Il Messia [Audio Streaming]

Il Messia
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È on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “Il Messia” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 18 MB (128 Kbps), 4 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 19 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.

Trascrizione audio:

Uomini e donne, piccoli e grandi, ricchi e poveri, savi e ignoranti, Ebrei e Gentili, ascoltate quello che sto per annunziarvi.

In Giovanni, al capitolo 4, leggiamo l’incontro e il dialogo del di Gesù con una donna samaritana. E vorrei leggervi semplicemente due versetti da questo capitolo, quindi dal capitolo 4, che riguardano questo, diciamo, dialogo che ci fu tra Gesù e la donna samaritana.

Così è scritto, leggiamo al capitolo 4 dal versetto il versetto 25 e il versetto 26: “La donna gli disse: Io so che il Messia (ch’è chiamato Cristo) ha da venire; quando sarà venuto, ci annunzierà ogni cosa. Gesù le disse: Io che ti parlo, son desso”.

Dunque Gesù di Nazareth, perché a Nazareth fu allevato, dichiarò di essere il Messia, cioè l’Unto di Dio, perché il termine italiano Messia viene da una parola ebraica che significa Unto. Ora questa donna sapeva che il Messia doveva venire, perché? Perché nelle Scritture profetiche era stato annunziata la sua venuta. I profeti avevano preannunziato la venuta del Messia in Israele, per redimere Israele.

Dio infatti aveva innanzi determinato di mandare nel mondo il suo Figliuolo, perché il Messia che doveva venire era il suo Figliuolo, l’Unigenito venuto da presso il Padre. La Parola sì, perché il Messia era la Parola. La Parola come dice la sacra Scrittura: “Nel principio era la Parola e la Parola era con Dio e la Parola era Dio”. Poi leggiamo anche: “La Parola è stata fatta carne ed ha abitato per un tempo fra noi piena di grazia e di verità; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come quella dell’Unigenito venuto da presso al Padre”.

Ebbene, dunque, il Messia che doveva venire era l’unigenito Figliuolo di Dio, il Creatore di tutte le cose. E Gesù, quando venne in questo mondo, era pienamente consapevole di essere il Messia o Cristo, perché sono termini praticamente sinonimi. Si può dire che Gesù è il Messia come anche si può dire che Gesù è il Cristo: si dice la stessa cosa, solo che il termine Cristo è, diciamo, il termine italiano Cristo, viene viene tradotto dal greco, da un termine greco che significa Unto.

Ebbene Gesù era pienamente consapevole di essere il Messia e il Messia doveva venire per salvare i peccatori. Da che cosa? Dai loro peccati. Infatti il nome stesso Gesù significa Yahweh salva. Infatti prima che Gesù nascesse, egli nacque a Betlemme, mentre era nel seno di Maria sua madre, che era rimasta incinta per virtù dello Spirito Santo, dico mentre era nel grembo di sua madre, cosa avvenne? Avvenne che siccome Giuseppe, essendo uomo, Giuseppe era il fidanzato di di Maria, essendo uomo giusto non volendo esporla ad infamia si era proposto di lasciarla di nascosto, ma mentre aveva queste cose nell’animo, ecco che un angelo del Signore gli apparve in sogno, e gli disse queste parole: “Giuseppe, figliuol di Davide, non temere di prendere teco Maria tua moglie; perché ciò che in lei è generato, è dallo Spirito Santo. Ed ella partorirà un figliuolo, e tu gli porrai nome Gesù, perché è lui che salverà il suo popolo dai loro peccati.”

Dunque, nel nome stesso “Gesù” c’è appunto l’opera che Gesù, il Messia, doveva compiere e che ha compiuto. Infatti, il Messia fu mandato dal Padre, dal dall’Iddio e Padre suo, per essere il Salvatore del mondo, quindi provvedere la salvezza appunto di cui parlarono i profeti: la salvezza dal peccato. Infatti, il nome “Gesù” significa “Yahweh salva”. Yahweh è il nome di Dio. Dunque, nello stesso nome appunto che fu dato a a Gesù dall’angelo, e che poi fu una volta che quando nacque il bambino gli fu dato, nel nome di “Gesù” c’è quello che appunto il Messia doveva compiere nel mondo: quindi salvare gli uomini dai loro peccati.

In che maniera il Messia doveva salvare gli uomini dai loro peccati? Morendo sulla croce per i nostri peccati e risuscitando il terzo giorno, perché? Perché così era stato preannunziato, infatti il profeta Isaia aveva detto quanto segue in merito al Messia: “Ma egli è stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni, fiaccato a motivo delle nostre iniquità”. Fu così che il profeta Isaia da parte di Dio preannunziò la morte espiatoria del Messia. Egli doveva essere trafitto, fiaccato; egli doveva essere ucciso, immolato a cagione delle nostre offese. E questo è quello che avvenne. Perché?

