Doveva essere crocifisso e il terzo giorno risuscitare [Audio Streaming]

È on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “Doveva essere crocifisso e il terzo giorno risuscitare” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 13 MB (128 Kbps), 3 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 13 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.

Trascrizione audio:

Uomini e donne, piccoli e grandi, ricchi e poveri, savi e ignoranti, Ebrei e Gentili, ascoltate:

Gesù Cristo doveva essere crocifisso e doveva risuscitare dai morti. Lui stesso, diverse volte, parlò di quello che gli doveva accadere a Gerusalemme e disse queste cose ai suoi discepoli. Per esempio, leggiamo: “com’essi percorrevano insieme la Galilea, Gesù disse loro: Il Figliuol dell’uomo sta per esser dato nelle mani degli uomini; e l’uccideranno, e al terzo giorno risusciterà”. In un’altra circostanza, Gesù disse ai suoi discepoli: “Ecco, noi saliamo a Gerusalemme, e il Figliuol dell’uomo sarà dato nelle mani de’ capi sacerdoti e degli scribi; ed essi lo condanneranno a morte, e lo metteranno nelle mani dei Gentili per essere schernito e flagellato e crocifisso; ma il terzo giorno risusciterà”.

Dunque, Gesù sapeva quello che gli sarebbe accaduto a Gerusalemme, cioè Egli sapeva che sarebbe stato crocifisso e che il terzo giorno sarebbe risuscitato dai morti. Questo perché era stato innanzi determinato da Dio che ciò dovesse avvenire al Cristo. Infatti, Iddio ab antico aveva preannunziato la venuta del suo Cristo e sul suo Cristo aveva detto, tramite il profeta Isaia, quanto segue: “Ma Egli è stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni, fiaccato a motivo delle nostre iniquità”.

Questo per quanto riguarda la morte che avrebbe subito il Cristo. Per quanto riguarda la resurrezione, invece, Iddio aveva parlato tramite Davide, che era profeta, il quale aveva detto: “Anche la mia carne riposerà in isperanza, poiché tu non lascerai l’anima mia nell’Ades e non permetterai che il tuo Santo vegga la corruzione”. Davide, antivedendola, parlò della resurrezione del Cristo dicendo che non sarebbe stato lasciato nell’Ades e che la sua carne non avrebbe veduto la corruzione.

Quindi, la morte di Cristo Gesù e la sua resurrezione erano stati preannunziati da Dio e quindi innanzi determinati. Ecco perché Gesù, parlando della sua morte e della sua resurrezione, disse che doveva, cioè queste erano cose che dovevano avvenire. Difatti, quando poi Gesù risuscitò risuscitò dai morti, leggiamo in Luca che, quando le donne si recarono al sepolcro, la mattina molto per tempo, esse si erano recate al sepolcro portando gli aromi che avevano che avevano preparato, trovarono la pietra rotolata dal dal sepolcro dove Gesù era stato era stato messo, il cadavere di Gesù, il corpo di Gesù, ma, entrate, non avevano trovato il corpo del Signore Gesù.

Allora, mentre erano diciamo perplesse, apparvero dinanzi a loro due uomini in vesti sfolgoranti; erano degli angeli, e questi questi angeli dissero loro: “Perché cercate il vivente fra i morti? Egli non è qui, ma è risuscitato; ricordatevi com’egli vi parlò quand’era ancora in Galilea, dicendo che il Figliuol dell’uomo doveva essere dato nelle mani degli uomini peccatori ed essere crocifisso, e il terzo giorno risuscitare”.

Ora, queste furono le parole di quei santi angeli che appunto rivolsero a quelle donne, e cosa leggiamo subito dopo? “Ed esse si ricordarono delle sue parole”. Quindi si ricordarono che Gesù aveva preannunziato la sua crocifissione ed anche la sua resurrezione.

Dunque, in Gesù si sono adempiute le Scritture profetiche concernenti il Cristo che doveva venire nel mondo per salvare il mondo. Dunque, io vi annunzio la buona novella che Gesù è il Cristo, che è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, che fu seppellito, che risuscitò il terzo giorno secondo le Scritture e che apparve ai testimoni che erano stati innanzi scelti da Dio.

Questa è la buona novella che vi annunzio nel nome del Signore Gesù affinché voi, credendo in essa, siate salvati dai vostri peccati, siate perdonati, siate giustificati. Perché la buona novella è potenza di Dio per la salvezza d’ogni credente, del Giudeo prima e poi del Greco, poiché in esso in essa, nella buona novella, che poi è l’Evangelo appunto—Evangelo significa buona novella—nella buona novella è rivelata la giustizia di Dio da fede a fede, secondo che è scritto: “Ma il giusto vivrà per fede”.

Dunque, riflettete a quello che è avvenuto a Gerusalemme circa duemila anni fa, cioè considerate attentamente la morte espiatoria di Gesù Cristo, come anche la sua resurrezione. Erano state preannunziate, quindi predeterminate da Dio, e questo per provvedere la redenzione, la giustificazione che dà vita, la cancellazione dei peccati. Dunque sappiate questo: che mediante la fede nell’Evangelo l’uomo viene salvato, perdonato, giustificato, santificato, riconciliato con Dio ed ottiene la vita eterna, la vita eterna. Sì, tutto per grazia, per grazia mediante la fede.

