Le ADI hanno aperto la porta alle ere geologiche, e quindi alla teoria dell’evoluzione della terra

Le Assemblee di Dio in Italia hanno aperto la porta alle ere geologiche della terra, in quanto ammettono che i sei giorni della creazione descritti nel capitolo 1 del libro della Genesi possono riferirsi ad ere geologiche.
Ecco infatti cosa si legge nel Nuovo Commentario Biblico Illustrato, di Merrill Unger, riveduto, aggiornato ed ampliato dal Prof. Gary N. Larson, e che è stato ‘tradotto’ dalle ADI ed ha la prefazione di Francesco Toppi (ex-presidente delle ADI): ‘I sei giorni della creazione in Gen. 1 possono rappresentare: (1) letteralmente giorni di 24 ore di creazione; 2) letteralmente giorni di 24 ore di rivelazione divina della creazione; (3) ere geologiche estese o epoche preparatorie per il successivo insediamento da parte dell’uomo; oppure (4) uno schema di rivelazione per riassumere l’attività creativa di Dio, affermando che ‘in Lui sono state create tutte le cose, che sono nei cieli e sulla terra; le visibili e le invisibili’ (Col. 1:16)’ (Merrill F. Hunger – Gary N. Larson, Nuovo Commentario Biblico Illustrato, ADI-Media, 2009, pag. 37-38). Quindi le ADI ammettono che la teoria che sostiene che Dio dopo avere creato la materia la fece ordinare e disporre nel corso di secoli innumerevoli, lunghi periodi geologici – che peraltro è sostenuta anche dalla Chiesa Cattolica Romana – possa avere una base biblica.
Ecco che cosa leggono molti credenti anche qui in Italia in questo Commentario Biblico, che ha ‘l’imprimatur’ delle ADI, a proposito dei 6 giorni della creazione descritti nella Genesi: che essi possono rappresentare ere geologiche estese. Questi sono vani ragionamenti, imposture che non hanno nulla a che fare con la verità. E noi dinnanzi a queste parole che rodono come fa la cancrena non possiamo starcene in silenzio ma vogliamo levare la nostra voce contro di esse e dimostrarne la falsità.

Nel libro della Genesi a proposito della creazione sono scritte per ben sei volte queste parole: “Così fu sera, poi fu mattina;…” (Genesi 1:5,8,13,19,23,31), e dopo di esse, ogni volta, il numero del giorno che si compì. Ma questi giorni furono giorni di ventiquattro ore come quelli di adesso; nè più nè meno. Perché diciamo questo? Perché quando Dio scrisse le dieci parole sulle tavole scrisse col suo dito quanto segue: “Ricordati del giorno del riposo per santificarlo. Lavora sei giorni e fà in essi ogni opera tua; ma il settimo è giorno di riposo, sacro all’Eterno, ch’é l’Iddio tuo; non fare in esso lavoro alcuno, nè tu, nè il tuo figliuolo, nè la tua figliuola, nè il tuo servo, nè la tua serva, nè il tuo bestiame, nè il forestiero ch’è dentro alle tue porte; poiché in sei giorni l’Eterno fece i cieli, la terra, il mare e tutto ciò che è in essi, e si riposò il settimo giorno; perciò l’Eterno ha benedetto il giorno del riposo e l’ha santificato” (Esodo 20:8-11).
Come potete vedere, Dio disse al popolo d’Israele che Lui in sei giorni aveva creato i cieli, la terra, il mare e le cose che sono in essi, in altre parole che Egli compì l’opera delle sue mani (così è definito il creato) in sei giorni; per cui quei sei giorni non potevano non essere letterali giorni di ventiquattro ore perché Egli dice poco prima agli Israeliti di lavorare sei giorni e di fare in essi ogni loro opera. Come avrebbe infatti Dio potuto dire agli Israeliti di lavorare sei giorni prenden¬do come esempio Lui che aveva lavorato sei giorni per compiere la sua opera, se ciascuno di quei giorni in cui Lui aveva lavorato fosse stata un’era geologica? Non sarebbe stata una menzogna? Certo che lo sarebbe stata! Ma Dio disse il vero quando disse che aveva creato i cieli, la terra e il mare e tutto ciò che è in essi in sei giorni cioè in poco meno di una settimana. E siamo sicuri che quando Mosè e gli Israeliti sentirono dire a Dio queste parole, essi accettarono i sei giorni della creazione in senso letterale e non in senso simbolico. Mentono invece tutti quei credenti che dicono che quei giorni erano o possono essere delle ere geologiche per cercare di conciliare quello che dicono i geologi con quello che dice la Parola di Dio, in quanto essi hanno deciso di spiegare la Parola di Dio non usandosi della Parola di Dio (perché noi sap¬piamo che la Scrittura spiega la Scrittura), ma con i libri degli scienziati; insomma hanno cercato di fare ubbidire la Parola di Dio alle teorie fantastiche e prive di fondamento di molti scienziati che hanno stimato l’età della terra in circa 4,5 miliardi di anni, quando la terra, secondo dei calcoli biblici non ha che circa seimila anni.

