Lettera aperta ai membri della Federazione delle Chiese Pentecostali (FCP)

Chiese che aderite alla FCP, anche voi rispettate la decisione del Sinodo Valdese di benedire le coppie omosessuali? O vi dissociate dalla dichiarazione di Remo Cristallo, riprovandola senza se e senza ma?

via Chi ha orecchi da udire oda by butindaro on 9/28/10


Fratelli nel Signore, che fate parte di queste Chiese:

Chiesa Apostolica in Italia
Chiesa Evangelica Internazionale
Chiesa Cristiana Pentecostale Italiana (CCPI)
Chiesa Parola della Grazia – A.E.R.E.
Chiesa di Dio
Chiese Elim in Italia
Chiesa Cristiana Evangelica “Gesù Cristo è il Signore” – Catania
Chiese della Valle del Sele
Chiesa del Pieno Vangelo
Comunità Cristiana Bethel di Cosenza
Associazione Missionaria Evangelica. Internazionale “Cristo Regna”
Unione delle Chiese Pentecostali Autonome di Roma e del Lazio
Chiesa Cristiana Evangelica Missionaria Pentecostale di Olivarella (ME)
Associazione “Chiesa Cristiana Evangelica – Ministero Saron”
Chiesa Cristiana Evangelica Pentecostale di Secondigliano (NA)
Chiesa Cristiana Evangelica Pentecostale di Giugliano (NA)
Assemblea Cristiana Evangelica di Via Giorgio De Chirico (RM)
Chiesa Evangelica Pentecostale della Cittadella (NA)
Chiesa Cristiana Ev. “Eterno nostra Giustizia” Comitini (AG)
Centro Cristiano Evangelico Emmanuele (NA)
Chiesa Evangelica “Fiumi di Vita” (NA)
Chiesa Cristiana Missionaria Internazionale “CCMI” (RM),

considerando che Remo Cristallo è il rappresentante legale della Federazione delle Chiese Pentecostali di cui siete membri, e che quindi ne è il portavoce, e considerando che ha fatto questa grave dichiarazione a riguardo della decisione del Sinodo Valdese di benedire le coppie omosessuali ‘Ogni decisione presa in pura coscienza e con libertà va rispettata sempre quando essa non provoca danni ad altre persone; …. Ecco perché la decisione va rispettata, ma non può essere condivisa’, che come ho ampiamente dimostrato biblicamente è di una inaudita gravità perché nessun Cristiano può rispettare ciò che Dio ha in abominio, e la suddetta decisione è in abominio a Dio, ho deciso di scrivervi questa lettera perché non ho ancora capito se Remo Cristallo ha espresso una sua opinione personale o ha espresso anche la vostra opinione sulla decisione presa dal Sinodo Valdese.
Ora, dato che la dichiarazione di Remo Cristallo, sia pur facente parte di una intervista, è autorevole e pubblica, è inevitabile che il suo pensiero sia considerato da molti che la leggeranno come anche il vostro pensiero su questo argomento.
Allora, mi viene da domandarvi: ‘E’ il pensiero di Cristallo anche il vostro pensiero? Ossia, anche voi rispettate la decisione del Sinodo Valdese di benedire le coppie omosessuali? O vi dissociate da questa dichiarazione di Remo Cristallo, riprovandola senza se e senza ma?’ Io ritengo che se qualcuno tra voi rigetta la dichiarazione di Remo Cristallo, abbia il dovere di venire allo scoperto, e di dire pubblicamente la sua come Cristallo ha detto la sua, peraltro su un argomento così importante.
Io spero proprio che ci siano alcuni di voi, che abbiano il coraggio di dissociarsi pubblicamente dalle parole di Remo Cristallo, riprovandole con ogni franchezza, perché lo ripeto, quello che ha detto è molto grave in quanto porta disonore alla dottrina di Dio e al popolo di Dio.
Se avete un sito internet vi esorto a pubblicare una nota in cui dite che condannate la decisione del Sinodo Valdese, e quindi di non condividere affatto il pensiero di Remo Cristallo che dice di rispettarla. Se non avete un sito internet, lasciate una dichiarazione in tal senso nei commenti a questa pagina del mio blog. Fatelo per amore della verità e dei santi.
In caso però da parte vostra ci sia un silenzio, sappiate che verrà da noi considerato come un tacito assenso alle insensate parole di Cristallo.
A voi la parola.

La grazia del nostro Signore sia con coloro che lo amano con purità incorrotta

Giacinto Butindaro

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Lettera di Remo Cristallo a Giacinto Butindaro e sua risposta

La decisione del Sinodo Valdese di benedire le coppie omosessuali è una decisione aberrante!

via Chi ha orecchi da udire oda by butindaro on 9/27/10


INTRODUZIONE

Fratelli nel Signore, in data 25 Settembre 2010 ho ricevuto una lettera da parte di Remo Cristallo, in merito al mio articolo del 15 Settembre 2010 dal titolo ‘Remo Cristallo, presidente della Federazione delle Chiese Evangeliche Pentecostali (FCP): la decisione del Sinodo Valdese di benedire le coppie omosessuali va rispettata ma non condivisa’.
La pubblico come mi ha chiesto l’interessato, ma con una mia risposta, perché questa lettera esige una risposta.

Ecco la sua lettera:

‘Caro fratello Butindaro,
In occasione dell’articolo comparso in data 15/9/2010 sul sito “la nuova via”, poiché mi sono giunte molte reazioni al tuo scritto, ritengo opportuno scriverti per spiegare il punto di vista sulla vicenda e sul punto controverso della mia intervista rilasciata a “Oltre”.
“Ogni decisione presa in pura coscienza e con libertà va rispettata sempre quando essa non provoca danni ad altre persone ………. Ecco perché la decisione va rispettata, ma non può essere condivisa”
Chi mi conosce più da vicino sa che il tuo giudizio rivolto alla mia persona è ingeneroso e lontano dalla realtà.
Penso che le persone che si occupano di comunicazione pubblica, e chi come te ne ha fatto una ragione di servizio cristiano dovrebbe svolgere il suo lavoro all’interno di un confine etico molto delicato con la preoccupazione costante di onorare la verità e nello stesso tempo di non cadere in atteggiamenti di “giudizio” che facilmente potrebbero ledere all’onorabilità di uomini di Dio e persone.
Proprio quest’anno ho compiuto 50 anni di ministero spesi in maniera integra e fedele al servizio del Signore. La mia testimonianza di integrità è conosciuta e attestata da tanti credenti e pastori in tutto il paese, mi meraviglio pertanto quando il tono del discorso si abbassa ai livelli della “vergogna” oppure di chi si svende per qualche beneficio personale o ecclesiale.
I fratelli Valdesi e Metodisti non hanno preso questa decisione a cuor leggero semplicemente per amore del “peccato omosessuale”, la loro convinzione parte da una tesi scientifica sull’omosessualità e da una interpretazione storico/critica sui testi della scrittura che condannano l’omosessualità. La mia convinzione è diametralmente opposta e penso che dal testo dell’intervista sia chiaro.
Ti assicuro che non rispetto il peccato e non ho difficoltà a denunciarlo a voce alta. Come tutti gli altri pastori, ho solo compassione per i peccatori.
La comunicazione scritta, come quella verbale, non sempre riesce a trasferire in maniera precisa il proprio pensiero, così è probabilmente accaduto nell’intervista rilasciata ad “Oltre” in data 5/9/2010 E’ evidente che in un documento di 2000 parole dove viene chiaramente illustrata la posizione contraria alla benedizione delle coppie omosessuali non si può soffermarsi su un periodo del testo e tirare le più avverse deduzioni.
Non sarebbe piuttosto preferibile invitarmi ad un chiarimento per una espressione “malintesa” nella mia intervista piuttosto che redarguirmi in maniera così pubblica?
A me sembra che la scrittura dia sempre una possibilità di chiarificazione personale prima di rendere pubblica una posizione sbagliata, ci insegna: “ .. poi dillo alla chiesa” Matteo 18:17
Con questa procedura etica si è mosso il direttore di IC news ( Agenzia di informazione cristiana) quando, interpellato da un lettore sulla questione della benedizione delle coppie omosessuali, mi ha invitato a chiarire le mie affermazioni che a giudizio del lettore sembravano “Accomodanti”.
Per onestà fraterna e rispetto della verità, ti pregherei di pubblicare alle tue osservazioni anche il mio comunicato che IC NEWS ha pubblicato in data 13/9/2010 (immagino che ne eri a conoscenza) dove la mia posizione è ulteriormente chiarita in maniera precisa. Spero che in futuro possiamo avere altre occasioni per interloquire e reagire nel reciproco rispetto e nella comprensione fraterna. Un saluto anche ai lettori del tuo Blog. Remo Cristallo’.

Ecco di seguito anche il comunicato pubblicato da IC NEWS:

‘Caro Direttore,
grazie per la possibilità che mi dai di rispondere al commento del lettore Francesco alla mia intervista da te gentilmente pubblicata sull’apertura delle chiese Valdesi e metodiste alla benedizione delle coppie omosessuali .
Mi sembra di capire che il punto dell’ intervista che ha potuto far ritenere al lettore un discorso “comodo per non prendere una posizione” sia quella relativa alla seguente domanda:
D. Ma una decisione che va rispettata può essere anche condivisa?
R. No; sono due sfere completamente diverse. Ogni decisione presa in pura coscienza e con libertà va rispettata sempre quando essa non provoca danni ad altre persone; ma la condivisione non può essere riferita solo a questa dimensione.
Vengo a chiarire questa mia affermazione che presa fuori dal contesto generale dell’intervista, può generare una incomprensione al lettore frettoloso.
Dal mio punto di vista la presa di distanza è netta, chiara e precisa e solo chi vuole strumentalizzare o non ha letto l’intera intervista può comprendere diversamente. Come ampiamente detto nell’intervista e in precedenti dichiarazioni di dominio pubblico, noi siamo su posizioni teologiche contrarie alla benedizione delle coppie omosessuali. Infatti è detto: “Noi riteniamo che il dato biblico sull’argomento è insuperabile; vale a dire che alla luce di quanto emerge dalle Scritture l’omosessualità non può essere ritenuta una condizione lecita.”
Di conseguenza non saprei cosa altro aggiungere se non che nel caso in cui lo Stato Italiano dovesse approvare una legge per legittimare i matrimoni omosessuali io esprimerei la mia più netta e convinta disapprovazione. Ma non mi pare che si stia parlando di questo. Se poi per posizione accomodante si intende il fatto che io non abbia usato un linguaggio aggressivo nei confronti della Chiesa Valdese; tengo a chiarire che non è nel nostro stile e vorrei ricordare il monito apostolico di accompagnare la verità con la carità; perciò le stesse cose possono essere dette anche con tono pacato senza per questo togliere forza alla verità e alla decisione con la quale si dicono.
Come riportato nell’intervista “Sia sul piano personale che su quello istituzionale non ho mai mancato di far presente in tutte le sedi e le occasioni e con pubbliche dichiarazioni che il mondo pentecostale rappresentato dalla Federazione su questo tema ha una convinzione opposta a quella della Chiesa Valdese; recentemente c’è stata anche una presa di posizione del Consiglio Nazionale sull’argomento.” Il documento è stato redatto in occasione della benedizione di una coppia omosessuale impartita dal Pastore della Chiesa Valdese di Trapani, ancor prima della pronuncia del Sinodo. Spero che questa mia precisazione serva a fugare qualsiasi dubbio.
Grazie per l’ospitalità e il contributo di I.C.N. news al dibattito sull’argomento.
Con l’affetto di sempre.
Past. Remo Cristallo
Presidente Federazione Chiese Pentecostali’

LA MIA RISPOSTA

Remo, pace a te. Sono contento che ti siano giunte molte reazioni al mio scritto, perché questo significa che tanti fratelli hanno compreso la gravità di quello che hai detto sulla decisione del Sinodo Valdese di benedire le coppie omosessuali, che però vedo purtroppo ancora tu non capisci o fai finta di non capire, e che ti ostini a non riconoscere il tuo grosso errore, perché di grosso errore si tratta. E allora te lo ridico: affermare come hai fatto tu che la decisione del Sinodo Valdese di benedire le coppie omosessuali – che in base a quanto ha detto Maria Bonafede ‘vuol dire che la chiesa chiede al Signore di accompagnare due persone che responsabilmente affermano di voler condividere la loro vita’ (http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/13/tre-messaggi-dal-sinodo-valdese/60… – VA RISPETTATA MA NON PUO’ ESSERE CONDIVISA, è un affermazione estremamente sbagliata, in quanto ambigua, che lascia delle ombre e crea confusione sul peccato dell’omosessualità, perché di una tale decisione non si può dire una simile cosa, essendo una decisione aberrante.

