Chiamata all’altare, preghiera del penitente, suggestione, falso parlare in lingue [Video]

Chiesa Rione Sanita’, Napoli. Pastore Alfredo Ciabatti, ospite ‘Evangelista’ Ciro Scuotto (ministerio Cerca e Salva Avellino).

In questo video purtroppo il predicatore fa e dice delle cose sbagliate che tra noi Pentecostali si vedono e sentono spesso, che sono le seguenti: fa la cosiddetta chiamata all’altare, che consiste nell’incitare coloro che vogliono convertirsi a Cristo a venire avanti (cosa questa che gli apostoli non facevano quando evangelizzavano); poi mette in bocca alla persona che va avanti le parole da ripetere per essere salvato (che costituiscono la cosiddetta preghiera del penitente, e che anche questa è una cosa che gli apostoli non facevano), e poi lo suggestiona con movimenti e parole affinchè sia battezzato con lo Spirito Santo (suggestione che gli apostoli non praticavano perchè si limitavano a imporre le mani sui credenti e a pregare per loro affinchè fossero battezzati con lo Spirito Santo), e poi lo incita a parlare in altre lingue (cosa questa condannata dalla Bibbia, perchè è lo Spirito che dà al credente di parlare in altre lingue, e quindi Egli si impossessa della sua bocca e delle sue corde vocali e lo fa parlare in lingue), e ultima cosa ma non meno grave, il predicatore dice alla persona di mettersi a parlare le lingue degli angeli, quando invece le lingue che si parlano quando si viene battezzati con lo Spirito sono lingue parlate dagli uomini sulla terra. Come potete vedere in pochi minuti sono racchiuse tante cose sbagliate.
Questi comportamenti sbagliati – che fanno molta leva sulla suggestione – non fanno altro che produrre in mezzo alla Chiesa non solo tante false conversioni o delle conversioni apparenti, ma anche tanti falsi battesimi con lo Spirito Santo.

Voi che vi comportate così: smettete di agire e parlare così, correggetevi, perchè facendo e parlando così state producendo tanti danni in mezzo alla Chiesa. Ricordatevi che “chi ama la correzione ama la scienza, ma chi odia la riprensione è uno stupido” (Proverbi 12:1).

Giacinto Butindaro

 

ADI: l’ambiguità nel parlare della Nuova Gerusalemme [Audio]

Rodolfo Arata, pastore di una Chiesa ADI di Palermo, durante il Culto del 20 Giugno 2010 ha predicato un sermone dal titolo ‘La città più bella’, e dopo avere letto tutta la descrizione della Nuova Gerusalemme ha affermato quanto segue:

‘… ho letto questo capitolo, anzi è più di un capitolo perchè siamo passati anche al capitolo 22, dove c’è questa descrizione meravigliosa, e noi fratelli e sorelle, siamo liberi di accogliere questa descrizione e di accettarla nel suo senso più letterale – quindi, oro, perle, materiali preziosi – o di vedere in essa comunque dei simboli, perchè le prime pagine, le ultime pagine della Bibbia, sono appunto pagine anche ricche di simboli, ma comunque quale che sia il senso che vogliamo dare a queste parole, sono parole che toccano il nostro cuore, e alimentano la nostra gloriosa speranza nella vita eterna. Gloria al nome santo del Signore!’

Ascoltatelo qua:

Ecco dunque quale è il linguaggio adottato da certi pastori ADI quando devono parlare della città celeste, che si chiama Nuova Gerusalemme: un linguaggio che lascia agli uditori libertà di scelta, nel senso che lascia liberi i credenti di accettare la Nuova Gerusalemme come una città celeste reale, fatta con tutti quei materiali preziosi descritti da Giovanni e contenente esattamente e realmente tutto quello che afferma Giovanni; o di rifiutare il senso letterale, e quindi di interpretare la città come un simbolo o parte dei suoi componenti come simbolici.
Perchè questo? Perchè devono essere accontentati sia coloro che accettano la Nuova Gerusalemme in senso letterale che quelli che vedono in essa un simbolo. Se infatti in questo caso Rodolfo Arata avesse detto che la descrizione della Nuova Gerusalemme non può essere accettata in senso simbolico, si sarebbe messo implicitamente contro tutti quei pastori ADI che rifiutano di accettare la Nuova Gerusalemme come una vera e propria città. E quindi ha deciso di fare contenti ambedue gli schieramenti, ma in questa maniera ha sbagliato nel parlare, perchè nel dire che si è liberi di accettare o meno il senso letterale della descrizione della Nuova Gerusalemme, ha dato il permesso a tanti di rigettare il senso letterale, e quindi di accettare un errore, in quanto la Nuova Gerusalemme è una vera città, essa è quella città che Abramo aspettava, “che ha i veri fondamenti e il cui architetto e costruttore è Dio” (Ebrei 11:10).