I giorni di cui parla la Scrittura nella creazione non sono ere ma giorni di 24 ore anche per questa ragione: perché quando Dio disse all’uomo circa il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male: “Nel giorno che tu ne mangerai, per certo morrai” (Genesi 2:17), intese dire che egli sarebbe morto nel giorno stesso che ne avrebbe mangiato e non in un periodo di tempo più lungo come per esempio mille anni, il che avrebbe significato che Adamo sarebbe morto durante mille anni. Qualcuno dirà: ‘Ma Adamo in effetti morì a novecentotrent’anni!’ (cf. Genesi 5:5). Sì, egli morì fisicamente a novecen¬totrent’anni, cioè diversi secoli dopo avere peccato, ma spiri¬tualmente morì quello stesso giorno solare in cui disubbidì a Dio mangiando di quel frutto proibito. Questo è confermato dal fatto che gli occhi a lui e ad Eva si aprirono appena mangiarono il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male, e dal fatto che la Scrittura dice che l’uomo e la donna “udirono la voce dell’Eterno Iddio, il quale camminava nel giardino sul far della sera; e l’uomo e sua moglie si nascosero dalla presenza dell’Eterno Iddio, fra gli alberi del giardino” (Genesi 3:8). Di quale sera parla la Parola? Della sera di quello stesso giorno in cui l’uomo e la donna peccarono.

Poi c’è un’altra ragione che ci fa dire che i sei giorni della creazione non furono lunghe ere geologiche, ma giorni di 24 ore: perchè la Bibbia dice che Dio “si riposò il settimo giorno da tutta l’opera che aveva fatta. E Dio benedisse il settimo giorno e lo santificò, perché in esso si riposò da tutta l’opera che aveva creata e fatta” (Genesi 2:2-3). Infatti, se ammettessimo che i sei giorni sono delle ere, dovremmo ammettere pure che il settimo giorno in cui Dio si riposò fu un’era! Ma questa interpretazione andrebbe a contrastare quello che Dio stesso disse agli Israeliti il giorno che gli diede i dieci comandamenti, a proposito del giorno del riposo: “… poiché in sei giorni l’Eterno fece i cieli, la terra, il mare e tutto ciò ch’è in essi, e si riposò il settimo giorno; perciò l’Eterno ha benedetto il giorno del riposo e l’ha santificato” (Esodo 20:11). Come potete vedere infatti Dio parlò sia dei sei giorni della creazione che del settimo giorno in cui Egli si riposò: settimo giorno che Egli benedisse e santificò, e per questa ragione comandò agli Israeliti di riposarsi in quel giorno.

Come potete vedere fratelli da qualsiasi lato si esamina la questione dei giorni della creazione si arriva sempre alla conclusione che essi furono giorni di 24 ore come i nostri.

