È per grazia, non è in virtù d’opere [Audio Streaming]

Per grazia

È on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “È per grazia, non è in virtù d’opere” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 10 MB (128 Kbps), 2 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 10 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.

Trascrizione audio:

Uomini e donne, piccoli e grandi, ricchi e poveri, savi e ignoranti, Ebrei e Gentili, ascoltate: la salvezza dal peccato è per grazia, ossia è gratuita e non è in virtù d’opere affinché nessuno si glori. Questo è quello che insegna la Sacra Scrittura che è la Parola di Dio.

Esiste la salvezza dal peccato perché esiste la schiavitù del peccato. Infatti, dovete sapere che chi commette il peccato è schiavo del peccato. Questo lo dovete tenere bene a mente per capire che cos’è la salvezza.

Ora, che cos’è il peccato invece? La Scrittura dice che “il peccato è la violazione della legge”. Di quale legge? Della legge di Dio, perché Dio ha dato una legge ad Israele fatta di comandamenti e la violazione della legge costituisce appunto peccato agli occhi di Dio.

Allora, del peccato che voi servite o dal peccato che voi servite potete essere salvati, o meglio dovete essere salvati. Salvati, cioè affrancati, liberati, questo significa. Ora, l’unica maniera affinché voi possiate essere salvati dal peccato è credere nell’Evangelo.

Che cos’è l’Evangelo? L’Evangelo è la buona novella che Gesù di Nazareth è il Cristo, o Messia, che è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, che fu seppellito, che risuscitò dai morti il terzo giorno secondo le Scritture e che apparve ai testimoni che erano stati innanzi scelti da Dio. Questo è l’Evangelo, potenza di Dio per la salvezza d’ogni credente, del Giudeo prima e poi del Greco.

Che cosa significa questo? Che se tu, che mi ascolti, credi nell’Evangelo, nel momento in cui crederai nell’Evangelo sarai salvato, sarai liberato dai tuoi peccati. Perché appunto l’Evangelo è potenza di Dio per la salvezza d’ogni credente. Mediante l’Evangelo l’uomo viene salvato, naturalmente a condizione che creda nell’Evangelo.

Quindi quello che ti esorto a fare, a te peccatore che sei sulla via della perdizione, è questo: ravvediti, cioè cambia modo di pensare, cambia mente, abbandonando i tuoi pensieri vani e iniqui che peraltro ti rendono nemico di Dio, e credi nell’Evangelo che ti ho annunziato. Credendo nell’Evangelo sarai appunto salvato, e questo appunto conferma che la salvezza è per grazia mediante la fede.

Dunque è gratuita la salvezza, non è qualcosa che si può meritare, non è qualcosa che si può comprare, quindi non è qualcosa che l’uomo può, diciamo, acquistare o farsi dare da Dio in cambio di opere buone, no. La salvezza è per grazia, è un immeritato favore sostanzialmente che Dio concede a coloro che credono nell’Evangelo.

Non è dunque in virtù d’opere: tu non puoi essere salvato sforzandoti di fare il bravo o di essere buono. Non puoi essere salvato, diciamo, recitando preghiere o digiunando, facendo digiuni o facendo elemosine, no. Non puoi essere salvato per opere perché se la salvezza fosse per opere l’uomo si potrebbe gloriare una volta ricevuta la salvezza. Invece la salvezza è per grazia mediante la fede e così tutto ciò toglie all’uomo ogni vanto. All’uomo viene tolto ogni vanto dunque per la legge della fede.

A te che pensi di poter essere salvato per le opere, ti dico che ti stai illudendo. Ti stai illudendo: fai parte di quei di quei centinaia di di milioni di persone che in tutto il mondo pensano di essere salvati appunto per le loro opere buone. Ti stai illudendo perché, poi, quando morirai, intanto rimani schiavo del peccato, perché non importa quante opere tu compia, tu rimani schiavo del del peccato senza credere nell’Evangelo.

Ma poi, quando morirai, che cosa ti succederà? Cosa ti succederà? Quando spirerai, l’anima tua si dipartirà dal corpo tuo perché tu hai un’anima, e si dipartirà per scendere, scendere, scendere e andare in un luogo di tormento che si chiama Ades, comunemente conosciuto con il nome di inferno, e in questo luogo c’è il fuoco che arde, e là sono tormentati coloro che appunto muoiono nei loro peccati, schiavi del peccato.

Capito cosa cosa sta succedendo? Tu ti stai illudendo, ti stai illudendo, sei sulla via che va all’inferno. Ti hanno detto: “Ma sì, ma poi alla fine il Signore ti salverà, fai questo, fai quell’altro, poi alla fine il Signore ti salverà in paradiso”. No, il Signore non ti salverà nel suo regno celeste, ti farà scendere nell’Ades, nell’inferno, ti farà scendere all’inferno dove c’è un fuoco non attizzato da mano d’uomo e là sarai tormentato.

Quindi, siccome che il mio desiderio è che voi che mi ascoltate, che siete sotto il peccato, il mio desiderio è che voi siate – non solo il desiderio anche la mia preghiera – che voi siate salvati, io vi scongiuro nel nome del Signore a ravvedervi e a credere nell’Evangelo perché credendo nell’Evangelo sarete salvati, sarete salvati mediante la fede, per grazia.

Allora in quel giorno gioirete, gioirete di un’allegrezza ineffabile e gloriosa, perché avrete ricevuto la salvezza. Questa così grande salvezza che Gesù Cristo, il Figlio di Dio, è disceso dal cielo per acquistarci col suo prezioso sangue, morendo sulla croce e poi resuscitando appunto dai morti il terzo giorno. Opera gloriosa compiuta da Gesù, un’opera di redenzione, un’opera di redenzione che appunto oggi permette all’uomo di ricevere, all’uomo che crede, di ricevere la salvezza dal peccato mediante la fede nell’Evangelo.