Peraltro, Rodolfo Arata ritiene che nella descrizione della Nuova Gerusalemme ci siano dei simbolismi, infatti in un suo studio sull’Apocalisse afferma: ‘In questo ambiente nuovo ci sarà la “nuova Gerusalemme” (21:2), che è presentata sia come la dimora dei santi, sia come la personificazione della Chiesa glorificata. Per questo motivo si incontra spesso il numero “dodici”, simbolo della totalità del popolo di Dio, o alcuni suoi multipli (il lato della città è lungo dodicimila stadi = 2.220 Km.; il muro è alto centoquarantaquattro cubiti = circa 70 m.). La descrizione della “santa città” presenta sicuramente elementi simbolici, ma colpiscono la grandiosità e la ricchezza delle sue caratteristiche. E’ una città piena di splendore (21:11), con i fondamenti, le porte, la piazza costituiti da materiali pregiati. Si parla di pietre preziose, di perle, di oro, ma visto che si tratta di un nuovo mondo, non sappiamo se la materia di questa nuova creazione sarà identica a quella attuale’ (tratto da: http://www.adipa-noce.it/approfondimenti-biblici/35-studi-biblici/75-lapocalisse.html). E quindi lui stesso è nell’errore.

Fratelli nel Signore state attenti a questo parlare ambiguo, dove si dice e non si dice, dove la chiarezza latita, perchè tollera l’errore e gli permette di generare altri errori.

La grazia del Signore sia con voi

Giacinto Butindaro

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Bologna, Culto ecumenico [Video]

Dal 18 al 25 gennaio si tiene in tutto il mondo una settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. Qui siamo presso il locale di culto della Chiesa Evangelico-Metodista di Via Venezian a Bologna, dove martedì sera si è tenuta una veglia ecumenica di preghiera. Notate in particolare il ‘pastore’ metodista con tanto di capelli lunghi e vistoso orecchino, e il pastore della Chiesa Evangelica della Riconciliazione che è una Chiesa Pentecostale. Che dire? Uno scandalo e una vergogna. A proposito, quando sentite dire a qualche astuto ‘pastore’ pentecostale che frequenta questo tipo di riunioni per l’unità dei Cristiani, che lui si è recato là ad evangelizzare e non per fare ecumenismo, tenete bene a mente le cose che vedete e sentite in questo video per turargli la bocca.

Giacinto Butindaro

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Le ADI hanno aperto la porta alle ere geologiche, e quindi alla teoria dell’evoluzione della terra

Le Assemblee di Dio in Italia hanno aperto la porta alle ere geologiche della terra, in quanto ammettono che i sei giorni della creazione descritti nel capitolo 1 del libro della Genesi possono riferirsi ad ere geologiche.
Ecco infatti cosa si legge nel Nuovo Commentario Biblico Illustrato, di Merrill Unger, riveduto, aggiornato ed ampliato dal Prof. Gary N. Larson, e che è stato ‘tradotto’ dalle ADI ed ha la prefazione di Francesco Toppi (ex-presidente delle ADI): ‘I sei giorni della creazione in Gen. 1 possono rappresentare: (1) letteralmente giorni di 24 ore di creazione; 2) letteralmente giorni di 24 ore di rivelazione divina della creazione; (3) ere geologiche estese o epoche preparatorie per il successivo insediamento da parte dell’uomo; oppure (4) uno schema di rivelazione per riassumere l’attività creativa di Dio, affermando che ‘in Lui sono state create tutte le cose, che sono nei cieli e sulla terra; le visibili e le invisibili’ (Col. 1:16)’ (Merrill F. Hunger – Gary N. Larson, Nuovo Commentario Biblico Illustrato, ADI-Media, 2009, pag. 37-38). Quindi le ADI ammettono che la teoria che sostiene che Dio dopo avere creato la materia la fece ordinare e disporre nel corso di secoli innumerevoli, lunghi periodi geologici – che peraltro è sostenuta anche dalla Chiesa Cattolica Romana – possa avere una base biblica.
Ecco che cosa leggono molti credenti anche qui in Italia in questo Commentario Biblico, che ha ‘l’imprimatur’ delle ADI, a proposito dei 6 giorni della creazione descritti nella Genesi: che essi possono rappresentare ere geologiche estese. Questi sono vani ragionamenti, imposture che non hanno nulla a che fare con la verità. E noi dinnanzi a queste parole che rodono come fa la cancrena non possiamo starcene in silenzio ma vogliamo levare la nostra voce contro di esse e dimostrarne la falsità.

