Le autorità giudiziarie hanno rilasciato un importante funzionario locale accusato di avere istigato attacchi brutali alle chiese che il mese scorso hanno provocato la morte di un cristiano e 17 feriti.
I cristiani indigeni hanno confermato che Hussein Beriso, membro del Consiglio Distrettuale Nensebo, è stato rilasciato su cauzione per ordine di un tribunale della regione di Oromo, Etiopia meridionale. Secondo fonti locali, altri 20 musulmani arrestati per sospetto coinvolgimento negli assalti con machete ai danni di due chiese del villaggio Nensebo Chebi il 2 marzo rimangono in carcere.
Quattro dei sospettati avrebbero confessato di aver preso parte all’assassinio di Tula Mosisa, 45 anni e al ferimento di altri 17 credenti negli attacchi da loro pianificati contro le chiese battiste di Kale Hiwot e Birhane Wongel a Nensebo Chebi.
I cristiani locali sono certi che Beriso era personalmente coinvolto nell’acquisto e nella distribuzione dei machete ai musulmani coinvolti negli attacchi simultanei, avvenuti durante i culti domenicali in due villaggi.
Affermano inoltre di avere sentito alcune sue pubbliche dichiarazioni a febbraio contro i cristiani, che invitavano i musulmani locali a resistere ad ogni tentativo di persuasione a lasciare l’islam. (CD).
Fonte: Porte Aperte, 158, maggio-giugno 2008, pag. 12
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