Turchia: riprende a Malatya processo per omicidio 3 cristiani

Ingenti le misure di sicurezza, chiesti 5 ergastoli

Malatya, 14 gen. – (Aki) – E’ ripreso oggi presso il tribunale di Malatya, nel sud-est della Turchia, il processo contro i sette cittadini accusati di aver torturato e ucciso il 18 aprile scorso tre cristiani, i due turchi Necati Aydin e Ugur Yuksel e il tedesco Tilmann Geske, nella sede della casa editrice Zirve, che pubblica edizioni della Bibbia e di altri testi sacri. Come si apprende dalla stampa turca, l’udienza si è aperta tra ingenti misure di sicurezza e il pubblico ministero ha chiesto l’ergastolo per cinque dei sette imputati.

Fonte: Adnkronos

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Germania: Insulti e minacce a musulmani convertiti

Indagine del quotidiano conservatore die Welt

Roma, 14 gen. (Apcom) – I musulmani che si convertono al cristianesimo corrono gravi rischi in Germania: vengono insultati, oltraggiati e minacciati, secondo un’indagine svolta dalla Welt online, sito internet dell’omonimo quotidiano conservatore. E il rischio vale soprattutto per coloro che tentano di svolgere un’opera di evangelizzazione tra i musulmani, scrive la Welt online, che ha visitato la comunità turco-evangelica di Colonia.

Alcuni neo-cristiani vengono ripudiati dalle loro famiglie, cacciati e picchiati, alcuni addirittura uccisi. Nella comunità di Colonia si sarebbero verificati anche episodi di persone pugnalate a morte o mutilate, sebbene queste restino delle eccezioni.

In Germania la grande maggioranza della popolazione professa la fede cristiana, cattolica o protestante (51 milioni). Il numero di musulmani si aggira attorno ai 3,3 milioni di persone. La comunità turco o arabo-evangelica nel Paese conta attualmente circa 6.000 persone.

Fonte: Alice Notizie/Apcom

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Ciad: Presto libero il missionario evangelico Cash Steven Godbold

Dovrebbe presto essere rilasciato il missionario evangelico Cash Steven Godbold*, rapito lo scorso 11 ottobre nelle montagne settentrionali del Tibesti dai ribelli del ‘Movimento per la democrazia e la giustizia in Ciad’ (Mdjt): lo sostiene un componente dell’organizzazione per cui lavorava, impegnata a scavare pozzi d’acqua nella regione Zoumri. Il Mdjt, costituito nel 1998, ha diffuso un comunicato in cui ammette che, in base alle sue ricerche, Godbold non è una “spia governativa”, come sospettato al momento del sequestro. [CO]

Fonte: Misna – 14/1/2008 12.43

*Cash Steven Godbold, membro dell’organizzazione cristiana The Evangelical Alliance Mission (TEAM)

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Kenya: La famiglia della sorella Elen scampata al massacro

Peter, un fratello Keniano che frequenta la comunità evangelica di Marchirolo (Varese) ci ha raccontato che la famiglia di sua sorella Elen, che abita a circa 3 chilometri dal luogo di culto delle Assemblee di Dio che è stato incendiato e presso il quale sono stati massacrati alcune decine di credenti, è scampata al massacro.
Si trovavano in casa quando una turba di uomini appartenenti alla tribù opposta hanno devastato la casa a fianco e scatenato la loro furia omicida contro i membri di essa, ma poi arrivati davanti alla casa di sua sorella (che fa parte della tribù che era ed è tuttora oggetto degli attacchi) hanno preferito passare oltre.
Una potente liberazione operata da Dio a loro favore. A Dio sia la gloria.

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Turchia: pastore evangelico minacciato di morte

Un giovane turco, il quale ha minacciato di morte il pastore evangelico Orhan Picaklar e ha preannunciato a più riprese l’intenzione di compiere una strage nella chiesa evangelica di Samsun, sul Mar Nero, è stato rilasciato dal giudice competente un giorno dopo il suo arresto, il 6 gennaio scorso.
Interrogato dalla polizia, il 17enne Semih Seymen, abitante nella città di Ordu, a 140 chilometri da Samsun, ha ammesso di avere telefonato più volte al pastore Picaklar, nei giorni precedenti, e di averlo minacciato di morte. Seymen si è difeso sostenendo di aver voluto spaventare il pastore dopo avere letto, in internet, le pagine della comunità evangelica Agape, di cui Picaklar è responsabile. Seymen ha ammesso di avere telefonato ad amici dicendo di voler compiere una strage, nella chiesa di Samsun, il 6 gennaio.
Il giudice ha rilasciato il giovane adducendo l’impossibilità di metterlo agli arresti a motivo della sua giovane età. Il pastore Picaklar ha inoltrato ricorso contro la decisione ricordando i numerosi atti di violenza compiuti contro cristiani in Turchia, negli ultimi mesi. E ricordando in particolare l’uccisione, lo scorso 18 aprile, a Malatya, da parte di cinque giovani turchi, di Tilmann Geske, Necati Aydin e Ugur Yuksel della comunità evangelica di quella città.

Fonte: VoceEvangelica/idea


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