Ma sappiate anche questo: che se rifiuterete di credere nella buona novella, sarete condannati, condannati. Ma perché, il vostro Dio è un Dio che condanna? Certo, il nostro Dio è un Dio che condanna, perché è un giusto Giudice. Egli è il Giudice di tutta la terra, ed Egli ha stabilito che chi non avrà creduto nell’Evangelo sarà condannato. Quindi, ciò che vi aspetta è una sorte orribile, ignominiosa, vergognosa, tremenda, spaventevole. Perché? Perché morirete nei vostri peccati e, morendo nei vostri peccati, ve ne andrete all’inferno. Sì, perché l’inferno esiste: è un luogo di tormento reale, dove arde il fuoco e dove vanno coloro che muoiono nei loro peccati.

Ora, voi siete sotto il peccato e, quindi, l’ira di Dio è sopra di voi. Moriste in questo preciso momento senza Dio, senza Cristo, ve ne andreste all’inferno. Cattolici, il purgatorio non esiste: è un’invenzione. C’è o il paradiso o l’inferno per coloro che muoiono. In paradiso ci vanno i salvati; all’inferno ci vanno gli schiavi, ossia coloro che sono schiavi del peccato. Dunque voi siete schiavi del peccato e siete sulla via che mena all’inferno.

Non vi può salvare Maria, non vi possono salvare i cosiddetti sacramenti, non vi possono salvare le indulgenze, non vi non vi può salvare il rosario. Insomma, la Chiesa cattolica romana non vi può salvare, anzi la Chiesa cattolica romana vi mena in perdizione. Chi è in grado di salvarvi è il Signore Gesù Cristo, il Salvatore del mondo. Lui è colui che il Padre ha mandato nel mondo per essere la propiziazione dei nostri peccati. Lui è colui che Dio ha mandato nel mondo per essere il Salvatore del mondo.

Quindi, vi dovete ravvedere e credere in Lui, dovete credere in Lui, e vi ho detto che cosa dovete credere, non una cosa qualsiasi in merito a Gesù, no, no. Dovete credere che Gesù di Nazareth è il Cristo, che è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, che fu seppellito, che risuscitò il terzo giorno secondo le Scritture, e che apparve ai testimoni che erano stati innanzi scelti da Dio. Perché questo è l’Evangelo, potenza di Dio per la salvezza d’ogni credente.

Fuori dall’Evangelo non c’è salvezza. Non vi può salvare Sant’Antonio, non vi può salvare Maria, non vi può salvare non non vi può salvare nessun altro, all’infuori di Gesù Cristo. In nessun altro è la salvezza, in nessun altro, avete capito? In nessun altro! Vi affidate a Maria? Andrete all’inferno. Maria è in cielo, la mamma la madre di Gesù è in cielo, nella gloria, ma voi andrete all’inferno se vi appoggiate ad una presunta intermediazione di Maria. Maria non può fare assolutamente niente per voi, niente, avete capito cosa significa niente? Nulla, zero.

Maria è in cielo, però non è in grado di vedervi e non è in grado di ascoltarvi. Quindi vi dovete ravvedere e convertire dai vostri idoli muti a Dio e credere nell’Evangelo. Sì, sì, nell’Evangelo, perché la salvezza si ottiene credendo nell’Evangelo, la giustificazione si ottiene credendo nell’Evangelo, la remissione dei peccati si ottiene credendo nell’Evangelo, la vita eterna si ottiene credendo nell’Evangelo. Quindi voi vi state illudendo pensando che con i cosiddetti sacramenti vi potete vi potete acquistare la vita eterna, con le opere buone, le indulgenze, la confessione al prete. Tutta vanità, non serve proprio a niente. Il cattolicesimo mena in perdizione.

Voi vi dovete ravvedere e credere nell’Evangelo. Ve lo ripeto, ve lo ripeto, veramente vi scongiuro nel nome del Signore: ravvedetevi, credete nell’Evangelo della grazia di Dio, altrimenti morirete nei vostri peccati e ve ne andrete all’inferno. Il mio desiderio è che voi siate salvati, è per questo che vi annunzio l’Evangelo della grazia e vi esorto a ravvedervi e a credere nell’Evangelo.

Chi ha orecchi da udire, oda.

La remissione dei peccati [Audio Streaming]

È on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “La remissione dei peccati” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 14 MB (128 Kbps), 3 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 14 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.

Trascrizione audio:

Uomini e donne, piccoli e grandi, ricchi e poveri, savi e ignoranti, Ebrei e Gentili, ascoltate.

La Sacra Scrittura, che è la parola di Dio, afferma in maniera estremamente chiara quanto segue: “Di lui attestano tutti i profeti che chiunque crede in lui riceve la remissione de’ peccati mediante il suo nome”.

Chi è questo lui? È il Signore Gesù Cristo, il Figlio di Dio.

Questo è quello, dunque, che attestano tutti i profeti: che chiunque crede in lui riceve la remissione dei peccati mediante il suo nome.

Dunque, innanzitutto dovete sapere che esiste il peccato. Il peccato è la violazione della legge, in quanto Dio ha dato una legge e questa legge è fatta di comandamenti, e il peccato è la violazione della legge. Dunque, quando uno viola un comandamento di Dio, commette un peccato.

Allora, la Sacra Scrittura dice: “tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio”.

Dunque, tu che mi ascolti, che sei sotto il peccato, devi sapere che tu hai peccato. Dunque, hai dei peccati. Avendo commesso dei peccati, hai dei peccati.