I sostenitori di questa teoria dei sei giorni quali sei ere o lunghi periodi di tempo generalmente si appoggiano sulle seguenti parole di Pietro: “Ma voi diletti, non dimenticate quest’unica cosa, che per il Signore, un giorno è come mille anni, e mille anni sono come un giorno” (2 Pietro 3:8); ma Pietro non ha detto che un giorno per il Signore è mille anni, ma è come mille anni, il che è differente. E non ha detto neppure che mille anni sono un giorno, ma come un giorno, per il Signore, il che è differente. Questo lo si deduce anche dal contesto in qui Pietro dice queste parole; egli vuole infatti fare capire ai credenti che il Signore non ritarda l’adempimento della sua promessa benché siano passati molti anni da che Egli promise di tornare; e li esorta ad essere pazienti ricordandogli che Dio misura il tempo in una maniera completamente differente da come facciamo noi. Che questo sia il vero significato delle parole di Pietro si deduce anche da questa similitudine fatta da Mosè: “Perché mille anni, agli occhi tuoi, sono come il giorno d’ieri quand’è passa¬to, e come una veglia nella notte…son come un sogno. Son come l’erba che verdeggia la mattina; la mattina essa fiorisce e verdeggia, la sera è segata e si secca” (Salmo 90:4,5-6). Mille anni agli occhi di Dio quindi non sono solo come un giorno, ma anche come una veglia nella notte, come un sogno, come l’erba che dalla mattina alla sera si secca, in altre parole, essi sono poca cosa.

Infine vorrei dire quest’altra cosa che ritengo anch’essa importante. Le ADI, ammettendo che i sei giorni della creazione possano essere ere geologiche, aggiungono confusione a confusione, in quanto le ADI sostengono pure la gap-theory, che Francesco Toppi ha spiegato così su Cristiani Oggi: ‘Nel principio Iddio creò i cieli e la terra, e la terra era informe e vuota, e le tenebre coprivano la faccia della terra, e lo Spirito di Dio aleggiava sulla superficie delle acque (Genesi 1:1-2). Genesi 1:1: “Nel principio Iddio creò i cieli e la terra” non descrive il primo passo della creazione, non si riferisce alla creazione dal nulla della materia informe, ma ad una creazione perfetta: “i cieli e la terra”. (…) Questa creazione fisica originale risulta completa in sé, come tutte le cose che Dio crea, anche se di questa prima creazione non si conoscono i particolari. (…) Genesi 1:2 sarebbe il risultato di una distruzione di una catastrofe e sottintende un risultato di un episodio della “protostoria” dell’universo. A questa iniziale creazione originale di Genesi 1:1 sarebbe seguita da un periodo indeterminato di tempo, al quale possono corrispondere tutte le ere geologiche di miliardi di anni, attualmente rilevati con mezzi radiometrici (…) Il grande cataclisma che ridusse la terra “informe e vuota e le tenebre coprivano l’abisso” dev’essere stato un evento di portata cosmica e quindi può riferirsi soltanto alla ribellione di Satana, alla sua espulsione dal cielo e alla sua caduta sulla terra’. (…) Di conseguenza Genesi 1:3-31 descrive la “ri-creazione” durante la quale il Creatore, ricostruì dalla materia informe della creazione originale preesistente la creazione adamica’. (Cristiani Oggi, 1988 N° 4, pag. 2). Questa interpretazione ‘permette di affermare che la Bibbia non contrasta con la scienza’ (Ibid., pag. 2). Teoria che le ADI confermano nel Nuovo Commentario Biblico dove si legge: ‘La frase: ‘Ora la terra era informe e vuota’ è stata resa: ‘E la terra divenne …’ per descrivere una visitazione caotica del giudizio divino sulla terra originale. Ora, sembra improbabile che Dio abbia creato qualcosa di caotico e disordinato. Pertanto, non è da escludere che tra Gen. 1:1 (prima creazione) e Gen. 1:2 (seconda creazione) si sia verificato qualcosa che abbia provocato quel disordine. Anche se la struttura della teoria Restituzionista ha sempre meno sostenitori, essa si presenta come potenziale spiegazione per il giudizio di Satana e per le scoperte della scienza moderna, che suggeriscono lunghe ere geologiche nella preistoria della terra’ (Nuovo Commentario Biblico Illustrato, pag. 37).
Stando così le cose, dunque, cioè che tra Genesi 1:1 e 1:2 si possono collocare ‘tutte le ere geologiche di miliardi di anni, attualmente rilevati con mezzi radiometrici’, e che i sei giorni della creazione furono giorni di ‘ri-creazione’ ma che questi possono rappresentare ere geologiche, il quadro che ne viene fuori è che ci furono ere geologiche anche prima che iniziassero i sei giorni della ‘ri-creazione’! Fu insomma un susseguirsi di lunghe ere geologiche!! Fratelli, affermare queste cose significa annullare la Parola di Dio con profane ciance e creare una grande confusione nella mente dei credenti, confusione che andrà via via aumentando con il tempo perchè le profane ciance conducono sempre ad altre profane ciance, in quanto rodono come fa la cancrena.