Perché Gesù poi fu, dopo essere andato attorno facendo del bene, guarendo tutti coloro che erano sotto il dominio del diavolo, perché Iddio era con lui, appunto Iddio era con lui, ebbene dopo avere fatto tanto del bene, il suo bene gli fu contraccambiato con il male, il suo amore con l’odio e fu arrestato. Fu arrestato, portato davanti al sinedrio ebraico che lo condannò come reo di morte per avere proclamato di essere il Cristo, il Figliuolo di Dio. Lo condannarono a morte e poi lo diciamo consegnarono nelle mani del governatore della Giudea, che allora era Ponzio Pilato, al quale chiesero con forza, con determinazione, di crocifiggere Gesù il Cristo.

E nonostante Ponzio Pilato all’inizio non voleva, diciamo, crocifiggerlo perché lo voleva liberare, perché non trovava in lui nulla che fosse degno di morte, alla fine Pilato sentenziò per soddisfare la folla che gridava: crocifiggilo, crocifiggilo, la folla dei Giudei, il popolo dei Giudei. Ebbene Pilato sentenziò per soddisfare la folla, sentenziò che Gesù fosse crocifisso e difatti lui fu crocifisso, fu messo in croce in mezzo a due malfattori, fu annoverato quindi tra i malfattori e fu appunto crocifisso per i nostri peccati. In lui quindi si adempì quello che era stato detto da dal profeta Isaia appunto in merito alla morte che doveva fare il Messia, dunque fu una morte espiatoria avvenuta affinché si adempisse ciò che era scritto.

Ma il Messia doveva anche risuscitare dai morti, sì il Messia doveva risuscitare dai morti perché la morte non lo avrebbe, non era, non era possibile che la morte lo avrebbe ritenuto perché Iddio appunto aveva innanzi stabilito che il Messia dopo essere stato ucciso, i Giudei lo uccisero, doveva risuscitare dei morti. E questa risurrezione, la risurrezione del Messia fu preannunziata da da Davide che era profeta. Davide, il dolce cantore di Israele, che fu re di Israele, con queste parole la preannunziò: “Anche la mia carne riposerà in isperanza poiché tu non lascerai l’anima mia nell’Ades e non permetterai che il tuo Santo vegga la corruzione”.

Così appunto Davide antivedendola parlò della risurrezione del Cristo o Messia dicendo che non sarebbe stato lasciato nell’Ades e che la sua carne non avrebbe veduto la corruzione. E così infatti avvenne perché Gesù, dopo essere stato seppellito, risuscitò dai morti il terzo giorno affinché si adempissero le Scritture. E dopo essere risuscitato dai morti apparve ai testimoni che erano stati innanzi scelti da Dio. D’altronde, Gesù stesso, prima di essere arrestato e condotto davanti al sinedrio, aveva più volte preannunziato ai suoi discepoli che a Gerusalemme sarebbe stato arrestato, condannato a morte e ucciso, ma anche che sarebbe risuscitato dai morti.

Dunque io vi annunzio la buona novella che Gesù di Nazaret è il Messia o Cristo. In lui si sono adempiute le Scritture. Dio ha vigilato sulla sua parola per mandarla ad effetto nella pienezza dei tempi. Quindi Cristo è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, fu seppellito e risuscitò dai morti il terzo giorno secondo le Scritture, e apparve ai testimoni che erano stati innanzi scelti da Dio.

Questa è la buona novella, questo è l’Evangelo nel quale dovete credere per essere salvati, salvati dai vostri peccati. Perché l’Evangelo è potenza di Dio per la salvezza d’ogni credente, del Giudeo prima e poi del Greco, poiché in esso la giustizia di Dio è rivelata da fede a fede secondo che è scritto: “Ma il giusto vivrà per fede”. Quindi ravvedetevi e credete nell’Evangelo, perché nell’Evangelo che credendo mediante l’Evangelo, nel quale credendo sarete salvati, liberati dai vostri peccati, da quei peccati appunto che ora vi signoreggiano.

Voi sarete affrancati nel momento in cui crederete nell’Evangelo della gloria del beato Iddio. Sarete finalmente affrancati, sarete degli uomini liberi. Non solo, sarete giustificati perché Iddio vi renderà giusti in quanto vi imputerà la giustizia senza opere, la vostra fede vi sarà messa in conto di giustizia. E potrete dire assieme a noi: “Giustificati dunque per fede abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore”.

Sarete anche perdonati perché credendo nella buona novella, nell’Evangelo, si ottiene la remissione dei peccati. Infatti è scritto che: “Di lui attestano tutti i profeti che chiunque crede in lui riceve la remissione dei peccati mediante il suo nome”. Sì, quei peccati che voi avete sulla vostra coscienza, che vi pesano, che costituiscono un peso schiacciante sulla vostra coscienza, vi saranno rimessi mediante il nome di Gesù Cristo.