Ora, i peccati sono dei debiti, dei debiti, esattamente, si, praticamente i tuoi peccati sono dei debiti. E tu hai tanti debiti, davanti a Dio, ricordati, sono dei debiti che hai nei confronti di Dio, perché la legge che hai trasgredito è la legge di Dio.

Ora, di questi peccati, l’uomo, dei peccati che ha commesso, può ottenere la remissione. È chiamata la remissione dei peccati. Che cosa avviene quando, appunto, diciamo, l’uomo riceve la remissione dei peccati? Avviene che tutti i suoi peccati gli vengono rimessi, cancellati. Cioè, tutti quei debiti che lui ha accumulato davanti a Dio, con la sua condotta empia, scellerata, malvagia, insensata, gli vengono rimessi all’istante.

Ma quando è che questa remissione avviene? La remissione dei peccati sopraggiunge nell’uomo quando appunto l’uomo crede nel Signore Gesù Cristo. In quel momento, quando egli crede, riceve la remissione dei peccati mediante il suo nome. Bada bene, mediante il suo nome, non il nome di qualcun altro, mediante il nome di Gesù Cristo.

Dunque, qui dice “chiunque crede in lui”. Che significa credere in lui? Significa credere che Gesù di Nazareth è il Cristo, cioè l’Unto. Significa, in sostanza, credere nella buona novella che Gesù è il Cristo, che è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, che fu seppellito, che risuscitò il terzo giorno secondo le Scritture, e che apparve ai testimoni che erano stati innanzi scelti da Dio. Questo significa credere in lui.

Dunque, come vi ho detto, quando l’uomo crede nel Signore Gesù Cristo, egli riceve da Dio la remissione dei peccati, appunto mediante il nome del Signore Gesù Cristo.

Dunque, la remissione dei peccati l’uomo la ottiene per grazia, non per opere. La remissione dei peccati non si può guadagnare, la remissione dei peccati non non si merita, non è che la si può acquistare presso Iddio con opere meritorie, con sacrifici, no. La remissione dei peccati viene concessa gratuitamente da Dio a chi crede nel Signore Gesù Cristo, ossia nella buona novella.

Dunque, cosa dovete fare per ottenere la remissione dei peccati? Dovete ravvedervi, quindi cambiare mente, lasciare i vostri pensieri iniqui, vani, perversi, cambiare mente e credere nella buona novella, ossia nell’Evangelo.

La Scrittura è chiara: “chiunque crede in lui riceve la remissione dei peccati mediante il suo nome”. E quando si riceve la remissione dei peccati, avviene che uno sente di essere stato perdonato dal Signore, perché quei peccati che gravavano sulla sua coscienza vengono all’istante cancellati. Perché quando uno crede nel Signore Gesù Cristo, la sua coscienza viene purificata dalle opere morte che la contaminano.

Dunque, è per grazia, è gratuitamente che si ottiene la remissione dei peccati.

Dunque, considerate ciò che ha compiuto Gesù di Nazareth, il Cristo di Dio: egli portò i nostri peccati nel suo corpo, sul legno della croce. Proprio lì, portò nel suo corpo. Egli, Gesù, sparse il suo prezioso sangue per compiere l’espiazione dei nostri peccati. Quindi, sparse il suo sangue per la remissione dei nostri peccati. Perché senza spargimento di sangue non c’è remissione.

Dunque, considerate ciò che Cristo ha compiuto morendo sulla croce per i nostri peccati. Egli ha adempiuto ciò che il profeta Isaia aveva detto secoli prima da parte di Dio, e che aveva detto in merito al Cristo di Dio: “egli è stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni, fiaccato a motivo delle nostre iniquità”.

Quindi, considerate: la morte espiatoria di Gesù Cristo, l’importanza della sua morte. Oggi molti negano la morte espiatoria di Gesù Cristo. Sono degli anticristi, non date loro ascolto. Credete in ciò che dice la Sacra Scrittura, che è la parola di Dio, e quindi è la verità. Perché è impossibile che Dio abbia mentito.

Credete che Gesù Cristo è morto per i nostri peccati secondo le Scritture. Credetelo, perché è per questa ragione che Gesù di Nazareth è morto sulla croce, per espiare i nostri peccati con il suo prezioso sangue, affinché si adempissero le Scritture.

Quale grande amore il Signore Gesù ha mostrato, morendo sulla croce. Lui, il Giusto, soffrì per gli ingiusti.

Dunque, credete che Gesù, il Cristo, è morto per i nostri peccati secondo le Scritture e credete che, dopo essere morto, fu seppellito. E credete che, dopo essere stato seppellito, risuscitò dai morti il terzo giorno, e sempre affinché si adempissero le Scritture. Perché Dio aveva preannunziato anche la resurrezione del suo Cristo, dicendo: “anche la mia carne riposerà in isperanza; poiché tu non lascerai l’anima mia nell’Ades, e non permetterai che il tuo Santo vegga la corruzione”.

E in un altro luogo ancora, il salmista aveva detto: “tu sei il mio Figliuolo, oggi ti ho generato”. Dunque, Iddio aveva preannunziato anche la resurrezione del Cristo.

E queste parole si sono adempiute anch’esse in Gesù di Nazareth. E quindi vi annunzio la buona notizia che Gesù, il Cristo, è risuscitato dai morti il terzo giorno, affinché si adempissero le Scritture.