Fratelli, nessuno dunque vi seduca con vani ragionamenti, e state molto attenti perchè le ADI hanno preso una china pericolosissima che in un futuro più o meno vicino potrebbe portarle ad ammettere la possibilità anche di una evoluzione umana del tipo di quella che ha accettato la Chiesa Cattolica Romana, che sostiene che Dio mediante uno speciale intervento è causa principale del corpo umano, ma si è servito di un bruto come di materia e strumento; in altre parole, che ‘l’uomo è frutto, a un tempo, dell’evoluzione biologica e di un concorso particolare creativo di Dio’, perché si è evoluto da un essere inferiore creato da Dio. Lo ripeto, fratelli, state molto attenti, vigilate.

Giacinto Butindaro

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Le ADI gettano la maschera: Dio non ci parla tramite sogni e visioni [Video]

In questo spezzone di una predicazione di Luigi Arcella, pastore della Chiesa ADI di Catania – Librino, si sente chiaramente dire (dal min 1:44):

‘…. Dio fa sognare, però questo succede a quanti non conoscono ancora la Parola di Dio, non hanno realizzato il Signore. Noi fratelli sappiamo che quando abbiamo conosciuto il Signore, Dio ci parla direttamente con la Sua Parola. Amen? Gloria al nome del Signore! E quando proprio non si conosce la Bibbia, a volte il Signore usa anche i sogni, parla per via di visioni notturne ….’.

Ma le cose non stanno affatto così, perchè Dio non parla soltanto agli increduli tramite sogni e visioni, per trarli all’ubbidienza della fede, ma anche a noi Suoi Figliuoli, per avvertirci, ammonirci, guidarci a fare determinate cose che sono nella Sua volontà, preannunciarci eventi futuri; quando e se Lui vuole certamente, ma lo fa eccome se lo fa, esattamente come lo faceva sotto l’Antico Testamento. Egli non è cambiato.

L’apostolo Pietro, nel citare il profeta Gioele ha detto:

“E avverrà negli ultimi giorni, dice Iddio, che io spanderò del mio Spirito sopra ogni carne; e i vostri figliuoli e le vostre figliuole profeteranno, e i vostri giovani vedranno delle visioni, e i vostri vecchi sogneranno dei sogni” (Atti 2:17).

Nessuno dunque vi seduca con vani ragionamenti.

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

via lanuovavia.org

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La grande menzogna delle ADI: è l’uomo che permette a Dio di salvarlo, e non Dio che mette in grado l’uomo di essere salvato

Fratelli nel Signore, su Cristiani Oggi, che è una delle riviste ufficiali delle Assemblee di Dio in Italia (ADI) è apparso un articolo dal titolo ‘Il Signore le aprì il cuore!’, che concerne la conversione di Lidia, a firma di Giuseppe Conserva, che contiene una grande menzogna, che è quella che sostiene che è l’uomo che permette a Dio di salvarlo.

Ecco alcuni passaggi tratti da questo articolo: ‘A prima vista, potrebbe sembrare strano il fatto che una donna religiosa, devota, pia, avesse bisogno di aprire il cuore e convertirsi all’Evangelo. Il testo non dice che il Signore l’ha costretta togliendole la facoltà di decidere liberamente, ma piuttosto che Lidia ha avuto bisogno dell’intervento soprannaturale dello Spirito Santo per comprendere e accettare nel suo cuore il messaggio di grazia e di salvezza in Cristo Gesù. Sì, infatti il Signore conosce bene il cuore di chi Lo cerca, tanto che Lidia fu la prima donna macedone che si convertì al Signore nella città di Filippi …… Questa storia si può ripetere anche nella tua vita. Se hai preso coscienza del fatto che il cuore dell’uomo è malvagio, insensibile e malato, permetti a Gesù di aprire il tuo cuore per aiutarti a comprendere il Suo attuale e vivente messaggio’ (Cristiani Oggi, Luglio/Agosto 2009, pag. 2,3).