E oltre a alla remissione dei peccati, sarete anche, otterrete anche la vita eterna. Sì, possiederete la vita eterna perché Gesù Cristo ha detto: “Chi crede ha vita eterna”. La vita eterna, la vita che non ha fine. Avrete la vita eterna dimorante in voi stessi perché la vita eterna è il dono di Dio in Cristo Gesù. La vita eterna non è una paga, la vita eterna non è una paga, non è un salario che lo si può meritare, che lo si può guadagnare. La vita eterna è il dono di Dio e Gesù Cristo è la vita eterna che era presso il Padre e che ci fu manifestata. E quindi la vita eterna è nel Figliuolo di Dio: “Chi ha il Figliuolo ha la vita; chi non ha il Figliuolo di Dio, non ha la vita”.

Ora voi in questo momento non avete il Figliuolo di Dio, e quindi non avete la vita eterna, ma credendo in lui otterrete la vita eterna. E quindi dal preciso momento in cui crederete sarete sicuri, assolutamente sicuri, che nel momento in cui vi dipartirete – che potrà avvenire due secondi dopo, due giorni dopo, 20 anni dopo, non importa – voi avrete la certezza che vi dipartirete dal corpo e andrete ad abitare con il Signore nel regno dei cieli, cioè in paradiso. Perché là vanno tutti coloro che hanno il Figliuolo, sì là entrano nel regno dei cieli e si riposano dalle loro fatiche, là dove c’è la gloria, là dove regna la pace, là dove non c’è più dolore, non c’è più pianto. Capite dove vanno coloro che appunto credono nell’Evangelo?

Però sappiate anche questo: che se rifiuterete di credere nell’Evangelo, l’ira di Dio resta sopra di voi. Perché voi siete dei peccatori, siete dei nemici di Dio in quanto siete schiavi del peccato e siete sulla via della perdizione. E quindi se voi vi rifiuterete di credere nell’Evangelo, l’ira di Dio resterà sopra di voi, voi rimarrete sulla via della perdizione, non vedrete la vita. E quando morirete, quando morirete farete una fine orribile perché vi dipartirete dal corpo e andrete all’inferno. All’inferno andrete dove c’è il pianto, lo stridore dei denti, perché lì c’è il fuoco e là appunto sono tormentate le anime di coloro che vi scendono.

Quindi vi scongiuro nel nome del Signore: ravvedetevi e credete nel Messia che doveva venire e che è venuto per essere il Salvatore del mondo. Il suo nome è Gesù. Credete in lui e sarete salvati, sarete perdonati, sarete giustificati e otterrete la vita eterna. Chi ha orecchi da udire, oda.

Credi nella Buona Novella che Gesù è il Cristo e sarai salvato [Audio Streaming]

Credi nella Buona Novella che Gesù è il Cristo e sarai salvato
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È on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “Credi nella Buona Novella che Gesù è il Cristo e sarai salvato” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 12 MB (128 Kbps), 3 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 12 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.

Trascrizione audio:

Uomini e donne, piccoli e grandi, ricchi e poveri, savi e ignoranti, Ebrei e Gentili, ascoltate: vi annunzierò la via della salvezza. Sì, perché Dio ha provveduto, nella pienezza dei tempi, la salvezza, la salvezza dal peccato.

In quanto, chi commette il peccato è schiavo del peccato e, dunque, chi serve il peccato ha bisogno di essere liberato dal peccato, perché il peccato è la violazione della legge. Dio, infatti, ha dato una legge fatta di comandamenti, e la violazione della legge costituisce peccato. Agli occhi di Dio, quindi, trasgredire uno dei suoi comandamenti costituisce peccato.

Allora chi commette il peccato è schiavo del peccato, quindi non ha assolutamente libertà, è schiavo, uno schiavo. Voi che commettete il peccato siete schiavi del peccato, avete bisogno quindi di essere affrancati dal peccato.

Perché è di fondamentale importanza essere affrancati dal peccato? Perché il salario del peccato è la morte, cioè voi siete morti nei vostri falli, nei vostri peccati. E proprio perché, diciamo, siete siete morti nei vostri nei vostri nei vostri peccati non avete comunione con Dio, non avete alcuna comunione con Dio. Siete infelici, siete senza pace, siete confusi, siete disperati, siete senza speranza alcuna.

Perché? Perché il salario del del peccato è la morte e in questa condizione in cui vi trovate l’ira di Dio è sopra di voi. E già, perché siete nemici di Dio nella vostra mente e nelle vostre opere, che sono opere malvage. E in quanto nemici di Dio, voi meritate di andare in perdizione.

Capite che cosa comporta il servire il peccato? E quando vi vi dico che meritate di andare in perdizione, cosa voglio dirvi? Che meritate di andare all’inferno. L’inferno è infatti un luogo di tormento nell’aldilà dove vanno coloro che servono il peccato. Quindi questo lo dovete avere ben presente.

Questo servizio al peccato che voi state rendendo, dovete capire, che vi sta portando all’inferno. E all’inferno c’è il fuoco, all’inferno c’è il tormento, perché le anime di coloro che sono all’inferno sono tormentate. Quindi intendete bene quanto sia importante essere affrancati dal peccato.

