Giovani Evangelici Romani Distribuiscono Pasti Caldi ai Senzatetto

Il gruppo dei GBU di Roma, insieme al gruppo David della chiesa Evangelica di Torre Angela, e l’associazione “Sostegnodellavita”, distribuiscono pasti caldi ai senzatetto della Stazione Termini

di Marco Maggi

Lunedì 18 febbraio alle ore 21, un gruppo di giovani della nostra chiesa insieme ad altri ragazzi del GBU di Roma, sono andati alla Stazione Termini ad aiutare l’associazione “Sostegnodellavita” a distribuire pasti caldi e coperte ai numerosi senzatetto che vivono all’interno del nostro Terminal. L’esperienza è stata bellissima poiché abbiamo assistito all’amore di Dio impersonificato in coloro che ogni lunedì sacrificano il loro tempo per donare qualcosa di molto prezioso a chi è stato meno fortunato di noi.

La serata ha visto la partecipazione di numerosissimi senzatetto che hanno ormai allacciato una vera e propria amicizia con le persone che si prodigano per portar loro un pò di ristoro, fisico e spirituale. Durante la distribuzione abbiamo intonato alcuni cantici che hanno visto la partecipazione attivissima di alcuni di loro ormai abituati a queste manifestazioni d’amore.

La Sorella Imma, responsabile dell’associazione, ha fatto “gli onori di casa” illustrandoci il lavoro che loro fanno ogni lunedì ed ha aperto e chiuso la serata con una preghiera. Ringraziamo Dio per l’esperienza bellissima che ci ha fatto vivere e per l’insegnamento pratico della Sua Parola che ci ha donato ancora una volta.

Fonte: TorreAngela-News – 21 febbraio 2008

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Giordania: Espulso ad Amman un gruppo cristiano, accusato di proselitismo tra i musulmani

Si tratta di otto missionari stranieri, che avrebbero distribuito volantini dal contenuto religioso tra i beduini a cui stavano portando aiuti umanitari. Nel Regno vietati per legge proselitismo e conversioni dall’islam. Il Consiglio delle Chiese in Giordania avverte: presenti “40 sette”.

Amman – La Giordania ha espulso un gruppo di cristiani accusati di condurre attività di proselitismo mascherate dietro interventi di aiuto umanitario. Il ministro degli Esteri ha spiegato ieri che “alcuni stranieri arrivano nel Regno con il pretesto di svolgere opere caritatevoli, ma infrangono la legge e svolgono attività missionaria”.
Secondo il quotidiano saudita Al-Watan,, il gruppo di otto missionari stava distribuendo materiale cristiano tra i beduini del nord e dell’est della capitale Amman. La loro presenza è stata segnalata da alcuni abitanti del posto che hanno visto il gruppo offrire aiuti umanitari alle famiglie e distribuire volantini che “promuovevano il cristianesimo”.
L’islam è religione di Stato in Giordania. Il governo vieta le conversioni dall’islam come pure il proselitismo tra i musulmani. La settimana scorsa il Consiglio delle Chiese in Giordania, che rappresenta la comunità cristiana nel Paese, ha avvertito della presenza di circa “40 sette”. Ha poi condannato l’azione di questi movimenti, da cui prende le distanze, che “creano discordia all’interno della stessa cristianità e con i musulmani”.
Su una popolazione di 6 milioni di abitanti il 92% è musulmano, mentre i cristiani rappresentano circa il 6%.

Fonte: AsiaNews / Agenzie – riprodotto con autorizzazione

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Sfollati in Kenya ancora in disperato bisogno di aiuto

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Randy Hurst, direttore delle Assemblies of God World Missions Communications, ha affermato che sono oltre 70.000 gli sfollati tra i membri delle Assemblee di Dio. I credenti in Kenya dividono le loro case, il cibo e i vestiti con molti di questi sfollati a causa delle violenze, ma essi hanno ancora bisogno del nostro aiuto. Hurst spiega che sono due i motivi principali per cui più di 600.000 sfollati non rientrano nelle loro case: le loro case sono state distrutte dalle violenze; o sono stati avvertiti da altre tribù di non tornare nelle loro case sotto minaccia di morte. Secondo statistiche delle AGWM, attualmente nelle Assemblee di Dio in Kenya vi sono più di 1 milione di membri e 4.000 chiese. Hurst dice che il 7 % dei membri delle Assemblee di Dio sono sfollati. Dal Kenya è recentemente tornato lo staff delle AGWM Communications, e ieri hanno postato nel sito AGRelief.org delle foto sulla distribuzione di aiuti tra i credenti. Ho inserito le foto qui sopra.

Sul sito delle Assemblies of God c’è la possibilità di fare una donazione on line a favore dei rifugiati. Chi desidera può andare sul sito AGRelief e cliccare su Donate, una volta nella pagina copiate il seguente codice in neretto: AGRelief — Kenya Refugees 891167-9 (60). Fate clic sul link Donate che c’è in fondo alla pagina. Specificate l’ammontare in dollari che volete dare e incollate il codice nel campo Comments. Fate clic su donate e seguite la procedura.

