India, Kerala: Pastore picchiato e ricoverato in ospedale

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Il Pastore T. T. Abraham. Foto: persecution.in

Lo scorso 22 gennaio, alle ore 11:15 circa, il pastore T. T. Abraham della Brethren Assembly Church stava distribuendo opuscoli biblici a Vaithiry quando tre militanti indù del Rss lo hanno aggredito e picchiato. Gli aggressori sono fuggiti quando hanno visto arrivare un risciò il cui conducente ha poi portato il pastore all’ospedale. Abraham ha riportato ferite al collo, al ventre e alla schiena.

Via | Persecution.in


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Turchia: Un nuovo sospetto nell’uccisione dei tre cristiani sgozzati a Malatya

Si tratterebbe del capo dell’organizzazione ultranazionalista, che avrebbe programmato l’esecuzione. Cinque rischiano l’ergastolo, altri 2 solo un anno di prigione.

Necati Aydin, Tilmann Geske e Ugur Yuksel
Necati Aydin, Tilmann Geske e Ugur Yuksel

Ankara – Un tribunale turco ha accusato un nuovo sospetto nell’assassinio di tre cristiani avvenuto a Malatya, nell’est del paese, nel 2007. Sette giovani sono già sotto processo per l’uccisione del missionario tedesco Tilmann Geske e per i due convertiti turchi Necati Aydin e Ugur Yuksel, avvenuta nella sede della casa editrice cristiana Zerve. I tre sono stati ritrovati sgozzati.

Il nuovo sospetto, Varol Bulent Aral, è stato accusato di essere “il leader di un’organizzazione terrorista” e “l’assassino di più di una persona come parte delle attività dell’organizzazione”.

Le accuse ad Aral come istigatore dell’esecuzione, provengono da uno del gruppo già in prigione. Cinque di loro sono andati alla casa editrice, che stampava bibbie in lingua turca, e con la scusa di voler parlare di cristianesimo li hanno dapprima legati e bendati, poi li hanno torturati e infine sgozzati. La casa editrice aveva ricevuto già forti minacce e i suoi dipendenti avevano chiesto protezione alla polizia.

Al processo, iniziato nel novembre 2007, il pubblico ministero ha incriminato gli accusati di aver costituito “un’organizzazione terrorista per imporre con la forza le loro convinzioni ideologiche sugli altri”. E ha chiesto l’ergastolo per 5 di loro. Gli altri due sospetti rischiano almeno un anno di prigione per aver aiutato gli uccisori.

Al tempo, diversi intellettuali turchi hanno incolpato dell’assassinio diversi media e politici turchi ultranazionalisti che continuano a sottolineare il “pericolo cristiano” dovuto – secondo loro – all’enorme numero di convertiti dall’Islam. In realtà, secondo il Ministro degli Interni, dal 1999 al 2001, si sono fatti battezzare solo 344 musulmani, su una popolazione di oltre 70 milioni.

Fonte: AsiaNews/Agenzie – riprodotto con autorizzazione

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Myanmar: repressione anticristiana

In Myanmar il regime militare ha proibito a cristiani e musulmani qualsiasi incontro di preghiera e di culto in abitazioni private nel territorio della capitale Yangon. A lanciare l’allarme sono i membri delle due comunità. “Di recente”, riferiscono fonti locali, “alcuni incaricati del ministero hanno convocato i proprietari di edifici privati usati come case di preghiera e hanno consegnato un ordine in cui se ne proibisce l’uso come luogo di culto”, minacciando il sequestro dei locali in caso di violazione delle disposizioni. In tutta Yangon vi sarebbero almeno 50 chiese “domestiche”. Un pastore di una chiesa protestante della cittadina di Pabedan – che chiede l’anonimato per ragioni di sicurezza – denuncia la minaccia di “punizioni” lanciata dal Ministero per gli affari religiosi e lamenta che ora “non si ha più un posto dove svolgere le funzioni della domenica”. Dal 1990, infatti, le autorità non vendono terreni e non rilasciano autorizzazioni per la costruzione di chiese; per questo l’80% delle comunità si riuniscono in case ed uffici. Preoccupazione per la nuova normativa è stata espressa, tra gli altri, dalla chiesa riformata unita d’Inghilterra, informata dalla chiesa presbiteriana birmana.

Fonte: Voce Evangelica / Nev

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