Nel libro della Genesi a proposito della creazione sono scritte per ben sei volte queste parole: “Così fu sera, poi fu mattina;…” (Genesi 1:5,8,13,19,23,31), e dopo di esse, ogni volta, il numero del giorno che si compì. Ma questi giorni furono giorni di ventiquattro ore come quelli di adesso; nè più nè meno. Perché diciamo questo? Perché quando Dio scrisse le dieci parole sulle tavole scrisse col suo dito quanto segue: “Ricordati del giorno del riposo per santificarlo. Lavora sei giorni e fà in essi ogni opera tua; ma il settimo è giorno di riposo, sacro all’Eterno, ch’é l’Iddio tuo; non fare in esso lavoro alcuno, nè tu, nè il tuo figliuolo, nè la tua figliuola, nè il tuo servo, nè la tua serva, nè il tuo bestiame, nè il forestiero ch’è dentro alle tue porte; poiché in sei giorni l’Eterno fece i cieli, la terra, il mare e tutto ciò che è in essi, e si riposò il settimo giorno; perciò l’Eterno ha benedetto il giorno del riposo e l’ha santificato” (Esodo 20:8-11).
Come potete vedere, Dio disse al popolo d’Israele che Lui in sei giorni aveva creato i cieli, la terra, il mare e le cose che sono in essi, in altre parole che Egli compì l’opera delle sue mani (così è definito il creato) in sei giorni; per cui quei sei giorni non potevano non essere letterali giorni di ventiquattro ore perché Egli dice poco prima agli Israeliti di lavorare sei giorni e di fare in essi ogni loro opera. Come avrebbe infatti Dio potuto dire agli Israeliti di lavorare sei giorni prenden¬do come esempio Lui che aveva lavorato sei giorni per compiere la sua opera, se ciascuno di quei giorni in cui Lui aveva lavorato fosse stata un’era geologica? Non sarebbe stata una menzogna? Certo che lo sarebbe stata! Ma Dio disse il vero quando disse che aveva creato i cieli, la terra e il mare e tutto ciò che è in essi in sei giorni cioè in poco meno di una settimana. E siamo sicuri che quando Mosè e gli Israeliti sentirono dire a Dio queste parole, essi accettarono i sei giorni della creazione in senso letterale e non in senso simbolico. Mentono invece tutti quei credenti che dicono che quei giorni erano o possono essere delle ere geologiche per cercare di conciliare quello che dicono i geologi con quello che dice la Parola di Dio, in quanto essi hanno deciso di spiegare la Parola di Dio non usandosi della Parola di Dio (perché noi sap¬piamo che la Scrittura spiega la Scrittura), ma con i libri degli scienziati; insomma hanno cercato di fare ubbidire la Parola di Dio alle teorie fantastiche e prive di fondamento di molti scienziati che hanno stimato l’età della terra in circa 4,5 miliardi di anni, quando la terra, secondo dei calcoli biblici non ha che circa seimila anni.

I giorni di cui parla la Scrittura nella creazione non sono ere ma giorni di 24 ore anche per questa ragione: perché quando Dio disse all’uomo circa il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male: “Nel giorno che tu ne mangerai, per certo morrai” (Genesi 2:17), intese dire che egli sarebbe morto nel giorno stesso che ne avrebbe mangiato e non in un periodo di tempo più lungo come per esempio mille anni, il che avrebbe significato che Adamo sarebbe morto durante mille anni. Qualcuno dirà: ‘Ma Adamo in effetti morì a novecentotrent’anni!’ (cf. Genesi 5:5). Sì, egli morì fisicamente a novecen¬totrent’anni, cioè diversi secoli dopo avere peccato, ma spiri¬tualmente morì quello stesso giorno solare in cui disubbidì a Dio mangiando di quel frutto proibito. Questo è confermato dal fatto che gli occhi a lui e ad Eva si aprirono appena mangiarono il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male, e dal fatto che la Scrittura dice che l’uomo e la donna “udirono la voce dell’Eterno Iddio, il quale camminava nel giardino sul far della sera; e l’uomo e sua moglie si nascosero dalla presenza dell’Eterno Iddio, fra gli alberi del giardino” (Genesi 3:8). Di quale sera parla la Parola? Della sera di quello stesso giorno in cui l’uomo e la donna peccarono.

Poi c’è un’altra ragione che ci fa dire che i sei giorni della creazione non furono lunghe ere geologiche, ma giorni di 24 ore: perchè la Bibbia dice che Dio “si riposò il settimo giorno da tutta l’opera che aveva fatta. E Dio benedisse il settimo giorno e lo santificò, perché in esso si riposò da tutta l’opera che aveva creata e fatta” (Genesi 2:2-3). Infatti, se ammettessimo che i sei giorni sono delle ere, dovremmo ammettere pure che il settimo giorno in cui Dio si riposò fu un’era! Ma questa interpretazione andrebbe a contrastare quello che Dio stesso disse agli Israeliti il giorno che gli diede i dieci comandamenti, a proposito del giorno del riposo: “… poiché in sei giorni l’Eterno fece i cieli, la terra, il mare e tutto ciò ch’è in essi, e si riposò il settimo giorno; perciò l’Eterno ha benedetto il giorno del riposo e l’ha santificato” (Esodo 20:11). Come potete vedere infatti Dio parlò sia dei sei giorni della creazione che del settimo giorno in cui Egli si riposò: settimo giorno che Egli benedisse e santificò, e per questa ragione comandò agli Israeliti di riposarsi in quel giorno.