Quindi Dio ha provveduto la salvezza dal peccato e l’ha provveduta per mezzo del suo Figliuolo Gesù Cristo che egli ha mandato nella pienezza dei tempi in questo mondo per essere il Salvatore del mondo.

In che maniera Gesù Cristo ha procurato la salvezza? Morendo sulla croce per i nostri peccati e risuscitando dai morti, il terzo giorno, a cagione della nostra giustificazione. Ora, Gesù Cristo è il Figlio di Dio e in nessun altro è la salvezza, poiché non v’è sotto il cielo alcun altro nome che sia stato dato agli uomini per il quale noi abbiamo ad essere salvati.

Dunque, prestate molta attenzione, perché non c’è qualcun altro oltre a Gesù mediante il quale voi potete essere salvati. No, non c’è nessun altro. Solo Gesù Cristo è in grado di salvarvi, perché Lui è il Salvatore del mondo. Lui è colui che è venuto nel mondo per salvare i peccatori.

Dunque, io vi annunzio la via della salvezza, la maniera appunto in cui potete essere salvati ed è l’unica via di salvezza. Cosa dovete fare? Dovete ravvedervi, quindi abbandonare i vostri pensieri vani e malvagi, perché dovete cambiare mente in quanto siete nemici di Dio nella vostra mente e dovete credere nella buona novella che Gesù è il Cristo, cioè l’Unto o il Messia, del quale Iddio parlò anticamente per bocca dei suoi santi profeti, il quale doveva venire nel mondo per morire per i nostri peccati e risuscitare dai morti a cagione della nostra giustificazione.

La sua morte espiatoria era stata infatti preannunziata dal profeta Isaia centinaia di anni prima che Gesù venisse nel mondo. Infatti il profeta Isaia aveva detto del Cristo queste parole: “Ma egli è stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni, fiaccato a motivo delle nostre iniquità.” Questo per quanto riguarda la sua la sua morte.

Invece per quanto riguarda la resurrezione, Davide che era profeta, centinaia e centinaia di anni prima che Gesù venisse in questo nel mondo, aveva aveva detto queste parole preannunziando appunto la resurrezione del Cristo: “Anche la mia carne riposerà in isperanza, poiché tu non lascerai l’anima mia nell’Ades e non permetterai che il tuo Santo vegga la corruzione.” Egli, antivedendola, parlò della resurrezione del Cristo, dicendo che non sarebbe stato lasciato nell’Ades e che la sua carne non avrebbe veduto la corruzione.

Ora quello che Dio aveva innanzi preannunziato l’ha adempiuto in Gesù. Infatti vi annunzio la buona novella che Cristo è morto per i nostri peccati, secondo le Scritture, fu seppellito, risuscitò dai morti il terzo giorno, secondo le Scritture, e apparve ai testimoni che erano stati innanzi scelti da Dio. Sì, perché Gesù dopo essere risuscitato corporalmente si fece vedere dai suoi discepoli, con molte prove, per molti per molti giorni, lo toccarono, poterono mangiare con lui, poterono accertarsi che egli era veramente risuscitato dai morti. Dunque io in Gesù vi annunzio la resurrezione dei morti.

Ora questa è la via della salvezza, quindi ravvedetevi e credete nella buona novella che Gesù è il Cristo. Sarete così salvati dai vostri peccati, salvati mediante il sangue prezioso di Gesù Cristo che egli ha sparso sulla croce, appunto per affrancarci dal peccato mediante il suo sangue. Non solo sarete salvati dai vostri peccati ma sarete anche perdonati, sì, perché il sangue prezioso che Gesù, il suo sangue prezioso che egli sparse sulla croce lo sparse anche per la remissione dei nostri peccati.

Quindi otterrete la remissione dei vostri peccati, otterrete la giustificazione, perché? Perché sarete resi giusti da Dio per fede, per la fede. Quindi egli vi imputerà la giustizia senza opere, la vostra fede vi sarà messa in conto di giustizia. Sì, otterrete la giustizia di Dio che viene dalla fede, non solo, otterrete anche la vita eterna. Sì, la vita eterna che è il dono di Dio in Cristo Gesù. Nel momento in cui crederete, riceverete la vita eterna. Gesù lo ha detto: “Chi crede ha vita eterna”.

Dunque considerate quante cose voi otterrete credendo nella buona novella, tutto per grazia. Sì, per grazia. Non è in virtù d’opere affinché nessuno si glori, è tutto per grazia. Quindi ravvedetevi, credete nella buona novella che Gesù è il Cristo e il Signore avrà misericordia di voi e vi strapperà dal fuoco dove siete diretti. Perché, appunto, nel momento in cui crederete otterrete la riconciliazione con Dio e la vita eterna. Sarete dunque certi, quando morirete, che vi dipartirete dal corpo per andare ad abitare con il Signore nel regno dei cieli.

