Israele: Video report di Channel 1 su Ami Ortiz, il ragazzo ebreo messianico rimasto gravemente ferito in seguito all’esplosione di un pacco-bomba

Parte 1

http://it.youtube.com/watch?v=8EsAIr1kiMw

Parte 2

http://it.youtube.com/watch?v=IklgIRv3764

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Condannate in Algeria quattro persone: si erano convertite al cristianesimo

Algeria. Quattro persone convertitesi al cristianesimo sono state condannate oggi a pene detentive con il beneficio della condizionale. Il giudizio è stato emesso dal Tribunale correzionale di Tiaret, nel sud-ovest del Paese. I quattro sono stati riconosciuti colpevoli di “pratica illegale di un culto non musulmano”. Altre due persone sono state assolte. Da parte sua, il presidente dell’Alto Consiglio islamico, Cheikh Bouamrane, afferma dalle pagine del quotidiano al Khabar, che l’Algeria non è ostile ai cristiani, ma occorre che l’islam sia rispettato in uno Stato musulmano, come il cristianesimo è rispettato in uno Stato cristiano. Il leader musulmano denuncia quindi attività evangeliche clandestine contro l’islam. Islamologo ed ex decano dell’università di Algeri, Bouamrane, scrive la France Presse, ha ricordato che la legge del 28 febbraio 2006, che regola l’esercizio dei culti non musulmani, garantisce la libertà di coscienza, anche per la minoranza cristiana, ma che “il movimento di evangelizzazione – che si caratterizza come attività clandestina – attenta all’islam”, cosa “inaccettabile perché l’islam è la religione dello Stato e la religione della maggioranza degli algerini”. “Ciò che la legge domanda ai cristiani, come ai musulmani – ha detto il presidente dell’Alto Consiglio islamico – è di esercitare il loro culto in modo trasparente, nei luoghi previsti a tali scopi e di appartenere ad una associazione riconosciuta”. Cheikh Bouamrane ha accusato “alcuni responsabili della Chiesa riformata evangelica di cercare di seminare fitna (dissenso religioso) tra i bambini” e di “forgiare una minoranza politica alleata con alcune istituzioni straniere”, “una forma di neocolonialismo che si traveste da libertà di coscienza”. “Noi crediamo al dialogo tra civiltà, culture e religioni – ha concluso Bouamrane – e speriamo di essere trattati allo stesso modo dagli altri”. Intanto la Federazione protestante di Francia (FPF) ha manifestato il proprio sostegno ai cristiani dell’Algeria giudicati per esercizio illegale di un culto non musulmano. La Federazione “denuncia la denigrazione dei cristiani, accusati senza alcun fondamento di voler favorire l’ingerenza straniera nel loro Paese, e si interroga sui reali motivi che spingono i rappresentanti dei pubblici poteri a discreditare i loro stessi concittadini”. Il comunicato della Federazione, poi, “saluta il coraggio e la perseveranza degli algerini, cristiani e non, che difendono la libertà di coscienza, di culto, di espressione e di riunione nel loro Paese”. L’istituzione si associa anche “a tutte quelle voci che si elevano per difendere l’insieme delle libertà democratiche in Algeria, mettendo in guardia contro un ingranaggio repressivo”. La Federazione protestante, infine, afferma che “è un diritto testimoniare la propria fede, quale che sia la propria religione”. (T.C.)

Fonte: Radio Vaticana – 03/06/2008 14.21.36

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KAZAKISTAN: La polizia antiterrorismo “controlla” le preghiere dei cristiani

Irruzioni della polizia durante le funzioni religiose cristiane, per filmare e identificare i presenti. E’ già applicata la nuova legge, non ancora approvata, che prescrive l’autorizzazione persino per la visita di un religioso di un’altra città.

Astana – Irruzioni della polizia in chiesa durante le funzioni religiose e ripetuta diffamazione sui media statali: le autorità kazake stringono la morsa sui gruppi cristiani protestanti.

Domenica 25 maggio a Aktobe la polizia anti-terrorismo è irrotta nella chiesa dei protestanti di New Life durante la funzione e ha filmato i circa 60 presenti, come riferisce il pastore Zholaman Nurmanov. Dopo la funzione li ha interrogati, soprattutto per la presenza di Maksim Tashenov, pastore di New Life ad Aktau, sul mar Caspio, in visita nella capitale.

Nurtai Nugaev, capo locale della polizia speciale, risponde all’agenzia Forum 18 che “non è stata un’incursione ma solo un controllo per verificare il rispetto della legge. Questo gruppo ha violato la legge invitando un missionario a parlare senza il permesso del locale Dipartimento di polizia interna e riunendosi in un luogo diverso da quello registrato”. Nugaev promette altri “controlli la domenica” ed eventuali denunce.

Da tempo la polizia kazaka identifica chi partecipa agli incontri di protestanti, Testimoni di Geova e anche islamici, mentre nei media statali avviene una ripetuta denigrazione di queste minoranze. Ad aprile l’Ufficio del Procuratore generale ha qualificato vari gruppi religiosi, tra cui la Chiesa New Life, come “pericolosi” e “distruttivi”.

“La polizia – spiega Tashenov – mi ha detto che per l’attività missionaria mi occorre un permesso specifico”.