Dunque sappilo, te lo ripeto, la salvezza dal peccato è per grazia, è gratuita, non è in virtù d’opere affinché nessuno si glori. Quindi ravvedetevi, credete nell’Evangelo, il Signore avrà misericordia di voi, vi salverà, vi perdonerà, vi giustificherà, vi darà la vita eterna e vi strapperà alle fiamme del fuoco dove siete diretti e quando morirete, seppur avrete perseverato fino alla fede nella fede fino alla fine, quando morirete il Signore vi salverà nel suo regno celeste.

Quindi affrettatevi, affrettatevi, non vi vantate del domani perché non si sa quello che un giorno possa produrre, il domani quello che possa produrre, non si sa. Oggi, in questo momento anzi, ravvedetevi e credete nell’Evangelo, che è l’Evangelo della grazia di Dio, affinché siate salvati per grazia mediante la fede.

Chi ha orecchi da udire, oda.

“Sono tormentato in questa fiamma” [Audio Streaming]

Tormenti fiamma
bibbia microfono mondo

È on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “Sono tormentato in questa fiamma” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 14 MB (128 Kbps), 3 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 14 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.

Trascrizione audio:

Uomini e donne, piccoli e grandi, ricchi e poveri, savi e ignoranti, Ebrei e Gentili, ascoltate.

In Luca, al capitolo 16, a partire dal versetto 19, si legge quanto segue:

“Or v’era un uomo ricco, il quale vestiva porpora e bisso, ed ogni giorno godeva splendidamente; e v’era un pover’uomo chiamato Lazzaro, che giaceva alla porta di lui, pieno d’ulceri, e bramoso di sfamarsi con le briciole che cadevano dalla tavola del ricco; anzi perfino venivano i cani a leccargli le ulceri. Or avvenne che il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno d’Abramo; morì anche il ricco, e fu seppellito. E nell’Ades, essendo ne’ tormenti, alzò gli occhi e vide da lontano Abramo, e Lazzaro nel suo seno; ed esclamò: Padre Abramo, abbi pietà di me, e manda Lazzaro a intingere la punta del dito nell’acqua per rinfrescarmi la lingua, perché sono tormentato in questa fiamma. Ma Abramo disse: Figliuolo, ricordati che tu ricevesti i tuoi beni in vita tua, e che Lazzaro similmente ricevette i mali; ma ora qui egli è consolato, e tu sei tormentato. E oltre a tutto questo, fra noi e voi è posta una gran voragine, perché quelli che vorrebbero passar di qui a voi non possano, né di là si passi da noi. Ed egli disse: Ti prego, dunque, o padre, che tu lo mandi a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli, affinché attesti loro queste cose, onde non abbiano anch’essi a venire in questo luogo di tormento. Abramo disse: Hanno Mosè e i profeti; ascoltino quelli. Ed egli: No, padre Abramo; ma se uno va a loro dai morti, si ravvedranno. Ma Abramo rispose: Se non ascoltano Mosè e i profeti, non si lasceranno persuadere neppure se uno dei morti risuscitasse”.

Dunque, queste sono parole del Signore Gesù Cristo, il Figlio di Dio, l’Unigenito venuto da presso al Padre, il quale appunto disse quello che il Padre gli aveva ordinato di dire. Queste parole sono veraci e fedeli come tutte le parole del nostro Signore Gesù, e queste parole parlano di una storia, non una parabola come dicono i bugiardi. Questa è una storia veramente accaduta; peraltro si parla proprio di un uomo facendo il nome, appunto Lazzaro.

Allora ascoltate bene quello che ho da dirvi: esiste un luogo di tormento. La Scrittura è chiara: è l’Ades, è comunemente e naturalmente conosciuto con il termine inferno. L’Ades indica il soggiorno dei morti. Esiste questo luogo, quindi, che è un luogo di tormento. La Scrittura non lascia alcun dubbio sull’esistenza di questo luogo di tormento. L’inferno esiste, non è una favola, non è un mito, non è qualcosa che s’è inventato la chiesa. L’inferno esiste, è un luogo di tormento reale, e in questo luogo di tormento vanno dopo la morte coloro che muoiono nei loro peccati.

È un luogo di tormento perché c’è un fuoco, c’è il fuoco. È un fuoco non attizzato da mano d’uomo ma è pur sempre un fuoco. Infatti, in questa storia raccontata da Gesù, il ricco il ricco disse ad Abramo: “Padre Abramo, abbi pietà di me, manda Lazzaro a intingere la punta del dito nell’acqua per rinfrescarmi la lingua, perché sono tormentato in questa fiamma”. Ora, queste parole vanno prese letteralmente, naturalmente, e indicano con estrema chiarezza che nell’Ades coloro che vi si trovano sono tormentati in mezzo alle fiamme del fuoco.

E dunque voi dovete sapere che questo luogo di tormento è il luogo dove vi state dirigendo, senza saperlo naturalmente, perché voi camminate nelle tenebre. Siete senza Cristo, senza Dio nel mondo. Però dovete sapere, e ve lo dico io in base a quello che dice la Sacra Scrittura, che voi vi state dirigendo ad ampie falcate verso questo luogo. Cioè voi siete sulla via della perdizione, così è chiamata dalla Sacra Scrittura, e non importa se siete Giudei o Gentili, voi siete su questa via perché siete senza Cristo, senza Dio nel mondo. Siete su questa via, la via della della perdizione, che mena appunto la persona, la conduce conduce la persona che è senza Cristo e senza Dio, nell’Ades.