Come potete vedere fratelli da qualsiasi lato si esamina la questione dei giorni della creazione si arriva sempre alla conclusione che essi furono giorni di 24 ore come i nostri.

I sostenitori di questa teoria dei sei giorni quali sei ere o lunghi periodi di tempo generalmente si appoggiano sulle seguenti parole di Pietro: “Ma voi diletti, non dimenticate quest’unica cosa, che per il Signore, un giorno è come mille anni, e mille anni sono come un giorno” (2 Pietro 3:8); ma Pietro non ha detto che un giorno per il Signore è mille anni, ma è come mille anni, il che è differente. E non ha detto neppure che mille anni sono un giorno, ma come un giorno, per il Signore, il che è differente. Questo lo si deduce anche dal contesto in qui Pietro dice queste parole; egli vuole infatti fare capire ai credenti che il Signore non ritarda l’adempimento della sua promessa benché siano passati molti anni da che Egli promise di tornare; e li esorta ad essere pazienti ricordandogli che Dio misura il tempo in una maniera completamente differente da come facciamo noi. Che questo sia il vero significato delle parole di Pietro si deduce anche da questa similitudine fatta da Mosè: “Perché mille anni, agli occhi tuoi, sono come il giorno d’ieri quand’è passa¬to, e come una veglia nella notte…son come un sogno. Son come l’erba che verdeggia la mattina; la mattina essa fiorisce e verdeggia, la sera è segata e si secca” (Salmo 90:4,5-6). Mille anni agli occhi di Dio quindi non sono solo come un giorno, ma anche come una veglia nella notte, come un sogno, come l’erba che dalla mattina alla sera si secca, in altre parole, essi sono poca cosa.

Infine vorrei dire quest’altra cosa che ritengo anch’essa importante. Le ADI, ammettendo che i sei giorni della creazione possano essere ere geologiche, aggiungono confusione a confusione, in quanto le ADI sostengono pure la gap-theory, che Francesco Toppi ha spiegato così su Cristiani Oggi: ‘Nel principio Iddio creò i cieli e la terra, e la terra era informe e vuota, e le tenebre coprivano la faccia della terra, e lo Spirito di Dio aleggiava sulla superficie delle acque (Genesi 1:1-2). Genesi 1:1: “Nel principio Iddio creò i cieli e la terra” non descrive il primo passo della creazione, non si riferisce alla creazione dal nulla della materia informe, ma ad una creazione perfetta: “i cieli e la terra”. (…) Questa creazione fisica originale risulta completa in sé, come tutte le cose che Dio crea, anche se di questa prima creazione non si conoscono i particolari. (…) Genesi 1:2 sarebbe il risultato di una distruzione di una catastrofe e sottintende un risultato di un episodio della “protostoria” dell’universo. A questa iniziale creazione originale di Genesi 1:1 sarebbe seguita da un periodo indeterminato di tempo, al quale possono corrispondere tutte le ere geologiche di miliardi di anni, attualmente rilevati con mezzi radiometrici (…) Il grande cataclisma che ridusse la terra “informe e vuota e le tenebre coprivano l’abisso” dev’essere stato un evento di portata cosmica e quindi può riferirsi soltanto alla ribellione di Satana, alla sua espulsione dal cielo e alla sua caduta sulla terra’. (…) Di conseguenza Genesi 1:3-31 descrive la “ri-creazione” durante la quale il Creatore, ricostruì dalla materia informe della creazione originale preesistente la creazione adamica’. (Cristiani Oggi, 1988 N° 4, pag. 2). Questa interpretazione ‘permette di affermare che la Bibbia non contrasta con la scienza’ (Ibid., pag. 2). Teoria che le ADI confermano nel Nuovo Commentario Biblico dove si legge: ‘La frase: ‘Ora la terra era informe e vuota’ è stata resa: ‘E la terra divenne …’ per descrivere una visitazione caotica del giudizio divino sulla terra originale. Ora, sembra improbabile che Dio abbia creato qualcosa di caotico e disordinato. Pertanto, non è da escludere che tra Gen. 1:1 (prima creazione) e Gen. 1:2 (seconda creazione) si sia verificato qualcosa che abbia provocato quel disordine. Anche se la struttura della teoria Restituzionista ha sempre meno sostenitori, essa si presenta come potenziale spiegazione per il giudizio di Satana e per le scoperte della scienza moderna, che suggeriscono lunghe ere geologiche nella preistoria della terra’ (Nuovo Commentario Biblico Illustrato, pag. 37).
Stando così le cose, dunque, cioè che tra Genesi 1:1 e 1:2 si possono collocare ‘tutte le ere geologiche di miliardi di anni, attualmente rilevati con mezzi radiometrici’, e che i sei giorni della creazione furono giorni di ‘ri-creazione’ ma che questi possono rappresentare ere geologiche, il quadro che ne viene fuori è che ci furono ere geologiche anche prima che iniziassero i sei giorni della ‘ri-creazione’! Fu insomma un susseguirsi di lunghe ere geologiche!! Fratelli, affermare queste cose significa annullare la Parola di Dio con profane ciance e creare una grande confusione nella mente dei credenti, confusione che andrà via via aumentando con il tempo perchè le profane ciance conducono sempre ad altre profane ciance, in quanto rodono come fa la cancrena.