Dio ha adempiuto così il suo piano che aveva formato in se stesso avanti i secoli e, dopo che risuscitò, Gesù apparve ai discepoli che aveva innanzi scelto. E dunque, considerate che cosa Iddio aveva formato avanti i secoli, quale disegno meraviglioso, quale disegno glorioso. Egli dunque, cioè Dio, ha provveduto la redenzione e quindi la remissione dei peccati mediante la fede nel Signore Gesù Cristo.

Quindi, ravvedetevi e credete nell’Evangelo e otterrete per la grazia di Dio, mediante la fede, la remissione dei peccati. Vi sentirete perdonati; i vostri peccati li sentirete proprio rotolare via da voi, perché saranno cancellati. Cancellati, considerate.

Sono dei debiti che solo Dio può rimettervi, solo Dio può cancellare. È inutile che andate dal prete a confessare i vostri peccati. Cattolici romani, ascoltate, vi state perdendo il vostro tempo, state perdendo il vostro tempo, vi state illudendo: i preti non possono rimettervi i peccati. I peccati li può rimettere solo Iddio all’uomo peccatore. E questo avviene, questa remissione dei peccati, lo ripeto, avviene quando l’uomo peccatore si ravvede e crede nell’Evangelo.

Quindi, smettete di andare dal prete. Inginocchiatevi davanti all’Iddio vivente e vero, ravvedendovi e credendo nell’Evangelo, e sperimenterete la misericordia di Dio che cancellerà veramente i vostri peccati. E vi sentirete finalmente purificati, purificati dai vostri peccati.

Quindi, ravvedetevi e credete nel Signore Gesù Cristo per ottenere la remissione dei peccati. Il Signore avrà misericordia di voi, ve lo assicuro, e vi giustificherà, vi vi darà la vita eterna e quindi avrete la certezza che quando morirete andrete ad abitare con il Signore. Altrimenti, vi avverto per l’ennesima volta: se non vi ravvederete e non crederete nell’Evangelo, l’ira di Dio resterà sopra di voi, i vostri peccati vi saranno ritenuti.

E quando morirete, morirete nei vostri peccati e quindi andrete in perdizione. In perdizione! Che significa andare in perdizione? Significa andare all’inferno, in un luogo di tormento chiamato inferno, dove arde il fuoco e dove sarete tormentati. Tormentati! Quindi, considerate che cosa implichi il morire nei peccati.

Ecco perché vi ho annunziato nel nome di Cristo Gesù la remissione dei peccati. Perché ottenendo la remissione dei peccati mediante la fede nel Signore Gesù Cristo, scamperete all’inferno, dove siete diretti in questo preciso momento.

Quindi, ravvedetevi e credete nell’Evangelo della grazia di Dio che vi ho annunziato.

Chi ha orecchi da udire, oda.

Cristo soffrì per i nostri peccati, per condurci a Dio [Audio Streaming]

È on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “Cristo soffrì per i nostri peccati, per condurci a Dio” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 12 MB (128 Kbps), 2 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 13 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.

Trascrizione audio:

Uomini e donne, piccoli e grandi, ricchi e poveri, savi e ignoranti, Ebrei e Gentili, ascoltate.

Dopo che Ponzio Pilato, il governatore della Giudea, sentenziò che Gesù doveva essere crocifisso, come aveva chiesto la folla dei Giudei, perché i Giudei avevano gridato a più riprese: “Crocifiggilo!”, benché Gesù non avesse fatto alcunché di male, benché non avesse fatto alcunché che meritasse la morte, dico, dopo che Ponzio Pilato pronunciò questa sentenza, avvenne quanto segue.

“Allora i soldati lo menarono dentro la corte che è il Pretorio, e radunarono tutta la coorte. E lo vestirono di porpora; e intrecciata una corona di spine, gliela misero intorno al capo, e cominciarono a salutarlo: Salve, Re de’ Giudei! E gli percotevano il capo con una canna, e gli sputavano addosso, e postisi inginocchioni, si prostravano dinanzi a lui. E dopo che l’ebbero schernito, lo spogliarono della porpora e lo rivestirono dei suoi proprî vestimenti. E lo menarono fuori per crocifiggerlo. E costrinsero a portare la croce di lui un certo Simone cireneo, il padre di Alessandro e di Rufo, il quale passava di là, tornando dai campi. E menarono Gesù al luogo detto Golgota; il che, interpretato, vuol dire luogo del teschio. E gli offersero da bere del vino mescolato con mirra; ma non ne prese. Poi lo crocifissero e si spartirono i suoi vestimenti, tirandoli a sorte per sapere quel che ne toccherebbe a ciascuno. Era l’ora terza quando lo crocifissero. E l’iscrizione indicante il motivo della condanna, diceva: IL RE DE’ GIUDEI. E con lui crocifissero due ladroni, uno alla sua destra e l’altro alla sua sinistra. E quelli che passavano lì presso lo ingiuriavano, scotendo il capo e dicendo: Eh, tu che disfai il tempio e lo riedifichi in tre giorni, salva te stesso e scendi giù di croce! Parimente anche i capi sacerdoti con gli scribi, beffandosi, dicevano l’uno all’altro: Ha salvato altri e non può salvar se stesso! Il Cristo, il Re d’Israele, scenda ora giù di croce, affinché vediamo e crediamo! Anche quelli che erano stati crocifissi con lui, lo insultavano. E venuta l’ora sesta, si fecero tenebre per tutto il paese, fino all’ora nona. Ed all’ora nona, Gesù gridò con gran voce: Eloì, Eloì, lamà sabactanì? il che, interpretato, vuol dire: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? E alcuni degli astanti, udito ciò, dicevano: Ecco, chiama Elia! E uno di loro corse, e inzuppata d’aceto una spugna, e postala in cima ad una canna, gli diè da bere dicendo: Aspettate, vediamo se Elia viene a trarlo giù. E Gesù, gettato un gran grido, rendé lo spirito”.

