Il giusto vivrà per la sua fede [Audio Streaming]

Il giusto vivrà per la sua fede
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È on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “Il giusto vivrà per la sua fede” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 10 MB (128 Kbps), 2 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 12 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.

Trascrizione audio:

Uomini e donne, piccoli e grandi, ricchi e poveri, savi e ignoranti, Ebrei e Gentili, ascoltate.

Nel libro della profeta Habacuc leggiamo queste parole: “Il giusto vivrà per la sua fede.” Queste parole del profeta Habacuc saranno poi, dopo molto tempo, citate dall’apostolo Paolo ai Galati in una delle sue epistole, dicendo così: “Or che nessuno sia giustificato per la legge dinanzi a Dio, è manifesto perché il giusto vivrà per fede.” Qui l’apostolo Paolo sta spiegando che la giustificazione che dà vita si ottiene, ossia l’uomo la ottiene, non per le opere della legge, quindi non per i propri meriti, non per le proprie fatiche, ma mediante la fede. Quindi le parole del profeta Habacuc preannunziavano la giustificazione per fede.

L’apostolo Paolo citerà queste parole del profeta Habacuc anche nella sua epistola ai santi di Roma, quando dice ai santi di Roma che lui era pronto ad annunziare l’Evangelo anche a loro che erano in Roma e dice quanto segue: “Poiché io non mi vergogno dell’Evangelo; perché esso è potenza di Dio per la salvezza d’ogni credente; del Giudeo prima e poi del Greco; poiché in esso la giustizia di Dio è rivelata da fede a fede, secondo che è scritto: Ma il giusto vivrà per fede.” Dunque queste parole l’apostolo Paolo le cita anche qui per confermare che l’uomo viene giustificato per la fede senza le opere della legge, perché mediante la fede l’uomo ottiene la giustizia che viene da Dio. Dunque, l’uomo viene giustificato gratuitamente per la grazia di Dio e la giustizia di Dio, o la giustizia che viene da Dio, è rivelata nell’Evangelo. Sì, proprio nell’Evangelo. E che cos’è l’Evangelo?

L’Evangelo è la buona novella che Gesù di Nazareth è il Cristo, che è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, che fu seppellito, che risuscitò dai morti il terzo giorno secondo le Scritture e che apparve ai testimoni che erano stati innanzi scelti da Dio. Questo è l’Evangelo nel quale è rivelata la giustizia di Dio da fede a fede. Dunque, voi che siete sotto il peccato, dovete sapere che agli occhi di Dio voi siete dei peccatori in quanto peccate e siete quindi schiavi del peccato, perché chi commette il peccato è schiavo del peccato. Ora, essendo dei peccatori, voi siete dei nemici di Dio perché avete violato la Sua legge. Infatti, il peccato è la violazione della legge. Dunque, in questa condizione voi siete sulla via della perdizione.

La via della perdizione è la via che mena nelle fiamme dell’inferno, perché dovete sapere che esiste un luogo di tormento chiamato inferno ed è un luogo di tormento dove vanno le anime di coloro che muoiono nei loro peccati o di coloro che sono sotto il peccato. Dunque, voi vi trovato, vi trovate, si può dire, in prossimità dell’inferno perché state andando all’inferno. Io quindi vi annunzio l’Evangelo, la buona novella, affinché credendo nell’Evangelo voi otteniate la giustizia che viene da Dio, che è basata sulla fede. Perché nel momento in cui voi crederete nell’Evangelo, voi otterrete la giustizia di Dio e sarete giustificati, vi sentirete giustificati, perché il Signore vi avrà resi giusti e allora potrete esclamare assieme a noi: “Giustificati dunque per fede abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore.”

Ma finché non crederete nell’Evangelo, voi rimarrete sotto il peccato. Non importa quante opere meritorie farete, non importa quante opere di giustizia compirete, ma fino a quando voi non crederete nell’Evangelo, voi davanti al Signore rimarrete dei peccatori e rimarrete sulla via della perdizione. Quindi la giustificazione non ve la potete meritare, non ve la potete conquistare con le vostre opere, perché la giustizia di Dio è rivelata nell’Evangelo. Quindi, per essere giustificati dovete credere nell’Evangelo, non c’è un’altra maniera.