Fratelli, nessuno dunque vi seduca con vani ragionamenti, e state molto attenti perchè le ADI hanno preso una china pericolosissima che in un futuro più o meno vicino potrebbe portarle ad ammettere la possibilità anche di una evoluzione umana del tipo di quella che ha accettato la Chiesa Cattolica Romana, che sostiene che Dio mediante uno speciale intervento è causa principale del corpo umano, ma si è servito di un bruto come di materia e strumento; in altre parole, che ‘l’uomo è frutto, a un tempo, dell’evoluzione biologica e di un concorso particolare creativo di Dio’, perché si è evoluto da un essere inferiore creato da Dio. Lo ripeto, fratelli, state molto attenti, vigilate.

Giacinto Butindaro

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Contro la preghiera imprecatoria insegnata da Fratello Andrea (fondatore di Porte Aperte)

Fratello Andrea, così è stato soprannominato Anne van der Bijl, è un missionario olandese (che oggi ha quasi 83 anni, essendo nato nel maggio del 1928) molto conosciuto nel mondo, in quanto è il fondatore di Porte Aperte (Open Doors), un’organizzazione internazionale interdenominazionale a favore della Chiesa perseguitata.

Questa ben nota organizzazione è nata nel 1955, quando Fratello Andrea, venuto a sapere che i cristiani oltre la Cortina di Ferro avevano un disperato bisogno della Parola di Dio, consegnò una valigia piena di libri cristiani oltre la Cortina di Ferro.

Alla fine degli anni ’60 Fratello Andrea divenne famoso come ‘il Contrabbandiere di Dio’ dal titolo del suo best-seller, che oggi è disponibile in 36 lingue, e che ha contribuito a far conoscere quali siano le condizioni della Chiesa in quelle nazioni dove ci sono regimi che ostacolano e contrastano la fede in Cristo.

La missione di Porte Aperte si occupa di introdurre Bibbie in Cina, Vietnam, e nei paesi musulmani, e organizza seminari e aiuti pratici ai cristiani che soffrono, oltre che provvedere aiuti economici alle loro famiglie e alle famiglie dei martiri.

Nel 1997 Fratello Andrea ha ricevuto il Riconoscimento Per la Libertà Religiosa dall’Alleanza Evangelica Mondiale, per il suo servizio in favore della Chiesa perseguitata.

Ora, fermo restando che il bene fatto da Fratello Andrea e dalla Missione da Lui fondata, è bene, e non lo possiamo chiamare altrimenti; e siamo grati a Dio che tramite questa Missione, nel corso di questi decenni tanti credenti perseguitati a motivo di Cristo hanno potuto ricevere la Bibbia ed aiuti materiali; dobbiamo d’altro canto avvertirvi che Fratello Andrea insegna la ‘preghiera imprecatoria’ contro determinati individui. Spiegherò brevemente in cosa consiste questo suo falso insegnamento, e poi lo confuterò mediante le Scritture.

Nel suo libro E Dio cambiò idea!, Fratello Andrea nel capitolo intitolato ‘Come sconfiggere il nemico’, spiega come si fa a combattere il diavolo in un mondo così ostile. Lui enuncia cinque principi, di cui il terzo dice che ‘dobbiamo imparare a pregare a favore e contro’ (Fratello Andrea e Susan DeVore Williams, E Dio cambiò idea perchè il suo popolo osò pregare, EUN, 1995, pag. 100).

Ora, innanzi tutto va detto che lui – come Carlos Annacondia – insegna a legare l’uomo forte, cioè il diavolo, e comanda ai demoni di andare via da una città o una nazione, in quanto dice: ‘Una volta portai un caro amico di nome Stefanoff sulla città di Plovdiv, in Bulgaria, una città che non aveva alcuna chiesa. Osservammo la città da quell’altezza e pregammo contro l’oppressione che teneva la città in schiavitù, contro le potenze delle tenebre, dell’ateismo, della persecuzione e della tirannia. ‘Legammo l’uomo forte’, come dice di fare Gesù in Matteo 12:29, comandando agli spiriti e ai demoni di andar via. Poi pregammo per le anime di tutti gli abitanti e per la nascita di una chiesa’ (Ibid., pag. 101), il che come ho dimostrato in un altra circostanza non è una pratica biblica.

