dei suoi servizi sessuali.

Il 7 febbraio il parroco aveva ammesso in un’omelia di aver sottratto denaro dai fondi delle confraternite ma non aveva menzionato il tentativo di vendita di un quadro del XVII secolo della parrocchia di Noez per 9’000 euro, che secondo “Abc” avrebbe provato a realizzare.

L’arcivescovo di Toledo Mgr Braulio Rodriguez ha destituito il sacerdote dal ministero, riferisce la stampa spagnola, per le “irregolarità economiche individuate nella parrocchia e nelle confraternite”. Nei suoi confronti è stata avviata una procedura disciplinare secondo il codice di diritto canonico.

Fonte: SwissInfo

Condividi

EST – Germania, scandalo preti pedofili in collegio gesuiti


Roma, 28 gen (Velino) – Un altro scandalo a sfondo sessuale imbarazza la Chiesa cattolica. Berlino anni ’70-’80, Canisius-Kolleg al Tiergarten, uno dei più prestigiosi licei della città – qui si è formata l’elite politica ed economica del Paese -, gestito dai gesuiti: è in questo collegio che due professori (gesuiti) avrebbero perpetrato violenze sistematiche su diversi studenti. La notizia è riportata dal quotidiano Berliner Morgenpost. L’attuale rettore, padre Klaus Mertes, ha inviato una lettera a tutti coloro (circa 600 persone) che all’epoca erano studenti del liceo, invitandoli a riferire eventuali informazioni che possano far luce sull’intera vicenda. Negli ultimi anni sono infatti emersi rapporti isolati su abusi, ma dopo la diffusione di un documento interno su questo problema, alcuni ex studenti hanno sporto denuncia, convincendo il rettore che si trattasse di un fenomeno ampio e sistematico, e non solo di casi isolati. “Con profonda costernazione e vergogna, ho appreso di queste terribili, non isolate, ma sistematiche violenze che sono andate avanti per anni” scrive Mertes.

Non si conoscono ancora le dimensioni di quanto avvenuto, mentre i due professori hanno lasciato l’ordine dei gesuiti e la scuola negli anni Ottanta. Le vittime “non hanno avuto la dovuta protezione che avevano il diritto di attendersi dal Collegio e dall’Ordine”, anzi, hanno avuto davanti persone che “non hanno avuto rispetto” per loro. “Anche solo per questo – continua padre Mertes – questi atti non riguardano solo il colpevole e la vittima, ma tutto il collegio. E per questo voglio chiedere perdono a tutte le vittime a nome del collegio per quello che hanno subito qui”. Il gesuita ha quindi assicurato “la discrezione più totale”. Coloro che hanno subito abusi sono “liberi di denunciare alla polizia o di rendere pubblica la cosa. Non subirete minacce se parlate, al contrario, ci aiuterete a riparare a questi abusi”.

Fonte: Il Velino

Post correlati:

Condividi

Spagna, a Siviglia un Museo dell’Inquisizione

Il Castello di San Giorgio a Siviglia ha aperto le porte al pubblico il mese scorso. L’edificio, che fu un quartier generale dell’Inquisizione nella città dal XV al XVIII secolo, è ora a tutti gli effetti un museo sugli orrori che si perpetrarono tra le sue mura.

Il nome esatto del percorso di visita della parte del castello aperta è: “Uno spazio di riflessione: il Castello di San Giorgio“. Una sala offre ai visitatori un video che mostra loro cosa significasse essere vittima di un processo dell’Inquisizione, e soffrire in prima persona l’abuso di potere. Il percorso guidato conduce poi lungo un corridoio e mostra i resti delle mura dove i prigionieri gridavano in agonia durante le sessioni di tortura. Pannelli informativi descrivono la vita quotidiana nelle varie parti del castello: le scuderie, gli uffici legali, le cucine, le cantine e la casa dell’Inquisitore capo.

Una sezione ricorda i molti che soffrirono nell’edificio, tra cui molti protestanti, come Casiodoro de Reina, Constantino Ponce de la Fuente e Maria de Bohorques. Quest’ultima è descritta come “appartenente al gruppo protestante di Ponce de León, figlio del conte di Bailén, che fu accusato di aver ricevuto letteratura protestante da un mulattiere di nome Julián Hernández“. Era una donna colta che cercò di far passare le proprie idee come cattoliche, ma prima dell’esecuzione due gesuiti e due domenicani cercarono di “salvarle l’anima“. Se ne andarono impressionati dalla sua saggezza e da come difese la propria fede, ma questo non fu sufficiente a salvarle la vita. Fu bollata come “luterana” e il suo corpo fu in seguito bruciato.

Casiodoro de Reina, che viene ricordato con particolare ammirazione dagli evangelici per il suo lavoro di traduzione della Bibbia in spagnolo, è descritto come “un insegnante evangelico che studiò nel monastero geronimita di San Isidoro del Campo“. Era uno di quelli che riuscirono a scappare in esilio a Ginevra, e insieme a uomini come Cipriano de Valera e Antonio del Corro, divenne uno dei personaggi di spicco nella Riforma. L’Inquisizione si dovette accontentare di bruciare una sua effigie in un “processo” del 1562.

Un altro dei protestanti di cui si fa menzione è Constantino Ponce de la Fuente, “canonico in Siviglia per ordine del Vaticano“. Nel 1558 fu accusato dall’Inquisizione di essere un luterano. Avevano già in precedenza bruciato i suoi libri in pubblico, diffamato la sua persona e l’avevano confinato nel Castello di Triana, dove morì prima di essere processato.

Il museo è stato aperto dal sindaco di Siviglia, Alfredo Sánchez Monteseirín, e l’intero progetto è costato 2.5 milioni di euro. Lo scopo è quello di analizzare la natura umana, e in particolare come si possa essere vittima di un’intolleranza ed in seguito essere attivamente partecipe in un’altra intolleranza. Emilio Monjo, membro dell’Unità per gli Studi Protestanti di Siviglia, dice: “Essere all’interno di quelle mura che testimoniarono la fede dei nostri padri è un’emozione molto forte. L’intolleranza e l’oppressione che si percepiscono nel castello sono una sfida per il visitatore. Ognuno di noi si può vedere impotente davanti al potere, ma anche esercitare il potere sugli altri“. I fondatori del museo sperano che i visitatori mettano in discussione le proprie motivazioni e si chiedano quali sono i problemi della società di oggi, in modo che un’intolleranza di questo genere non debba ripetersi in futuro.

Fonte: Protestante Digital, El País, Diario de Sevilla, Emilio Monjo Editing: Daniel Hofkamp, ACPress.net

Post correlati:

Condividi

Il blog di Illuminato Butindaro
Panoramica privacy

Questo sito web utilizza i cookie per offrirti la migliore esperienza di navigazione possibile. Le informazioni sui cookie vengono memorizzate nel tuo browser e svolgono funzioni come riconoscerti quando torni sul mio sito e aiutarmi a capire quali parti del sito sono più rilevanti e utili per te.