Quindi, chi muore nei suoi peccati va nell’Ades. Ora, siccome che voi siete sotto il peccato, dovete sapere che state andando all’inferno. Cioè voi siete sulla via che mena all’inferno, non sulla via che mena in paradiso, come se appunto in cielo ci andassero tutti. No, in cielo entrano solamente coloro che muoiono in Cristo. Gli altri, cioè coloro che muoiono nei loro peccati, vanno all’inferno, in questo luogo di tormento di cui molti non vogliono sentire parlare perché mette paura, giustamente dico io. Ma la Sacra Scrittura ne parla e quindi io ve ne voglio parlare. Vi voglio avvertire che state andando all’inferno. L’inferno vi sta aspettando.

Ora, c’è una via di scampo, qualcuno dirà? Certo che c’è! Sono qui proprio per annunziarti, infatti, la via della salvezza. Sono qui proprio per dirti quello che devi fare per scampare alle fiamme dell’inferno una volta che muori. Cosa devi fare? Ti devi ravvedere, cioè devi cambiare mente, abbandonare i tuoi pensieri iniqui e vani. Devi cambiare modo di pensare, abbandonando quindi i pensieri malvagi, che ti rendono peraltro nemico di Dio, sappilo. E oltre a ravvederti, devi credere nell’Evangelo, cioè nella buona novella che Gesù di Nazareth è il Cristo, che è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, che fu seppellito, che risuscitò dai morti il terzo giorno secondo le Scritture, e che apparve ai testimoni che erano stati innanzi scelti da Dio.

Questo è l’Evangelo, la buona novella, nel quale credendo l’uomo viene salvato dai suoi peccati, ottiene la remissione dei suoi peccati, ottiene la giustificazione e ottiene anche la vita eterna. Quindi la vita eterna, come la remissione dei peccati, la salvezza dai peccati e la giustificazione, si ottiene gratuitamente. Sì, gratuitamente. Perché? Perché la vita eterna è il dono di Dio. Non non la si può guadagnare, non la si può meritare. L’uomo la riceve gratuitamente da Dio mediante la fede.

Quindi, nel momento in cui crederete nell’Evangelo, oltre ad essere salvati, giustificati e perdonati, otterrete anche la vita eterna e quindi avrete la certezza che quando morirete entrerete nel regno dei cieli. Quindi, scamperete alle fiamme dell’inferno.

Ora, la salvezza dunque è per grazia mediante la fede, non è in virtù d’opere affinché nessuno si glori. Perché qualcuno potrebbe dire: “Ma come è possibile? Ma allora devo solamente ravvedermi e credere nell’Evangelo per ottenere la vita eterna?” Sì, perché la Scrittura dice: “Chi crede ha vita eterna”. La vita eterna non è la paga, una paga, non è un salario. La vita eterna è il dono di Dio e si riceve gratuitamente.

Quindi, quello che ti dico a te, peccatore, è questo: ravvediti e credi nell’Evangelo per ottenere appunto gratuitamente da Dio la vita eterna e scampare così a questa orribile fine a cui tu stai andando incontro senza saperlo. Non ti illudere, il purgatorio, a te che sei cattolico romano, non ti illudere, il purgatorio non esiste. Ti è stato insegnato che esiste nell’aldilà questo luogo di purificazione dove tu andrai una volta morto e da dove uscirai, non si sa dopo quanto tempo, ma comunque da dove uscirai, ti dicono loro, i bugiardi, quelli che appunto dicono queste menzogne, da dove uscirai dopo che sono state recitate tante messe a tuo favore. Ascoltami, ti hanno ingannato.

Il purgatorio non esiste. Esiste il paradiso, dove entrano quando muoiono i i santi dell’Altissimo, cioè i credenti, coloro che muoiono in Cristo, e poi esiste l’inferno o l’Ades, dove appunto vanno quando muoiono coloro che muoiono nei loro peccati.

Il purgatorio, ascoltatemi cattolici romani, non esiste. È un grande inganno satanico. Vi hanno ingannato. Al purgatorio, peraltro, sono collegate false dottrine come la confessione al prete, le indulgenze e e così via. Il purgatorio annulla annulla la grazia di Dio. Il purgatorio annulla l’efficacia del sangue prezioso di Gesù Cristo, il quale appunto sparse il suo sangue per la remissione dei nostri peccati, per la purificazione dei nostri peccati. Per cui coloro che credono nel Signore Gesù Cristo hanno la purificazione dei loro peccati. Sì, sulla terra ce l’hanno in Cristo Gesù per il sangue prezioso di Gesù, e quindi non hanno bisogno, una volta morti, di andare in un luogo di tormento, peraltro, a purificarsi di residui di colpe che hanno, nella maniera più assoluta.

Coloro che sono in Cristo non devono assolutamente andare in un luogo di purificazione nell’aldilà chiamato Purgatorio, che non esiste peraltro, perché coloro che muoiono in Cristo vanno subito, immediatamente, nel regno dei cieli, nel Paradiso, dove appunto si riposano dalle loro fatiche in maniera cosciente, ma là si riposano dalle loro fatiche. Quindi, cattolici romani, ravvedetevi e credete all’Evangelo, perché così scamperete, avendo ottenuto la remissione dei vostri peccati, scamperete all’inferno dove siete diretti.

Ma qualcuno dirà: “Ma noi siamo cristiani”. No, voi non siete cristiani, voi siete mariani, voi siete degli idolatri e gli idolatri sono sulla via della perdizione. Gli idolatri non erediteranno il regno di Dio, sappiatelo questo. Cosa vi è stato detto, che c’è un posto per voi in cielo? Vi hanno ingannato anche su questo! Gl’idolatri non entrano nel regno dei cieli. Gl’idolatri, quando muoiono, se ne vanno all’inferno. Quindi, ravvedetevi, convertitevi dagl’idoli muti che servite e seguite, convertitevi al Signore e credete nell’Evangelo, perché la salvezza è per grazia, mediante la fede, non è in virtù d’opere affinché nessuno si glori.

