Il libro “Pensieri” (Vol. 4) di mio fratello Giacinto è ora accessibile in formato ePub (5,2 MB) e può essere scaricato gratuitamente tramite il link sottostante.
Pensieri
Quando sono debole allora sono forte
Quando si viene abbandonati a motivo di giustizia, quando si viene vituperati a motivo di giustizia, quando si viene percossi a motivo del Signore Gesù Cristo, quando si viene messi in prigione come dei malfattori solo per il motivo che si è Cristiani, quando ci si trova in una qualunque distretta, allora si è deboli. Ma in questa debolezza si manifesta la potenza di Cristo in noi; infatti spiritualmente ci sentiamo più forti, la nostra comunione con il Signore si fa più intensa, diciamo che in quei frangenti ci si sente dal punto di vista spirituale dei leoni. “Per questo io mi compiaccio in debolezze, in ingiurie, in necessità, in persecuzioni, in angustie per amor di Cristo; perché, quando son debole, allora sono forte” (2 Cor. 12:10).

Pensieri (Vol. 1)
Butindaro Giacinto, Roma 2015 – Versione aggiornata. Pagine 728.

‘Grazie, o Dio, per il tuo dono ineffabile!’
Signore, Dio mio, quando penso che anch’io ero traviato, ribelle, servo di varie concupiscenze e per natura figliuolo d’ira come gli altri; quando penso che anch’io ero sulla via della perdizione e che se fossi morto in quella situazione sarei andato all’inferno dove c’è il pianto e lo stridore dei denti per poi risorgere in risurrezione di giudizio, e considero che tu hai avuto pietà di me perdonando tutti i miei peccati, che tu mi hai salvato dal peccato e dalla perdizione eterna e mi hai dato la vita eterna, – e tutto questo lo hai fatto semplicemente perché hai voluto farmi grazia perché io non meritavo proprio nulla da te -, le mie viscere si commuovono dentro di me e piango e nello stesso tempo ti dico dal profondo del cuore: ‘Grazie per il tuo dono ineffabile!’ Sì, ti ringrazio Signore, e ti ringrazierò per la tua salvezza finché avrò un alito di vita. Quanto sei stato buono verso di me, quanto sei stato misericordioso verso di me, quanto sei stato paziente!

Pensieri (Vol. 1)
Butindaro Giacinto, Roma 2015 – Versione aggiornata. Pagine 728.

Il Fariseo e il pubblicano
Gesù Cristo un giorno raccontò questa parabola: “Due uomini salirono al tempio per pregare; l’uno Fariseo, e l’altro pubblicano. Il Fariseo, stando in piè, pregava così dentro di sé: O Dio, ti ringrazio ch’io non sono come gli altri uomini, rapaci, ingiusti, adulteri; né pure come quel pubblicano. Io digiuno due volte la settimana; pago la decima su tutto quel che posseggo. Ma il pubblicano, stando da lungi, non ardiva neppure alzar gli occhi al cielo; ma si batteva il petto, dicendo: O Dio, sii placato verso me peccatore! Io vi dico che questi scese a casa sua giustificato, piuttosto che quell’altro; perché chiunque s’innalza sarà abbassato; ma chi si abbassa sarà innalzato” (Luca 18:10-14).
Il diverso atteggiamento tenuto da questi due uomini davanti a Dio descrive in maniera molto precisa l’attuale atteggiamento di due categorie di uomini.
I primi si reputano giusti per cui pensano di non doversi ravvedere dei loro peccati e implorare Dio affinché abbia misericordia di loro; questi sono veramente molti. A chi di noi non è capitato di incontrare uomini e donne che dicono: ‘Non rubo, non uccido, vado a lavorare, mi prendo cura della mia famiglia, sono una persona per bene, di che mi devo ravvedere?’ Questa gente pensa che basta non fare certe cose e farne invece altre per essere a posto davanti a Dio. Essi però non sanno che davanti a Dio tutta la loro giustizia è come un panno sporco (cfr. Is. 64:6) infatti spiritualmente sono vestiti di abiti sudici e come si sa gli abiti sudici fanno puzza. Costoro non otterranno grazia da Dio perché non si umiliano davanti a Lui. Essi continueranno ad indossare le loro vesti sudicie davanti a Dio e quando moriranno andranno nell’Ades dove c’è il pianto e lo stridore dei denti.
I secondi sono coloro che riconoscono di essere dei peccatori davanti a Dio e implorano la sua misericordia affinché Egli abbia pietà di loro, credendo che Gesù Cristo ha sparso il suo sangue per la remissione dei loro peccati. Costoro, perché si umiliano davanti a Dio, vengono perdonati dal Signore e spiritualmente avviene che vengono loro tolti gli abiti sudici che hanno addosso e vengono rivestiti di una veste bianca che rappresenta la giustizia di Dio mediante la fede in Cristo Gesù. E quando moriranno saranno da Dio salvati nel suo regno celeste.

Pensieri (Vol. 1)
Butindaro Giacinto, Roma 2015 – Versione aggiornata. Pagine 728.

Dio non ti ha abbandonato
Se tu fratello non hai abbandonato il Signore sappi che neppure lui ti ha abbandonato. Non importa in mezzo a che distretta ti trovi, non importa se attorno a te non vedi che tenebre e nessun raggio di luce che ti illumina, non importa se tutti o quasi tutti ti hanno abbandonato, Egli è ancora con te. Non ti disperare quindi, spera in Dio, e vedrai che a suo tempo lui ti tirerà fuori dalla distretta in cui ti trovi e avrai ancora motivo di lodarlo per la sua benignità e fedeltà. Quando penserai che oramai è tolta ogni speranza e dirai: ‘E’ finita’; sappi che è proprio allora che giungerà improvvisa la liberazione da parte di Dio.

Pensieri (Vol. 1)
Butindaro Giacinto, Roma 2015 – Versione aggiornata. Pagine 728.