Un Cristiano può dire una cosa del genere – cioè che la convinzione di un fratello va rispettata anche se non la si condivide – quando per esempio deve dire quello che pensa sulla decisione di un fratello di astenersi (per il Signore) dalla carne, o sulla decisione di un fratello di stimare (per il Signore) un certo giorno più degli altri, perché in questo caso egli può dire di rispettare la convinzione del fratello anche se non la condivide.

Questo perché l’apostolo Paolo afferma nell’epistola ai Romani: “Quanto a colui che è debole nella fede, accoglietelo, ma non per discutere opinioni. L’uno crede di poter mangiare di tutto, mentre l’altro, che è debole, mangia legumi. Colui che mangia di tutto, non sprezzi colui che non mangia di tutto; e colui che non mangia di tutto, non giudichi colui che mangia di tutto; perché Dio l’ha accolto. Chi sei tu che giudichi il domestico altrui? Se sta in piedi o se cade è cosa che riguarda il suo padrone; ma egli sarà tenuto in piè, perché il Signore è potente da farlo stare in piè. L’uno stima un giorno più d’un altro; l’altro stima tutti i giorni uguali; sia ciascuno pienamente convinto nella propria mente. Chi ha riguardo al giorno, lo fa per il Signore; e chi mangia di tutto, lo fa per il Signore, poiché rende grazie a Dio; e chi non mangia di tutto fa così per il Signore, e rende grazie a Dio. Poiché nessuno di noi vive per se stesso, e nessuno muore per se stesso; perché, se viviamo, viviamo per il Signore; e se moriamo, moriamo per il Signore; sia dunque che viviamo o che moriamo, noi siamo del Signore. Poiché a questo fine Cristo è morto ed è tornato in vita: per essere il Signore e de’ morti e de’ viventi. Ma tu, perché giudichi il tuo fratello? E anche tu, perché disprezzi il tuo fratello? Poiché tutti compariremo davanti al tribunale di Dio; infatti sta scritto: Com’io vivo, dice il Signore, ogni ginocchio si piegherà davanti a me, ed ogni lingua darà gloria a Dio. Così dunque ciascun di noi renderà conto di se stesso a Dio. Non ci giudichiamo dunque più gli uni gli altri, ma giudicate piuttosto che non dovete porre pietra d’inciampo sulla via del fratello, né essergli occasion di caduta. Io so e son persuaso nel Signor Gesù che nessuna cosa è impura in se stessa; però se uno stima che una cosa è impura, per lui è impura. Ora, se a motivo di un cibo il tuo fratello è contristato, tu non procedi più secondo carità. Non perdere, col tuo cibo, colui per il quale Cristo è morto! Il privilegio che avete, non sia dunque oggetto di biasimo; perché il regno di Dio non consiste in vivanda né in bevanda, ma è giustizia, pace ed allegrezza nello Spirito Santo. Poiché chi serve in questo a Cristo, è gradito a Dio e approvato dagli uomini. Cerchiamo dunque le cose che contribuiscono alla pace e alla mutua edificazione. Non disfare, per un cibo, l’opera di Dio. Certo, tutte le cose son pure; ma è male quand’uno mangia dando intoppo. È bene non mangiar carne, né bever vino, né far cosa alcuna che possa esser d’intoppo al fratello. Tu, la convinzione che hai, serbala per te stesso dinanzi a Dio. Beato colui che non condanna se stesso in quello che approva. Ma colui che sta in dubbio, se mangia è condannato, perché non mangia con convinzione; e tutto quello che non vien da convinzione è peccato” (Romani 14:1-23).

Come puoi vedere, Paolo dice che ‘Chi ha riguardo al giorno, lo fa per il Signore; e chi mangia di tutto, lo fa per il Signore, poiché rende grazie a Dio; e chi non mangia di tutto fa così per il Signore, e rende grazie a Dio’, ed è per questo che la convinzione del fratello va rispettata anche se non si è d’accordo, perché egli quella decisione l’ha presa per il Signore. E dunque dobbiamo accogliere il nostro fratello, ma senza discutere opinioni, senza sprezzarlo o giudicarlo, perché quello che fa lo fa per una sua convinzione personale e per il Signore; e ‘per il Signore’ significa per la gloria del Signore, per onorare il Signore.

Ma qui, Remo, siamo nel campo delle convinzioni personali in tema di cibi e bevande, o di giorni, ma la decisione del Sinodo Valdese non rientra per nulla in questa categoria di decisioni di un fratello che vanno rispettate anche se non si condividono, e questo perché la decisione del Sinodo Valdese rappresenta un potente avallo al peccato di omosessualità, che come tu sai molto bene la Bibbia condanna senza mezzi termini con queste parole: “Non avrai con un uomo relazioni carnali come si hanno con una donna: è cosa abominevole” (Levitico 18:22).

Ora, vorrei farti notare il termine ‘abominevole’, che è forte, molto forte, e che rende bene l’idea di quello che pensa Dio, il Creatore di tutte le cose, sull’omosessualità. Ti vorrei domandare questo: ‘Supponiamo per un momento di fare una ‘intervista’ a Dio per chiedergli cosa pensa della decisione del Sinodo Valdese di benedire le coppie omosessuali: quale sarebbe la sua risposta? Sarebbe come la tua, cioè ‘la decisione va rispettata, ma non può essere condivisa’? Io ritengo proprio di no, perché sicuramente direbbe ‘E’ cosa abominevole!’ E questo perché Dio condanna l’omosessualità, e quindi condanna anche qualsiasi decisione umana di giustificare, incoraggiare, e diffondere questo peccato.

Ma hai letto cosa ha detto Maria Bonafede? Impartire la benedizione agli omosessuali significa ‘che la chiesa chiede al Signore di accompagnare due persone che responsabilmente affermano di voler condividere la loro vita’! E tu questa la chiami una decisione da rispettare? I pastori valdesi si metteranno a chiedere a Dio di fare una cosa contraria alla Sua volontà. Praticamente chiederanno a Dio di non dare agli omosessuali il ravvedimento, ma di unire le coppie omosessuali sempre di più fino alla fine della loro vita, di onorare la loro decisione di mettersi assieme ed unirsi carnalmente! La Bibbia dice che “La maledizione dell’Eterno è nella casa dell’empio, ma egli benedice la dimora dei giusti” (Proverbi 3:33), e questi hanno deciso di far passare Dio per un Dio la cui benedizione è nella casa degli empi, e di far passare gli empi come giusti, e tu questa loro decisione hai l’ardire di chiamarla decisione da rispettare? Ma vergognati, e non accusarmi di usare un linguaggio improprio, perché qui veramente ti devi vergognare di avere detto una cosa del genere, che porta un discredito enorme alla dottrina di Dio, che ti ricordo i pastori e gli anziani devono difendere dagli attacchi degli stolti, turandogli la bocca, come dice di fare l’apostolo Paolo a Tito, secondo che è scritto che l’anziano deve essere “attaccato alla fedel Parola quale gli è stata insegnata, onde sia capace d’esortare nella sana dottrina e di convincere i contradittori. Poiché vi son molti ribelli, cianciatori e seduttori di menti, specialmente fra quelli della circoncisione, ai quali bisogna turar la bocca; uomini che sovvertono le case intere, insegnando cose che non dovrebbero, per amor di disonesto guadagno” (Tito 1:9-11). E tu invece che hai fatto dicendo che la decisione del Sinodo Valdese di benedire le coppie omosessuali VA RISPETTATA? Gli hai chiuso la bocca ai Valdesi-Metodisti che hanno preso questa decisione? A me non pare proprio, ma gliel’hai lasciata aperta.

A proposito del verbo ‘rispettare’, vorrei farti presente alcuni passi biblici in cui esso è usato:
– “Chi sprezza la parola si costituisce, di fronte ad essa, debitore, ma chi rispetta il comandamento sarà ricompensato” (Proverbi 13:13);
– “Allora quelli che temono l’Eterno si son parlati l’uno all’altro e l’Eterno è stato attento ed ha ascoltato; e un libro è stato scritto davanti a lui, per conservare il ricordo di quelli che temono l’Eterno e rispettano il suo nome” (Malachia 3:16);
– “Così parla l’Eterno: Rispettate il diritto, e fate ciò ch’è giusto; poiché la mia salvezza sta per venire, e la mia giustizia sta per essere rivelata” (Isaia 56:1).
Ora, come puoi vedere, dobbiamo rispettare il nome Dio, i Suoi comandamenti, come anche il diritto. Alla luce della Scrittura dunque, quando tu dici che la decisione di benedire le coppie omosessuali va rispettata, dici una insensatezza di inaudita gravità, perché è come se dicessi che ciò che è in abominio a Dio, è degno di rispetto anziché di essere detestato, odiato, e aborrito. Ma da quando in qua nella Bibbia ci sono esortazioni o comandamenti a rispettare il male? Ma ti rendi allora conto di quello che hai detto?

E non mi venire a dire: ‘Proprio quest’anno ho compiuto 50 anni di ministero spesi in maniera integra e fedele al servizio del Signore. La mia testimonianza di integrità è conosciuta e attestata da tanti credenti e pastori in tutto il paese’, perché io qua non mi sono messo a contestarti cose storte che non hai detto e che non fai fatto, ma una cosa storta che hai realmente detto e pure pubblicamente. O pensi che tu non abbia il dovere di essere contestato e ripreso pubblicamente per eventuali cose storte che dici o fai pubblicamente? Non vorrei che fosti diventato un altro ‘papa’ evangelico ‘intoccabile’ (cioè che si ritiene non confutabile e non riprendibile quando dice o fa cose sbagliate). Io se dicessi pubblicamente una cosa storta, vorrei essere ripreso, perchè amo la riprensione, perché voglio piacere al Signore con tutta la mia condotta. Ma non mi pare però che tu abbia lo stesso mio sentimento.