Ah, quale differente destinazione per coloro che muoiono nel Signore Gesù Cristo. Invece, come vi ho detto, coloro che muoiono nei loro peccati se ne vanno all’inferno dove sono tormentati in mezzo al fuoco. Quindi voi che mi ascoltate, che siete ancora sotto il peccato, ravvedetevi, credete nella buona novella che Gesù è il Cristo e Iddio avrà misericordia di voi, come ha avuto misericordia di noi quando abbiamo creduto nel nome del suo Figliuolo. Sì, ravvedetevi e credete nella buona novella che Gesù è il Cristo. Chi ha orecchi da udire, oda.

A cagione delle nostre offese… a cagione della nostra giustificazione [Audio Streaming]

A cagione delle nostre offese …. a cagione della nostra giustificazione
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È on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “A cagione delle nostre offese… a cagione della nostra giustificazione” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 14 MB (128 Kbps), 3 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 15 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.

Trascrizione audio:

Uomini e donne, piccoli e grandi, ricchi e poveri, savi e ignoranti, Ebrei e Gentili, ascoltate quello che dice la parola di Dio, che è verità.

Capitolo 4 dei Romani, leggerò alcuni versetti, leggerò alcuni versetti, precisamente precisamente i versetti che vanno dal 18 al 25: “Egli, sperando contro speranza, credette, per diventare padre di molte nazioni, secondo quel che gli era stato detto: Così sarà la tua progenie. E senza venire meno nella fede, egli vide bensì che il suo corpo era svigorito (aveva quasi cent’anni), e che Sara non era più in grado d’esser madre; ma, dinanzi alla promessa di Dio, non vacillò per incredulità, ma fu fortificato per la sua fede dando gloria a Dio ed essendo pienamente convinto che ciò che aveva promesso, Egli era anche potente da effettuarlo. Ond’è che ciò gli fu messo in conto di giustizia. Or non per lui soltanto sta scritto che questo gli fu messo in conto di giustizia, ma anche per noi ai quali sarà così messo in conto; per noi che crediamo in Colui che ha risuscitato dai morti Gesù, nostro Signore, il quale è stato dato a cagione delle nostre offese, ed è risuscitato a cagione della nostra giustificazione”.

Qui l’apostolo Paolo, parlando ai santi di Roma della giustificazione per fede e, quindi, per grazia, cita appunto come esempio Abramo e, parlando di Abramo, appunto dice che Abramo credette a Dio e ciò gli fu messo in conto di giustizia. Abramo credette ad una promessa di Dio e Abramo quindi fu giustificato, giustificato per fede, in quanto la sua fede gli fu messa in conto di giustizia. Ecco perché c’è scritto che questo gli fu messo in conto di giustizia, la sua fede quindi. Abramo dunque non fu giustificato per opere ma fu giustificato per la sua fede; la giustificazione quindi è per fede, infatti è scritto che “il giusto vivrà per la sua fede” ed è proprio in virtù di questa giustificazione che chi crede ha pace con Dio.

Allora dice bene l’apostolo Paolo: non per lui soltanto sta scritto che questo gli fu messo in conto di giustizia ma anche per noi. Lui naturalmente si include tra coloro che erano giustificati per fede quindi per la grazia di Dio, dice ma anche per noi ai quali sarà così messo in conto. Dunque la fede viene messa in conto di giustizia ai credenti i quali vengono quindi giustificati da Dio, ricevono la giustizia di Dio che viene dalla fede. Dunque la giustificazione non si ottiene per opere perché per le opere della legge nessuno sarà giustificato al suo cospetto in quanto il giusto vivrà per la sua fede.

Ma chi sono coloro appunto a cui sarà messo in conto la in conto di giustizia la fede? Sono coloro che credono in Colui che ha risuscitato dai morti Gesù Cristo. L’apostolo Paolo è chiaro, dice: “anche per noi ai quali sarà così messo in conto, per noi che crediamo in Colui che ha risuscitato dai morti Gesù nostro Signore”. Dunque dovete sapere questo: voi che siete sotto il peccato, voi potete essere giustificati soltanto per fede, quindi credendo. Ed ecco perché dovete credere in Gesù Cristo per essere giustificati.

Cosa significa credere in Gesù Cristo? Dovete credere che Gesù è il Cristo, che è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, fu seppellito, risuscitò dai morti il terzo giorno secondo le Scritture e apparve ai testimoni che erano stati innanzi scelti da Dio. Questo dovete credere affinché la vostra fede vi sia messa in conto di giustizia.

Paolo dice che Cristo è stato dato a cagion delle nostre offese ed è risuscitato a cagione della nostra giustificazione. Dunque perché Gesù morì? Per i nostri peccati, a cagione dei nostri peccati, perché così era stato detto dal profeta Isaia a proposito del Cristo. Infatti egli aveva detto: “Egli è stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni, fiaccato a motivo delle nostre iniquità”. E queste parole si sono adempiute in Gesù.

