Il Giusto fu annoverato tra i malfattori [Audio Streaming]

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È on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “Il Giusto fu annoverato tra i malfattori” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 14 MB (128 Kbps), 3 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 14 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.

Trascrizione audio:

Uomini e donne, piccoli e grandi, ricchi e poveri, savi e ignoranti, Ebrei e Gentili, ascoltate. Nella notte in cui fu tradito, Gesù Cristo, il Figlio di Dio, disse tra le altre cose ai suoi discepoli queste parole: “io vi dico che questo che è scritto deve essere adempito in me: Ed egli è stato annoverato tra i malfattori”.

Dunque ancora Gesù non era non era stato arrestato, non era stato condannato a morte dal sinedrio e naturalmente non era ancora stato dato nelle mani del governatore Ponzio Pilato e non era stato ancora crocifisso. Ebbene, Gesù predisse che sarebbe stato annoverato tra i malfattori, ossia tra i trasgressori, perché notate che disse che questo era stato scritto o era scritto di lui. Dove era scritto? Era scritto nel profeta Isaia.

Nel libro del profeta Isaia, infatti, Iddio dice: “io gli darò la sua parte fra i grandi, ed egli dividerà il bottino coi potenti, perché ha dato se stesso alla morte, ed è stato annoverato fra i trasgressori, perch’egli ha portato i peccati di molti, ed ha interceduto per i trasgressori”. E così avvenne perché quando il governatore Ponzio Pilato, il governatore della Giudea, sentenziò che fosse fatto quello che i Giudei domandavano, e cioè che Gesù Cristo fosse crocifisso, avvenne che lo menarono in un luogo a Gerusalemme che si chiama Golgota e là lo crocifissero in mezzo a due ladroni, uno alla sua destra e uno alla sua sinistra.

Dunque, il Giusto, Colui che non aveva conosciuto peccato, il quale fu tentato in ogni cosa come noi però senza peccare, dico Colui che non ha conosciuto peccato, fu trattato come se avesse fatto l’opera dei malfattori, fu crocifisso come un malfattore, come se fosse stato un comune malfattore di quel tempo, infatti fu messo in croce tra due ladroni. Considerate un po’ voi quando Gesù morì che cosa avvenne e quindi si dovevano adempiere le parole del profeta Isaia, naturalmente non solo queste queste parole perché Gesù doveva appunto essere crocifisso, trafitto, perché così aveva detto sempre il profeta Isaia: “Egli è stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni, fiaccato a motivo delle nostre iniquità”.

Quindi quella sentenza che emise Ponzio Pilato contro Gesù Cristo era una sentenza che era in accordo con la volontà di Dio perché Dio così aveva innanzi decretato che avvenisse, cioè che Gesù il Cristo doveva essere trafitto, fiaccato, quindi crocifisso. Per quale ragione? A motivo delle nostre trasgressioni. Infatti, Gesù Cristo morì sulla croce per i nostri peccati. Molti presentano la morte di di Gesù come una morte casuale o come la morte di un martire, addirittura c’è chi presenta Gesù come un rivoluzionario che voleva liberare il popolo di Israele dal giogo dei Romani e naturalmente ciò gli costò la vita. No, non è così come dicono i bugiardi, no. È come dice la Sacra Scrittura, noi crediamo la Sacra Scrittura che è la parola di Dio: “Egli è stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni, fiaccato a motivo delle nostre iniquità.”

Che tutti lo sentano forte e chiaro perché questo è quello che dice l’Evangelo di Cristo Gesù. Quindi Cristo è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, affinché si adempissero le Scritture profetiche. Egli, il Giusto, si caricò delle nostre iniquità e portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce. Sì, i nostri peccati egli li portò nel suo corpo. La sua morte dunque fu una morte espiatoria perché egli sparse il suo prezioso sangue per la remissione dei nostri peccati. Questo crediamo, questo proclamiamo con ogni franchezza.

E dopo essere dopo essere morto per i nostri peccati Gesù fu seppellito, fu messo fu messo in una tomba nuova nella quale nessun uomo era ancora stato posto. Questo questa tomba l’aveva fatta scavare nella roccia un uomo ricco di nome Giuseppe d’Arimatea che era un discepolo occulto di Gesù per timore dei Giudei. Ma Iddio lo risuscitò dai morti il terzo giorno, e anche qui secondo le Scritture, cioè affinché si adempissero le Scritture profetiche. Infatti, il Signore aveva preannunciato che il suo Cristo sarebbe risuscitato dai morti perché non era possibile che il Cristo fosse ritenuto dalla morte perché Davide, che era profeta, aveva detto centinaia di anni prima: “Anche la mia carne riposerà in isperanza poiché tu non lascerai l’anima mia nell’Ades e non permetterai che il tuo Santo vegga la corruzione”.

In queste parole Davide preannunziò la resurrezione del Cristo dicendo che non sarebbe stato lasciato nell’Ades e che la sua carne non avrebbe veduto la corruzione. Dunque, Gesù Cristo, il Figlio di Dio, il terzo giorno è risuscitato dai morti affinché si adempissero le Scritture e dopo essere risuscitato si fece vedere ma non si fece vedere dal mondo, ma si fece vedere dai suoi, dai testimoni che erano stati innanzi scelti da Dio. Egli con molte prove per diversi giorni parlò con loro delle cose relative al Regno di Dio, mangiò e bevve con loro. Sì, il Figlio di Dio dopo la sua resurrezione dei morti apparve ai testimoni che erano stati innanzi scelti da Dio i quali naturalmente poi presso il popolo resero testimonianza appunto della resurrezione del Cristo.