Che vuoi dire poi quando mi dici ‘di non cadere in atteggiamenti di “giudizio” che facilmente potrebbero ledere all’onorabilità di uomini di Dio e persone’? Che non dovrei pubblicamente giudicare come storte e perverse, false e antibibliche, frasi come le tue? O magari che non dovrei giudicare come cianciatori e seduttori di menti i pastori italiani che insegnano dottrine di uomini che voltano le spalle alla verità o che fomentano scandali contro l’insegnamento che abbiamo ricevuto? E per quale ragione? Per non ledere l’onorabilità di uomini di Dio. Innanzi tutto bisogna vedere se tutti quelli a cui fai riferimento sono uomini di Dio, perché molti di questi cosiddetti pastori non sono servitori di Dio ma di Mammona, e poi qua non si lede l’onorabilità di nessuno, perché non li si sta diffamando, ma li si sta riprendendo severamente per le loro ciance, i loro scandali, le loro false dottrine, come bisogna fare secondo la Bibbia, per amore della verità e dei santi.
Vedo però che ti preoccupi dell’onorabilità dei predicatori che insegnano false dottrine, e che io ho confutato pubblicamente, ma dell’onorabilità della dottrina di Dio vedo che ti interessa ben poco; e d’altronde, lo hai dimostrato non condannando la decisione del Sinodo Valdese di benedire le coppie omosessuali. Non vorrei che anche a riguardo delle false dottrine insegnate da pastori italiani e stranieri, che sono tuoi amici o con cui hai buoni rapporti, che tu non condividi, tu dica ‘Le rispetto, ma non le condivido’.
Per ritornare alle parole di Paolo ‘‘Chi ha riguardo al giorno, lo fa per il Signore; e chi mangia di tutto, lo fa per il Signore, poiché rende grazie a Dio; e chi non mangia di tutto fa così per il Signore, e rende grazie a Dio’, è evidente che se dovessimo usare il tuo metro di giudizio sulla decisione del Sinodo Valdese, dovremmo dire che ‘chi benedice le coppie omosessuali, lo fa per il Signore’, e quindi la sua decisione o convinzione va rispettata perché quella decisione o convinzione è per la gloria di Dio e per onorare Dio! E come si fa a dire una cosa simile, quando quella decisione è stata presa per piacere agli uomini, per soddisfare le concupiscenze carnali degli omosessuali, per incoraggiarli e farli sentire a loro agio? Ma ti rendi conto della confusione e dello sconcerto che crea la tua dichiarazione?

Tu affermi nella tua lettera: ‘I fratelli Valdesi e Metodisti non hanno preso questa decisione a cuor leggero semplicemente per amore del “peccato omosessuale”, la loro convinzione parte da una tesi scientifica sull’omosessualità e da una interpretazione storico/critica sui testi della scrittura che condannano l’omosessualità. La mia convinzione è diametralmente opposta e penso che dal testo dell’intervista sia chiaro. Ti assicuro che non rispetto il peccato e non ho difficoltà a denunciarlo a voce alta. Come tutti gli altri pastori, ho solo compassione per i peccatori’.
Guarda, io conosco molto bene le tesi, le interpretazioni, e le convinzioni dei Valdesi-Metodisti sull’omosessualità, avendole studiate, e ti posso dire che sono abominevoli nel cospetto di Dio, e siccome che da una cosa impura non si può trarre una cosa pura, queste loro tesi abominevoli hanno partorito una decisione abominevole, che è appunto quella di benedire le coppie omosessuali, che poi culminerà un giorno nello ‘sposare’ le coppie omosessuali, e questo avverrà quando anche la legislazione di questo paese sancirà la liceità del matrimonio gay. E’ solo una questione di tempo, tutto volge in quella direzione.
Già, tu dici che la tua convinzione sull’omosessualità è diametralmente opposta a quella dei tuoi fratelli Valdesi e Metodisti che hanno preso questa decisione; ma questo lo sapevamo già ancora prima che tu rilasciassi questa intervista, quello che non sapevamo però era che tu RISPETTI QUESTA LORO DECISIONE ED ESORTI LA FRATELLANZA A RISPETTARLA, ecco cosa ignoravamo. Io infatti nel mio scritto non ti ho contestato la tua posizione sull’omosessualità, che so essere contraria, ma la tua posizione sulla decisione del Sinodo Valdese di benedire le coppie omosessuali, che in sostanza è una posizione di rispetto verso di essa, RISPETTO che non ci può e non deve essere, perché come ti ho detto è una decisione abominevole nel cospetto di Dio, e quindi Dio ci chiama a riprovarla, a condannarla, a rigettarla, a disprezzarla.
Ma tu persisti a rispettarla, e perché questo? Perché non la ritieni peccato, infatti siccome prima nell’intervista hai affermato che la decisione del Sinodo Valdese di benedire le coppie omosessuali ‘va rispettata, ma non può essere condivisa’, e poi in questa tua lettera affermi: ‘Ti assicuro che non rispetto il peccato e non ho difficoltà a denunciarlo a voce alta’, ciò significa per forza di cose – e non è una mia congettura, perché le tue parole si integrano molto bene, direi perfettamente – che per te la decisione del Sinodo Valdese di benedire le coppie omosessuali non è peccato, altrimenti non la rispetteresti e non esorteresti a rispettarla. Ma non ti vergogni di dire una simile cosa? Ma io dico: ‘Ma lo sai cosa è il peccato?’ L’apostolo Giovanni dice: “Chi fa il peccato commette una violazione della legge; e il peccato è la violazione della legge” (1 Giovanni 3:4). Come ardisci dire dunque che quella decisione non è peccato? Non è forse una decisione che viola la legge santa di Dio, perché assicura la benedizione in nome di Dio a degli empi, cioè a uomini e donne perversi che commettono tra di loro cose turpi, e che fa passare l’omosessualità come una tendenza sessuale lecita all’uomo? Ma come la leggi la Bibbia? Ti esorto dunque, a rientrare in te stesso, e a metterti a considerare peccato la decisione del Sinodo Valdese, e quindi a denunciarla a voce alta, perché essa E’ PECCATO AGLI OCCHI DI DIO.

Tu dici che ‘come tutti gli altri pastori, ho solo compassione per i peccatori’, ma a noi pare che oltre ad avere compassione per i peccatori, ne hai altrettanto anche per il peccato che hanno commesso quelli del Sinodo Valdese che hanno deciso di benedire le coppie omosessuali, e le tue parole non lasciano dubbi a riguardo.
Eppure anche tu dici nelle tue prediche ‘Dio odia il peccato’; o mi sbaglio? Come mai dunque tu invece non odi il peccato che hanno commesso quelli del Sinodo Valdese, ma lo rispetti? Non mi pare infatti che odi la decisione del Sinodo Valdese – COME LA ODIA DIO – perché tu LA RISPETTI! E la ragione? Perché secondo te quelli del Sinodo Valdese che hanno preso la decisione di benedire le coppie omosessuali non hanno commesso nessun peccato!

Tu dici anche: ‘E’ evidente che in un documento di 2000 parole dove viene chiaramente illustrata la posizione contraria alla benedizione delle coppie omosessuali non si può soffermarsi su un periodo del testo e tirare le più avverse deduzioni’.
Al che ti rispondo dicendo che invece ci si può, anzi ci si deve soffermare su questa tua dichiarazione, perché è sbagliata, in quanto non mostra per niente totale e assoluta contrarietà alla decisione del Sinodo Valdese, appunto perché hai osato affermare che la loro decisione deve essere rispettata.
Ho tirato le più avverse deduzioni? Non mi pare proprio. Magari lo hanno fatto altri, ma certamente non io che sono stato chiaro quanto lo sei stato tu. Tu hai detto che essa va rispettata, e io invece ho detto che va condannata, riprovata e disprezzata e tu questo non lo hai fatto. Questa non è una deduzione mia, ma una constatazione oggettiva di quanto tu hai detto.

E’ sconcertante poi che tu chiami fratelli quelli che hanno preso questa decisione. Ma lo sai che tra quelli che hanno preso questa decisione, cioè che hanno votato ‘sì’, ci sono delle persone omosessuali? E tu queste persone li chiami ‘fratelli’, e quindi fratelli di Gesù? Ma ti rendi conto di quello che dici? Non lo sai che Gesù ha detto: “Poiché chiunque avrà fatta la volontà del Padre mio che è ne’ cieli, esso mi è fratello e sorella e madre” (Matteo 12:50)? E non lo sai che la volontà di Dio è che noi ci santifichiamo, e che conserviamo il nostro corpo in santità ed onore senza darci a passioni di concupiscenza come fanno i pagani che non conoscono Dio (cf. 1 Tessalonicesi 4:3-5), proprio quello che non fanno questi cosiddetti evangelici omosessuali, che invece si corrompono andando dietro a vizi contro natura, come facevano gli abitanti di Sodoma e Gomorra? Come fai dunque a chiamare fratelli persone che fanno la loro propria volontà perversa e non la buona, giusta e santa volontà di Dio?
Certamente, questi individui che hanno preso questa decisione non sono nostri fratelli. Ma se tu li chiami fratelli vuol dire che devi andare a ripassarti quello che dice la Bibbia sui fratelli di Gesù, perché te lo sei dimenticato. La Bibbia sai come li chiama costoro? Empi, secondo che è scritto: “empî che volgon in dissolutezza la grazia del nostro Dio e negano il nostro unico Padrone e Signore Gesù Cristo” (Giuda 4), altro che fratelli!

Dunque, Remo, io ti esorto ad abbandonare questo tuo parlare ambiguo, questi tuoi giri di parole in riferimento alla decisione del Sinodo Valdese di benedire le coppie omosessuali, e di riconoscere di avere detto una cosa sbagliata, e di metterti a condannarla, riprovarla, disprezzarla, come deve fare ogni ministro di Dio, anzi come deve fare ogni Cristiano. Smetti di chiamarla ‘decisione da rispettare’ e comincia a definirla ‘decisione aberrante, iniqua, ingiusta, malvagia’.