Ed in secondo luogo, Fratello Andrea insegna a pregare Dio di ammazzare e togliere così di mezzo i nemici della Chiesa e particolari individui. Ecco cosa afferma: ‘Nello stesso tempo, ci sono certe circostanze, e questo è un campo molto delicato, nelle quali pregare contro può comportare conseguenze estreme che molti di noi non hanno mai preso in considerazione. Mi riferisco alle rare situazioni in cui possiamo addirittura pregare per la morte di persone che hanno venduto l’anima a satana. Qui arriviamo a un estremo che fa paura. E alla luce di ciò che ho detto prima riguardo al benedire gli sconosciuti, posso sembrare incoerente, per non dire senza amore. Ma non credo sia vero. Noi dobbiamo continuare a sperare che coloro che si dedicano attivamente al servizio del diavolo abbiano infinite opportunità di ravvedersi; ma se sono troppo induriti per cambiare, credo che possiamo chiedere a Dio di cambiare idea sul fatto di lasciarli in vita. Ci sono eccezioni alla maggioranza delle regole, comprese quelle di Dio. La regola di Dio per eccellenza è l’amore, ma ecco l’eccezione: Egli non ama satana, nè i demoni al suo servizio, nè il male che satana perpetra per mezzo di coloro che sono suoi schiavi. Neppure noi dovremmo amare costoro (Salmo 97:10; Amos 5:15; Romani 12:9). Certo, non dobbiamo pregare per la fine di nessuno, se non siamo assolutamente sicuri della volontà di Dio al riguardo; ma ci sono occasioni in cui ritengo che ci siano le premesse per una simile preghiera. Dobbiamo riconoscere che ci sono persone nel mondo completamente controllate da satana che finché vivranno non faranno altro che male. Per esempio, potrei citare Hitler e Stalin, di cui ho studiato accuratamente le biografie (ho centinaia di biografie nella mia libreria; leggerle è il mio hobby). Posso dire senza esitazione che entrambi erano venduti al cento per cento al diavolo e potrei andare anche oltre, dicendo che chi ha pregato per loro ha sprecato il suo fiato. So che questo può apparire scioccante, perché stiamo parlando di situazioni estreme, di preghiere di vita o di morte e di anime che non si possono più redimere. Ma sono convinto che nulla nelle Scritture lasci spazio al minimo dubbio che persone come Stalin o Hitler si possano salvare; al contrario, la Bibbia dice che uomini come loro devono morire, perchè inquinano e infangano la terra con la loro violenza e i loro bagni di sangue e producono solo angoscia e sofferenza all’umanità (Numeri 35:31-33). Perciò, mentre avverto che dobbiamo fare molta attenzione al riguardo per non cercare di manipolare Dio per scopi egoistici, io credo che ci siano casi in cui possiamo chiedere a Dio di fare qualcosa di più che togliere il potere a certe persone. Possiamo pregare per la morte di assassini e di persecutori d’innocenti che sono senza scrupoli e irrecuperabili. Includerei in questo gruppo anche chi uccide i nostri figli, per esempio i capi del commercio della droga o della pornografia infantile, e certi assassini che riconoscono apertamente di adorare satana e di ubbidire ai suoi comandi. Questa gente vive solo per distruggere e non è nella volontà di Dio che le cose procedano così. Forse ricorderai la vecchia storia di quei credenti che pregavano Dio di mostrare loro come liberarsi dalle ragnatele che coprivano la finestra più alta della chiesa. Essi erano costretti a chiamare periodicamente una squadra appositamente attrezzata per ripulire le ragnatele ed era una spesa che non potevano sostenere. Dopo varie settimane di preghiere intermittenti alla ricerca di una risposta, uno degli anziani raggiunse finalmente il cuore del problema e pregò: ‘Signore, uccidi i ragni!’ Ci sono momenti estremi in cui abbiamo il diritto e la responsabilità di fare lo stesso’ (Ibid., pag. 102-103).

Questo insegnamento di Fratello Andrea è falso in quanto sia negli insegnamenti di Gesù Cristo che in quelli degli apostoli non troviamo alcuna traccia di preghiere imprecatorie contro i malvagi o i nemici della verità affinché Dio li uccida e tolga di mezzo.