Ravvedetevi dunque, e credete nel Signore Gesù Cristo, affinché veramente il Signore abbia misericordia di voi e vi strappi dalle fiamme del fuoco dove voi siete diretti. Non vi illudete, se rifiuterete di ravvedervi e di credere nell’Evangelo, ci andrete all’inferno, ci andrete. Eccome se ci andrete, e quando vi troverete all’inferno voi penserete a questa mia predicazione, voi che l’avete ascoltata e che l’avete rigettata. Ci penserete e direte: “Ma come ho fatto a rigettare quella predicazione?” Sarà troppo tardi. Vi ritroverete là, appunto dove da molti secoli c’è l’anima di quel ricco che disse: “Sono tormentato in questa fiamma”, e là, appunto, sarete anche voi tormentati nel fuoco. Quindi lo ripeto: ravvedetevi e credete nell’Evangelo della grazia di Dio. Chi ha orecchi da udire, oda.

Non era possibile che Gesù il Nazareno fosse ritenuto dalla morte [Audio Streaming]

Gesù
bibbia microfono mondo

È on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “Non era possibile che Gesù il Nazareno fosse ritenuto dalla morte” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 13 MB (128 Kbps), 3 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 13 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.

Trascrizione audio:

Uomini e donne, piccoli e grandi, ricchi e poveri, savi e ignoranti, Ebrei e Gentili: Ascoltate, quello che vi sto per leggere è una parte della predicazione che l’Apostolo Pietro rivolse a dei Giudei il giorno della Pentecoste e che troviamo troviamo scritta in al capitolo 2 degli Atti degli Apostoli. A partire leggerò dal versetto 22 e terminerò con il versetto 28. Queste sono parole dell’Apostolo Pietro. Pietro disse questo:

“Uomini israeliti, udite queste parole: Gesù il Nazareno, uomo che Dio ha accreditato fra voi mediante opere potenti e prodigî e segni che Dio fece per mezzo di lui fra voi, come voi stessi ben sapete, quest’uomo, allorché vi fu dato nelle mani, per il determinato consiglio e per la prescienza di Dio, voi, per man d’iniqui, inchiodandolo sulla croce, lo uccideste; ma Dio lo risuscitò, avendo sciolto gli angosciosi legami della morte, perché non era possibile ch’egli fosse da essa ritenuto. Poiché Davide dice di lui: Io ho avuto del continuo il Signore davanti agli occhi, perché egli è alla mia destra, affinché io non sia smosso. Perciò s’è rallegrato il cuor mio, e ha giubilato la mia lingua, e anche la mia carne riposerà in isperanza; poiché tu non lascerai l’anima mia nell’Ades, e non permetterai che il tuo Santo vegga la corruzione. Tu m’hai fatto conoscere le vie della vita; tu mi riempirai di letizia con la tua presenza”.

Dunque Gesù il Nazareno fu da Dio accreditato in mezzo agli Ebrei con opere potenti e prodigi e segni che Iddio fece per mezzo di lui. Dopo che Gesù fu unto infatti di Spirito Santo e di potenza andò attorno per per Israele predicando l’Evangelo del Regno ed esortando le moltitudini a ravvedersi e la sua predicazione fu accompagnata dalla testimonianza di Dio, dell’Iddio e Padre Suo che lo aveva mandato sulla Terra. E difatti Iddio fece per mezzo di lui cose meravigliose. Moltitudini si radunavano attorno a lui venendo da diversi da diversi posti, tutti cercavano di toccarlo perché usciva da lui una virtù che sanava tutti.

Egli fece saltare lo zoppo; egli guarì i ciechi, cioè diede la vista ai ciechi; fece sentire i sordi, fece parlare muti, cacciò demoni, risuscitò i morti, mondò lebbrosi, guarì ogni sorta di malattia, sì, perché la potenza del Signore era con lui per compiere delle guarigioni.

Ma nonostante egli andò attorno facendo del bene, egli fu contraccambiato, il suo bene fu contraccambiato con il male. E difatti egli fu odiato, odiato dai Giudei, fu odiato senza ragione e fu arrestato dai Giudei, condannato a morte dal Sinedrio per avere dichiarato di essere il Cristo, il Figlio di Dio. Egli disse la verità, ma i Giudei lo condannarono a morte perché, secondo loro, aveva bestemmiato. Quindi la ragione della loro condanna a morte fu la bestemmia, considerate, mentre invece Gesù aveva dichiarato la verità.

Ebbene, egli fu dato nelle mani dei Giudei per il determinato consiglio di Dio e per la prescienza di Dio. Quindi, egli fu dato nelle mani dei Giudei perché così Iddio aveva innanzi determinato affinché si adempissero le Scritture profetiche secondo le quali egli doveva morire per i nostri peccati. Infatti, il Cristo, del quale avevano parlato i profeti da parte di Dio ab antico, avevano detto che egli avrebbe compiuto l’espiazione dei nostri peccati. E infatti, il profeta Isaia aveva detto del Cristo: “Egli è stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni, fiaccato a motivo delle nostre iniquità”.

Infatti, i i Giudei, dopo averlo condannato a morte, lo consegnarono nelle mani di Ponzio Pilato, il governatore della Giudea, il quale aveva deciso di liberarlo ma acconsentì alla fine a quello che i Giudei gli chiesero, cioè che fosse crocifisso. E difatti Gesù fu crocifisso, fu menato al Golgota e là fu appeso al legno della croce in mezzo a due ladroni, perché egli doveva essere annoverato tra i malfattori. Così aveva detto il profeta, e quindi egli fu ucciso dai Giudei, i Giudei appunto che lo uccisero per mano dei Romani inchiodandolo sulla croce. Ma questo appunto avvenne perché Iddio così aveva decretato: si dovevano adempiere le Scritture.