Tu dici poi: ‘Non sarebbe piuttosto preferibile invitarmi ad un chiarimento per una espressione “malintesa” nella mia intervista piuttosto che redarguirmi in maniera così pubblica? A me sembra che la scrittura dia sempre una possibilità di chiarificazione personale prima di rendere pubblica una posizione sbagliata, ci insegna: “ .. poi dillo alla chiesa” Matteo 18:17 Con questa procedura etica si è mosso il direttore di IC news ( Agenzia di informazione cristiana) quando, interpellato da un lettore sulla questione della benedizione delle coppie omosessuali, mi ha invitato a chiarire le mie affermazioni che a giudizio del lettore sembravano “Accomodanti”.
Al che ti rispondo dicendoti che non c’era bisogno di un chiarimento sulla tua espressione, perché era molto chiara; e poi che non è stata intesa male appunto perché chiara.
Perché ti ho ripreso pubblicamente? Perché la tua intervista è pubblica, e quindi tutti la possono leggere, e quindi era necessario una riprensione pubblica. In merito al passo di Matteo 18:17, da te citato a supporto della tua tesi secondo cui prima avrei dovuto contattarti personalmente e privatamente, e poi in caso di un tuo rifiuto ad accettare la riprensione di dirlo alla Chiesa, ti voglio ricordare che questa procedura l’avrei dovuta seguire nel caso tu avessi peccato contro di me, infatti tutto il contesto dice: “Se poi il tuo fratello ha peccato contro di te, va’ e riprendilo fra te e lui solo. Se t’ascolta, avrai guadagnato il tuo fratello; ma, se non t’ascolta, prendi teco ancora una o due persone, affinché ogni parola sia confermata per bocca di due o tre testimoni. E se rifiuta d’ascoltarli, dillo alla chiesa; e se rifiuta di ascoltare anche la chiesa, siati come il pagano e il pubblicano. Io vi dico in verità che tutte le cose che avrete legate sulla terra, saranno legate nel cielo; e tutte le cose che avrete sciolte sulla terra, saranno sciolte nel cielo” (Matteo 18:15-18). Hai peccato contro di me? Mi hai fatto qualche torto che dovevo prima venire da te privatamente a riprenderti, prima di dirlo alla Chiesa? Non mi pare.
Vedi, Remo, la tua dichiarazione sulla decisione del Sinodo Valdese è stata resa pubblica, e quindi dato che alla luce della Parola di Dio è sbagliata, e la possono leggere tutti, è giusto che essa vada riprovata pubblicamente. Ho scritto un breve trattato su questo argomento, che ti invito a leggere integralmente. Qui ti metto solo una parte di quel mio scritto: ‘La falsa dottrina o lo scandalo diffuso tramite Internet o la radio o la televisione o a mezzo stampa sono come dei virus che si diffondono molto velocemente, e che fanno delle vittime poche o tante che siano. Quello che voglio dire è che fanno comunque un danno al Vangelo e alla Chiesa. E’ quindi doveroso che la riprovazione e la riprensione siano subito pubbliche, affinché tutti coloro che hanno ascoltato, visto, guardato, letto la cosa storta, possano avere subito la possibilità di sapere che quella cosa è sbagliata e non si deve fare o insegnare. In altre parole, il veleno diffuso pubblicamente, deve avere subito un antidoto pubblico. E poi, la immediata riprensione pubblica serve a suscitare timore in coloro che sono tentati a dire o fare le stesse cose, secondo che è scritto: “Quelli che peccano, riprendili in presenza di tutti, onde anche gli altri abbian timore” (1 Timoteo 5:20).’
Non si capisce dunque per quale recondito motivo, tu possa pubblicamente affermare che rispetti quella decisione abominevole, e io non possa dire altrettanto pubblicamente che hai fatto una dichiarazione insensata che porta disonore al Vangelo, perché te lo ripeto: ‘Rispettare significa ‘onorare, stimare, riconoscere la dignità, il valore di qualcosa’. Bisogna dunque porsi questa domanda: ‘Alla luce di quanto dice la Scrittura, la decisione del Sinodo Valdese possiede qualche valore o qualche dignità, che va rispettata?’ No, anzi possiede tutte le caratteristiche per essere disprezzata, detestata, e rigettata, perché essa è UNA FORMA DI MALE. Non ha forse detto l’apostolo Paolo: ‘Aborrite il male” (Romani 13:9)?’
Ma dimmi un po’, quando Pietro ad Antiochia si mise a costringere i Gentili a giudaizzare, e con la sua simulazione trascinò dietro a sé altri credenti tra cui anche Barnaba, che fece Paolo? Lo chiamò in disparte, e lo riprese privatamente prima di farlo davanti a tutti? Non mi pare proprio, ma lo riprese subito davanti a tutti, e questo perché Pietro si era messo a procedere pubblicamente in maniera storta verso la verità del Vangelo (Galati 2:14). Egli era da condannare, dice Paolo. E tu che hai fatto con questa tua affermazione pubblica sulla rispettabilità della decisione del Sinodo Valdese di benedire le coppie omosessuali? Non hai fatto forse una cosa simile? In altre parole, non è forse vero che tu pubblicamente non hai proceduto con dirittura rispetto alla dottrina di Dio? Che ti aspettavi dunque? Un trattamento diverso da quello che ricevette Pietro?
Ritengo dunque che tu debba rivedere anche l’interpretazione data da te a quel passo di Matteo, perché non può essere applicato nel caso un credente ha compiuto uno scandalo o insegnato una eresia o fatto una affermazione insensata di dominio pubblico. In questo caso infatti la riprensione e la riprovazione devono essere pubbliche.

Ti voglio ricordare inoltre che le decisioni si possono condannare. Ti propongo alcuni esempi, tra i tantissimi che esistono.

– Ad Assisi al termine del 64esimo convegno giovani (27-30 dicembre 2009), promosso dalla Pro Civitate Christiana e da Pax Christi, dal tema “Il sasso nell”Acqua”, è stato lanciato un appello in cui viene detto tra le altre cose:
‘ …. Per questo noi condanniamo la decisione del Parlamento italiano del 19/11/09 di privatizzare l’acqua: è un atto gravissimo che noi riteniamo immorale. Per questo noi chiediamo che l’acqua rimanga gestita esclusivamente e direttamente dalle comunità locali, che hanno da sempre diritto di garantirne la distribuzione per tutti al costo più basso possibile. ….
Tratto da: http://www.tuttoggi.info/articolo-20067.php
– Il governo Francese ha condannato la decisione del governo Iraniano di mettere a morte un omosessuale, ecco infatti cosa si legge in un dispaccio dell’agenzia Ansa del 1 Settembre 2010: ‘ (ANSA) – PARIGI, 1 SET – La Francia ha chiesto la liberazione di Ebrahim Hamidi, il giovane iraniano di 18 anni condannato a morte nel suo paese perche’ omosessuale. Lo ha comunicato il ministero degli Esteri che in una nota: ‘La Francia esprime viva preoccupazione dopo la condanna a morte di Hamidi’, ha riferito il portavoce del Quai d’Orsay. ‘Condanniamo questa decisione che rivolta le coscienze per le gravi violazioni dei diritti umani fondati sugli orientamenti sessuali in Iran’.
Tratto da: http://wwwext.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2010/09/01/visualizza_new.ht…
– La Comunità Europea ha condannato la decisione del pastore Terry Jones di bruciare il Corano (decisione che poi il Jones non ha attuato perché ci ha ripensato):
L’ alto rappresentante della politica estera della Ue Catherine Ashton «condanna nella maniera più forte possibile» l’invito a «bruciare in piazza il Corano» nell’anniversario dell’11 settembre, lanciato da un pastore battista americano. «Condanniamo fortemente questo appello», ha detto la portavoce della Ashton, rilevando che da parte della Ue c’è il «pieno rispetto per tutte le fedi religiose».
Tratto da: http://www.ilgiornaledipozzallo.net/39901/rogo-corano-linterpol-lancia-allarm…
– L’esponente Udc Rocco Buttiglione, in merito alla decisione presa dalla Corte europea dei diritti dell’uomo in merito alla presenza del crocifisso nelle aule scolastiche, secondo cui essa costituisce “una violazione della libertà dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni e della libertà di religione degli alunni”, ha parlato di “decisione aberrante”.
Tratto da: http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/scuola_e_universita/servizi/crocefis…

Ora, dico io, se persone del mondo condannano senza mezzi termini delle decisioni di singoli o di governi che secondo loro violano certi diritti, quanto più i ministri di Dio, e in generale i Cristiani, devono condannare tutte quelle decisioni che vanno contro la Parola di Dio. Non mi pare che le persone citate qua sopra abbiano usato la formula ‘La decisione va rispettata, ma non possiamo condividerla’. No, perché non solo rifiutano di condividerla, ma rifiutano anche di rispettarla.
Quindi io ritengo che tu adottando questa espressione ‘La decisione va rispettata, ma non può essere condivisa’, in merito alla decisione del Sinodo Valdese di benedire le coppie omosessuali, decisione che va apertamente contro la legge di Dio, e quindi è condannata da Dio, ti sei comportato con molto meno coraggio di quanto facciano tante persone del mondo quando devono esprimere la loro riprovazione nei confronti di certe decisioni. E non solo con molto meno coraggio, ma anche con molta meno chiarezza.
I ministri di Dio devono invece portarsi virilmente, con coraggio, senza paura di niente e di nessuno, e devono riprovare con ogni franchezza le opere infruttuose delle tenebre, come facevano gli apostoli, e quando un organo ecclesiastico, come quello del Sinodo Valdese, prende una decisione del genere, devono avere il coraggio e la forza di denunciarla, di riprovarla, di condannarla, e di disprezzarla pubblicamente, SENZA SE E SENZA MA, e senza nessun giro di parole. E tu non solo questo non lo hai fatto, ma hai addirittura detto che quella decisione va rispettata. Hai detto dunque il contrario di quello che avresti dovuto dire. Non metterti a fare giri di parole, perché l’italiano lo comprendiamo bene, e sappiamo cosa significa che una decisione va rispettata!
Ma allora mi domando io: ‘Se un giorno un organo ecclesiastico di una qualche Chiesa Protestante dovesse sancire la benedizione delle coppie formate da una donna o un uomo con una bestia, o da un uomo e sua figlia, o una donna e suo figlio, in base al tuo modo di ragionare, non si dovrebbero condannare neppure queste decisioni? Anche in questo caso si dovrebbero rispettare?’ Tu forse mi dirai: ‘No, in questo caso sarebbero da condannare!’ E no, Remo, perché se sei coerente con te stesso, dovresti rispondere di sì, perché l’omosessualità è messa assieme a questi altri peccati nella Bibbia, è condannata come lo sono gli altri peccati da me menzionati qua sopra. Ma ti rendi conto allora della gravità della frase che hai detto? Ti rendi conto a cosa può portare?
Tu quindi non hai condannato la decisione del Sinodo Valdese, Remo, e mi pare di capire che non hai nessuna intenzione di farlo. Avrai certamente i tuoi interessi nel non condannarla, ma sappi che quando si antepongono i propri interessi alla dottrina di Dio, si smette di servire il Signore, perché si cerca di piacere agli uomini. Non ha forse detto l’apostolo Paolo: “Vado io forse cercando di conciliarmi il favore degli uomini, ovvero quello di Dio? O cerco io di piacere agli uomini? Se cercassi ancora di piacere agli uomini, non sarei servitore di Cristo” (Galati 1:10)? E’ evidente dunque che nel momento che un ministro di Dio comincia con il suo parlare e la sua condotta a piacere agli uomini, egli non serve più Cristo. Tu vuoi piacere ai tuoi fratelli Valdesi-Metodisti, lo abbiamo capito tutti noi questo. D’altronde tu sei in buoni rapporti con loro, e difatti hai pure pastori valdesi che insegnano nella Facoltà Pentecostale di Aversa, e non hai intenzione di rinunciare ad essi! E’ quindi inevitabile che tu abbia deciso di adottare questo linguaggio ambiguo, non aggressivo (già perché il nostro linguaggio per te è ‘aggressivo’, ma hai dimenticato che lo era anche quello di Gesù e degli apostoli quando riprovavano il male), non chiaro, che peraltro getta scompiglio in quelle famiglie di credenti dove ci sono persone omosessuali, che adesso si sentiranno dire: ‘Ma pure il pastore Remo Cristallo ha detto che rispetta la decisione del Sinodo Valdese di benedire le coppie omosessuali: perché dunque non rispettate la mia decisione di essere omosessuale e di farmi benedire assieme al mio ‘compagno’ da un pastore Valdese?’
Credo che tu non immagini neppure i danni che queste tue stolte parole produrranno nel tempo, perché costituiscono del lievito malvagio che farà lievitare tutta la pasta. Non ti illudere, queste tue parole costituiscono un incoraggiamento alla pratica omosessuale, appunto perché tu dici che la decisione del Sinodo Valdese va rispettata. E quello che hai detto per chiarire il tuo pensiero non ha affatto risolto il problema, perché non hai rinnegato quello che hai detto nell’intervista.