E dunque, quello che vi annunzio è l’Evangelo di Cristo affinché vi ravvediate e crediate nell’Evangelo. Per ottenere che cosa? Che cosa ne avrà l’uomo credendo nell’Evangelo? Beh, avrà beni preziosi di grandissimo valore credendo nell’Evangelo. Infatti, l’uomo viene salvato dai suoi peccati, cioè liberato dai suoi peccati. L’uomo infatti è schiavo del peccato perché chi commette il peccato è schiavo del peccato, ma credendo nell’Evangelo viene liberato dai suoi peccati. Infatti, l’Evangelo è potenza di Dio per la salvezza d’ogni credente, del Giudeo prima e poi del Greco.

L’uomo credendo nell’Evangelo viene giustificato. Questo perché il giusto vivrà per la sua fede, difatti nell’Evangelo è rivelata la giustizia di Dio da fede a fede secondo che è scritto: “Ma il giusto vivrà per fede”. Sì, la giustizia di Dio che rende l’uomo giusto è rivelata nell’Evangelo che vi ho annunziato. L’uomo credendo nell’Evangelo viene riconciliato con Dio, ottiene la riconciliazione con Dio, da nemico di Dio diventa amico di Dio. Questo per mezzo di Cristo Gesù, il Figlio di Dio.

Poi, ottiene credendo nell’Evangelo l’uomo la remissione dei peccati. I peccati sono dei debiti, costituiscono dei debiti che l’uomo accumula davanti a Dio perché l’uomo pecca e allora, credendo nell’Evangelo, l’uomo ottiene la cancellazione di tutti questi debiti e il Signore lo purifica dai peccati. E poi, credendo nell’Evangelo, l’uomo, la Scrittura dice: “Di lui attestano tutti i profeti che chiunque crede in lui riceve la remissione dei peccati mediante il suo nome.”

Ricordatevelo sempre questo, cattolici romani, a voi mi rivolgo. La remissione dei peccati non si ottiene andando a confessarsi da un prete o da un vescovo o dal cosiddetto Papa stesso. No, la remissione dei peccati si ottiene credendo nel Signore Gesù Cristo e quindi la remissione dei peccati si ottiene per grazia, non per opere, non per non per mortificazioni varie, meriti vari. No, no, no, no, si ottiene per grazia, interamente per grazia. Tutto si si ottiene interamente per grazia quando si crede nell’Evangelo.

E appunto, credendo nell’Evangelo, l’uomo ottiene anche la vita eterna perché dice la Scrittura: “Chi crede ha vita eterna”, e questa vita è il Figliuolo di Dio. Per cui, chi ha il Figliuolo ha la vita, chi ha il Figliuolo ha la vita perché lui è la vita eterna. Sì, vi annunzio la vita eterna. Gesù Cristo, “la vita eterna che era presso il Padre e che ci fu manifestata”, dice Giovanni. E dunque, credendo nell’Evangelo, l’uomo ottiene anche la vita eterna. Considerate un po’, il dono di Dio! Sì, perché la vita eterna è il dono di Dio: non è una paga, non è un premio, è il dono di Dio.

Qualcuno dirà: “Ma come è possibile che credendo nell’Evangelo si ottengano tutte queste cose?” Perché Dio ha stabilito così. Quindi, se rifiuterai di credere nell’Evangelo, sappi che l’ira di Dio continuerà a rimanere sopra di te e tu non vedrai la vita. Quando morirai, te ne andrai nelle fiamme dell’inferno. Non ci sarà scampo, non ci sarà speranza alcuna per te di salvezza, perché hai rifiutato di credere nell’Evangelo della grazia di Dio che ti ho annunziato per la grazia di Dio. Perché anche quella di annunziarvi l’Evangelo è una grazia che io ho ricevuto.

Dunque, voi che mi ascoltate, ravvedetevi! Credete nell’Evangelo! Credete nell’Evangelo! L’Evangelo non è una favola, non è una storiella, non è un mito, non è non è una leggenda. L’Evangelo è la parola di Dio vivente e permanente. Considerate questo, quindi badate a tutti quelli che vogliono tenervi lontani dall’Evangelo o vogliono allontanarvi dall’Evangelo. L’Evangelo è la parola di Dio ed è potenza di Dio per la salvezza d’ogni credente. Sì, è una parola, però è potenza di Dio.

Molti sono scandalizzati nel sentire l’Evangelo, molti si indignano nel sentire l’Evangelo. Ah, invece noi ci rallegriamo nel sentire l’Evangelo! Eccome se ci rallegriamo, ci rallegriamo grandemente! E spero che, appunto, qualcuno in mezzo a voi riceva dal Signore veramente la grazia di ravvedersi e di credere nell’Evangelo, per potersi anche lui o anche lei rallegrarsi nel Signore per questa così grande salvezza che Dio ha provveduto per mezzo di Cristo Gesù e che si ottiene per grazia mediante la fede nell’Evangelo. Chi ha orecchi da udire, oda.