Ma Iddio lo risuscitò, come dice Pietro: “avendo sciolto gli angosciosi legami della morte, perché non era possibile che egli fosse da essa ritenuto”. Quindi, Gesù il Nazareno, chiamato il Cristo perché l’Unto, non era possibile che fosse ritenuto dalla morte. In sostanza, egli doveva risuscitare dai morti; come doveva morire per i nostri peccati, così doveva risuscitare dai morti, perché si dovevano adempiere le Scritture. Sì, anche qui si dovevano adempiere le Scritture, perché aveva detto Davide per lo Spirito Santo, parlando del Cristo: “Anche la mia carne riposerà in isperanza; poiché tu non lascerai l’anima mia nell’Ades, e non permetterai che il tuo Santo vegga la corruzione”.

Davide, antivedendola, parlò della risurrezione di Cristo, dicendo che non sarebbe stato lasciato nell’Ades e che la sua carne non avrebbe veduto la corruzione. E questo avvenne, sì, si adempì in Gesù. Si adempì in Gesù perché Gesù fu risuscitato dai morti il terzo giorno e, dopo essere risuscitato, apparve ai testimoni che erano stati innanzi scelti da Dio, i quali mangiarono e bevvero con lui, lo toccarono, poterono accertarsi che egli era veramente risuscitato dai morti.

E dunque vi annunzio la buona novella: che Gesù Nazareno è il Cristo di cui parlarono i profeti antichi, che doveva venire nel mondo per salvare i peccatori. In che maniera? Morendo e risuscitando dai morti, affinché si adempissero le Scritture. E dunque vi esorto a ravvedervi e a credere nella buona novella che Gesù il Nazareno è il Cristo. La buona novella, infatti, è che Cristo è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, che fu seppellito, che risuscitò dai morti il terzo giorno secondo le Scritture, e che apparve ai testimoni che erano stati innanzi scelti da Dio.

Questo è l’Evangelo, “potenza di Dio per la salvezza d’ogni credente; del Giudeo prima e poi del Greco; poiché in esso la giustizia di Dio è rivelata da fede a fede secondo che è scritto: Ma il giusto vivrà per fede”.

Questo significa che, credendo nell’Evangelo, voi sarete salvati dai vostri peccati, affrancati dal peccato che ora vi sta dominando, e sarete anche giustificati, resi giusti per il sangue prezioso di Gesù Cristo che egli sparse sulla croce. Non solo: riceverete anche la vita eterna, perché è scritto che “Chi crede ha vita eterna”.

E quindi avrete la certezza che scamperete alle fiamme dell’inferno o dell’Ades, che è il luogo di tormento dove vanno tutti coloro che muoiono nei loro peccati. E sì, quindi, ricevendo la vita eterna, scamperete alle fiamme dell’inferno, perché all’inferno c’è il fuoco, c’è un vero fuoco non attizzato da mano d’uomo che arde, e là sono tormentate le anime di coloro appunto che vi scendono.

E scamperete appunto a questa orribile fine e, quando morirete, sarete accolti dal Signore o salvati dal Signore nel suo regno celeste, dove vi riposerete coscientemente, perché questo è quello che dice la Sacra Scrittura.

Quindi vi esorto, a voi che siete sotto il peccato, senza Cristo, senza Dio nel mondo: ravvedetevi! Credete che Gesù Nazareno è il Cristo, o Messia, di cui parlarono gli antichi profeti, secondo cui egli doveva venire nel mondo per morire per i nostri peccati e risuscitare il terzo il terzo giorno.

Credetelo fermamente e il Signore avrà misericordia di voi, avrà misericordia delle vostre iniquità, vi perdonerà come ha perdonato noi. Il Signore avrà misericordia di voi come ha avuto misericordia di noi, il Signore vi giustificherà perché egli è Colui che giustifica colui che ha fede in Gesù.

Quindi ravvedetevi e credete nella buona novella che Gesù è il Cristo. Chi ha orecchi da udire oda.

Abbassò se stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte [Audio Streaming]

Abbassarsi
bibbia microfono mondo

È on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “Abbassò se stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 11 MB (128 Kbps), 2 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 11 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.

Trascrizione audio:

Uomini e donne, piccoli e grandi, ricchi e poveri, savi e ignoranti, Ebrei e Gentili, ascoltate perché questa è la parola di Dio, dell’Iddio vivente e vero che ha fatto il cielo, la terra e il mare e tutte le cose che sono in essi.

La Sacra Scrittura, che è la parola di Dio, afferma che Cristo Gesù “essendo in forma di Dio non riputò rapina l’essere uguale a Dio, ma annichilì se stesso, prendendo forma di servo e divenendo simile agli uomini; ed essendo trovato nell’esteriore come un uomo, abbassò se stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte della croce. Ed è perciò che Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato il nome che è al disopra d’ogni nome, affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio nei cieli, sulla terra e sotto la terra, e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre”.

Dunque Gesù Cristo, il Figlio di Dio, l’Unigenito del Padre, essendo in forma di Dio, non reputò rapina o non reputò cosa da ritenere con avidità l’essere uguale a Dio. Infatti, il Figlio di Dio era Dio. Infatti, la Sacra Scrittura afferma in maniera inequivocabile che “nel principio era la Parola, e la Parola era con Dio, e la Parola era Dio”. Dunque il Figlio di Dio, che era Dio da ogni eternità, che cosa fece? Annichilì se stesso, prendendo forma di servo e divenendo simile agli uomini. Infatti, “la Parola è stata fatta carne ed ha abitato per un tempo fra noi”, dice l’Apostolo Giovanni, “piena di grazia e di verità”. E continua sempre Giovanni dicendo: “E noi abbiamo contemplata la sua gloria, gloria come quella dell’Unigenito venuto da presso al Padre.”