Tu infatti dici: ‘Noi siamo su posizioni teologiche contrarie alla benedizione delle coppie omosessuali’. E che significa questo? Non significa mica che voi condannate quella decisione! Che voi avete una posizione teologica contraria, lo si sapeva, ma il problema sussiste perché voi non dite di DETESTARE, ODIARE, RIGETTARE, RIPROVARE NELLA MANIERA PIU’ FORTE POSSIBILE la decisione dei Valdesi di benedire le coppie omosessuali.
Quello che voglio dire è che non è affatto soddisfacente questo tuo modo di parlare, perché in base all’esempio che ci hanno lasciato prima i profeti, e poi Gesù e gli apostoli, queste affermazioni che contrastano la verità vanno riprovate energicamente, e severamente. Paolo disse infatti a Tito in merito a coloro che insegnavano cose perverse: “Riprendili perciò severamente, affinché siano sani nella fede, non dando retta a favole giudaiche né a comandamenti d’uomini che voltan le spalle alla verità” (Tito 1:13-14). E noi non vediamo nessuna severità nelle tue parole contro i Valdesi-Metodisti che hanno preso questa aberrante decisione!

Tu dici ‘non è nel nostro stile’; male, molto male, perché questo significa che voi non seguite lo stile di Gesù e neppure quello degli apostoli. E’ ora dunque che cambiate stile.

Tu dici anche: ‘le stesse cose possono essere dette anche con tono pacato senza per questo togliere forza alla verità e alla decisione con la quale si dicono’, ma il problema qua è che tu non hai detto le stesse cose che diciamo noi, o meglio che dice la Parola di Dio, su tale decisione dei Valdesi, ma con tono pacato, ma hai detto altre cose, cose che non si devono per niente dire né in maniera ‘aggressiva’ e neppure ‘con tono pacato’. Hai capito sì o no?

Ascolta, dunque, io ti esorto a fare un comunicato in cui dici espressamente una frase del genere ‘Condanniamo la decisione del Sinodo Valdese di benedire le coppie omosessuali, in quanto aberrante, contraria alla legge santa di Dio’. Fallo, per amore della verità e dei santi, altrimenti porterai la pena di queste tue parole stolte.

E sappi che fino a che avrò un alito di vita, e fino a che non la condannerai, quando ne avrò l’opportunità condannerò la tua dichiarazione. E con me faranno questo tutti quelli che temono Dio e rispettano il Suo nome.

Ti saluto nel Signore

Giacinto Butindaro

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Giorgio Spini (1916-2006). Alcune notizie su Giorgio Spini, e alcune domande per Francesco Toppi, ex-presidente delle ADI, che ne era fraterno amico

Breve biografia di Giorgio Spini

Nato a Firenze il 23 ottobre 1916 da madre cattolica e padre evangelico, Giorgio Spini abbraccia fin da giovane la confessione di fede paterna e si orienta su posizioni marcatamente antifasciste. Lo influenzano in ciò l’Associazione cristiana dei giovani (collegata all’YMCA), con la sua ricchezza di contatti internazionali e di collegamenti con l’intellighenzia antifascista, e “Gioventù cristiana”, la rivista della corrente barthiana dei giovani intellettuali valdesi in stretto rapporto con la Chiesa Confessante Tedesca, impegnata contro il nazismo.

Agli anni universitari e alle prime esperienze culturali e politiche, segue l’arruolamento nell’esercito, l’adesione al Partito d’Azione e, con l’8 settembre 1943, il passaggio delle linee del Fronte per partecipare alla guerra di liberazione, che Spini combatte, come ufficiale di collegamento, nelle forze alleate della VIII Armata Britannica. In quel periodo cura una serie di trasmissioni radiofoniche antifasciste con lo pseudonimo di Valdo Gigli e salva alcune preziose tele di Botticelli, Paolo Uccello e Giotto.

Dopo la guerra intraprende una prestigiosa carriera universitaria che lo porterà a insegnare nelle Università di Messina e Firenze e, negli Stati Uniti, ad Harvard, alla University of Wisconsin e alla University of California – Berkeley nonché a diventare presidente dell’Istituto Socialista di Studi Storici e condirettore della “Rivista Storica Italiana”.

Ponendo al centro il contributo della cultura protestante, Spini si occupa di storia europea e nordamericana del Seicento, in particolare delle correnti spirituali religiose e antireligiose, della storia cinquecentesca del principato mediceo e di Firenze dopo l’Unità d’Italia nonché dei rapporti tra il Risorgimento italiano e i movimenti protestanti europei e statunitensi senza tralasciare le origini del socialismo.

Tra le sue opere più importanti si annoverano: Storia dell’età moderna, che lo fece conoscere al grande pubblico, Autobiografia della giovane America, Risorgimento e protestanti, e il seguito, Italia liberale e protestanti.

Predicatore laico evangelico, membro della Tavola Valdese – l’esecutivo della Chiesa Valdese e Metodista – Spini si adopera in favore della libertà religiosa. Metodista, lavora al Patto di integrazione tra la Chiesa Metodista e Valdese (1979) nonché alle trattative per l’Intesa tra la Chiesa Valdese e la Repubblica italiana (1984), come anche alle trattative per l’Intesa tra le Assemblee di Dio in Italia e lo Stato (1988).

Tra i molti riconoscimenti, nel 2000 riceve dal Presidente Ciampi l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana e nel 2004 il Sindaco di Firenze gli conferisce la massima onorificenza cittadina, il “Fiorino d’Oro”.

Attivo fino alla fine – lavorava al seguito di Italia liberale e protestanti con un nuovo volume dedicato al periodo fascista in Italia – Giorgio Spini è morto all’ospedale fiorentino di Careggi sabato 14 gennaio 2006.

I funerali si sono svolti lunedì 16 gennaio nel luogo di culto della Chiesa Valdese di Firenze.

Notizie tratte in massima parte da: http://www.evangelici.net/notizie/1137327682.html

La Massoneria italiana rende omaggio a Giorgio Spini

Ai funerali di Giorgio Spini tra i tanti presenti c’era il Gran Maestro Aggiunto Massimo Bianchi in rappresentanza del Gran Maestro Gustavo Raffi e dei Liberi Muratori del Grande Oriente d’Italia, un alto esponente della Massoneria Italiana quindi, verso la quale Giorgio Spini durante un convegno della Massoneria tenutosi a Firenze nel 2005 (in occasione del bicentenario della Loggia Massonica Grande Oriente d’Italia) ebbe delle belle parole.

Ecco un articolo apparso su Erasmo che attesta quanto appena da me detto: ‘FIRENZE – Il Grande Oriente rende omaggio a Giorgio Spini. I funerali di Giorgio Spini, grande storico sui cui testi si sono formate generazioni di studenti e, al contempo combattente per la libertà negli anni bui della dittatura, si sono svolti il 16 gennaio a Firenze, nella Chiesa Valdese. Professore emerito all’Università di Firenze, ha insegnato in numerose università americane, fra le quali Harvard.

Il Maestro ci ha onorato, partecipando attivamente al convegno fiorentino del 12 novembre, organizzato nell’ambito delle celebrazioni del bicentenario del Grande Oriente d’Italia. In quello che ha rappresentato uno dei suoi ultimi interventi, Giorgio Spini svolse una relazione sul ruolo storico della massoneria italiana. “Grande importanza deve essere attribuita alla massoneria dell’esilio – fu uno dei passaggi del suo discorso – con la linea di continuità massonica rappresentata dai nostri esuli che mantennero, contro la tirannide, un’opposizione di elevata spiritualità e coerenza, carattere peculiare, nei secoli, del massonismo universale”٭.

Numerosissime le autorità presenti ai suoi funerali, ai quali ha partecipato il Gran Maestro Aggiunto Massimo Bianchi in rappresentanza del Gran Maestro Gustavo Raffi e dei Liberi Muratori del Grande Oriente d’Italia’.

Erasmo, numero 1-2 / 2006, pag. 7

٭ Nota mia: Nel suo intervento in quel Convegno, Giorgio Spini debuttò così: ‘E’ con non finta commozione che ho accettato questo invito di recare un brevissimo messaggio di simpatia e di solidarietà ….’. Per chi vuole ascoltare tutto l’intervento di Giorgio Spini clicchi qua o vada qua http://www.bicentenario-goi.it/firenze_audio.htm

Tratto da: http://www.grandeoriente.it/img/riviste/erasmo/2006/26-0102.pdf

Le Assemblee di Dio rendono omaggio a Giorgio Spini

Naturalmente ai funerali di Giorgio Spini non poteva mancare anche un rappresentante delle ADI, e difatti c’è andato Francesco Toppi.

‘Si sono svolti, nella chiesa valdese di Firenze, i funerali dello storico Giorgio Spini. “Ha dato a noi, protestanti italiani, la nostra identità”, ha detto il Presidente della FCEI.

L’ultimo saluto a Giorgio Spini si è svolto in una chiesa gremita. Lunedì 16 gennaio alle ore 15, la chiesa valdese di via Micheli a Firenze conteneva a malapena le persone accorse da tutta la penisola per celebrare i funerali di uno dei massimi storici del Novecento. Giorgio Spini, metodista, studioso di fama internazionale, si è spento sabato 14 gennaio all’età di 89 anni, dopo una vita dedicata alla storia, all’impegno politico e alla fede evangelica. La predicazione era affidata al pastore Massimo Aquilante, presidente dell’Opera per le chiese evangeliche metodiste in Italia (OPCEMI); nel corso del culto sono intervenuti anche la pastora Maria Bonafede, moderatore della Tavola valdese; il presidente delle Assemblee di Dio (ADI), il pastore Francesco Toppi; il collega ed amico Sandro Rogari, preside della Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Firenze; e il sindaco di Firenze Leonardo Dominici. “Il cuore di Spini, profondo conoscitore della grande cultura anglosassone e quindi fatalmente protestante, pendeva verso la Rivoluzione del 1688. Grazie a lui è stato messo in rilevo il nesso tra la cultura liberale e il protestantesimo” ha ricordato il pastore Giorgio Bouchard, già moderatore della Tavola valdese, intervenuto anch’egli in occasione dei funerali. E ancora: “Non solo, ma è stato mediatore della cultura anglosassone verso l’Italia. Grazie a lui abbiamo scoperto che l’800 italiano è stato un ‘secolo protestante'”. Nel corso dei funerali, il figlio dello storico scomparso, l’onorevole Valdo Spini, ha letto un messaggio di cordoglio del presidente Ciampi.