Certamente sotto l’Antico Testamento ci sono esempi di preghiere o invocazioni rivolte a Dio di togliere di mezzo i malvagi o i propri nemici. Vi furono uomini, come Davide per esempio, che pregarono Dio affinché distruggesse i loro nemici’, ma sotto la legge vigeva il precetto che diceva: Ama il tuo prossimo e odia il tuo nemico; questo lo confermò Gesù stesso quando disse ai suoi discepoli: “Voi avete udito che fu detto: Ama il tuo prossimo e odia il tuo nemico” (Matteo 5:43; Levitico 19:18), quindi non c’è da meravigliarsi se Davide, pur essendo un uomo secondo il cuore di Dio, quando pregava Dio per i suoi nemici, diceva: “Li colga una ruina improvvisa. Spandi l’ira tua su loro. Siano ridotti al silenzio nel soggiorno dei morti” (Salmo 35:8; 69:24; 31:17). Ma ora, sotto la grazia, vige il comandamento che dice: “Amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano” (Matteo 5:44), e difatti Gesù disse ai suoi discepoli: “Voi avete udito che fu detto: Ama il tuo prossimo e odia il tuo nemico. Ma io vi dico: Amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figliuoli del Padre vostro che è nei cieli; poiché Egli fa levare il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Se infatti amate quelli che vi amano, che premio ne avete? Non fanno anche i pubblicani lo stesso? E se fate accoglienze soltanto ai vostri fratelli, che fate di singolare? Non fanno anche i pagani altrettanto? Voi dunque siate perfetti, com’è perfetto il Padre vostro celeste” (Matteo 5:43-48). Quindi non è ammissibile che un figliuolo di Dio chieda a Dio la morte dei suoi nemici. Comunque, anche sotto la legge vi furono uomini che pregarono in favore dei loro avversari; uno di questi fu Mosè. La Scrittura dice che dopo che tornarono al campo i dodici esploratori che Mosè aveva mandato ad esplorare il paese di Canaan, gli Israeliti, sentendo dire, a dieci di loro: “Il paese che abbiamo attraversato per esplorarlo, è un paese che divora i suoi abitanti; e tutta la gente che vi abbiamo veduta, è gente d’alta statura; e v’abbiam visto i giganti, figliuoli d’Anak, della razza dei giganti, appetto ai quali ci pareva d’esser locuste; e tali parevamo a loro … Noi non siam capaci di salire contro questo popolo; perchè è più forte di noi” (Numeri 13:32,33,31), mormorarono contro Mosè ed Aaronne e parlarono di lapidarli. Quando Dio sentì proferire quelle mormorazioni disse a Mosè: “Io lo (il popolo d’Israele) colpirò con la peste, e lo distruggerò … ” (Numeri 14:12), ma Mosè pregò Dio per quegli increduli che lo volevano lapidare (secondo che è scritto: “Mosè, suo eletto, stette sulla breccia dinanzi a lui per stornare l’ira sua onde non li distruggesse” [Salmo 106:23]); egli rivolse questa supplicazione a Dio in favore del popolo di Israele: “Deh, perdona l’iniquità di questo popolo, secondo la grandezza della tua benignità, nel modo che hai perdonato a questo popolo dall’Egitto fin qui” (Numeri 14:19), e Dio lo esaudì, infatti gli disse: “Io perdono, come tu hai chiesto” (Numeri 14:20).

E che Gesù era contrario a questo tipo di preghiera (cioè alla preghiera imprecatoria), è evidente anche leggendo questo episodio trascritto da Luca: “Poi, come s’avvicinava il tempo della sua assunzione, Gesù si mise risolutamente in via per andare a Gerusalemme. E mandò davanti a sé de’ messi, i quali, partitisi, entrarono in un villaggio de’ Samaritani per preparargli alloggio. Ma quelli non lo ricevettero perché era diretto verso Gerusalemme. Veduto ciò, i suoi discepoli Giacomo e Giovanni, dissero: Signore, vuoi tu che diciamo che scenda fuoco dal cielo e li consumi? Ma egli, rivoltosi, li sgridò. E se ne andarono in un altro villaggio” (Luca 9:51-56). Nella versione Diodati leggiamo che Giacomo e Giovanni “dissero: Signore, vuoi che diciamo che scenda fuoco dal cielo, e li consumi, come anche fece Elia? Ma egli, rivoltosi, li sgridò, e disse: Voi non sapete di quale spirito voi siete. Poichè il Figliuol dell’uomo non è venuto per perder le anime degli uomini, anzi per salvarle”. Ora, se Gesù non volle che quegli uomini fossero distrutti da Dio con il fuoco, chi siamo noi da metterci ad invocare Dio di uccidere coloro che ostacolano la diffusione del Vangelo? E poi, io dico, ma Fratello Andrea ha dimenticato quale fu la preghiera di Gesù sulla croce per coloro che lo crocifissero e lo oltraggiarono? Leggiamo infatti che Gesù disse: “Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno” (Luca 23:34). Anche Stefano, che fu un fedele testimone di Cristo, peraltro ripieno di Spirito e di sapienza, poco prima di morire, invocò Dio a favore dei suoi nemici che lo lapidarono, infatti leggiamo: “Poi, postosi in ginocchio, gridò ad alta voce: Signore, non imputar loro questo peccato. E detto questo si addormentò” (Atti 7:60).