Ma egli non soltanto è morto, ma è anche risuscitato, è risuscitato il terzo giorno. Dio lo ha risuscitato affinché si adempisse quello che era stato detto da Davide, che era profeta, il quale disse parlando del Cristo, o meglio parlando della sua risurrezione: “Anche la mia carne riposerà in isperanza poiché tu non lascerai l’anima mia nell’Ades e non permetterai che il tuo Santo vegga la corruzione”. Dunque queste parole si sono adempiute, anche queste parole, in Gesù. Infatti egli è risuscitato dai morti ed è risuscitato a cagion della nostra giustificazione, cioè per giustificarci.

Ecco dunque perché coloro che credono in Gesù Cristo sono giustificati, giustificati per il suo sangue, perché egli è risuscitato a cagione della nostra giustificazione. Quando io vi annunzio che Cristo è risuscitato dai morti, sappiate che vi sto dicendo che lui è risuscitato affinché noi fossimo giustificati.

Ora io sono stato giustificato quando un giorno ho creduto nel Signore Gesù Cristo. Questo è avvenuto nel 1983, era il mese di agosto, verso la fine del mese di agosto. Credetti nel Signore Gesù, credetti in Colui che è stato dato a cagion delle nostre offese ed è risuscitato a cagion della nostra giustificazione. E io, quando credetti in lui, avvertii in maniera chiara di essere stato salvato, perdonato, giustificato e avvertii con assoluta certezza in me di avere la vita eterna perché credendo in lui l’uomo ottiene anche la vita eterna che è il dono di Dio.

E dunque io vi parlo nel nome del Signore affinché anche voi, credendo nel Signore Gesù Cristo, siate salvati dai vostri peccati, siate perdonati e quindi i vostri peccati siano cancellati, vi siano rimessi affinché siate giustificati e affinché otteniate la vita eterna che è nel Figliuolo di Dio. Infatti chi ha il Figliuolo ha la vita, ma c’è anche scritto che chi non ha il Figliuolo non ha la vita. Quindi ravvedetevi e credete in Gesù Cristo il Signore affinché per fede possiate essere giustificati e possiate dunque dire assieme a noi: “Giustificati dunque per fede abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore”. È qualcosa di meraviglioso essere giustificati perché si ha pace con Dio, con il Creatore.

Noi prima di credere nel Signore Gesù eravamo sotto il peccato ed eravamo quindi dei nemici di Dio nella nostra mente, nelle nostre opere malvagie, la sua ira era sopra di noi. Ma ringraziamo Iddio perché ci ha dato di credere nel suo Figliuolo e credendo siamo stati giustificati e siamo tuttora giustificati perché è scritto che “il giusto vivrà per la sua fede”.

E il nostro desiderio, la nostra preghiera, che anche voi che siete sotto il peccato possiate veramente ravvedervi e credere in Colui che giustifica l’empio. Sì, la giustificazione si ottiene per fede e quindi per grazia senza le opere della legge. Non illudetevi, non illudetevi, ci sono molti che predicano una giustificazione per opere, altri una giustificazione per fede più le opere. La giustificazione è per fede, soltanto per fede perché è scritto che “il giusto vivrà per la sua fede” e la la giustizia di Dio che si ottiene per fede è rivelata nell’Evangelo della gloria del beato Iddio.

Sì, proprio nell’Evangelo, quindi è solamente credendo nell’Evangelo che voi potete essere giustificati. Non potete essere giustificati credendo nel corano o credendo in qualche altro cosiddetto libro, libro sacro, no, o in qualche altro messaggio, no. Potete essere giustificati solamente credendo nell’Evangelo che, ve lo ribadisco per l’ennesima volta, è la buona novella che Gesù è il Cristo, che è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, che fu seppellito, che risuscitò dai morti il terzo giorno secondo le Scritture, che apparve ai testimoni che erano stati innanzi scelti da Dio. Questo è l’Evangelo credendo nel quale voi sarete giustificati, giustificati in virtù di ciò che Cristo ha compiuto per noi perché egli, dopo essere morto per i nostri peccati, è risuscitato a cagione della nostra giustificazione.

E quindi quando crederete in lui e sarete giustificati, allora vi ricorderete di queste parole scritte da Paolo e esalterete, glorificherete, celebrerete Colui che è risuscitato a cagione della nostra giustificazione. Questo è appunto quello che io desidero con tutto il cuore, quello per cui io prego: che voi siate giustificati. Ma ricordatevi che la giustificazione è per fede, quindi per grazia. Ravvedetevi e credete in Gesù Cristo, il Figlio di Dio.

Cosa devi fare per essere salvato [Audio Streaming]

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L’Ades: un luogo di tormento [Audio Streaming]

L’Ades: un luogo di tormento
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Trascrizione audio:

Uomini e donne, piccoli e grandi, ricchi e poveri, savi e ignoranti, Ebrei e Gentili, ascoltate. La sacra Scrittura, che è la parola di Dio, afferma che esiste nell’aldilà un luogo di tormento dove scendono le anime dei peccatori. Sì, perché l’uomo ha un’anima, tenete bene a mente questo che sto dicendovi: l’uomo ha un’anima, l’uomo è composto da anima, corpo e spirito.