Questa è la descrizione della crocifissione secondo quello che troviamo scritto in Marco. Fu così, dunque, che Gesù fu crocifisso tra dei malfattori, fu annoverato tra i malfattori. Egli morì appeso ad un legno, alla croce.

Per quale ragione Gesù morì? Gesù morì per i nostri peccati, affinché si adempissero le Scritture, secondo le quali il Cristo doveva morire per i nostri peccati. Infatti il profeta Isaia aveva detto: “Ma egli è stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni, fiaccato a motivo delle nostre iniquità”, e questo lo disse secoli prima che Gesù venisse al mondo. Dunque, questa è la ragione per cui Gesù soffrì, questa è la ragione per cui Gesù morì per i nostri peccati. Egli, il Giusto, Colui che non aveva conosciuto peccato, soffrì per gli ingiusti. Egli si caricò dei nostri peccati e tutto questo per condurci a Dio.

E il terzo giorno Dio lo risuscitò dai morti, ed anche qui bisogna citare delle Scritture, perché la risurrezione dei morti dai morti che diciamo sperimentò Gesù fu l’adempimento delle parole che Iddio aveva proferito tramite Davide, che era profeta, anche qui secoli e secoli prima che Gesù venisse al mondo. Le parole sono le seguenti: “Anche la mia carne riposerà in isperanza, poiché tu non lascerai l’anima mia nell’Ades e non permetterai che il tuo Santo vegga la corruzione”. Questo in merito alla resurrezione del Cristo, questo è quanto fu detto in merito alla resurrezione del Cristo, cioè che non sarebbe stato lasciato nell’Ades e che la sua carne non avrebbe veduto la corruzione. E così infatti avvenne: Gesù, il terzo giorno, fu risuscitato dai morti secondo le Scritture, e dopo essere risuscitato apparve ai testimoni che erano stati innanzi scelti da Dio.

Dunque, la sua morte fu una morte espiatoria e la sua resurrezione avvenne a cagione della nostra giustificazione. Dunque, questa è la buona novella che vi annunzio nel nome del Signore, affinché innanzitutto vi ravvediate e poi affinché crediate nella buona novella e, così credendo, otteniate la salvezza, la remissione dei vostri peccati, la giustificazione, e così scampiate all’orribile fine a cui state andando incontro.

Qual è questa orribile fine? Dovete sapere che coloro che muoiono nei loro peccati muoiono quanto alla carne, ma la loro anima continua a vivere e si diparte dal corpo e va in un luogo di tormento chiamato inferno. In questo luogo di tormento c’è il fuoco. Quindi questa è la fine a cui state andando incontro, perché siete dei peccatori, siete sulla via della perdizione e quindi, in quanto peccatori, meritate di andare all’inferno. Questo è ciò che meritate.

Ma Iddio, nella pienezza dei tempi, ha mandato il Suo unigenito Figliuolo nel mondo per essere il Salvatore del mondo e quindi per portare la salvezza, e questa salvezza Gesù l’ha procurata morendo per i nostri peccati e risuscitando dai morti a cagione della nostra giustificazione. Per cui io vi annunzio che credendo in lui voi sarete salvati dai vostri peccati, otterrete la remissione dei peccati e otterrete anche la vita eterna, e quindi avrete la certezza che quando morirete, morirete in Cristo e vi dipartirete dal corpo sì, ma per andare ad abitare col Signore nella gloria.

Quindi vedete, vi ho detto su che strada vi trovate, vi ho detto a quale orribile fine state andando incontro. Però vi ho annunziato anche la via della salvezza, sì, la via della salvezza, perché ce n’è una sola. Ecco perché vi ho annunziato l’Evangelo, ecco perché vi ho esortato a credere nell’Evangelo, cioè nella parola della buona novella secondo cui appunto Cristo è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, che fu seppellito, che risuscitò il terzo giorno dai morti secondo le Scritture, e che apparve ai testimoni che erano stati innanzi scelti da Dio.

Perché questa è la via della salvezza, la via della fede. Mediante la fede l’uomo viene salvato, viene perdonato, viene giustificato. Non c’è un’altra via della salvezza.

Quindi ravvedetevi e credete nel Signore Gesù Cristo, il Figlio di Dio, il quale soffrì per i nostri peccati, Egli, il Giusto, per gli ingiusti, per condurci a Dio. Egli è la via, la verità e la vita. Nessuno va al Padre se non per mezzo di lui. Ecco perché vi esorto a credere in lui, che è il Vivente, essendo che fu morto ma ora è vivente perché è risuscitato, è risuscitato dai dai morti.

La salvezza è soltanto in Gesù Cristo; in nessun altro è la salvezza. Non illudetevi: in nessun altro è la salvezza, perché non v’è sotto il cielo alcun altro nome che sia stato dato agli uomini per il quale noi abbiamo ad essere salvati.