Ecco che Dio Padre ha dunque mandato il suo Figliuolo nel mondo in carne, simile a carne di peccato, e questo a motivo del peccato. Perché? Perché Gesù Cristo, il Figlio di Dio, è venuto nel mondo per offrire se stesso in sacrificio a Dio. Sì, proprio così: è venuto nel mondo per dare se stesso per noi in offerta e sacrificio a Dio qual profumo d’odor soave. E tutto questo a motivo del peccato. Infatti, Egli diede la sua vita per noi per espiare i nostri peccati. Ecco perché Dio ha mandato nel mondo il suo Figliuolo in carne simile a carne di peccato, a motivo del peccato, affinché mediante il suo sacrificio il Figlio di Dio annullasse il peccato.

Egli infatti si fece ubbidiente fino alla morte, e alla morte della croce, perché noi sappiamo che Gesù fu crocifisso, morì per i nostri peccati. Egli si caricò dei nostri peccati nel suo corpo per compiere l’espiazione dei nostri peccati mediante il suo prezioso sangue. Ecco perché si fece ubbidiente fino alla morte, e alla morte della croce. E tutto questo perché era stato naturalmente preannunziato che dovesse avvenire, cioè il Cristo o il Messia doveva morire per i nostri peccati. Il profeta Isaia infatti aveva detto: “Egli è stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni, fiaccato a motivo delle nostre iniquità”.

Ecco dunque, lo ripeto, la ragione per cui Gesù si fece ubbidiente fino alla morte e alla morte della croce: per amore nostro, per appunto per i nostri peccati, affinché mediante il suo sangue i nostri peccati fossero espiati. Dunque vi annunzio che Gesù Cristo, il Figlio di Dio, è morto per i nostri peccati secondo le Scritture. Vi annunzio anche che Egli fu seppellito, ma il terzo giorno Dio lo risuscitò dai morti secondo le Scritture. Sì, anche qui affinché si adempissero le Scritture profetiche secondo le quali il Cristo doveva risuscitare dai morti.

Era impossibile, era impossibile che il Cristo fosse dalla morte ritenuto. Infatti, perché era impossibile? Perché si dovevano adempiere queste parole di Davide, il dolce cantore di Israele, che aveva preannunziato appunto in questa maniera la risurrezione del Cristo: “E anche la mia carne riposerà in isperanza; poiché tu non lascerai l’anima mia nell’Ades, e non permetterai che il tuo Santo vegga la corruzione”. Di chi parlò? Di chi parlò? Di che cosa parlò Davide? Egli, antivedendola, parlò della resurrezione di Cristo dicendo che non sarebbe stato lasciato nell’Ades e che la sua carne non avrebbe veduto la corruzione.

Noi vi attestiamo che Gesù Cristo appunto risuscitò dai morti il terzo giorno affinché si adempissero le Scritture. Quindi queste Scritture si sono adempiute. Gesù Cristo è veramente risuscitato dai morti e dopo essere risuscitato dai morti si fece vedere dai suoi discepoli e Egli si manifestò ai testimoni che erano stati innanzi scelti da Dio. Perché Gesù risuscitò? Risuscitò dai morti a cagione della nostra giustificazione, dunque affinché noi ottenessimo la giustizia che viene da Dio basata sulla fede, ossia affinché noi fossimo giustificati.

Dunque, ecco la buona novella che il Signore ha ordinato di predicarvi affinché, credendo in essa, voi otteniate la salvezza dai vostri peccati, la remissione dei vostri peccati, la giustificazione; siate riconciliati con Dio e otteniate la vita eterna in Cristo Gesù, il Signore.

Dunque qualcuno dirà: “Ma allora è tutto per grazia?” Sì, è tutto per grazia. La verità e la grazia sono venute per mezzo di Gesù Cristo. Io vi annunzio la grazia di Dio che è in Cristo Gesù. Dunque ravvedetevi e credete nell’Evangelo affinché il Signore abbia misericordia di voi perdonandovi, salvandovi, giustificandovi, riconciliandovi a a lui e poi affinché scampiate in questa maniera alle fiamme dell’inferno, di questo luogo di tormento dove voi siete diretti perché voi siete senza Cristo, senza Dio nel mondo, siete sotto il peccato e quindi figliuoli di ira sulla via della perdizione.

Ma io vi annunzio il ravvedimento e vi annunzio l’Evangelo affinché voi vi ravvediate, affinché voi crediate nell’Evangelo e credendo nell’Evangelo siate salvati. Perché il mio desiderio è che voi siate salvati, il mio desiderio è che voi siate giustificati, perdonati, riconciliati con Dio e che scampiate appunto a questo luogo di tormento che è l’inferno dove vanno tutti coloro che muoiono nei loro peccati. Quindi ricordatevi, appunto tenete bene a mente l’Evangelo che vi ho annunziato e credete in esso, credete in esso affinché veramente siate salvati.

L’Evangelo è potenza di Dio per la salvezza d’ogni credente, del Giudeo prima e poi del Greco, poiché in esso la giustizia di Dio è rivelata da fede a fede secondo che è scritto: “Ma il giusto vivrà per fede”. Sappiate dunque che credendo nell’Evangelo l’uomo viene salvato, l’uomo viene giustificato, tutto naturalmente gratuitamente, gratuitamente. Ravvedetevi dunque e credete nell’Evangelo della grazia di Dio.