Quindi io vi esorto a ravvedervi e a credere nell’Evangelo per essere da Dio giustificati, per essere dal Signore perdonati, per essere liberati dai vostri peccati e per ottenere la vita eterna. Perché nel momento in cui crederete nell’Evangelo, oltre a ottenere la giustizia di Dio, voi otterrete la vita eterna. Che chi crede ha vita eterna e quindi sarete strappati alle fiamme del fuoco dell’inferno dove siete diretti. Avrete quindi la certezza che quando morirete andrete ad abitare con il Signore nel regno dei cieli. Sì, vi dipartirete dal corpo e andrete ad abitare in paradiso con il Signore.

Dunque, non illudetevi, non pensate di potervi giustificare davanti a Dio con le vostre opere. La vostra giustizia agli occhi del Signore è come un abito sporco. Voi avete bisogno della giustizia di Dio che è rivelata nell’Evangelo. Ecco perché vi esorto a credere nell’Evangelo. Credete nell’Evangelo e sarete giustificati, otterrete la giustizia di Dio, il Signore avrà misericordia di voi e non sarete più gli stessi. Sarete delle nuove creature, sì, delle nuove creazioni, perché il Signore vi rigenererà mediante la Sua parola vivente e permanente. Credete dunque in Colui che giustifica l’empio. Credete in Lui e sarete giustificati, secondo che è scritto: “Il giusto vivrà per la sua fede.”

Chi ha orecchi da udire, oda.

La beatitudine dell’uomo al quale Iddio imputa la giustizia senz’opere [Audio Streaming]

La beatitudine dell’uomo al quale Iddio imputa la giustizia senz’opere
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È on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “La beatitudine dell’uomo al quale Iddio imputa la giustizia senz’opere” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 12 MB (128 Kbps), 2 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 12 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.

Trascrizione audio:

Uomini e donne, piccoli e grandi, ricchi e poveri, savi e ignoranti, Ebrei e Gentili, ascoltate.

Nell’epistola dell’Apostolo Paolo ai santi di Roma leggiamo quanto segue, precisamente al capitolo 4, i versetti che vanno dall’uno all’otto:

“Che diremo dunque che l’antenato nostro Abramo abbia ottenuto secondo la carne? Poiché se Abramo è stato giustificato per le opere, egli avrebbe di che gloriarsi; ma dinanzi a Dio egli non ha di che gloriarsi; infatti, che dice la Scrittura? Or Abramo credette a Dio, e ciò gli fu messo in conto di giustizia. Or a chi opera, la mercede non è messa in conto di grazia, ma di debito; mentre a chi non opera ma crede in colui che giustifica l’empio, la sua fede gli è messa in conto di giustizia. Così pure Davide proclama la beatitudine dell’uomo al quale Iddio imputa la giustizia senza opere, dicendo: Beati quelli le cui iniquità sono perdonate, e i cui peccati sono coperti. Beato l’uomo al quale il Signore non imputa il peccato.”

Dunque esiste la beatitudine dell’uomo al quale Iddio imputa la giustizia senza opere. Sì, e noi siamo tra coloro che hanno questa beatitudine e quindi siamo beati, beati perché Iddio ci imputa la Sua giustizia senza opere. Vedete in che maniera Davide, che era profeta, proclamò la beatitudine dell’uomo al quale Iddio imputa la giustizia senza opere. La proclamò con queste parole che sono scritte in uno dei suoi salmi: “Beati quelli le cui iniquità sono perdonate e i cui peccati sono coperti, beato l’uomo al quale il Signore non imputa il peccato.”

Dunque coloro che credono sono beati. Sono beati col credente Abramo il quale credette a Dio e ciò gli fu messo in conto di giustizia. Che cos’è che fu messo in conto di giustizia dunque ad Abramo? Gli fu messo in conto di giustizia la sua fede, perché credette a Dio. E dunque, e dunque, la questa beatitudine è per coloro che credono ai quali la loro fede gli viene messa in conto di giustizia, ossia i quali vengono giustificati da Dio, in quanto Dio gli imputa la giustizia senza opere, perché la giustificazione è per fede. Non per fede più le opere, ma per fede, perché è scritto: “Il giusto vivrà per fede.”

