Il pastore protestante olandese Klaas Hendrikse, che si considera come un “pastore ateo” e afferma che non crede nell’esistenza di Dio, ha pubblicato un libro all’inizio di novembre che è diventato un best-seller. “Credere in un Dio che non esiste: manifesto di un pastore ateo” è stato ristampato due volte nel corso del mese. In questa opera il ministro spiega che la sua convinzione che Dio non esiste si è rafforzata col tempo. “L’inesistenza di Dio non è per me un ostacolo, ma una condizione preliminare per credere in lui”, spiega egli nel suo libro. “Dio non è per me un essere, ma una parola che designa ciò che può esistere tra due persone. Se per esempio una persona vi promette di non abbandonarvi ed essa realizza questa promessa, è assolutamente opportuno chiamare questa relazione Dio”. Bas Plaisier, segretario generale della Chiesa, ha criticato il pastore Hendrikse accusandolo di trattare la fede cristiana come “un dogma che può essere gettato via”. La Chiesa non prevede tuttavia per ora misure legali o sanzioni disciplinari contro il pastore.
Fonte: ProtestInfo/Eni
“Lo stolto ha detto nel suo cuore: non c’è Dio.” (Salmo 14:1)

Tra le pagine gloriose della storia della nostra città di Lucca, merita un momento di riflessione particolare quanto avvenuto verso la metà del 1500, quando una sessantina di famiglie lucchesi tra le quali i Balbani, i Cenami, i Minutoli, i Simoni, i Massei, i Diodati, i Burlamacchi, i Calandrini, i Micheli, i Turrettini, furono aiutati a lasciare la loro città per sfuggire al Tribunale dell’Inquisizione a causa della loro adesione alle idee riformate, per rifugiarsi a Ginevra.
La Missione luterana norvegese (Norwegian Lutheran Mission), la più grande agenzia missionaria del paese, attiva all’estero, non si considera più facente parte della Chiesa luterana di Norvegia. Lo ha comunicato la televisione di stato norvegese NRK. Il segretario generale della Missione, Ola Tulluan, ha dichiarato che la decisione dell’agenzia missionaria di staccarsi dalla chiesa luterana di Norvegia è legata alla decisione, presa dal sinodo generale norvegese, lo scorso 16 novembre, di accettare l’ordinazione al ministero pastorale di omosessuali che vivono in una relazione di coppia registrata.