Messico – Chiapas: Evangelici in fuga

Verona (P.A.) – Sette famiglie protestanti di un villaggio del Chiapas (Messico meridionale) sono state costrette ad abbandonare le loro abitazioni il 22 giugno, quando un gruppo di assalitori armato di bastoni, sassi e machete hanno minacciato di impiccarli alle travi delle loro case. Secondo il giornale locale “Cuarto Poder”, ci sarebbero i caciques (i capi tribali locali) all’origine di queste rappresaglie contro i cristiani, perché questi ultimi avevano chiesto alle autorità federali di assicurare il rispetto della libertà religiosa nel loro villaggio.
Queste famiglie si aggiungono ai 300–400 cristiani Tojolabals già espulsi dalle loro proprietà a Las Margaritas negli ultimi mesi. Esdras Alonso, un avvocato evangelico impegnato nella difesa dei diritti religiosi in Chiapas, ha dichiarato: “Mentre i fratelli sono costretti a fuggire, il governo se ne lava le mani; dicono che i cristiani si trasferiscono perchè lo vogliono loro”. In realtà fuggono perchè sono in serio pericolo e nessuno li protegge.

Fonte: Porte Aperte Italia – 9 luglio 2004

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Iran: Pastore arrestato dalla polizia

Verona (P.A.) – Il 23 maggio a Chalous, una città sulla costa del mar Caspio, la polizia iraniana ha arrestato il pastore protestante Khosroo Yusefi, sua moglie Nasrin e i loro due figli adolescenti (18 e 15 anni). Sono detenuti senza accuse formali.
“La polizia ha scoperto che della gente di quella città si era convertita a Cristo, questo è tutto”, ha raccontato ieri un cristiano iraniano all’agenzia Compass. “Non sappiamo se qualcuno li stava spiando”. Molti credenti appartenenti alle due comunità del pastore Yusefi hanno dichiarato di essere stati arrestati la prima settimana di maggio e successivamente rilasciati. Comunque è la prima volta che l’intera famiglia di un leader cristiano viene imprigionata. La maggioranza dei cristiani che appartengono a gruppi familiari e si incontrano in segreto sono ex musulmani.

Fonte: Porte Aperte Italia – 27 maggio 2004

Pakistan: Un pastore riesce a sfuggire ai rapitori

Verona (P.A.) – Un pastore protestante, sequestrato il 16 maggio scorso, è riuscito a fuggire dai suoi rapitori islamici lunedì notte, quaranta ore dopo la sua sparizione, avvenuta mentre si stava recando per un culto nella chiesa di Quetta, la capitale della provincia pakistana del Beluchistan. Il pastore Wilson Fazal, di 41 anni, è riuscito a gettarsi dal veicolo sul quale i rapitori lo stavano conducendo a Peshawar. Non avrebbe mai immaginato di riuscire a fuggire da quella gente, e la chiesa crede che si sia trattato di un vero miracolo.
Fazal è stato duramente torturato dai suoi sequestratori: lo hanno sottoposto anche all’elettroshock, lo hanno ferito alla lingua, gli hanno tagliato i capelli ed i baffi e lo hanno minacciato di morte se avesse rifiutato di convertirsi all’Islam. Nasreen, la moglie del pastore Fazal, con i suoi sei figli ha lasciato la città di Quetta per raggiungere il marito in una casa al sicuro, in una zona protetta dove trascorreranno un periodo di riposo.

Fonte: Porte Aperte Italia – 24 maggio 2004

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Pakistan: Un pastore assassinato nel Punjab

Verona (P.A.) – Il pastore protestante Mukhtar Masih (50 anni) è stato ucciso nelle prime ore del 5 gennaio nella provincia del Punjab in Pakistan. Era appena uscito di casa per prendere un treno per Lahore. Mukhtar Masih è stato colpito al petto da distanza ravvicinata, con una pistola calibro 32 poco dopo le tre del mattino a Khanewal, una località a 180 miglia a sud ovest di Lahore. La polizia ha escluso che l’intenzione dell’omicida sia stata la rapina perché nelle tasche del pastore sono state trovate 3.500 rupie (circa 58 dollari); sul cadavere inoltre non sono stati riscontrati segni di lotta.
La polizia sospetta che alla base dell’omicidio ci sia stato del rancore. Come pastore della locale Chiesa di Dio, Masih trasmetteva per dieci minuti una preghiera e la lettura della Bibbia ogni mattina alle sei, con l’altoparlante all’esterno della chiesa, una pratica comune nell’area di Khanewal, dove è presente una comunità cristiana numerosa. I credenti della sua congregazione confermano che i musulmani hanno minacciato il loro pastore in molte occasioni, diverse volte hanno anche strappato l’altoparlante.
Mukhtar Masih lascia la moglie Parveen e sette figli di cui due sposate.

Fonte: Porte Aperte Italia – 10 gennaio 2004

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