La giustizia che Iddio imputa all’uomo che crede e quindi che gli imputa per grazia è rivelata nell’Evangelo. Sì, proprio nell’Evangelo è rivelata la giustizia di Dio da fede a fede, secondo che è scritto: “ma il giusto vivrà per fede.”

Che cos’è l’Evangelo? L’Evangelo è la buona novella o buona notizia che Gesù è il Cristo, che è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, che fu seppellito, che risuscitò dai morti il terzo giorno secondo le Scritture e che apparve ai testimoni che erano stati innanzi scelti da Dio. Questo è l’Evangelo nel quale la giustizia di Dio è rivelata da fede a fede, secondo che è scritto: “ma il giusto vivrà per fede.”

Quindi l’uomo che è sotto il peccato, l’uomo senza Dio, è sotto il peccato, per essere giustificato deve credere nell’Evangelo. Sì, credendo nell’Evangelo egli viene giustificato per fede. Iddio lo rende giusto, Iddio gli dà il dono della Sua giustizia. Quindi la giustizia di Dio, o che viene da Dio, è basata sulla fede ed è per questa ragione che chi riceve la giustizia di Dio non ha nulla di che vantarsi nel cospetto di Dio, come non ebbe nulla di cui vantarsi Abramo, il quale non fu giustificato per le opere, ma per fede. Egli non aveva di che gloriarsi davanti a Dio, infatti è scritto che egli “credette a Dio e ciò gli fu messo in conto di giustizia.”

Quindi dovete sapere voi che siete sotto il peccato che per essere giustificati da Dio avete bisogno di credere nell’Evangelo. Solamente in questa maniera potete essere giustificati. Non potete autogiustificarvi con le vostre opere, con mortificazioni, digiuni, preghiere, elemosine, mortificazioni di vario genere, assolutamente. La vostra giustizia è come un abito sporco agli occhi del Signore. Avete bisogno della giustizia di Dio che si basa sulla fede, e nel momento in cui crederete nell’Evangelo e quindi sarete giustificati, potrete dire quello che è scritto: “Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore.” Solamente allora potrete dirlo, ma fino a quel momento, cioè fino a che non avete creduto, non potrete dire questo, perché, perché l’uomo incredulo non ha la giustizia di Dio. Non ce l’ha, non importa quanto si affatichi, quanto si sforzi di autogiustificarsi, egli non è giustificato agli occhi del Signore.

Il giusto vivrà per la sua fede. Questo è quello che disse Iddio per bocca del profeta Habacuc, e quindi al fine di essere giustificati voi dovete ravvedervi e credere nell’Evangelo. Allora sarete, sarete giustificati, sarete resi giusti e sarete dunque riconciliati con Dio. Perché allo stato attuale delle cose voi siete in inimicizia contro Dio. Siete nemici di Dio, siete nemici di Dio nelle nella vostra mente e dunque nei vostri pensieri e nelle vostre opere. Siete nemici di Dio, siete figliuoli di ira per natura. E dunque, nel momento in cui crederete, sarete giustificati, sarete riconciliati con Dio, avrete dunque pace con Dio. Non solo, riceverete la vita eterna perché chi crede ha vita eterna e quindi avrete la certezza che quando morirete andrete ad abitare col Signore nel regno dei cieli.

Quindi il Signore vi strapperà dal fuoco dove siete diretti perché voi in questo momento siete diretti all’inferno, siete sulla via della perdizione che mena all’inferno, e dunque il Signore, se voi crederete nell’Evangelo, avrà misericordia di voi, vi salverà dai vostri peccati, vi giustificherà, vi perdonerà e vi darà la vita eterna. Perché anche la vita eterna è gratuita. Perché? Perché la vita eterna è il dono di Dio in Cristo Gesù. Non illudetevi, se qualcuno vi ha detto che la vita eterna la si può guadagnare, ce la si può meritare, sappiate che chi vi ha detto questo vi ha ingannato. La vita eterna non è in vendita. Non è in vendita la vita la vita eterna, e la vita eterna non è una paga che Dio dà a coloro che diciamo osservano determinati precetti, no, no. La vita eterna è il dono di Dio che si riceve per grazia, per fede, per fede. Gesù ha detto: “Chi crede ha vita eterna.”