In sostanza, tramite questo articolo le ADI vogliono inculcare nelle anime l’idea che l’uomo peccatore crede in Cristo, perchè egli permette a Dio di aprirgli il cuore, o meglio che l’agire di Dio nell’uomo peccatore affinché egli si volga a Cristo DIPENDE DALLA VOLONTA’ DELL’UOMO, DALLA SUA INIZIATIVA, E QUINDI DIO NON PUO’ FARE NULLA IN LUI SE EGLI PRIMA NON GLIELO PERMETTE, PERCHE’ DIO NON FORZA NESSUNO A CREDERE O CONVERTIRSI!

Questa idea costituisce una delle più grandi menzogne che il diavolo con la sua astuzia è riuscito a far penetrare nella Chiesa di Dio, ed io quindi voglio confutarla mediante le Scritture, con la fiducia e la speranza che molti fratelli nelle ADI rientreranno in loro stessi e la rigetteranno.

Partiamo dunque da Lidia, che è l’oggetto dell’articolo preso in questione. Questa donna, dice la Bibbia, era una negoziante di porpora che temeva Dio, ed un giorno, mentre si trovava assieme ad altre donne in un luogo di preghiera nella città di Filippi, sentì parlare l’apostolo Paolo del Signore Gesù Cristo, ed avvenne che il Signore le aprì il cuore per renderla attenta alle cose dette da Paolo, e quindi per credere in Cristo, cosa che ella fece assieme alla sua casa. Ecco quanto dice la Sacra Scrittura: “E nel giorno di sabato andammo fuor della porta, presso al fiume, dove supponevamo fosse un luogo d’orazione; e postici a sedere, parlavamo alle donne ch’eran quivi radunate. E una certa donna, di nome Lidia, negoziante di porpora, della città di Tiatiri, che temeva Dio, ci stava ad ascoltare; e il Signore le aprì il cuore, per renderla attenta alle cose dette da Paolo. E dopo che fu battezzata con quei di casa, ci pregò dicendo: Se mi avete giudicata fedele al Signore, entrate in casa mia, e dimoratevi. E ci fece forza” (Atti 16:13-15).

Ora, anche leggendo per la prima volta la storia della conversione di questa donna, non si può che giungere alla conclusione, che l’iniziativa la prese Dio e non Lidia, che la conversione di Lidia dipese dalla volontà di Dio e non da quella di Lidia, che fu Dio a mettere in grado Lidia di convertirsi e non Lidia a mettere in grado Dio di convertirla, eppure le ADI riescono a far dire alla Bibbia il contrario anche in questo caso, manipolando così il pensiero di Dio, già perchè loro ritengono che il pensiero di Dio deve essere adattato al loro pensiero, e non che il loro pensiero si deve adattare a quello di Dio. Capisco che queste parole sono dure, ma purtroppo sono vere.

Dunque c’erano delle donne che in quel posto stavano ad ascoltare sia Paolo che gli altri apostoli, e ad un certo punto Dio aprì il cuore ad una di esse, di nome Lidia, per renderla attenta alle cose dette da Paolo, cose che concernevano il Regno di Dio e il nome di Gesù Cristo. Ora, è evidente che se per poter prestare attenzione a queste cose è necessario che Dio apra il cuore di chi le sta ascoltando, è evidente che questa azione di Dio si rende necessaria in ogni persona che è ancora schiava del peccato, la quale non può prestare attenzione al Vangelo della grazia di Dio se Dio non le apre il suo cuore.

