Su un newsgroup ho trovato la seguente domanda posta da qualcuno ‘Come vi piacerebbe morire’? Ho mandato quindi questo mio intervento.
Il mio desiderio è di morire nella fede nel Figliuolo di Dio, non importa quando sopraggiungerà la morte e non importa neppure come sopraggiungerà, per me questa è la cosa più importante. Perché? Perché per chi muore nella fede – per intenderci – riconciliato con Dio, quello che lo aspetta dopo la morte è una vita migliore in cielo, nella gloria, dove non ci sono più dolori e afflizioni. Io sono già nella fede, e desidero rimanerci fino alla fine della mia vita. E tu? Sei riconciliato con Dio? Lo sai che se muori non riconciliato con Dio quando morirai andrai in perdizione, nel fuoco dell’inferno? Ti scongiuro quindi a riconciliarti con Dio tramite Cristo Gesù. Che Dio ti benedica.
Pensieri (Vol. 1)
Butindaro Giacinto, Roma 2015 – Versione aggiornata. Pagine 728.
Ieri (7 Settembre 2000), ho avuto l’occasione di ascoltare un uomo condannato a morte nello stato americano della Virginia per omicidio, la sua condanna dovrebbe essere eseguita fra pochi giorni. Ora, a prescindere dal fatto se sia o meno colpevole di avere commesso quel crimine (lui comunque afferma di essere innocente), lui ha detto una cosa che mi ha fatto riflettere che è questa. Ad una specifica domanda ha detto che se lui sopravvivrà lui apparterrà a tutte quelle persone – e sono molte – che sia negli Stati Uniti che fuori da essi si sono schierati a suo favore affinché il governatore della Virginia annullasse la condanna a morte nei suoi confronti.
Al sentire quelle parole mi sono ricordato che anche noi un tempo eravamo dei condannati a morte (e giustamente perché ubbidivamo alle voglie della carne ed eravamo servi di svariate concupiscenze), ma non ad una morte fisica ma ad una morte peggiore cioè alla morte seconda che è lo stagno ardente di fuoco e di zolfo (cfr. Apoc. 21:8), ma il Signore Gesù Cristo nella sua misericordia ci ha salvati da questa infame e terribile sorte e questo lo ha fatto morendo sulla croce e risuscitando per noi. Noi dunque ora non apparteniamo più a noi stessi ma – come dice Paolo – “a Colui che è resuscitato dai morti e questo affinché portiamo del frutto a Dio” (Rom. 7:4). Questo concetto è spiegato sempre da Paolo ai Corinzi quando dice: “Egli morì per tutti, affinché quelli che vivono non vivano più per loro stessi, ma per colui che è morto e risuscitato per loro” (2 Cor. 5:15). Tenendo quindi presente quello che ci dice la Parola di Dio, viviamo la nostra esistenza terrena mettendo le nostre energie, le nostre capacità, i nostri mezzi al servizio del Signore; Lui ne è degno, ci ha salvati dalla perdizione eterna. A Lui sia la gloria ora e in eterno. Amen.
Pensieri (Vol. 1)
Butindaro Giacinto, Roma 2015 – Versione aggiornata. Pagine 728.
Certamente non mi sento di escludere che in seno alla Chiesa Cattolica Romana ci siano dei nati di nuovo, come non mi sento affatto di escludere che in seno alle Chiese Protestanti ci siano dei perduti che andranno all’inferno.
Il Signore conosce quelli che sono suoi (cfr. 2 Tim. 2:19). In cielo ci vanno i figliuoli di Dio, coloro che sono nati da Dio, per cui dinnanzi a Dio non importa proprio niente se uno è Cattolico o Protestante, se non è nato di nuovo non potrà entrare nel Regno di Dio. Io sono persuaso che in cielo avremo delle sorprese perché ci troveremo persone che non aspettavamo di trovarci, e non troveremo persone che invece aspettavamo di trovarci.
Va anche detto poi che Gesù disse ai suoi discepoli che gli scribi e i Farisei erano delle ‘guide cieche’ e che se un cieco guida un altro cieco AMBEDUE cadranno nella fossa (cfr. Matt. 15:14). Le guide spirituali dunque se sono cieche non possono fare altro che menare in perdizione le anime che pretendono di guidare. Ricordate che gli scribi e i Farisei furono ammoniti da Gesù di non entrare nel regno dei cieli e di non farvi entrare quelli che cercavano di entrarvi (cfr. Matt. 23:13)?
Pensieri (Vol. 1)
Butindaro Giacinto, Roma 2015 – Versione aggiornata. Pagine 728.