Ricordatevi, Gesù Cristo, il Figlio di Dio, essendo trovato nell’esteriore come un uomo, abbassò se stesso facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte della croce. Già, fino alla morte della croce. Ma Gesù Cristo, dopo essere stato ucciso per crocifissione, Egli risuscitò dai morti, Egli vive nei secoli dei secoli. In questo momento, mentre io vi sto parlando, Gesù Cristo è seduto alla destra del Padre dove intercede per i santi. Sì, ecco dove è Gesù, e dovete sapere che angeli, principati e potenze gli sono sottoposti e che tutti gli angeli di Dio lo adorano. Infatti, Dio ha comandato che tutti gli angeli lo devono adorare, e difatti lo adorano come lo adoriamo noi suoi discepoli, perché Egli è Dio benedetto in eterno.

Quindi ravvedetevi e credete nell’Evangelo, e il Signore avrà misericordia di voi. Chi ha orecchi da udire, oda.

Il Giusto fu annoverato tra i malfattori [Audio Streaming]

Il Giusto
bibbia microfono mondo

È on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “Il Giusto fu annoverato tra i malfattori” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 14 MB (128 Kbps), 3 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 14 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.

Trascrizione audio:

Uomini e donne, piccoli e grandi, ricchi e poveri, savi e ignoranti, Ebrei e Gentili, ascoltate. Nella notte in cui fu tradito, Gesù Cristo, il Figlio di Dio, disse tra le altre cose ai suoi discepoli queste parole: “io vi dico che questo che è scritto deve essere adempito in me: Ed egli è stato annoverato tra i malfattori”.

Dunque ancora Gesù non era non era stato arrestato, non era stato condannato a morte dal sinedrio e naturalmente non era ancora stato dato nelle mani del governatore Ponzio Pilato e non era stato ancora crocifisso. Ebbene, Gesù predisse che sarebbe stato annoverato tra i malfattori, ossia tra i trasgressori, perché notate che disse che questo era stato scritto o era scritto di lui. Dove era scritto? Era scritto nel profeta Isaia.

Nel libro del profeta Isaia, infatti, Iddio dice: “io gli darò la sua parte fra i grandi, ed egli dividerà il bottino coi potenti, perché ha dato se stesso alla morte, ed è stato annoverato fra i trasgressori, perch’egli ha portato i peccati di molti, ed ha interceduto per i trasgressori”. E così avvenne perché quando il governatore Ponzio Pilato, il governatore della Giudea, sentenziò che fosse fatto quello che i Giudei domandavano, e cioè che Gesù Cristo fosse crocifisso, avvenne che lo menarono in un luogo a Gerusalemme che si chiama Golgota e là lo crocifissero in mezzo a due ladroni, uno alla sua destra e uno alla sua sinistra.

Dunque, il Giusto, Colui che non aveva conosciuto peccato, il quale fu tentato in ogni cosa come noi però senza peccare, dico Colui che non ha conosciuto peccato, fu trattato come se avesse fatto l’opera dei malfattori, fu crocifisso come un malfattore, come se fosse stato un comune malfattore di quel tempo, infatti fu messo in croce tra due ladroni. Considerate un po’ voi quando Gesù morì che cosa avvenne e quindi si dovevano adempiere le parole del profeta Isaia, naturalmente non solo queste queste parole perché Gesù doveva appunto essere crocifisso, trafitto, perché così aveva detto sempre il profeta Isaia: “Egli è stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni, fiaccato a motivo delle nostre iniquità”.

Quindi quella sentenza che emise Ponzio Pilato contro Gesù Cristo era una sentenza che era in accordo con la volontà di Dio perché Dio così aveva innanzi decretato che avvenisse, cioè che Gesù il Cristo doveva essere trafitto, fiaccato, quindi crocifisso. Per quale ragione? A motivo delle nostre trasgressioni. Infatti, Gesù Cristo morì sulla croce per i nostri peccati. Molti presentano la morte di di Gesù come una morte casuale o come la morte di un martire, addirittura c’è chi presenta Gesù come un rivoluzionario che voleva liberare il popolo di Israele dal giogo dei Romani e naturalmente ciò gli costò la vita. No, non è così come dicono i bugiardi, no. È come dice la Sacra Scrittura, noi crediamo la Sacra Scrittura che è la parola di Dio: “Egli è stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni, fiaccato a motivo delle nostre iniquità.”

Che tutti lo sentano forte e chiaro perché questo è quello che dice l’Evangelo di Cristo Gesù. Quindi Cristo è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, affinché si adempissero le Scritture profetiche. Egli, il Giusto, si caricò delle nostre iniquità e portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce. Sì, i nostri peccati egli li portò nel suo corpo. La sua morte dunque fu una morte espiatoria perché egli sparse il suo prezioso sangue per la remissione dei nostri peccati. Questo crediamo, questo proclamiamo con ogni franchezza.

E dopo essere dopo essere morto per i nostri peccati Gesù fu seppellito, fu messo fu messo in una tomba nuova nella quale nessun uomo era ancora stato posto. Questo questa tomba l’aveva fatta scavare nella roccia un uomo ricco di nome Giuseppe d’Arimatea che era un discepolo occulto di Gesù per timore dei Giudei. Ma Iddio lo risuscitò dai morti il terzo giorno, e anche qui secondo le Scritture, cioè affinché si adempissero le Scritture profetiche. Infatti, il Signore aveva preannunciato che il suo Cristo sarebbe risuscitato dai morti perché non era possibile che il Cristo fosse ritenuto dalla morte perché Davide, che era profeta, aveva detto centinaia di anni prima: “Anche la mia carne riposerà in isperanza poiché tu non lascerai l’anima mia nell’Ades e non permetterai che il tuo Santo vegga la corruzione”.