Dunque, ravvedetevi e credete nell’Evangelo della grazia di Dio, affinché il Signore abbia misericordia di voi, vi salvi, vi perdoni, vi giustifichi e vi dia la vita eterna. Altrimenti, se rifiuterete di credere nell’Evangelo, sarete condannati. L’ira di Dio resterà sopra di voi. Rimarrete agli occhi di Dio dei peccatori, dei Suoi nemici, e quando morirete, quando spirerete, la vostra anima scenderà nelle fiamme dell’inferno. Sì, perché l’inferno è un luogo di tormento dove le anime sono tormentate in mezzo al fuoco. Ecco perché vi ho annunziato l’Evangelo, perché l’Evangelo è potenza di Dio per la salvezza d’ogni credente, del Giudeo prima e poi del Greco, poiché in esso la giustizia di Dio è rivelata da fede a fede, secondo che scritto: “ma il giusto vivrà per fede.”

Quindi tenete a mente quello che vi ho annunziato, perché è la parola dell’Iddio vivente e vero. Chi ha orecchi da udire, oda.

Non per opere, ma per grazia [Audio Streaming]

Non per opere, ma per grazia
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È on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “Non per opere, ma per grazia” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 8 MB (128 Kbps), 2 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 8 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.

La salvezza è in Cristo Gesù [Audio Streaming]

La salvezza è in Cristo Gesù
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È on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “La salvezza è in Cristo Gesù” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 14 MB (128 Kbps), 3 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 14 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.

Trascrizione audio:

Uomini e donne, piccoli e grandi, ricchi e poveri, savi e ignoranti, Ebrei e Gentili, ascoltate. La Sacra Scrittura, che è la parola di Dio, afferma quanto segue. Queste parole sono scritte nel libro degli Atti degli Apostoli, al capitolo 4, al versetto 12: “E in nessun altro è la salvezza, poiché non v’è sotto il cielo alcun altro nome che sia stato dato agli uomini per il quale noi abbiamo ad essere salvati.” Queste parole furono proferite da uno degli apostoli del nostro Signore Gesù Cristo. Il nome di questo apostolo era Pietro.

Ebbene, la salvezza è in Cristo Gesù, il Nazareno. L’apostolo, per lo Spirito, è stato chiaro: in nessun altro è la salvezza. Dunque, che cos’è la salvezza? Cosa intende la Sacra Scrittura per la salvezza? La salvezza è la salvezza dal peccato, perché chi commette il peccato è schiavo del peccato, e tutti hanno peccato. Dunque, l’uomo senza Dio, l’uomo che serve il peccato, ne è schiavo. Non è libero, è schiavo; ecco perché non può fare a meno di di peccare. Pecca del continuo perché è signoreggiato dal peccato. Il peccato è la violazione della legge di Dio.

Dunque, esiste una schiavitù: la schiavitù del peccato, una schiavitù che naturalmente riguarda tutti coloro che sono senza Dio e che quindi sono sotto il peccato, signoreggiati dal peccato, sono servi di varie concupiscenze e voluttà. Ebbene, voi che mi ascoltate, che siete senza Dio, siete schiavi del peccato. Avete dunque bisogno di essere salvati, e la salvezza dal peccato è solamente in Gesù Cristo. È solamente tramite di Lui che potete essere salvati. Perché? Perché Gesù Cristo è il Figlio di Dio, che il Padre ha mandato nella pienezza dei tempi nel mondo per essere il Salvatore del mondo. Cristo Gesù, dunque, è venuto nel mondo per salvare i peccatori, salvarli dai loro peccati.

In che maniera il Signore Gesù Cristo ha provveduto la salvezza? Morendo sulla croce per i nostri peccati e risuscitando dai morti il terzo giorno, a cagione della nostra giustificazione. Dunque, vi annunzio la parola del Vangelo, che è questa: Cristo è morto per i nostri peccati, secondo le Scritture; fu seppellito, risuscitò dai morti il terzo giorno, secondo le Scritture, e apparve ai testimoni che erano stati innanzi scelti da Dio. Questo è l’Evangelo credendo nel quale sarete salvati dai vostri peccati, perché l’Evangelo che vi annunzio è potenza di Dio per la salvezza d’ognuno che crede, del Giudeo prima poi del Greco, poiché in esso la giustizia di Dio è rivelata da fede a fede, secondo che è scritto: “Ma il giusto vivrà per fede.”