Veniamo ora all’apostolo Paolo: nei suoi insegnamenti non scorgiamo alcuna esortazione a fare qualche preghiera imprecatoria contro degli uomini affinchè Dio li uccida, anzi troviamo una esortazione che è opposta a quella fatta da Fratello Andrea, infatti egli dice a Timoteo: “Io esorto dunque, prima d’ogni altra cosa, che si facciano supplicazioni, preghiere, intercessioni, ringraziamenti per tutti gli uomini, per i re e per tutti quelli che sono in autorità, affinché possiamo menare una vita tranquilla e quieta, in ogni pietà e onestà. Questo è buono e accettevole nel cospetto di Dio, nostro Salvatore, il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e vengano alla conoscenza della verità” (1 Timoteo 2:1-4). Si noti che Paolo non parla di imprecazioni da fare contro quelle autorità o quegli uomini che sono nemici della Chiesa, o che sono estremamente malvagi, ma di supplicazioni, preghiere, intercessioni, ringraziamenti.

E’ evidente dunque, che alla luce della Scrittura, le parole di Fratello Andrea sono mendaci, e costituiscono del lievito da cui guardarsi, perchè trascinano i credenti a odiare i loro nemici, perchè se io mi sento autorizzato a pregare Dio di maledire i miei nemici, questo vuol dire che devo odiare i miei nemici. Ma Gesù, come abbiamo visto, ha detto che dobbiamo amare i nostri nemici, e poi ha anche detto di fare del bene a quelli che ci odiano (cfr. Luca 6:27). E come possiamo dimostrare amore verso di essi e fare loro del bene, se desiderassimo che essi muoiano e quindi pregassimo Dio di ucciderli? Non sarebbe tutto ciò una contraddizione netta?

L’amore non fa male alcuno al prossimo, e quindi noi figliuoli di Dio non possiamo assolutamente pregare Dio di uccidere i nostri nemici. Ci penserà Dio a farli morire, quando ha deciso lui.

E poi, questo insegnamento di Fratello Andrea, va ad intaccare la sovranità di Dio, perchè è Dio che stabilisce le autorità (cf. Romani 13:1-2), ed anche se esse si comportano in maniera spietata e malvagia, continuano ad essere delle autorità stabilite da Lui – di cui Dio si serve per adempiere i suoi disegni tra i quali c’è quello di provare i santi e quindi affinarli mediante l’afflizione – che lui deporrà quando vuole Lui e come vuole Lui. Tenete presente infatti che il Signore fece perire Faraone – che era stato Dio a suscitare e indurare per mostrare in lui la Sua potenza, e perché il Suo nome fosse pubblicato per tutta la terra – quando e come volle Lui.

E dato che siamo in tema, tenete anche presente che mentre il re Nebucadnezzar faceva vivere e morire chi voleva, e innalzava e abbassava chi voleva (Daniele 5:19), Dio lo chiamò “mio servitore” (Geremia 27:6) perchè egli offrì dei servigi a Dio tra qui quello di distruggere il regno di Giuda e la città di Gerusalemme a motivo delle loro trasgressioni. Naturalmente venne poi il giorno in cui Dio tolse dalla terra il re Nebucadnezzar, ma questo avvenne quando e come volle Dio.

La vendetta appartiene a Dio, e Lui a suo tempo fa giustizia ad ognuno, quindi coloro che soffrono per mano delle autorità o di persone malvagie che non ricoprono posti di autorità nella nazione, sopportino con pazienza le afflizioni che sperimentano a cagione di Cristo, raccomandando la loro anima a Dio e facendo il bene, sapendo che la loro causa è davanti al trono di Dio e che a Suo tempo Dio renderà afflizione a coloro che li hanno afflitti.

Concludo dicendo questo: il desiderio dei giusti è il bene soltanto (Proverbi 11:23), e quindi il nostro desiderio e la nostra preghiera è che gli uomini siano salvati (Romani 10:1), non importa quanto malvagi essi siano. Dio, dal canto suo, salverà coloro che ha decretato di salvare i quali quindi entreranno a far parte del popolo di Dio: mentre gli altri continueranno a vivere violando i suoi comandamenti fino a quando Dio li farà sparire dalla faccia della terra, ma Dio non richiede da noi nessuna preghiera imprecatoria contro nessuno di costoro affinchè Egli li uccida.

Nessuno vi seduca fratelli con vani ragionamenti.

La grazia del nostro Signore sia con voi.

Giacinto Butindaro

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