Ma questa apertura del suo cuore non dipende dalla volontà dell’uomo peccatore, o da una sua richiesta, o da un suo permesso accordato a Dio, come sostengono le ADI, quasi che Dio stesse aspettando che l’uomo si muova per primo per Dio poter agire in lui; perchè Dio opera nell’uomo di sua volontà, senza aspettare affatto il suo permesso. In altre parole, Dio opera nell’uomo, a sua insaputa, per forzarlo a fare quello che Lui ha decretato, e quindi Egli agisce sulla sua volontà affinché essa si metta in accordo con quella di Dio che è di fargli grazia. In altre parole, quando Dio vuole far grazia ad un peccatore, secondo che è scritto: “Io farò grazia a chi vorrò far grazia” (Esodo 33:19), egli in maniera potente ed irresistibile agisce sulla sua volontà, forzandolo, costringendolo, affinché egli voglia essere graziato. In questa maniera, la volontà dell’uomo di essere graziato, coinciderà con la sovrana volontà di Dio di graziarlo, che appunto perchè sovrana ha l’iniziativa ed ha il sopravvento su quella dell’uomo.

Peraltro, il concetto che Dio fa forza sull’uomo per fargli fare, e quindi lo costringe a fare, quello che Egli ha decretato è pienamente confermato dal profeta Geremia quando dice: “Tu m’hai fatto forza, e m’hai vinto” (Geremia 20:7). E non è forse confermato anche dalla storia della conversione di Saulo da Tarso? Che cosa stava facendo Saulo infatti quando si convertì a Cristo o meglio quando fu convertito da Cristo? Stava andando a Damasco per incatenare di quelli che qui avevano creduto in Gesù Cristo per menarli a Gerusalemme e far sì che venissero puniti. Quindi Saulo non aveva in lui nessuna intenzione di convertirsi a Cristo, nessuna volontà di farlo, in quanto la sua volontà era volta solo in una direzione, la persecuzione dei santi e la distruzione della loro fede in Gesù Cristo. Ma Dio fece sì che il suo Figliuolo Gesù Cristo gli apparisse, e quando gli apparve non gli disse ‘Saulo vuoi convertirti a Me?’ o ‘Apri il tuo cuore ed io entrerò in esso’, o ‘Sto aspettando che tu venga a Me’: no, niente di tutto ciò, ma lo ammonì dicendo: “Saulo, Saulo perchè mi perseguiti?” (Atti 9:4), e con quelle parole, assieme a queste altre “Io sono Gesù che tu perseguiti” (Atti 9:5), e assieme al fatto che mediante una luce dal cielo lo fece cadere a terra, Egli fece forza su Saulo, e lo persuase a convertirsi. Quindi fermo restando che Saulo aveva una volontà, certamente non fu lui a scegliere Cristo, ma Cristo a scegliere Lui; non fu per la sua volontà che avvenne la sua conversione, ma per la volontà di Dio; non fu Saulo a permettere a Dio di salvarlo, ma fu Dio a mettere in grado Saulo di essere salvato. E questo perchè Dio lo aveva appartato sin dal seno di sua madre (cfr. Galati 1:15), in quanto era uno strumento che Egli aveva eletto sin dalla fondazione del mondo affinché portasse il Suo nome dinnanzi ai Gentili, ai re e ai figli d’Israele (cfr. Atti 9:15)

Non è abbastanza chiaro dunque che Dio non sta aspettando che il peccatore gli dia il permesso di operare in lui, perchè Lui opererà nel peccatore che ha deciso di salvare CONTRO LA SUA VOLONTA’, nel senso che quantunque egli per natura non voglia convertirsi a Cristo, essendo un uomo ribelle in cui opera il principe della potestà dell’aria che tiene gli uomini incatenati al peccato e quindi li induce a non voler convertirsi a Cristo; Dio opererà in lui in una tale maniera persuasiva ed efficace da costringerlo ad andare a Cristo per essere salvato? Che cosa sta aspettando Dio allora? Dio sta quindi solo aspettando il tempo da Lui stabilito per salvare coloro che ha deciso di salvare, ecco cosa Egli sta aspettando, e quando arriverà, di certo, come solo Lui sa e può fare, eserciterà la sua potenza sull’uomo completamente depravato e corrotto per convertirlo al Suo Figliuolo.