Gianni Long, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), nel messaggio di cordoglio inviato alla famiglia Spini, ha voluto ricordare il ruolo svolto dallo storico nella nascita della FCEI: “Giorgio Spini è stato presidente del secondo Congresso evangelico italiano tenutosi nel 1965, da cui è poi nata la Federazione delle chiese evangeliche, due anni dopo”. Inoltre il presidente Long ha dichiarato: “Come storico Giorgio Spini è stato colui che – grazie ai numerosi libri scritti sul rapporto tra protestanti e l’Italia dal Risorgimento al ‘900 – ci ha dato la nostra identità, inserendo le piccole storie delle singole chiese nel quadro complessivo della storia nazionale. E non possiamo dimenticarci neanche come Spini, all’età di 70 anni, quando era un personaggio già famoso, aveva deciso di diventare predicatore locale, dimostrando uno spirito di servizio verso la propria comunità. Giorgio Spini è stato anche un ponte verso tutto l’evangelismo italiano, facendo fra l’altro parte delle commissioni che hanno trattato le Intese con lo Stato; non solo della propria chiesa, quella valdese e metodista, ma anche di altre chiese evangeliche. Egli ha inoltre sempre dimostrato particolare attenzione verso la realtà pentecostale”.

Tratto dal NEV del 18 gennaio 2006

Tratto da: http://www.chiesavaldese.org/pages/archivi/index_commenti.php?id=230

Poi Francesco Toppi lo ha omaggiato in un articolo dal titolo ‘Una duplice perdita’ apparso su Risveglio Pentecostale del Marzo 2006.

Giorgio Spini, invece, aveva un carattere affabile, era aperto, disponibile alla conversazione, non metteva mai alcuno in soggezione, eppure era uno dei più illustri storici italiani. Sui suoi libri di storia ha studiato un’intera generazione di studenti.

Famoso nel mondo intellettuale internazionale, professore di Storia dell’Europa Occidentale alla Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Firenze, ha insegnato in diverse Università italiane e negli Stati Uniti (Harvard, Wisconsin, Berkely).

Mai disposto a nascondere la propria fede evangelica, aveva chiesto di essere accettato quale “predicatore locale” della Chiesa Metodista alla quale apparteneva fin dalla fanciullezza.

Chi scrive lo incontrò per la prima volta nel 1965, in occasione del Secondo Congresso Evangelico Italiano, del quale era stato nominato presidente. Memorabile, in quella occasione, la sua appassionata conferenza sulla libertà religiosa in Italia, in particolare riguardante i pentecostali, quando, con pochi autorevolissimi tratti propri di un’oratoria affascinante, descrisse le vicissitudini della “battaglia condotta fuori dal ghetto, nel paese, con la coscienza di lottare non già per un privilegio particolare, ma per la libertà di tutti gli italiani”, dando ampio riconoscimento a Giorgio Peyrot, “anima delle battaglie per la libertà religiosa in Italia”.

Sorse allora una fraterna amicizia, durata quarant’anni, tra lui, il più noto storico italiano, e chi scrive, giovane predicatore pentecostale. I suoi interventi autorevoli si erano manifestati fin dal 1950 con scritti che rivelavano le ingiustizie e le persecuzioni contro i pentecostali. Significativo fu l’intervento di Spini nel 1953 a favore della comunità ADI di Messina alla quale era stato impedito il culto.

Con un tempestivo intervento, fece fare un’interrogazione alla Camera dei Deputati riguardante il caso, che fu immediatamente risolto.

Nel 1959, le ADI ottennero, infine, il riconoscimento giuridico e la libertà di manifestare apertamente la propria fede.

Nel 1985 il Governo richiese di nominare una Commissione di studio per l’attuazione delle intese, in ottemperanza dell’Articolo 8, terzo comma della Costituzione.

Il Consiglio Generale delle Chiese, su mandato dell’Assemblea Generale, chiese fraternamente al professor Giorgio Spini di fungere da capo della delegazione, composta anche dal professor Sergio Bianconi, noto giurista valdese, dal dottor Giuseppe Di Masa, membro della chiesa ADI di Roma e da chi scrive.

I lavori iniziarono il 18 giugno 1985 e si conclusero con il testo definitivo dell’Intesa, il 27 ottobre 1986.

Ancora una volta Giorgio Spini svolse il suo incarico con grande competenza ricevendo il rispetto e l’ammirazione di tutti i membri della Commissione, quasi tutti autorevoli professori di diritto ecclesiastico in varie università italiane.

Tutto si svolse in un’atmosfera di grande cordialità.

È da ricordare come egli ripetutamente non abbia mancato di testimoniare della propria fede evangelica e ripetutamente suggeriva a chi scrive: “Testimonia dell’Evangelo perché questi non ne sanno nulla, sono completamente a digiuno del messaggio della salvezza”.

Famoso nell’ambito culturale di mezzo mondo, non nascose mai la semplice fede evangelica che professava e non si vergognò mai di unirsi ai più poveri e semplici credenti.

Ripetutamente ha visitato la nostra comunità di Roma, partecipando con la predicazione arricchita dalla sua oratoria affascinante e comprensibile.

In questi ultimi anni ha partecipato spesso ai culti nella comunità ADI di Firenze, dove talvolta ha predicato. Aveva scelto come suo accompagnatore un suo giovane studente, membro di quella chiesa.

In una delle sue ultime visite a Roma, nel 2004, è stato ospite per qualche ora dell’Istituto Biblico Italiano. In quell’occasione ha esortato gli studenti a rimanere saldi nell’Evangelo, unica fonte di vera libertà.

Fino all’ultimo vigile e lucido ha continuato a tenere contatti con i suoi amici fraterni.

Il Signore lo ha richiamato a Sé, a noi lascia il ricordo di un deciso combattente per la fede e per la giustizia che è stato un’ispirazione per quanti lo hanno conosciuto, stimato ed amato.

Con lui il mondo evangelico italiano ha perduto un testimone e un difensore.

In particolare siamo grati a Dio per la sua testimonianza di fede, lealtà e disponibilità totale per la causa dell’Evangelo in Italia.

Alla dolce consorte, ai figli ed in particolare a Valdo, il quale sta seguendo le orme paterne e continua ad essere un fraterno amico delle ADI, giungano, a nome del Consiglio Generale delle Chiese, i sentimenti più profondi di solidarietà ed affetto, con l’assicurazione delle nostre preghiere.

Questi due eccezionali credenti, risoluti testimoni dell’Evangelo in Italia, non sono più con noi, ma ci hanno lasciato un’eredità di libertà e di fede.

Dio ci aiuti, come parte di una minoranza significativa della società italiana, a valutare e a riconoscere il Mandato che Egli ci ha affidato di tenere alto il nome, la fede e l’etica e dell’Evangelo. Francesco Toppi

Tratto da: http://www.assembleedidio.org/risveglio/RPmar06.pdf

Mio commento con alcune domande a Francesco Toppi

La presenza dell’allora Presidente delle ADI Francesco Toppi ai funerali di Giorgio Spini si spiega con il fatto che Giorgio Spini – come detto nella breve biografia – ebbe un ruolo di primo piano nella stipulazione dell’Intesa tra lo Stato e le ADI. Vediamo di spiegarlo meglio.

Nel giugno 1984, in occasione del Convegno Pastorale delle ADI venne indetta una sessione straordinaria dell’Assemblea Generale per discutere e approvare la documentazione (Carmine Lamanna definisce improbo il lavoro che fu fatto per la preparazione della documentazione, e Toppi gli fa eco definendolo ‘gravoso ed arduo’) da presentare al Governo Italiano in vista dell’intesa con lo Stato. All’unanimità furono ratificati gli argomenti da inserire nell’intesa e la stesura globale dei ‘Lineamenti dottrinali’ delle ADI. Il 23 luglio di quello stesso anno venne inoltrata formale richiesta al Governo. La Presidenza del Consiglio dei ministri allora costituì una Commissione di studio per valutare le richieste delle ADI in vista della predisposizione del progetto di intesa e chiese che venissero indicati quattro esperti per rappresentare le ADI nella Commissione stessa. I quattro esperti, designati dal Consiglio Generale delle Chiese ADI, furono il professore Giorgio Spini, il professore Sergio Bianconi (evangelici che avevano fatto parte della precedente commissione per l’intesa con la Tavola Valdese), il dottore Giuseppe Di Masa quale consulente legale delle ADI, e poi il Presidente delle ADI. I lavori della commissione iniziarono nel giugno del 1985, e si conclusero nell’ottobre del 1986. Nell’ottobre del 1986 venne siglato il testo definitivo dell’intesa dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e dal presidente delle ADI. L’intesa fu poi firmata il 29 dicembre del 1986. Nel novembre del 1988 poi, lo Stato Italiano – sulla base dell’intesa tra Stato e ADI stipulata nel dicembre del 1986 e firmata dall’allora Presidente del Consiglio Bettino Craxi e dal Presidente ADI Francesco Toppi – promulgò la legge che regola i rapporti tra lo Stato e le ADI.

Ora, considerando dunque il ruolo che ha avuto Giorgio Spini nell’Intesa Stato-ADI, la sua decennale amicizia con Francesco Toppi, il fatto che sia stato fatto predicare in alcune comunità ADI, certamente fanno sorgere in me diverse domande le parole di elogio del Metodista Giorgio Spini alla Massoneria (che si fonda su principi antibiblici), infatti in quel convegno ricordato nell’articolo su ‘Erasmo’ viene detto: ‘Grande importanza deve essere attribuita alla massoneria dell’esilio – fu uno dei passaggi del suo discorso – con la linea di continuità massonica rappresentata dai nostri esuli che mantennero, contro la tirannide, un’opposizione di elevata spiritualità e coerenza, carattere peculiare, nei secoli, del massonismo universale’, ed egli ebbe anche a dire: ‘E’ con non finta commozione che ho accettato questo invito di recare un brevissimo messaggio di simpatia e di solidarietà ….’.

Ora, in base alle parole di Francesco Toppi su Giorgio Spini, egli si fregia di essere stato amico di Giorgio Spini, e si compiace del fatto che Giorgio Spini abbia predicato non solo in seno alla Chiesa ADI di Roma ma anche in quella di Firenze. Mi viene da domandare quindi a Francesco Toppi come mai una persona come Giorgio Spini, che ha portato un messaggio di simpatia e solidarietà ad un convegno della Massoneria, abbia avuto accesso in seno al popolo di Dio, e gli sia stato dato persino il pulpito in alcune occasioni. ‘Un ministro del Vangelo, un predicatore del Vangelo, può manifestare simpatia e solidarietà verso la Massoneria?’ Ed ancora: ‘Nelle ADI è lecito dunque essere amici di Protestanti che parlano in questa maniera della Massoneria?’