Dunque, mediante l’Evangelo di Cristo che l’uomo viene salvato. Non c’è nessun altro oltre Gesù Cristo mediante il quale l’uomo può essere salvato dai suoi peccati. Nessun altro, perché Gesù Cristo è il Salvatore del mondo. Gesù Cristo non è uno dei tanti salvatori del mondo, come se ce ne fossero tanti. Molti presentano Gesù come uno dei redentori, come uno dei salvatori, ma costoro mentono contro la verità, perché Gesù Cristo è il Salvatore del mondo. Lui stesso disse: “Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.” Quindi c’è solo una via di salvezza, una sola, unica: Gesù Cristo è la via. Non ce n’è un’altra, non ce ne sono altre di vie che menano al Padre e quindi che menano nel regno dei cieli. No, c’è solo una via, perché c’è un solo Dio ma anche un solo mediatore tra Dio e gli uomini: Cristo Gesù.

Quindi, non vi fate ingannare da coloro che presentano Gesù come una via, come una delle tante vie, perché costoro sono degli anticristi, sono dei bugiardi. Allora sappiate dunque che in nessun altro è la salvezza, poiché non v’è sotto il cielo alcun altro nome che sia stato dato agli uomini per il quale noi abbiamo ad essere salvati. D’altronde, è Gesù Cristo che è morto per i nostri peccati, è Lui che è risuscitato dai morti a cagione della nostra giustificazione, per cui non ci può essere nessun altro oltre a Lui mediante il quale noi appunto possiamo ottenere la salvezza. Noi siamo stati salvati, noi siamo stati salvati, perché abbiamo creduto nel Signore Gesù Cristo. Ecco perché, avendo creduto, parliamo e vi annunziamo questa grande salvezza che è in Cristo Gesù.

È una salvezza dunque che si ottiene mediante la fede e dunque per grazia, non è per opere, affinché nessuno si glori. Infatti, noi che l’abbiamo ottenuta e che vi parliamo nel nome del Signore, noi non abbiamo veramente niente di che gloriarci, niente di che vantarci nel cospetto di Dio, ma abbiamo solo veramente di che ringraziarlo, glorificarlo, celebrarlo per la Sua grande misericordia che ha mostrato verso di noi, cioè per la Sua grazia, per l’immeritato favore che Egli ci ha elargito.

E dunque a voi mi rivolgo affinché vi ravvediate e crediate nell’Evangelo, nell’Evangelo di Cristo, affinché credendo nel nome del Signore Gesù Cristo voi otteniate la salvezza dai vostri peccati. Sarete resi liberi, il peccato non vi signoreggerà più, e otterrete, credendo nell’Evangelo, otterrete la remissione dei vostri peccati, quindi la cancellazione dei vostri peccati, come anche la giustificazione, perché sarete giustificati da Dio. Otterrete la giustizia di Dio che si basa sulla fede e otterrete anche la vita eterna, perché il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù.

Quindi, è tutto per grazia, non per opere. E considerate dunque questo: che sarete strappati al fuoco dove siete diretti per la grazia di Dio, non per le vostre opere, per la grazia di Dio. Come qualcuno dirà: “Perché sono diretto dove?” Sei diretto all’inferno. L’inferno, sai, è un luogo di tormento, un luogo dove esiste un fuoco non attizzato da mano d’uomo, ma pur sempre fuoco, dove scendono le anime di coloro che muoiono nei loro peccati. E siccome che voi peccatori siete sotto il peccato, siete diretti in questo luogo di tormento.

