Chiapas: Revisione del processo ai prigionieri di Acteal

Verona (P.A.) – Il governo messicano ha deciso di riesaminare il caso dei 76 indios tzotzil che sono stati condannati fino a 35 anni di reclusione per il “Massacro di Acteal”, senza alcuna prova della loro colpevolezza. Fra loro ci sono 34 credenti evangelici. Il 23 dicembre, il ministero degli interni ha annunciato la creazione di una commissione incaricata di esaminare la legalità dell’arresto e della reclusione di questi detenuti. Secondo la versione ufficiale, gli accusati avrebbero partecipato ad un attacco “paramilitare” contro un gruppo cattolico nel paese di Acteal, uccidendo 6 uomini, 21 donne e 18 bambini.
Il ministero degli interni ha annunciato pubblicamente che la revisione del processo è una risposta alle petizioni della comunità evangelica, ma che non si tratta di una questione religiosa. “Credo che sia l’adempimento delle intercessioni di migliaia di credenti che hanno pregato per anni affinché sia fatta giustizia” ha dichiarato Richard Luna, direttore di Porte Aperte per l’America Latina. “Una revisione equa rivelerà l’innocenza di questi credenti e metterà fine alla sofferenza delle loro famiglie”.

Fonte: Porte Aperte Italia – 16 gennaio 2004

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Messico: Pastore evangelico assassinato in Chiapas

Verona (PA) – Il pastore Mariano Díaz Méndez è stato assassinato venerdì scorso nei pressi di San Juan Chamula, nello stato del Chiapas in Messico, mentre si recava in chiesa per un culto. Il pastore Mendez (38 anni) era responsabile della chiesa evangelica Tzotzil, una popolazione indios discendente dagli antichi Maya. Venerdì 24 ottobre, verso le tre del pomeriggio, mentre passava nei pressi del villaggio Botatulán, è stato fermato da un gruppo di uomini armati. Secondo alcuni testimoni, Mariano Díaz è stato ucciso mentre tentava di fuggire. Si tratta del secondo omicidio in pochi giorni. Infatti il 17 ottobre, nel territorio di Mapastepec era stato ucciso anche il pastore Jairo Solís López.
Da quando, intorno agli anni ’60, è nata la comunità cristiana evangelica fra gli indios del Chiapas, i caciques (i capi tribali locali) hanno sempre perseguitato violentemente i cristiani per scoraggiare la loro crescita. Da allora molti evangelici sono stati uccisi, centinaia feriti e oltre 30.000 persone vivono come profughi nei dintorni di San Cristobal de las Casas perché costretti a lasciare le loro case. Mariano Díaz lascia la moglie e la figlia Rosa.
L’avvocato Esdras Alonso ha espresso il timore che crescano le violenze contro i cristiani evangelici.

Fonte: Porte Aperte Italia – 31 ottobre 2003

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Messico: Un vescovo cattolico contro le persecuzioni

Verona (PA) – Il vescovo cattolico di San Cristóbal de las Casas, in Chiapas, ha chiesto la fine delle violenze e delle persecuzioni contro i cristiani evangelici da parte dei “cattolici tradizionali” o caciques. Felipe Arizmendi ha chiesto che “cessino le espulsioni e le divisioni in nome della religione” e che “cessino le distruzioni e gli incendi delle case, gli affronti, e che neppure una goccia di sangue sia più sparsa a causa delle differenze religiose, politiche, culturali ed economiche”.
In questi ultimi trent’anni, l’intolleranza religiosa ha portato all’esilio forzato di 35.000 cristiani evangelici dalla loro terra, Chamula e da altri distretti. 34 evangelici sono in prigione dal 1997, accusati di aver partecipato al “massacro di Acteal”, nel quale 45 persone (soprattutto donne e bambini) hanno perso la vita. Sono accusati senza prove e alcuni di loro sono già stati condannati a 36 anni di reclusione.
Malgrado le difficoltà e la persecuzione, il numero dei cristiani evangelici non cessa di crescere. Oggi il 35% della popolazione in Chiapas, secondo un recente censimento, si professa evangelica. Dagli inizi degli anni ’80, Porte Aperte sviluppa progetti per la distribuzione di Bibbie e progetti di formazione e di sviluppo, con lo scopo di fortificare la Chiesa in Chiapas. Richard Luna, direttore di Porte Aperte in America Latina, ha detto: “La dichiarazione del vescovo Arizmendi è benvenuta nel contesto degli attuali conflitti”. Speriamo che i tradizionali cattolici in Chiapas decidano davvero di porre fine alle ostilità verso gli evangelici.

Fonte: Porte Aperte Italia – 27 giugno 2003

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Cristiani messicani falsamente accusati

Verona (PA) – I caciques* del villaggio di Los Pinos in Chiapas (Messico) hanno accusato la comunità evangelica di aver provocato una sparatoria il 14 novembre scorso, nella quale sono stati colpiti sette dei loro uomini. In realtà sono le ventisette famiglie evangeliche accusate che erano prese di mira.
I giornali e la televisione locale hanno riportato che i cristiani evangelici avevano aperto il fuoco sui caciques all’interno di una scuola pubblica, nel villaggio di Tzeltelton. I testimoni oculari danno una versione dei fatti totalmente differente. In piena notte gli uomini dei caciques, sotto l’effetto dell’alcool, hanno portato diversi cristiani nella scuola ed hanno cominciato a bastonarli. Improvvisamente è esplosa una bomba lacrimogena seguita da colpi d’arma da fuoco.
“Ci siamo immediatamente gettati a terra per non essere colpiti dalle pallottole” racconta Salvador Lopez, uno degli evangelici. “Ma gli uomini dei caciques sono rimasti in piedi ed hanno continuato a picchiarci. Ecco perché sono stati colpiti dalle pallottole”. Salvador Lopez ritiene che la situazione potrebbe sfociare nella violenza generalizzata. “Non abbiamo alcuna protezione. Solo Dio può aiutarci”.

Fonte: Porte Aperte Italia – 30 novembre 2002

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