In queste parole Davide preannunziò la resurrezione del Cristo dicendo che non sarebbe stato lasciato nell’Ades e che la sua carne non avrebbe veduto la corruzione. Dunque, Gesù Cristo, il Figlio di Dio, il terzo giorno è risuscitato dai morti affinché si adempissero le Scritture e dopo essere risuscitato si fece vedere ma non si fece vedere dal mondo, ma si fece vedere dai suoi, dai testimoni che erano stati innanzi scelti da Dio. Egli con molte prove per diversi giorni parlò con loro delle cose relative al Regno di Dio, mangiò e bevve con loro. Sì, il Figlio di Dio dopo la sua resurrezione dei morti apparve ai testimoni che erano stati innanzi scelti da Dio i quali naturalmente poi presso il popolo resero testimonianza appunto della resurrezione del Cristo.

E dunque, quello che vi annunzio è l’Evangelo di Cristo affinché vi ravvediate e crediate nell’Evangelo. Per ottenere che cosa? Che cosa ne avrà l’uomo credendo nell’Evangelo? Beh, avrà beni preziosi di grandissimo valore credendo nell’Evangelo. Infatti, l’uomo viene salvato dai suoi peccati, cioè liberato dai suoi peccati. L’uomo infatti è schiavo del peccato perché chi commette il peccato è schiavo del peccato, ma credendo nell’Evangelo viene liberato dai suoi peccati. Infatti, l’Evangelo è potenza di Dio per la salvezza d’ogni credente, del Giudeo prima e poi del Greco.

L’uomo credendo nell’Evangelo viene giustificato. Questo perché il giusto vivrà per la sua fede, difatti nell’Evangelo è rivelata la giustizia di Dio da fede a fede secondo che è scritto: “Ma il giusto vivrà per fede”. Sì, la giustizia di Dio che rende l’uomo giusto è rivelata nell’Evangelo che vi ho annunziato. L’uomo credendo nell’Evangelo viene riconciliato con Dio, ottiene la riconciliazione con Dio, da nemico di Dio diventa amico di Dio. Questo per mezzo di Cristo Gesù, il Figlio di Dio.

Poi, ottiene credendo nell’Evangelo l’uomo la remissione dei peccati. I peccati sono dei debiti, costituiscono dei debiti che l’uomo accumula davanti a Dio perché l’uomo pecca e allora, credendo nell’Evangelo, l’uomo ottiene la cancellazione di tutti questi debiti e il Signore lo purifica dai peccati. E poi, credendo nell’Evangelo, l’uomo, la Scrittura dice: “Di lui attestano tutti i profeti che chiunque crede in lui riceve la remissione dei peccati mediante il suo nome.”

Ricordatevelo sempre questo, cattolici romani, a voi mi rivolgo. La remissione dei peccati non si ottiene andando a confessarsi da un prete o da un vescovo o dal cosiddetto Papa stesso. No, la remissione dei peccati si ottiene credendo nel Signore Gesù Cristo e quindi la remissione dei peccati si ottiene per grazia, non per opere, non per non per mortificazioni varie, meriti vari. No, no, no, no, si ottiene per grazia, interamente per grazia. Tutto si si ottiene interamente per grazia quando si crede nell’Evangelo.

E appunto, credendo nell’Evangelo, l’uomo ottiene anche la vita eterna perché dice la Scrittura: “Chi crede ha vita eterna”, e questa vita è il Figliuolo di Dio. Per cui, chi ha il Figliuolo ha la vita, chi ha il Figliuolo ha la vita perché lui è la vita eterna. Sì, vi annunzio la vita eterna. Gesù Cristo, “la vita eterna che era presso il Padre e che ci fu manifestata”, dice Giovanni. E dunque, credendo nell’Evangelo, l’uomo ottiene anche la vita eterna. Considerate un po’, il dono di Dio! Sì, perché la vita eterna è il dono di Dio: non è una paga, non è un premio, è il dono di Dio.

Qualcuno dirà: “Ma come è possibile che credendo nell’Evangelo si ottengano tutte queste cose?” Perché Dio ha stabilito così. Quindi, se rifiuterai di credere nell’Evangelo, sappi che l’ira di Dio continuerà a rimanere sopra di te e tu non vedrai la vita. Quando morirai, te ne andrai nelle fiamme dell’inferno. Non ci sarà scampo, non ci sarà speranza alcuna per te di salvezza, perché hai rifiutato di credere nell’Evangelo della grazia di Dio che ti ho annunziato per la grazia di Dio. Perché anche quella di annunziarvi l’Evangelo è una grazia che io ho ricevuto.

Dunque, voi che mi ascoltate, ravvedetevi! Credete nell’Evangelo! Credete nell’Evangelo! L’Evangelo non è una favola, non è una storiella, non è un mito, non è non è una leggenda. L’Evangelo è la parola di Dio vivente e permanente. Considerate questo, quindi badate a tutti quelli che vogliono tenervi lontani dall’Evangelo o vogliono allontanarvi dall’Evangelo. L’Evangelo è la parola di Dio ed è potenza di Dio per la salvezza d’ogni credente. Sì, è una parola, però è potenza di Dio.

Molti sono scandalizzati nel sentire l’Evangelo, molti si indignano nel sentire l’Evangelo. Ah, invece noi ci rallegriamo nel sentire l’Evangelo! Eccome se ci rallegriamo, ci rallegriamo grandemente! E spero che, appunto, qualcuno in mezzo a voi riceva dal Signore veramente la grazia di ravvedersi e di credere nell’Evangelo, per potersi anche lui o anche lei rallegrarsi nel Signore per questa così grande salvezza che Dio ha provveduto per mezzo di Cristo Gesù e che si ottiene per grazia mediante la fede nell’Evangelo. Chi ha orecchi da udire, oda.

Il blog di Illuminato Butindaro
Panoramica privacy

Questo sito web utilizza i cookie per offrirti la migliore esperienza di navigazione possibile. Le informazioni sui cookie vengono memorizzate nel tuo browser e svolgono funzioni come riconoscerti quando torni sul mio sito e aiutarmi a capire quali parti del sito sono più rilevanti e utili per te.