da: Porte Aperte, 153 – Novembre-Dicembre 2007 pag. 5, 6, 10
Un aspetto importante del nostro lavoro riguarda le visite per incoraggiare i cristiani perseguitati. Recentemente un nostro collega ha avuto l’insolita opportunità di recarsi in Eritrea e di incontrare Hadas e le sue tre figlie: Azeb (13), Sada (11) e Miniya (9), che da tempo sono state private del loro padre.
Tre anni fa, il marito di Hadas venne arrestato. Lui è uno degli oltre duemila prigionieri eritrei che hanno avuto la colpa di opporsi al divieto di frequentare la chiesa.
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“Abbiamo atteso nel taxi vicino a casa di lei. Ho cercato di immaginare il suo atteggiamento: probabilmente una donna dalla quale c’è molto da imparare, una moglie che ogni mattina si chiede se suo marito sia ancora vivo dopo l’ennesimo interrogatorio subito dagli infami inquisitori delle prigioni eritree. All’improvviso si è avvicinata una signora distinta di circa 35 anni.
(Eritrea) La nota gospel singer pentecostale è da venerdì 19 ottobre in un paese europeo dove ha ottenuto asilo politico. Chiusa per due anni in un container per essersi rifiutata di firmare una dichiarazione con la quale prometteva di non partecipare alle attività della sua chiesa, Helene è stata scarcerata un anno fa. Per le torture e sofferenze subite ancora oggi ha bisogno di assistenza.
Abbiamo preso contatto con Richard Brogden, che abbiamo conosciuto la scorsa settimana in Grecia in occasione dell’Assemblea dell’EEA, uno dei responsabili della comunità battista di Rehov Narkiss, in Gerusalemme, che la notte tra martedì e mercoledì scorsi, ha subito un attentato incendiario, grazie a Dio, senza danni alle persone.
LAGOS (Nigeria) – Dieci cristiani sono stati uccisi, sessanta sono stati feriti e altri cinquecento hanno dovuto abbandonare le loro abitazioni lo scorso 28 settembre nella città di Tudun Wada Dankadai, nello stato nigeriano di Kano (Nigeria settentrionale) in seguito alla violenta reazione della componente islamica scatenatasi per una presunta vignetta offensiva su Maometto.