Ma vorrei chiedere a Toppi, dato che siamo in tema di Massoneria, anche questo: ‘Nelle ADI è lecito essere membri della Massoneria? Qual è la posizione delle ADI a tale riguardo?’ Giusto per sapere anche questo.

Per chi vuole sapere cosa è la Massoneria, e capire perché essa è incompatibile con il Vangelo perchè contraria al Vangelo, vi presento il seguente articolo.

Che cosa è la Massoneria?

La massoneria rimanda ai principi, alle istituzioni e alle regole dell’ordine fraterno dei “massoni liberi ed accettati”. Nella gran parte della società mondiale, la massoneria è un’organizzazione di uomini basata sulla “paternità di Dio e sulla fratellanza dell’uomo,” avente come simboli, utensili per costruire, per insegnare le verità morali basilari accettate dalle persone di buona volontà.

Il loro motto è “moralità in tutto ciò che tutti approvano, ossia, essere buoni e veri uomini.” La massoneria è religiosa poiché sono richieste la fede in un Essere Supremo e nell’immortalità dell’anima per divenirne membri, ma non è settaria poiché non richiede nessun testo religioso. ** La volontà della massoneria è di far sì che persone diverse si possano incontrare in armonia, e che si promuova l’amicizia e la carità. Il loro fondamento è che siamo tutti figli di un solo Dio, che tutte le persone sono in relazione tra di loro e che il modo migliore di adorare Dio è servire la gente.

Non esiste un loro quartier generale a livello nazionale, ma il più grande a livello regionale è lo Scottish Rite Southern Jurisdiction, situato ad Alexandria, Virginia. Il numero dei massoni statunitensi è stimato attorno ai tre milioni, mentre a livello mondiale sono all’incirca cinque milioni. L’unità principale della massoneria è la loggia che ha uno statuto stabilito da una grande loggia, la quale esercita i poteri amministrativi. Le logge sono legate insieme da un sistema di riconoscimento reciproco attraverso i requisiti massonici. Esse conferiscono tre gradi: apprendista, membro della corporazione e maestro massone. Gradi supplementari vengono conferiti da due gruppi di massoneria avanzata: gli “York Rite” che conferisce 12 gradi e la “Scottish Rite” che conferisce 30 gradi superiori. Negli Stati Uniti e nel Canada i membri hanno formato un gran numero di gruppi per essere in grado di espandere le proprie attività sociali e caritatevoli. Il gruppo meglio conosciuto è quello degli Shriners che organizzano parate festive e sostengono ospedali per handicappati e bambini ustionati. (Per essere uno Shriner ossia [“dell’ordine dei Templari Mistici”], occorre essere arrivati al 32.grado della Scottish Rite Mason o all equivalente della York Rite [Knights Templar]).

Sebbene solo gli uomini (di almeno 21 anni) possono essere massoni, relative organizzazioni sono disponibili per i loro parenti- infatti c’è l’Ordine della Stella dell’Est per i maestri massoni e le loro mogli, l’Ordine di De Molay per i ragazzi, l’Ordine delle figlie di Job e dell’Arcobaleno per le ragazze. La loggia massonica ha più di cento organizzazioni, incluse le figlie del Nilo, gli Alti Cedri del Libano, il Mistico Ordine dei Profeti Velati del Reame Incantato, i Cavalieri della Croce Rossa di Costantino e la Loggia Blu.

Sebbene alcuni massoni ritengano che l’origine della propria organizzazione risalga all’inizio dei tempi (molti dei loro insegnamenti sono legati al Tempio di Salomone, ma loro affermano che anche Giovanni Battista e Giovanni l’Apostolo erano massoni), la moderna massoneria ha avuto inizio solo nel 1717. In quell’anno le quattro logge britanniche formarono la prima grande loggia d’Inghilterra che divenne la prima grande loggia al mondo. Da allora, le logge si sono diffuse in tutto il mondo. Con le grandi logge locali formatesi ovunque c’erano anche logge più piccole a sufficienza. Le prime logge americane apparirono a Philadelphia (1730) e a Boston (1733).

La terminologia e il simbolismo massonico proviene maggiormente dalla corporazione dei lavoratori della pietra durante il Medio Evo. In inglese la massoneria viene chiamata Freemasonry e la particella “free” proviene dalla parola “freestones” (pietra che può essere tagliata senza essere scalfita) che veniva usata dai massoni. Anche i massoni che lavoravano la pietra erano divisi nei tre livelli coi quali oggi vengono divisi i moderni massoni. Nella massoneria vengono usati diverse allegorie e simboli. Spesso gli scrittori massoni usano questa antica definizione già usata dai loro antichi: “La massoneria è un sistema di moralità, nascosta nell’allegoria ed illustrato da simboli.” Ma questi simboli possono essere interpretati come ognuno vuole. I maestri massoni stabilirono sotto giuramento che “sempre si cela, mai si rivela.” Originariamente la massoneria era un modo col quale le persone potevano svolgere occultamente la loro “attività” rimanendo rispettabili cittadini. Il titolo della rivista ufficiale massonica negli Stati Uniti è New Age. Alcune chiese sono condotte da massoni (un’indagine del 1991 fatta dall’Assemblea Battista del Sud rivelò che il 14% dei pastori e il 18% dei diaconi dell’Assemblea Battista del Sud sono massoni. È stato inoltre calcolato che questa assemblea comprende il 37% dei membri delle logge statunitensi.)

Diverse altre società segrete sembrano emulare il modello massone. L. James Rongstad dice che la massoneria è “la nonna” di tutte le logge. I suoi insegnamenti, rituali, usi e costumi, e la sua segretezza hanno avuto un effetto ispirante per altri gruppi simili come le Alci, le Aquile, o la masseria nazionale . I riti del Tempio Mormone sono sorprendentemente simili alle pratiche delle logge massoniche (probabilmente perché Joseph Smith, il fondatore della chiesa mormone, era anche un massone). Anche i rituali usati oggigiorno nelle fraternità collegiali sono basati più o meno su quelli massoni così come i simboli sul retro dei dollari americani (piramide, occhio che vede dappertutto, il numero di piume sulle ali dell’aquila, le stelle sopra la testa dell’aquila sotto forma di Stella di Davide) e ciò non deve sorprendere considerando che diversi dei cosiddetti padri fondatori dell’America erano loro stessi dei massoni come George Washington, Thomas Jefferson, Benjamin Franklin, Ethan Allen, John Hancock, John Paul Jones, Paul Revere, Robert Livingston, e 35 altri meno conosciuti che erano firmatari della Dichiarazione di Indipendenza e/o della Costituzione. Altri personaggi famosi della storia erano massoni come ad esempio Mozart, Henry Ford, Rudyard Kipling, Gerald Ford, Douglas MacArthur e Will Rogers. (Vi erano però tra i padri fondatori anche qualcuno che condannava la massoneria: John Adams, John Quincy Adams, James Madison, Millard Fillmore, Daniel Webster e Charles Summer.)

Dal momento che i massoni sono coinvolti in così tante degne cause, diversi di loro non sanno che i loro leaders dicono che la massoneria in realtà è una religione e non semplicemente “un’organizzazione fraterna, sociale e di servizio civico.” Joseph Fort Newton (1880-1950), un ministro episcopale, riconosciuto un’autorità dal mondo massone, disse che “la massoneria non è una religione ma “La” Religione – non una chiesa ma un culto nel quale gli uomini di tutte le religioni possono unirsi.” Infatti, la massoneria si ritiene come la sostituta e l’unificatrice di tutte le religioni. (In diversi momenti e luoghi, la massoneria ha incontrato oppositori religiosi o politici. Gli oppositori religiosi, specialmente i Cattolici Romani e le chiese Ortodosse dell’Est, rivendicavano che la massoneria è una religione ed è un’organizzazione segreta. Però il divieto papale ai Cattolici Romani di divenire membri delle logge massoniche fu annullato nel 1983.)

Henry Wilson Coil è l’autore dell’enciclopedia (Coil’s Masonic Encyclopedia) che molte logge accettano come la loro fonte autorevole. Egli dice che se la massoneria non è una religione, niente dovrebbe essere aggiunto per renderla tale, ed il servizio religioso nei funerali massoni è una prova sufficiente a considerare la massoneria una religione. Ma il fatto che la massoneria sia una religione non necessariamente la condannerebbe, se non fosse che i punti di vista della religione massonica sono in aperto conflitto con la Cristianità Biblica, cosicché, secondo noi, un massone consapevole non può essere un vero cristiano.

Qui sotto analizzeremo cosa credono i massoni a proposito delle loro fonti di insegnamento su Dio, Gesù Cristo, il peccato, la salvezza e la vita futura:

1. Fonti di insegnamento.

I massoni considerano la Bibbia come il “Volume della Sacra Legge” (V.S.L.), ed è considerata una parte indispensabile di ciò che viene chiamata “l’attrezzatura,” nelle logge massoniche. Ma la Bibbia viene usata solo nelle logge cristiane – il Corano viene usato solo nelle logge musulmane, le Vedas solo in quelle braminiche, il pentateuco ebraico in quelle ebraiche, ecc. Jim Shaw, un noto massone, dice che la massoneria non è basata sulla Bibbia (riferita come “La Grande Luce”), ma bensì sulla Cabala, un libro medioevale di misticismo e magia. Un’altra autorità massonica, Henry Wilson Coil, ammette che gli insegnamenti della Cabala possono essere visti in qualcuno dei gradi mistici e filosofici della massoneria. Albert Pike (vedi in seguito), l’uomo responsabile della riscrittura dei gradi della Scottish Rite nella forma attuale, disse che la “ricerca della luce massonica” guida direttamente alla Cabala, la fonte basilare dei credo massonici (morali e dogmi ). [HJB]

Una delle più grandi autorità massoniche è stato Albert Pike (1809-1901), Sovrano Gran Comandante del Concilio Supremo del Sud della massoneria Scottish Right negli Stati Uniti e “un membro onorario di quasi tutti i concilii supremi del mondo” (tratto dall’Enciclopedia della massoneria di Albert Mackey e Charles McClenachan, The Masonic History Company, 1921, rev ed, 2:564). Egli scrisse Morali e Dogmi dell’Antica e Accettata Scottish Rite della massoneria per il Concilio supremo del 33esimo Grado, che fu pubblicato dalla sua autorità. Questo compendio del credo massonico collega la massoneria all’Induismo, al Buddismo, al Zoroastrianismo e ad altre religioni. Albert G. Mackey, coautore dell’Enciclopedia della massoneria , è anche uno dei massimi autori massonici. Nel suo Manuale della loggia, egli spiegò gli insegnamenti massonici risalendo “agli antichi riti e alle pratiche misteriose in seno all’oscurità pagana. …” (Albert G. Mackey, Manual of the Lodge, Macoy and Sickles, 1802, p. 96).