Però, vi ho annunziato la parola della salvezza che è in Cristo Gesù, v’ho annunziato l’Evangelo affinché credendo nell’Evangelo voi siate salvati e quindi strappati al fuoco dove siete diretti. Guardate che vi aspetta un’orribile fine se voi moriste in questo momento senza il Signore, appunto, voi ve ne andreste immediatamente all’inferno. Non esiste, non esiste infatti, oltre al paradiso, un luogo intermedio dove voi potete andare e dopo un certo tempo accedere al paradiso, come insegna la Chiesa Cattolica Romana, per esempio, con il purgatorio. Il purgatorio non esiste. Non esiste questo luogo di purificazione dove le anime appunto vanno e, dopo un certo tempo che si sono purificate, passano in cielo. Non esiste, vi hanno ingannato. Esiste solo il paradiso e l’inferno. Solo questi due luoghi esistono. Quindi, se moriste, se morireste nei vostri peccati, ve ne andreste immediatamente all’inferno, nel fuoco.

Per quello che io vi scongiuro a ravvedervi e a credere nell’Evangelo, perché l’Evangelo è potenza di Dio per la salvezza d’ogni credente. Credendo nell’Evangelo si viene salvati, salvati per grazia. Però, se rifiuterete di credere nell’Evangelo, sarete condannati. Gesù l’ha detto: “Chi non avrà creduto sarà condannato.” Quindi, badate bene a voi stessi, voi increduli, queste parole marcatevele: “Chi non avrà creduto sarà condannato.” Per voi non ci sarà alcuna possibilità di salvezza, non scamperete alla condanna di Dio, voi che vi rifiuterete di credere nell’Evangelo.

Io vi ho avvertiti, adesso potete ridere quanto volete. Vi piace ridere? Vi piace vi piace farvi beffe di me perché vi metto in guardia dall’inferno? Beh, adesso ridete. Arriverà il giorno, però, che non riderete più. Guai a voi che ora ridete, perché piangerete, farete cordoglio. Quando scenderete all’inferno, poi vi ricorderete di quello che vi avevo detto, però sarà troppo tardi, e là c’è il pianto e lo stridore dei denti.

Io vi ho avvertito, quindi smettete di ridere, semmai cominciate a piangere, cominciate a piangere per i peccati che avete commesso contro Dio. Confessateli al Signore veramente e abbandonateli, e credete, credete nell’Evangelo per ottenere la salvezza, il perdono, la giustizia di Dio, perché altrimenti per voi sarà terribile quello che vi aspetta. Voi non immaginate neppure quello che vi aspetta appena chiuderete gli occhi, appena spirerete. L’anima vostra uscirà dal vostro corpo e, e vi vedrete appunto precipitare in un luogo di tormento, che è l’inferno, e là, e là sarete tormentati in mezzo al fuoco.

Quindi, vi scongiuro nel nome del Signore a ravvedervi e a credere nell’Evangelo per ottenere la salvezza che è in Cristo Gesù.

Chi ha orecchi da udire, oda.

Egli l’ha fatto esser peccato per noi [Audio Streaming]

Egli l’ha fatto esser peccato per noi
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È on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “Egli l’ha fatto esser peccato per noi” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 10 MB (128 Kbps), 2 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 10 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.

Trascrizione audio:

Uomini e donne, piccoli e grandi, ricchi e poveri, savi e ignoranti, Ebrei e Gentili, ascoltate.

La Sacra Scrittura, che è la parola di Dio, afferma quanto segue: “Colui che non ha conosciuto peccato, Egli l’ha fatto essere peccato per noi, affinché noi diventassimo giustizia di Dio in lui.”

Chi è colui che non ha conosciuto peccato? È Gesù di Nazareth, il Cristo di Dio, il quale fu generato dallo Spirito Santo, perché sua madre Maria rimase incinta per virtù dello Spirito Santo, mentre era fidanzata a colui che poi diventò suo marito, cioè a Giuseppe.