Quindi, credete che Gesù di Nazareth è il Cristo e sarete salvati.

Chi ha orecchi da udire, oda.

Credi nel Signore Gesù, e sarai salvato [Audio Streaming]

È on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “Credi nel Signore Gesù, e sarai salvato” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 10 MB (128 Kbps), 2 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 11 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.

Trascrizione audio:

Uomini e donne, piccoli e grandi, ricchi e poveri, savi e ignoranti, Ebrei e Gentili, ascoltate: vi annunzierò la via della salvezza. Badate bene: la via della salvezza, non una via della salvezza come se ce ne fossero tante. No, ce n’è una sola di via di salvezza, quella che ha stabilito Iddio, l’Onnipotente, ed io ve l’annunzio nel nome del Signore Gesù.

Innanzitutto dovete sapere che avete bisogno di essere salvati. Salvati da che cosa? Dai vostri peccati, perché siete dei peccatori. Avete peccato, tutti hanno peccato. Chi commette il peccato è schiavo del peccato, quindi voi non siete uomini liberi ma siete degli schiavi. Schiavi di chi? Schiavi di cosa? Schiavi del peccato, e dunque avete bisogno di essere affrancati dal peccato. Non potete liberarvi da soli con le vostre forze, con la vostra sapienza, con la vostra intelligenza, con le vostre opere. È impossibile che voi possiate salvarvi da soli, quindi io adesso vi annunzio la via della salvezza.

La via della salvezza è questa: credete nel Signore Gesù e sarete salvati. Perché questa è la via della salvezza? Perché un giorno agli apostoli fu fatta da un uomo questa domanda. La domanda, la domanda che questo uomo, che era peraltro un carceriere, fece agli apostoli Paolo e Sila nella città di Filippi, è trascritta nel capitolo 16 degli Atti degli Apostoli. E questa domanda è la seguente: “Signori, che devo io fare per essere salvato?” Ed essi risposero: “Credi nel Signore Gesù e sarai salvato, tu e la casa tua.” Questa dunque è la via della salvezza: la fede nel Signore Gesù.

Ora cosa significa credere nel Signore Gesù? Vuol dire credere che Gesù di Nazareth, che è il Signore, è il Cristo, cioè l’Unto del quale parlarono ab antico i profeti da parte di Dio, il quale doveva venire nel mondo per morire per i nostri peccati e risuscitare il terzo giorno dai morti. Questo infatti era quello che il profeta Isaia aveva detto in merito alla morte del Cristo. Aveva detto: “Egli è stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni, fiaccato a motivo delle nostre iniquità.” E Davide in merito alla resurrezione del Cristo, cioè preannunziando la resurrezione del Cristo, aveva detto: “Anche la mia carne riposerà in isperanza poiché tu non lascerai l’anima mia nell’Ades e non permetterai che il tuo Santo vegga la corruzione.”

Dunque queste parole qui, quelle dette da Isaia in merito alla morte espiatoria del Cristo e quelle, diciamo, concernenti la resurrezione del Cristo pronunziate per lo Spirito da Davide, si sono adempiute in Gesù di Nazareth. È lui dunque il Cristo. E io vi annunzio la buona novella, ossia l’Evangelo, che Gesù è il Cristo. In lui si sono adempiute le Scritture concernenti il Cristo.

Dunque vi annunzio che Gesù è il Cristo, che è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, che fu seppellito, che risuscitò dai morti il terzo giorno secondo le Scritture, e che apparve ai testimoni che erano stati innanzi scelti da Dio. Questo è l’Evangelo nel quale dovete credere per essere salvati dai vostri peccati. Quindi credendo sarete salvati.

Quindi qualcuno dirà: “Ma allora è per grazia?” Sì, è per grazia. La salvezza è per grazia mediante la fede, affinché nessuno si glori nel cospetto di Dio. Ma credendo nell’Evangelo non sarete soltanto salvati dai vostri peccati, ma sarete anche giustificati, sarete resi giusti da Dio, perché è scritto: “Il giusto vivrà per fede.” Infatti nell’Evangelo che vi ho annunziato è rivelata la giustizia di Dio da fede a fede, secondo che è scritto: “Ma il giusto vivrà per fede.” Ecco perché credendo nell’Evangelo l’uomo viene giustificato.

E naturalmente venendo giustificato, l’uomo viene riconciliato con Dio. Riconciliato sì, perché l’uomo senza Dio è nemico di Dio, nemico di Dio nelle sue opere ma anche nei suoi pensieri. Dunque avete bisogno di essere riconciliati con Dio e questa riconciliazione può avvenire solamente nel momento in cui credete nell’Evangelo.

Dunque questa è la via della salvezza, perché il Salvatore è uno solo: Gesù di Nazareth, il Cristo di Dio, che è il Figlio di Dio. Perché il Cristo che doveva venire nel mondo era il Figlio di Dio coeterno con il Padre. Infatti, infatti noi annunziamo l’Unigenito venuto da presso al Padre, che era con il Padre da ogni eternità, da ogni eternità. Infatti, quando la Scrittura dice che “Nel principio era la Parola, e la Parola era con Dio, e la Parola era Dio”, la Parola era il Figlio di Dio che poi nella pienezza dei tempi è stata fatta carne ed ha abitato per un tempo fra gli uomini piena di grazia e di verità.