E quando l’uomo muore, lo spirito torna a Dio che l’ha dato, mentre l’anima continua a vivere, continua a vivere a seconda dello stato in cui si trova. Nel senso che se colui che muore, muore nei suoi peccati, l’anima sua va all’inferno, appunto il luogo di tormento da cui vi metto in guardia. Se colui che muore, muore in Cristo, allora la sua anima si diparte dal corpo e va ad abitare nel regno dei cieli, va ad abitare con il Signore, cioè in paradiso, che è un luogo di conforto, un luogo dove coloro che vanno si riposano dalle loro fatiche in maniera cosciente.

Ma eccomi a voi per mettervi in guardia da questo luogo di tormento dove voi siete diretti. Perché siete diretti in questo luogo di tormento? Perché siete dei peccatori, perché siete sotto il peccato e quindi l’ira di Dio è sopra di voi in quanto siete nemici di Dio nella vostra mente e nelle vostre opere malvage. Questa è la vostra condizione davanti a Dio ed è per questa ragione che voi siete sulla via della perdizione, cioè sulla via che mena immediatamente dopo morti in questo luogo di tormento che si chiama Ades.

La cui esistenza è stata confermata dal Signore Gesù Cristo, il Figlio di Dio, che il Padre ha mandato nel mondo per salvare il mondo e a cui il Padre ha ordinato quello che doveva dire. E queste parole che sto per leggervi, che sono uscite dalla bocca di Gesù Cristo, il Figlio di Dio, sono dunque parole di Dio e quindi prestate attenzione perché sono parole fedeli e veraci.

Così è scritto nel capitolo 16 di Luca a partire dal versetto 19: “Or v’era un uomo ricco, il quale vestiva porpora e bisso, ed ogni giorno godeva splendidamente; e v’era un pover’uomo chiamato Lazzaro, che giaceva alla porta di lui, pieno d’ulceri, e bramoso di sfamarsi con le briciole che cadevano dalla tavola del ricco; anzi perfino venivano i cani a leccargli le ulceri. Or avvenne che il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno d’Abramo; morì anche il ricco, e fu seppellito. E nell’Ades, essendo ne’ tormenti, alzò gli occhi e vide da lontano Abramo, e Lazzaro nel suo seno; ed esclamò: Padre Abramo, abbi pietà di me, e manda Lazzaro a intingere la punta del dito nell’acqua per rinfrescarmi la lingua, perché son tormentato in questa fiamma. Ma Abramo disse: Figliuolo, ricordati che tu ricevesti i tuoi beni in vita tua, e che Lazzaro similmente ricevette i mali; ma ora qui egli è consolato, e tu sei tormentato. E oltre a tutto questo, fra noi e voi è posta una gran voragine, perché quelli che vorrebbero passar di qui a voi non possano, né di là si passi da noi. Ed egli disse: Ti prego, dunque, o padre, che tu lo mandi a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli, affinché attesti loro queste cose, onde non abbiano anch’essi a venire in questo luogo di tormento. Abramo disse: Hanno Mosè e i profeti; ascoltino quelli. Ed egli: No, padre Abramo; ma se uno va a loro dai morti, si ravvedranno. Ma Abramo rispose: Se non ascoltano Mosè e i profeti, non si lasceranno persuadere neppure se uno dei morti risuscitasse”.

Dunque, come potete vedere, questo luogo che si chiama Ades è un luogo di tormento. In questa storia che ha raccontato Gesù, di questo uomo ricco che che diciamo godeva splendidamente ogni giorno e che vestiva porpora e bisso, di questo uomo viene detto che morì e fu seppellito e si ritrovò nell’Ades, nei tormenti. Perché nei tormenti? Perché nell’Ades c’è un fuoco, un vero fuoco non attizzato da mano d’uomo, ma pur sempre fuoco nel quale sono tormentati gli empi, coloro che appunto sono discesi in questo luogo di tormento.

Ora voi che siete sotto il peccato dovete sapere appunto che siete diretti in questo luogo di tormento. Non ci pensate voi, ma io voglio che voi ci pensiate, perché quando spirerete è là che vi ritroverete, non in paradiso come avete sentito dire a taluni che illudono le persone dicendo che alla fine Dio salverà tutti nel suo paradiso. No, non è così, Iddio non salverà tutti nel suo paradiso. Iddio nel suo paradiso salva coloro che hanno la fede, coloro che credono nel suo Figliuolo Gesù Cristo. Ma coloro che non credono nel suo Figliuolo Gesù Cristo, quando muoiono vengono fatti da lui discendere appunto in questo luogo di tormento, perché Gesù disse: “Chi non avrà creduto sarà condannato”.