Per concludere, i massoni non adattano le loro convinzioni alla Bibbia, ma bensì adattano la Bibbia alle loro convinzioni. La fedeltà massonica non è mai rivolta a Dio ma alla loggia. Coil concluse dicendo che: “la maggior parte dei massoni credono che la Bibbia sia solo un simbolo della volontà, della Legge, della Rivelazione di Dio e non che il suo contenuto sia la Legge di Dio, ispirata o rivelata. Finora nessun’autorità massonica ha mai sostenuto che un massone debba credere nella Bibbia o a qualche parte di essa.” L’unico riferimento della massoneria a tal proposito è che ogni persona debba giurare sul libro più santo che conosca, cosicché possa così anche attenersi ai giuramenti della massoneria.

2. Dio.

Per divenire membro della massoneria è richiesto che si creda a Dio, ma al candidato non viene mai richiesto a quale dio egli creda — “La Massoneria … richiede semplicemente che tu creda in qualche deità, dagli il nome che vuoi … qualsiasi dio tu voglia, egli è il tuo dio” (Little Masonic Library, Macoy Publishing, 1977, 4:32). I massoni chiamano comunemente la loro deità come il “Grande Architetto dell’Universo” (G.A.O.T.U.) o l’Essere Supremo. Dio è inoltre descritto come il Grande Artefice, il Grande Maestro della Grande Loggia dell’aldilà, Geova, Allah, Buddha, Brahma, Vishnu, Shiva, o il Grande Geometra. (La “G” nell’anello massonico può essere riferita a Dio (God) ma anche alla geometria (Geometry)). I massoni sostengono che il nome reale di Dio è stato perso (cf. Gv. 14:8-9; Filip. 2:9-11; 1Gv. 5:20) [HJB] .

3. Gesù Cristo.

Il nome di Cristo viene citato raramente nella letteratura massonica e ciò è dovuto verosimilmente al fatto che non si voglia offendere gli appartenenti a fedi diverse dal Cristianesimo. Addirittura qualche leader massone sostiene che il Messia non sarà un individuo, ma “la perfezione della razza umana.” Uno di questi leader ritiene che le storie riguardanti i vari Messia abbiano la loro origine nelle credenze antiche religiose. Inoltre i Massoni considerano le discussioni riguardanti la deità di Cristo interminabili e futili. Quando citano la Bibbia, i passaggi su Cristo vengono omessi, e non è mai permesso, (nelle logge”di buon ordine”) offrire una preghiera nel nome di Gesù Cristo. Ai massoni non interessa se una persona rivolga le proprie preghiere a Dio o Geova, Allah o Buddha, Maometto o Gesù, il Dio d’Israele o alla “Grande Prima Causa,” ma nella loggia, l’unica preghiera consentita è al “Grande Architetto dell’Universo.” [HJB] Chiarito ciò ne consegue che la massoneria non crede che Gesù Cristo è Dio e che la salvezza è ottenibile solo attraverso Lui (1Gv 4:3). La massoneria è una religione senza Salvatore.

Nel cuore della massoneria vi è una segreta dottrina luciferica che un massone impara a conoscere solo dopo aver raggiunto i livelli più alti. Manly Palmer, una delle più grandi autorità massoniche, scrive, “Quando il massone … ha imparato il mistero della sua Potenza, le ribollenti energie di Lucifero sono nelle sue mani. …” (Manly Palmer Hall, The Lost Keys of Freemasonry, p. 48). L’Apostolo Giovanni avvertì che coloro che negano che Gesù è l’unico Cristo e che venne nella carne hanno abbracciato lo Spirito dell’Anticristo (1Gv 4:1-3). Inoltre la massoneria sostiene che Gesù non era il Cristo, ma che Egli aveva conseguito uno stato di “coscienza cristiana” ottenibile da tutta l’umanità: “Gesù di Nazaret ha raggiunto un tale livello di coscienza e di perfezione da essere definito in svariati modi come coscienza cosmica, rigenerazione dell’anima, iniziazione filosofica, illuminazione spirituale, splendore braminico, coscienza di Cristo (Lynn F. Perkins, The Meaning of Masonry, CSA Press, 1971, 53).

4. Il peccato.

Il peccato viene raramente citato nella letteratura massonica. Viene negato il senso biblico della realtà del peccato (più o meno come Scientology); i massoni pensano che qualsiasi “difetto” possa essere cancellato dalla grande illuminazione. Per ottenere il grado di Maestro Massone, il simbolismo implica che la persona sia redenta dalla morte del peccato e dall’inquinamento del peccato. [HJB]

5. Salvezza e vita futura.

I massoni pensano che la salvezza riguardi l’essere portato da uno stato materiale ad uno spirituale (l’uomo ritorna alla “propria spiritualità dimenticata). I massoni credono che il grado di Maestro Massone simboleggia la vecchia età, la quale consente di riflettere felicemente sulla vita ben spesa e di “morire nella speranza di una gloriosa immortalità. Siccome essi negano la realtà del peccato, i massoni non vedono il bisogno di salvezza nel senso biblico. Essi la vedono come un apprendimento passo dopo passo, e che viene attraverso l’iniziazione nei gradi massonici e nei loro misteri.. [HJB]

Nel 19esimo grado della Scottish Rite Freemasonry viene detto agli iniziati che la fedeltà agli “statuti e alle regole dell’ordine massonico” farà meritare loro di “entrare nella Gerusalemme celeste (Regno dei Cieli).” Al 28esimo grado viene detto che “il vero massone è colui che si innalza fino ad ottenere il Regno dei Cieli” e il cui dovere è “di spogliarsi del peccato originale …” Quindi essi insegnano una salvezza attraverso opere o attraverso uno sviluppo caratteriale e non attraverso la fede in Cristo. Anche al 32esimo grado, un massone non potrà mai trovare la “luce” che sta cercando.

* Per realizzare questo articolo sono state usate queste quattro fonti principali: (1) Grolier’s 1995 Multimedia Encyclopedia, (2) What They Believe, Harold J. Berry [HJB], BTTB:1990, pp. 71-96); (3) Freemasonry and Christianity, Alva J. McClain, BMH Books:1986; (4) 7/97, The Berean Call.

** Il settarismo è semplicemente il credere che una fede ha un esclusivo angolo di verità e che tutte le altre sono false. Infatti il Cristianesimo viene considerato dai massoni come una setta, e i cristiani che credono solo a Gesù vengono chiamati settari. poiché è stato rivelato che il “Dio” massonico odia il settarismo, l’elite della massoneria ammette di odiare Gesù Cristo. Questa è la ragione per cui i massoni accettano liberamente i buddisti, musulmani, zoroastriani, vuduisti e anche satanisti nelle loro fratellanze. Tutti coloro che non considerano la propria religione come quella esclusiva sono benvenuti. Questo sarebbe settarismo. In ogni caso Gesù Cristo disse che lui solo è il vero Dio e che solo Lui è “la Via, la Verità e la Vita.” Di conseguenza coloro che credono in Lui come Dio rifiutano di dare gloria ad altri dei. Ogni vero cristiano, dal punto di vista massone, è necessariamente odiato e additato come un sovversivo e un credente settario. (Source: 1/95, Flashpoint. )

# La maggior parte non realizza quanto siano terribili i giuramenti che i massoni richiedono per prender parte ai gradi avanzati in questo culto. A ogni apprendista principiante, per esempio, viene richiesto di dire:

“Mi incateno sotto una pena per cui, possa la mia gola essere tagliata, la mia lingua sradicata dalla sua radice, possa io essere seppellito nella ruvida sabbia del mare dove l’acqua è bassa e bersagliato dal riflusso della marea e da doppie correnti per le ventiquattro ore del giorno, se io dovessi mai consapevolmente o volontariamente violare il giuramento solenne come apprendista principiante. Perciò aiutami Dio.”

Ogni grado successivo ha un simile orribile giuramento e pene legate ad esso. Ma Gesù comandò ai suoi discepoli di “non giurare del tutto” (Matteo 5:34; Giacomo 5:12). Inoltre, Gesù non legittimerebbe mai questi giuramenti richiesti, poiché disse: “Io non ho mai detto nulla in segreto” (Giovanni 18:20). La massoneria proclama di aver trovato la verità, eppure esige che i suoi membri non rivelino mai la verità e che conservino i loro insegnamenti! Come è differente dal vero Cristianesimo nel quale viene comandato di “andare nel mondo a predicare la buona novella ad ogni creatura” (Marco 16:15). I metodi massonici sono quindi condannati dalla Parola di Dio.

Biblical Discernment Ministries – Revised 8/97

Tratto da: http://www.apocalypsesoon.org/I/i-7-mass.html

Giacinto Butindaro

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L’Intesa con lo Stato e l’Otto per mille

Salute a te,

Alla seguente pagina ho pubblicato il mio scritto: ‘L’Intesa con lo Stato e l’8 per mille, ovvero quando la Chiesa fa il male per ricavarne del bene’ Una confutazione delle Intese Chiesa-Stato, con particolare riferimento all’Intesa stipulata dalle Assemblee di Dio in Italia con lo Stato Italiano
Ho pubblicato anche un video, come pure un interessante registrazione audio di un dibattito pubblico tenutosi a Roma il 18 Maggio 1990, dal titolo ‘Tasse: la destinazione dell’otto per mille dell’IRPEF’, a cui partecipava anche Francesco Toppi, che ha detto svariate cose in merito alla decisione delle ADI di aderire all’8 per mille (ascoltandolo vi renderete conto di come parlano e ragionano nelle ADI in merito all’8 per mille, cioè senza sapienza e timore di Dio e con abili sofismi).
Dio ti benedica

Giacinto Butindaro

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[Video] La Chiesa Valdese e l’omosessualità

In questo video, che è un estratto da una puntata di Magazine sul 2, dal titolo ‘Omocristiani’, in ordine cronologico vedrete e sentirete parlare la pastora valdese Letizia Tomassone (che è vicepresidente della Federazione delle Chiese Evangeliche Italiane), la pastora valdese Anne Zell e Rosa Salamone, del gruppo Varco di Milano e vice presidente della REFO (Rete evangelica fede e omosessualità).

Le loro parole a favore dell’omosessualità non possono che suscitare sdegno in tutti coloro che amano Dio e osservano i suoi comandamenti, perché gli omosessuali peccano contro natura e non erediteranno il Regno di Dio (cfr. Romani 1:26-27 e 1 Corinzi 6:9-10). L’ira di Dio è su di essi e se non si convertono dalle loro vie malvagie Dio li condannerà ad una eterna infamia nel fuoco eterno dove saranno tormentati nei secoli dei secoli.

A queste donne che parlano nel video e a tutti coloro che in seno alle Chiese Evangeliche sono omosessuali e ragionano come loro sull’omosessualità dico dunque: ‘Ravvedetevi e convertitevi dalle vostre vie malvagie, per ottenere la remissione dei vostri peccati, altrimenti quello che vi aspetta è il fuoco eterno che vi tormenterà per i secoli dei secoli. Non vi illudete, l’ira di Dio è su di voi e se non vi convertite Dio vi condannerà ad una eterna infamia’.

A voi fratelli nel Signore invece dico: ‘Riprovate con forza il peccato dell’omosessualità che sta diffondendosi anche in seno ad alcune Chiese Evangeliche in questa nazione, ricordandovi quello che dice la Scrittura a proposito degli omosessuali e che vi ho sopra esposto sia pur brevemente’.

Giacinto Butindaro

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