Ma Aleksandr Klyushev, capo dell’Associazione delle organizzazioni religiose del Kakakistan, ribatte che “a una chiesa non occorre alcun permesso per invitare un pastore da altre chiese del Paese, è un diritto riconosciuto dalla Legge sulla religione. Invece così prevede la nuova proposta di legge” in discussione al parlamento, che introdurrà maggiori limiti all’attività religiosa costringendo i gruppi a chiedere l’autorizzazione praticamente per ogni attività, consentendo alle autorità un controllo capillare. L’intervento della polizia speciale, poi, fa ritenere in atto un’operazione di lungo respiro per schedare e controllare qualsiasi attività.

Le autorità stanno anche cercando di togliere a New Life un ex asilo acquistato 10 anni fa nella vicina città di Alga.

Intanto prosegue la persecuzione contro i cristiani battisti, che si rifiutano di registrare i loro gruppi e affermano il diritto costituzionale a riunirsi per praticare la fede. Ma le autorità proibiscono gli incontri religiosi, anche in case private, identificano e interrogano i presenti e irrogano pesanti multe ai pastori e ai padroni di casa.

Quando il 9 maggio a Shchuchinsk, nella regione di Akmola, è venuto lo scrittore tedesco Werner Gitt a parlare a circa 200 fedeli battisti, la polizia lo ha interrotto, identificato e accusato di “attività missionaria illegale”, insieme ai suoi accompagnatori. Il pastore Pyotr Zimens, che ha organizzato l’incontro, è stato accusato di illeciti amministrativi e multato di 20mila tenge (circa 107 euro).

Fonte: AsiaNews/F18 – riprodotto con autorizzazione

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India: Pastore aggredito a colpi di spranghe

Lo scorso 27 maggio il pastore Rampal Kori è stato violentemente aggredito a colpi di spranghe e di mazze da golf da due membri del gruppo radicale indù Bajrang Dal. Questi fatti sono accaduti nel villaggio di Dadar, nello Stato del Madhya Pradesh, dove il pastore era invitato a tenere una riunione cristiana.
Dopo averlo gravemente ferito, i due malviventi l’hanno derubato dei soldi che aveva con sé. I cristiani del villaggio l’hanno trasportato all’ospedale.
La polizia è stata avvertita ed è stato redatto un primo rapporto, ma niente è stato intrapreso contro i colpevoli.

Fonte: Christianisme Aujourd’hui /ANS – riprodotto con autorizzazione

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Algeria: Processata per la Bibbia, i giudici «frenano»

Slitta il verdetto in Algeria contro Habiba: «Ha praticato un culto non islamico senza permessi»

DI LORENZO FAZZINI
Sarà stata l’attenzione dei media stranieri oppure il sussulto di indignazione delle porzioni più illuminate della società algerina. Sta di fatto che il processo in Algeria contro una ragazza accusata di «aver praticato un culto non musulmano senza autorizzazione» ha prodotto per il momento un nulla di fatto. Ieri il tribunale di Tiaret, città a 300 chilometri da Algeri, ha chiesto un «approfondimento di informazioni» prima di emettere la sentenza su Habiba Kouider, 37 anni, diventata cristiana 4 anni fa. Il 20 maggio, a carico questa insegnante di asilo il procuratore statale aveva chiesto 3 anni di prigione con l’accusa di aver praticato una religione non islamica. Nei giorni Habiba, cristiana protestante, era stata arrestata su un autobus mentre si dirigeva ad Orano, città dove frequenta una corso di cristianesimo: nella sua borsa i poliziotti hanno trovato 12 tra Bibbie e Vangeli, un fatto che ha spinto lo zelante procuratore ad incriminare la donna. La vicenda ha sollevato una notevole attenzione sia a livello interno che internazionale: il quotidiano francese Le Figaro ha mandato un inviato per seguire il processo della Kouider; anche Rama Yade, segretario di Stato ai Diritti dell’Uomo, è intervenuta definendo «triste e choccante» la vicenda. «Tale fatto – ha dichiarato l’esponente francese – contravviene alla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo». Anche il quotidiano algerino Liberté – intervistando un avvocato di Tiaret – ha scritto che «è tempo di bandire queste intenzioni indecenti che sono contro la libertà di coscienza». Sempre ieri e ancora a Tiaret si è aperto un altro processo contro sei protestanti algerini accusati di «proselitismo»: nei giorni scorsi erano stati arrestati all’uscita di una casa dove si erano riuniti per pregare. Il procuratore ha chiesto per gli imputati una condanna di 2 anni. «Il giudice avrebbe potuto chiudere oggi la vicenda di Habiba – ha dichiarato l’avvocatessa Khalfoun che difende la donna cristiana – visto che il reato non sussiste». Ora si dovrà aspettare del tempo per sapere la sorte di questa donna che – secondo il giornale El Watan – «non ha voluto rinunciare alla sua religione» di fronte alla minaccia di finire in tribunale. L’accusa è stata effettuata in base alla nuova normativa sui “culti non islamici” adottata nel marzo 2006: una direttiva governativa che obbliga i non musulmani a registrarsi presso le autorità pubbliche così come a notificare i luoghi di incontro religiosi. A gennaio un prete cattolico, padre Pierre Wallez, era stato condannato ad un anno di reclusione per aver presieduto un incontro con degli immigrati. A marzo l’ex presidente della chiesa protestante d’Algeria, Hugh Johnson, 75 anni, da 45 anni presente nel Paese, ha dovuto lasciare l’Algeria perché il ministero degli Esteri si è rifiutato di rinnovargli il permesso di soggiorno. Su 33 milioni di abitanti, i cristiani in Algeria sono meno dell’1 per cento della popolazione; i cattolici non superano le quattromila unità.

Fonte: Avvenire.it – 28 maggio 2008

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