Quindi tu che sei diciamo incredulo, sappi che sarai condannato, sarai condannato a un’eternità piena di tormenti. Perché vedi, quando morirai te ne andrai all’inferno (l’Ades è comunemente conosciuto con il termine inferno), te ne andrai all’inferno. Ma ricordati che l’inferno non è il luogo finale dove tu appunto passerai l’eternità, no, perché viene il giorno in cui resusciterai in resurrezione di condanna per comparire davanti a Dio, essere giudicati essere giudicato secondo le tue opere e poi essere gettato in un altro luogo di tormento che è lo stagno ardente di fuoco e di zolfo, o fuoco eterno, dove sarai tormentato anima e corpo per sempre nei secoli dei secoli.

Capisci dunque la via nella quale tu ti trovi, dove ti mena? Dove ti mena? Quando la sacra Scrittura definisce questa via la via della perdizione, proprio dice questo: mena in perdizione. Quindi io ti faccio sapere dove tu sei diretto perché tu in questo momento sei un incredulo.

Però ti voglio anche fare sapere la buona novella, l’Evangelo te lo voglio annunziare perché l’Evangelo è potenza di Dio per la salvezza d’ogni credente, del Giudeo prima e poi del Greco, poiché in esso la giustizia di Dio è rivelata da fede a fede, secondo che è scritto: “Ma il giusto vivrà per fede”. Ti annunzio l’Evangelo perché l’Evangelo è potente da salvarti se tu crederai.

Qual è l’Evangelo nel quale dunque devi credere per essere salvato? È questo: Gesù di Nazareth è il Cristo che è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, fu seppellito, risuscitò dai morti il terzo giorno secondo le Scritture e apparve ai testimoni che erano stati innanzi scelti da Dio. Questo è l’Evangelo nel quale devi credere per essere affrancato dal peccato che ti domina, che ti signoreggia. Questo è l’Evangelo nel quale devi credere per ottenere la remissione dei tuoi peccati, di tutti i peccati che tu hai commesso e che sono dei debiti agli occhi di Dio. Questo è l’Evangelo nel quale devi credere per essere giustificato ossia per ottenere la giustizia di Dio basata sulla fede, per essere reso giusto.

Questo è l’Evangelo nel quale devi credere per avere la vita eterna. Sì, anche la vita eterna si ottiene credendo nell’Evangelo. Infatti Gesù disse: “Chi crede ha vita eterna”. Dunque nel momento in cui crederai nell’Evangelo avrai la certezza che alla morte la tua anima sarà salvata dal Signore nel suo regno celeste. Quindi sarai strappato al fuoco nel quale sei diretto, nel quale sei diretto. Sì, potrai dire veramente una volta che hai creduto: “Il Signore mi ha strappato dal fuoco, il Signore veramente mi farà scampare al fuoco dell’Ades quando morirò”.

Capisci dunque questa salvezza che Gesù Cristo il Figlio di Dio ha procurato morendo e resuscitando dai morti? Capisci quanto è grande questa salvezza? Capisci? Il Signore veramente nella sua misericordia, mediante il sacrificio espiatorio di Gesù Cristo, mediante la sua resurrezione, ha provveduto una redenzione eterna. È una redenzione che ti permette di affermare con assoluta certezza che quando morirai andrai con il Signore, ti dipartirai dal corpo e andrai ad abitare con lui e quindi, e quindi ti sentirai tranquillo, gioioso, fiducioso nel Signore.

Però ascolta, ascolta. Ti ho avvertito, ti ho avvertito e continuo ad avvertirti: bada bene che se tu ti rifiuterai di ravvederti e di credere nell’Evangelo, sappi che non vedrai la vita ma l’ira di Dio resta, resterà sopra di te. Resterà sopra di te l’ira di Dio e quindi quando morirai, dato che morirai nei tuoi peccati, te ne andrai appunto nell’Ades, in questo luogo di tormento.

Che farai dunque davanti veramente alla predicazione dell’Evangelo? Crederai in esso? Io spero vivamente e prego che tu veramente possa credere nell’Evangelo perché l’Evangelo, te lo ripeto, è potenza di Dio per la salvezza d’ogni credente. Io questo spero. Però ti avverto: se tu rifiuterai di credere nell’Evangelo, ciò che, ciò che ti aspetta è il tormento nell’Ades prima e poi il tormento che durerà per sempre nell’altro luogo di tormento, appunto chiamato stagno ardente di fuoco e di zolfo, dove sarai tormentato nei secoli dei secoli.

Renditi conto quindi di che cosa ti aspetta se rifiuterai di credere nell’Evangelo che ti ho annunziato, che è l’Evangelo di Dio. Ascolta, l’Evangelo di Dio è verità, è la parola di verità. Credi nell’Evangelo e sarai salvato, sarai perdonato, sarai giustificato e otterrai la vita eterna. Fallo, affrettati. Questo è il giorno della salvezza, oggi è il giorno della salvezza. Questo è il tempo accettevole. Chi ha orecchi da udire, oda.

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