Il Signore vi benedica.

“Così dunque, secondo che ne abbiamo l’opportunità, facciam del bene a tutti; ma specialmente a quei della famiglia dei credenti.” (Galati 6:10)

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Crisi in Kenya – Diario video realizzato da David Darg

David Darg lavora per l’organizzazione umanitaria Operation Blessing International (OBI).

Giorno 1
http://it.youtube.com/watch?v=gpNujuDvAtA

Guarda gli altri video

Giorno 2
Giorno 3
Giorno 4

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Migliaia di profughi ciadiani in Camerun – Messaggio di Robert Goyek, presidente dell’Église fraternelle luthérienne du Cameroun (EFCL) alle Chiese d’Europa

Messaggio di Robert Goyek, presidente dell’Église fraternelle luthérienne du Cameroun – EFCL (n.d.t. Chiesa Fraterna Luterana del Camerun) alle Chiese d’Europa

Garoua, mercoledì 6 febbraio 2008

Carissimi amici e partner,

Vi ringraziamo per le vostre reazioni immediate in seguito all’appello per aiutare i profughi ciadiani che arrivano nel nord Camerun in questo momento.
In risposta alle domande di coloro tra voi che desidererebbero avere più informazioni su questa tragedia, vi facciamo sapere che il numero di persone provenienti dal Ciad che si sono rifugiate nel Nord Camerun è di 52.000 persone, secondo la cifra pubblicata stamattina, mentre ieri si parlava ancora di 25.000.

Nonostante il ritiro dei ribelli, la popolazione ciadiana non ha fiducia in una tregua durevole e non pensa per il momento di tornare nel suo paese. Infatti gira voce che i ribelli si siano ritirati per meglio rifornirsi di munizioni e che torneranno per attaccare la città.
Per quanto riguarda i soccorsi, gli organismi come la Croce Rossa e l’Alto Commissariato per i Rifugiati (HCR) hanno cominciato a mobilitarsi per tentare di far fronte alla situazione, ma la loro azione è molto insufficiente in rapporto all’afflusso di profughi che sono venuti a raddoppiare la popolazione abituale della città di Kousseri in Camerun.

In questo momento, l’EFLC ha istituito il suo servizio di sviluppo locale per fornire alla popolazione, che è accolta nei suoi locali, alcuni sacchi di cereali che rappresentano ben poca cosa in rapporto al numero di persone da sfamare. I nostri membri della Chiesa dislocati sul posto ci informano già della presenza di malattie legate alla mancanza di cibo e acqua, e di colera.

Quanto alla mobilitazione religiosa, è un panico generale. Ogni congregazione cerca di fare a modo suo per soccorrere le popolazioni che affluiscono per trovare rifugio nelle chiese. Bisogna dire che questa catastrofe ha sorpreso tutti, a tal punto che i responsabili religiosi si arrangiano con quel che c’è per garantire un aiuto tempestivo alla popolazione rifugiata.
Bisogna anche precisare che l’EFLC è la Chiesa cristiana più radicata nella città di Kousseri, a maggioranza musulmana. Quattro pastori dell’EFLC servono nella città di Kousseri, ognuno prestando le proprie funzioni in quattro parrocchie.

La parrocchia del centro è situata a soli 600 m dal ponte che collega Kousseri a N’Djamena. Essa è la più toccata dall’affluenza della popolazione rifugiata con già più di 1.500 persone rifugiate sul terreno parrocchiale, nella casa, nella scuola elementare della Chiesa recentemente aperta. Le altre parrocchie accolgono ognuna circa 500/600 persone. Ma il numero non fa che aumentare di ora in ora.

Quanto ai bisogni giornalieri della popolazione sinistrata, c’è un urgenza di generi alimentari e di acqua. L’unico rubinetto d’acqua che la Chiesa ha nella sua parrocchia del centro, è stato aperto dall’inizio dell’arrivo dei primi profughi fino ad oggi. I cereali sono gli elementi più importanti e urgenti per nutrire questa popolazione.

In seconda priorità nell’urgenza umanitaria c’è il prendersi cura dei problemi di salute. E per ultimo il problema degli abiti.

Per l’alloggiamento dei profughi, stiamo preparando sul posto la grande tenda di 2.000 posti a sedere appartenente alla Chiesa, che potrebbe permettere di accogliere 600 famiglie. Il camion di 7.5 tonnellate che abbiamo ricevuto da Kerkinactie (Missione delle Chiese Protestanti Olandesi) ci permetterà in una maniera o nell’altra di rifornire questa popolazione di viveri.

Vi ringraziamo in anticipo di venire in aiuto a questo popolo così bisognoso col vostro sostegno finanziario, ma anche con le vostre preghiere e affinché la situazione di queste famiglie di rifugiati trovi rapidamente una via d’uscita. Grazie per la vostra buona collaborazione.

Robert Goyek
Presidente dell’EFLC

Fonte: FPF, Fédération Protestante de France, 6 febbraio 2008

Nella foto: profughi ciadiani in Camerun – REUTERS/Alistair Thomson (CAMEROON)

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Il blog di Illuminato Butindaro
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