Quando penso a quello che dice la curia romana da secoli e cioè che fuori dalla chiesa cattolica romana non c’è salvezza, e considero invece che la Chiesa Cattolica Romana è un carcere sotterraneo nel quale stanno rinchiusi centinaia di milioni di anime pronte a discendere nel fuoco dell’inferno, rifletto all’astuzia del diavolo, del serpente antico che riesce a fare vedere a molti un ovile dove invece c’è una fossa. Che poi questa affermazione ‘extra ecclesia nulla salus’ è in aperta contraddizione con quanto ci dicono ‘laici’, preti, suore, vescovi, cardinali, e il papa stesso, infatti nessuno di essi, neppure il papa, ardirebbe dire di avere piena certezza della salvezza. Si sa infatti che il Concilio di Trento ha lanciato più di un anatema contro chi afferma di essere sicuro di essere stato appieno perdonato da Dio e sicuro di andare in paradiso. Quante volte parlando con i Cattolici sulla salvezza essi ci dicono con tanta ‘modestia’: ‘Come potrei dire di essere sicuro di essere salvato?’ (si assomigliano ai Testimoni di Geova in questo) E poi ci vengono a parlare di salvezza!! Ma una chiesa che non predica la certezza della salvezza che chiesa è? Apostolica? No.
La sostanza dell’insegnamento papista è che nessuno può andare al Padre se non per mezzo della chiesa cattolica romana; i suoi sacramenti, il suo sacerdozio, il suo capo, ecc. Quando dicono che il solo mediatore tra Dio e gli uomini è Cristo, parlano falsamente, non ci credono; questa mediazione loro l’hanno seppellita sotto un cumulo di eresie e superstizioni, checché ne dicano.
Io ho trovato la salvezza in Cristo Gesù, mediante la fede nel suo nome ho ottenuto piena remissione dei miei peccati e la vita eterna. Ora, per la grazia di Dio sono su quella via santa che mena in cielo, su questa via non ci sono leoni e lupi, ma solo le pecore del Signore. I leoni e i lupi sono sull’altra via, quella che mena alla perdizione su cui si trova in prima fila tra i cattolici romani il papa, sì proprio lui che di Pietro non ha nulla, neppure la certezza di essere salvato che invece aveva l’apostolo Pietro.
Continuiamo ad annunciare la salvezza ai Cattolici romani, essi sono perduti. Nessuno si illuda. La dottrina sulla salvezza papista è una dottrina malefica, io l’ho studiata a fondo, e in realtà porta l’anima a confidare in un uomo (il prete) anziché in Dio, nelle sue opere anziché nella grazia di Dio, nei sacramenti anziché nella fede in Cristo. Il più diligente e zelante cattolico dopo avere fatto tutto quello che gli è prescritto non può mai dire di essere salvato; la ragione è perché egli confida in quello che fa anziché in quello che ha già fatto Cristo morendo sulla croce per i nostri peccati. Sia predicato Cristo con ogni franchezza, Lui e solo Lui crocifisso affinché altri cattolici romani possano essere salvati.
Pensieri (Vol. 1)
Butindaro Giacinto, Roma 2015 – Versione aggiornata. Pagine 728.
Mi ha fatto estremamente piacere nel sentire parlare il cardinale Ratzinger (il giorno 5 Settembre 2000) con quelle parole che hanno fatto in pochi minuti il giro del mondo. Finalmente, ho detto. Finalmente la curia romana ha detto o meglio ridetto CON MOLTA CHIAREZZA che fuori dalla Chiesa Cattolica Romana non c’è salvezza. Molti Protestanti per anni si sono illusi a motivo delle parole lusinghiere di molti prelati cattolici; l’illusione era cominciata con il Concilio Vaticano II che per molti era stata una svolta storica. La Chiesa romana si apriva per la prima volta al dialogo ecumenico con i ‘fratelli separati’!! E con il passare degli anni si sono svolti tanti e tanti incontri ecumenici, dialoghi fraterni, tra tanti pastori protestanti e prelati cattolici romani, il papa li ha ricevuti pure dandogli la sua benedizione. A questi incontri hanno partecipato pure tanti pastori pentecostali. Ma già leggendo ATTENTAMENTE il decreto sull’ecumenismo era evidente CHE LA CHIESA CATTOLICA ROMANA NON ERA AFFATTO CAMBIATA NELLA SOSTANZA. Io l’ho letto, e posso dire che nella sostanza dice le stesse cose che ha detto il cardinale Ratzinger, solo che le parole sono diverse. Anche in quel decreto ‘fuori dalla chiesa papista non c’è salvezza’. Ma d’altronde la teologia sacramentale della chiesa cattolica romana, la sua dottrina sulla supremazia e sulla successione apostolica non permette di affermare altrimenti. Niente di cui meravigliarci dunque, le parole di Ratzinger sono del tutto normali. Io spero tanto che tanti credenti escano dall’illusione in cui hanno dimorato per anni, spero che dicano addio e per sempre al dialogo ecumenico con i prelati papisti. Del resto, vi esorto fratelli a continuare a levare la vostra voce contro le eresie della chiesa papista che stanno scaraventando all’inferno centinaia di milioni di anime.
Che Dio vi benedica e vi fortifichi le mani in questa lotta. La grazia del nostro Signore Gesù Cristo sia con voi.
Pensieri (Vol. 1)
Butindaro Giacinto, Roma 2015 – Versione aggiornata. Pagine 728.