Ebbene, Gesù, il Cristo, durante la sua vita terrena non commise alcun peccato. Egli fu tentato in ogni cosa come noi, però senza peccare. Egli dunque era il Santo, il Giusto, ma Iddio l’ha fatto essere peccato per noi. Perché? Perché egli, essendo il Cristo, doveva caricarsi, doveva portare i nostri peccati e dunque Iddio fece cadere su lui l’iniquità di noi tutti, e così egli morì per i nostri peccati, affinché si adempisse quello che era scritto del Cristo. E questo, queste parole furono scritte secoli prima che Gesù venisse al mondo: “Egli è stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni, fiaccato a motivo delle nostre iniquità.” Egli dunque portò nel suo corpo i nostri peccati, li portò sul legno della croce, perché egli fu crocifisso sotto Ponzio Pilato, che era il governatore della Giudea, il quale sentenziò che di Gesù fosse fatto quello che il popolo dei Giudei chiedeva a gran voce, cioè che fosse crocifisso. Ma ciò avvenne per il determinato consiglio di Dio, perché Iddio appunto aveva prestabilito che il suo Cristo dovesse morire per i nostri peccati. Egli dunque, cioè Dio, l’ha fatto essere peccato per noi. Per quale ragione? Affinché noi diventassimo giustizia di Dio in lui, quindi affinché noi fossimo giustificati, affinché noi ricevessimo da Dio la sua giustizia che è basata sulla fede, e ricevendo la sua giustizia, noi siamo diventati giustizia di Dio in lui.

Dunque bisogna considerare la ragione per cui il Cristo morì per i nostri peccati. Ma egli non solo morì per i nostri peccati, ma egli, dopo essere stato ucciso, fu seppellito, e il terzo giorno risuscitò dai morti, affinché si adempisse quanto era stato detto da Davide, che era profeta, il quale infatti aveva detto per lo Spirito: “Anche la mia carne riposerà in isperanza, poiché tu non lascerai l’anima mia nell’Ades e non permetterai che il tuo Santo vegga la corruzione.” Davide, antivedendola, parlò della risurrezione del Cristo dicendo che non sarebbe stato lasciato nell’Ades e che la sua carne non avrebbe veduto la corruzione. Quelle parole si sono adempiute in Gesù di Nazareth, quindi egli è risuscitato dai morti affinché si adempissero le Scritture.

Dopo essere risuscitato dai morti, si fece vedere dai testimoni che erano stati innanzi scelti da Dio, ai quali apparve, con i quali mangiò, bevve, parlò. Dunque egli è risuscitato dai morti ed ora chi crede in lui riceve la remissione dei suoi peccati, dei propri peccati, mediante il suo nome, perché il Cristo ha sparso il suo prezioso sangue per la remissione dei nostri peccati. Chi crede in lui viene giustificato e quindi diventa giustizia di Dio in lui. Chi crede in lui viene perdonato, perdonato, perché i suoi peccati vengono cancellati e poi chi crede in lui ottiene la vita eterna, perché la vita eterna è il dono di Dio.

Dunque tu che mi ascolti, che sei sotto il peccato, devi ravvederti, cioè devi cambiare mente, modo di pensare, abbandonando i tuoi pensieri iniqui e vani, e devi credere, devi credere nell’Evangelo che ti ho annunziato, che è l’Evangelo di Dio, ossia che Cristo è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, che fu seppellito, che risuscitò dai morti il terzo giorno secondo le Scritture, che apparve ai testimoni che erano stati innanzi scelti da Dio. Questo è l’Evangelo nel quale devi credere per essere salvato, perché è potenza di Dio per la salvezza d’ogni credente, del Giudeo prima, poi del Greco, poiché in essa la giustizia di Dio è rivelata da fede a fede, secondo che è scritto: “Ma il giusto vivrà per fede.”

Quindi considera attentamente che non c’è sotto il cielo alcun altro nome che sia stato dato agli uomini per il quale noi abbiamo ad essere salvati. Quel nome è il nome di Gesù Cristo, il Figlio di Dio, colui che non ha conosciuto peccato e che Dio ha fatto essere peccato per noi affinché noi diventassimo giustizia di Dio in lui. È dunque nel suo nome che io ti esorto a credere affinché tu sia salvato dai tuoi peccati, perdonato, giustificato, riconciliato con Dio e scampi così alle fiamme dell’inferno dove sei diretto, perché tu in quanto peccatore e schiavo del peccato sei sulla via della perdizione e sei diretto all’inferno, in questo luogo di tormento che accoglie le anime di coloro che muoiono nei loro peccati. Quindi ti scongiuro nel nome del Signore a ravvederti, a credere nell’Evangelo affinché tu ottenga la vita eterna e scampi a quell’orribile fine a cui stai andando incontro.

Ravvediti, credi nell’Evangelo, credi in colui che è morto ed il terzo giorno è risuscitato dai morti. Chi ha orecchi da udire, oda.

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