E dunque la salvezza è solamente in Gesù Cristo, in nessun altro è la salvezza, perché non v’è sotto il cielo alcun altro nome che sia stato dato agli uomini per il quale noi abbiamo ad essere salvati. Iddio Padre ha mandato il suo Figliuolo nel mondo per essere il Salvatore del mondo. Quindi badate bene, non vi rivolgete a qualcun altro per la vostra salvezza, perché vi illudereste. Vi illudereste. La salvezza è in Cristo Gesù, lui è il Salvatore del mondo.

Quindi vi esorto a ravvedervi e a credere che Gesù di Nazareth è il Cristo, ossia a credere nel Signore Gesù, e allora sarete salvati. Allora sperimenterete l’affrancamento dal peccato, la giustificazione. Allora capirete che cosa significa avere pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo.

Cosa succederà se vi rifiuterete di ravvedervi e di credere nell’Evangelo? L’ira di Dio resterà sopra di voi. “Come?”, dirà qualcuno: “Ma come, l’ira di Dio è su di me allora?”. Sì, l’ira di Dio è sopra di te, peccatore, perché tu sei un nemico di Dio. Quindi se rifiuti di ravvederti e di credere nell’Evangelo, l’ira di Dio, te lo ripeto, resterà sopra di te e non vedrai la vita. E quando morirai, bada bene, te ne andrai all’inferno. L’anima tua si dipartirà dal corpo e scenderà in un luogo di tormento chiamato Ades in greco, che è comunemente conosciuto con il termine di inferno, luogo di sotto, sotterraneo, dove c’è il fuoco. Sì, c’è il fuoco all’inferno, un fuoco non attizzato da mano d’uomo, ma pur sempre un fuoco. E lì Dio ha stabilito che debbano scendere coloro che muoiono nei loro peccati. E tu scenderai all’inferno se morirai nei tuoi peccati.

Ecco perché ti scongiuro nel nome del Signore a ravvederti e a e a credere nel nell’Evangelo o nel Signore Gesù, perché credendo nell’Evangelo otterrai la remissione dei tuoi peccati. Quindi considera quante cose: la salvezza dai peccati, la giustificazione, la remissione dei peccati. Otterrai la remissione, la la remissione dei peccati credendo, credendo nell’Evangelo. E quindi la tua coscienza sarà purificata dalle opere morte che la contaminano. E quindi quando morirai, quando morirai ti dipartirai dal corpo e andrai ad abitare con il Signore, perché coloro che hanno creduto nell’Evangelo hanno la vita eterna.

Capisci dunque che cosa ti ho annunziato? Ti ho annunziato la via della salvezza. Chi ha orecchi da udire, oda.

Sappiate voi che vi basate sulle opere della legge, che siete sotto maledizione! [Audio Streaming]

È on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “Sappiate voi che vi basate sulle opere della legge, che siete sotto maledizione!” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 12 MB (128 Kbps), 3 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 13 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.

Trascrizione audio:

Uomini e donne, piccoli e grandi, ricchi e poveri, savi e ignoranti, Ebrei e Gentili, ascoltate. Voglio che sappiate, voi che vi basate sulle opere della legge, ossia che cercate di essere giustificati nel cospetto di Dio mediante le opere della legge dico, voglio che sappiate che siete sotto maledizione, sì, siete sotto la maledizione di Dio perché così è scritto. Infatti, l’apostolo Paolo scrivendo ai santi della Galazia, scrive queste parole: “Poiché tutti coloro che si basano sulle opere della legge sono sotto maledizione; perché è scritto: Maledetto chiunque non persevera in tutte le cose scritte nel libro della legge per metterle in pratica!”. Dunque, è evidente che voi vi state illudendo pensando di poter essere giustificati mediante le opere buone, o opere giuste, perché per le opere della legge nessuna carne sarà giustificata nel cospetto di Dio, in quanto mediante la legge è data la conoscenza del peccato, e dunque siccome che non riuscite a mettere in pratica tutte le cose scritte nel libro della legge, voi siete sotto maledizione. Lo ripeto, è scritto così: “Maledetto chiunque non persevera in tutte le cose scritte nel libro della legge per metterle in pratica!”. Allora voi direte: Ma allora come può l’uomo essere giustificato da Dio? Come viene giustificato l’uomo da Dio? Egli viene giustificato mediante la fede, soltanto mediante la fede, perché è scritto: “Il giusto vivrà per fede”. Dunque, questa è la verità, che la giustificazione che dà vita si ottiene soltanto mediante la fede. Ma la fede in che cosa, tu dirai? Mediante la fede nel Vangelo, sì, credendo nell’Evangelo; perché? Perché nell’Evangelo è rivelata la giustizia di Dio da fede a fede, secondo che è scritto: Ma il giusto vivrà per fede. E l’Evangelo è questo: che Gesù di Nazareth è il Cristo, cioè l’Unto di Dio che è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, che fu seppellito, che risuscitò dai morti il terzo giorno secondo le Scritture, e che apparve ai testimoni che erano stati innanzi scelti da Dio. Questo è l’Evangelo, ossia la Buona Novella, credendo nel quale l’uomo viene giustificato da tutte le cose dalle quali non può essere giustificato mediante la legge. Ma come mai quindi, l’uomo viene affrancato dalla maledizione della legge nel momento in cui crede nell’Evangelo? Perché dovete sapere che, la Scrittura dice che: “Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della legge”, queste sono parole che Paolo scrive ai santi della Galazia, quindi a persone che erano state già riscattate dalla maledizione della legge, ma che è utile che voi conosciate, dice quindi l’apostolo Paolo: “Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della legge, essendo divenuto maledizione per noi, poiché sta scritto: Maledetto chiunque è appeso al legno, affinché la benedizione d’Abramo venisse sui gentili in Cristo Gesù, affinché ricevessimo per mezzo della fede, lo Spirito promesso”. Ecco, dunque, la ragione per cui credendo nell’Evangelo l’uomo viene liberato, riscattato dalla maledizione della legge, perché Gesù Cristo il Figlio di Dio appunto fu, vedete come dice la Scrittura? Divenne maledizione per noi, in quanto appunto la Scrittura dice che “Maledetto chiunque è appeso al legno”; e lui fu inchiodato, inchiodato su un legno, sul legno della Croce. Perché è là che Gesù rese lo Spirito, sulla croce, Egli morì ucciso crocifisso e morì per i nostri peccati, carico dei nostri peccati, perché Egli si caricò dei nostri peccati, se li caricò nel suo corpo e quindi li portò sulla croce; e in virtù di quello che Gesù Cristo ha compiuto, Egli è in grado di liberare l’uomo dalla maledizione della legge. Dunque, Cristo Gesù, il Figlio di Dio divenne maledizione per noi affinché la benedizione d’Abramo venisse sui Gentili in Cristo Gesù. Che cosa significa? In che cosa consiste la benedizione d’Abramo? La benedizione d’Abramo è quella benedizione che ottenne Abramo credendo nel Signore, secondo che è scritto: “Abramo credette”, badate bene che cosa c’è scritto eh, perché queste sono parole molto importanti: “Abramo credette a Dio, e ciò gli fu messo in conto di giustizia”. Dunque, Abramo ottenne la beatitudine, la benedizione, mediante la fede, soltanto credendo in Dio e questo naturalmente conferma che “il giusto vivrà per fede”. Dunque, ecco per quale motivo Gesù Cristo diventò maledizione per noi: affinché noi fossimo giustificati per grazia mediante la fede, come lo fu Abramo quando credette in Dio. E dunque questa è la ragione per cui vi esorto a ravvedervi e a credere nell’Evangelo, perché soltanto credendo nell’Evangelo voi potete essere giustificati. Non illudetevi, guardate ve lo ripeto, non pensate che mediante le opere della legge, non importa se voi siete Giudei o Gentili non importa, non pensate che potete essere giustificati; voi siete sotto la maledizione della legge. Dunque, ravvedetevi e credete nell’Evangelo, affinché siate riscattati dalla maledizione della legge, affinché la benedizione d’Abramo venga su voi; perché allora sì, quando la benedizione d’Abramo verrà su di voi, allora veramente renderete grazie a Dio per mezzo di Cristo Gesù, per ciò che Gesù il Cristo ha compiuto sulla croce del Calvario. Ora dovete sapere questo, che voi che siete sotto la maledizione della legge, che se moriste in questo momento ve ne andreste all’inferno; sì, perché siete sotto il peccato eh. Siete sotto il peccato, siete dei peccatori, quindi dovete sapere dove mena la via che state percorrendo eh. La via che state percorrendo mena in perdizione cioè nelle fiamme dell’inferno, perché l’inferno è il luogo di tormento dove vanno coloro che muoiono nei loro peccati, e voi state andando all’inferno. Dunque, state andando all’inferno, voi non lo sapete, pensate che magari l’inferno non esiste, o se esiste che scamperete all’inferno mediante appunto le opere della legge, ma appunto sappiate questo: l’inferno esiste e non potrete scampare alle fiamme dell’inferno mediante le opere della legge. Dovete ravvedervi e credere nell’Evangelo altrimenti sarete condannati, condannati perché avrete rifiutato la Parola, la Parola della grazia. La Parola della grazia che è appunto l’Evangelo, “Potenza di Dio per la salvezza d’ogni credente, del Giudeo prima e poi del Greco”, perché l’Evangelo è il solo messaggio credendo nel quale l’uomo può essere salvato, giustificato e perdonato; credendo nel quale l’uomo può ottenere la vita eterna, non c’è un’altra maniera, non c’è un’altra maniera, non c’è un altro messaggio. L’Evangelo! Per quello vi scongiuro nel nome del Signore a ravvedervi e a credere nell’Evangelo, perché altrimenti se rifiuterete di credere nell’Evangelo rimarrete sotto la maledizione della legge, rimarrete sotto il peccato e l’ira di Dio rimarrà sopra di voi. E poi quando morirete, che ne sarà dell’anima vostra eh? Eh, ve lo dico io che sarà dell’anima vostra, l’anima vostra scenderà nelle fiamme dell’inferno e là c’è il fuoco, là c’è un vero fuoco, là le anime sono tormentate. L’inferno non è un un’illusione, l’inferno non è un mito, l’inferno non è una favola, l’inferno è reale, è un luogo di tormento reale. Mentre io vi sto parlando eh, ci sono moltitudini, moltitudini, moltitudini di anime all’inferno che sono nei tormenti. Quindi ravvedetevi, credete nell’Evangelo, nell’Evangelo di Dio che vi ho annunziato affinché il Signore abbia misericordia di voi e vi riscatti dalla maledizione della legge e vi strappi al fuoco dell’inferno dove siete diretti. Chi ha orecchi da udire, oda.

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