‘Grazie, o Dio, per il tuo dono ineffabile!’

Signore, Dio mio, quando penso che anch’io ero traviato, ribelle, servo di varie concupiscenze e per natura figliuolo d’ira come gli altri; quando penso che anch’io ero sulla via della perdizione e che se fossi morto in quella situazione sarei andato all’inferno dove c’è il pianto e lo stridore dei denti per poi risorgere in risurrezione di giudizio, e considero che tu hai avuto pietà di me perdonando tutti i miei peccati, che tu mi hai salvato dal peccato e dalla perdizione eterna e mi hai dato la vita eterna, – e tutto questo lo hai fatto semplicemente perché hai voluto farmi grazia perché io non meritavo proprio nulla da te -, le mie viscere si commuovono dentro di me e piango e nello stesso tempo ti dico dal profondo del cuore: ‘Grazie per il tuo dono ineffabile!’ Sì, ti ringrazio Signore, e ti ringrazierò per la tua salvezza finché avrò un alito di vita. Quanto sei stato buono verso di me, quanto sei stato misericordioso verso di me, quanto sei stato paziente!

pensieri

Pensieri (Vol. 1)

Butindaro Giacinto, Roma 2015 – Versione aggiornata. Pagine 728.
Giacinto Butindaro