Un altro esempio di come è Dio che si impone sull’uomo, e quindi Egli non aspetta nessun permesso umano per poter agire in lui, è quello di Zaccheo. Infatti quando Zaccheo salì sul sicomoro per vedere Gesù, cosa troviamo scritto? Che “come Gesù fu giunto in quel luogo, alzati gli occhi, gli disse: Zaccheo, scendi presto, perché oggi debbo albergare in casa tua” (Luca 19:5). Quindi Gesù si ‘autoinvitò’ a casa di Zaccheo, e non fu invitato da quest’ultimo. Non c’è anche qui un esercizio di una volontà del Signore sul peccatore, per costringerlo ad accettarlo? Noi la vediamo, e solo un cieco non la può vedere. Qualcuno dirà: ‘Sì, ma Zaccheo “s’affrettò a scendere e l’accolse con allegrezza” (Atti 19:6). Certo, ma questo avvenne dopo che Gesù impose la sua volontà su quella di Zaccheo, dicendogli “oggi debbo albergare in casa tua”. Notate che Gesù non gli disse: ‘Vuoi che io venga a casa tua?’ o ‘Aspetto che tu mi inviti, altrimenti non posso venire in casa tua’, ma “Oggi debbo albergare in casa tua”. Vorrei proprio chiedere a qualche credente delle ADI: ‘Ma se incontraste per strada qualcuno che vi dice: ‘Oggi devo albergare in casa tua’, voi che cosa pensereste? Che quella persona aspetta che voi lo invitate a casa vostra? O che aspetta il vostro permesso prima di venire a casa vostra?’

Dunque, quando arriva il tempo fissato da Dio, Egli agisce sull’uomo per fargli fare quello che Lui ha decretato nei suoi confronti, e nessuno può impedirglielo, in quanto Dio dice: “Io opererò; chi potrà impedire l’opera mia?” (Isaia 43:13), ed anche: ” Sì, io l’ho detto, e lo farò avvenire; ne ho formato il disegno e l’eseguirò” (Isaia 46:11).

Se Dio dovesse aspettare il permesso dell’uomo peccatore per salvarlo, Dio non salverebbe nessuno perchè nessuno vuole convertirsi, in quanto nessuno cerca Dio, secondo che è scritto: “Non v’è alcuno che ricerchi Dio” (Romani 3:11). Come mai allora ci sono persone che trovano Dio? Perchè Dio si lascia trovare da costoro, secondo che Dio dice: “Sono stato trovato da quelli che non mi cercavano” (Romani 10:20). E noi lo ringraziamo proprio per questo, perchè si è voluto far trovare da noi che non lo cercavamo. A Lui sia la gloria ora e in eterno. Amen.

Peraltro nel succitato articolo su Cristiani Oggi, leggiamo pure che Dio aprì il cuore a Lidia perchè questa cercava Dio, e quindi anche oggi Dio aprirà il cuore a coloro che lo cercano. Ascoltate: ‘L’arrivo inaspettato dell’apostolo Paolo fu per Lidia la risposta che stava aspettando. Il Signore quel giorno toccò il suo cuore e cambiò la sua vita. Qualunque sia il mio e il tuo bisogno, anche oggi come allora, Dio è fedele e chiunque Lo cerca e prega con fede può essere esaudito’ (Ibid., pag. 3). Ma se fosse così, Dio non aprirebbe il cuore a nessuno dei figli degli uomini, in quanto – come ho detto poco fa – la Scrittura dice in maniera inequivocabile, che non c’è alcuno che ricerchi Dio. Ma le ADI hanno deciso di annullare la Parola di Dio, e quindi non fanno caso a queste parole così chiare.

Il fatto dunque che Dio apra il cuore di alcune persone, e non di tutte, per renderle attente alle cose relative al regno di Dio, non è dovuto alla loro volontà, o ad un loro permesso accordato a Dio, o al fatto che esse lo cercano, ma è dovuto ad un atto sovrano di Dio, e quindi da Lui operato secondo il beneplacito della sua volontà, mediante il quale Egli manda ad effetto il Suo proponimento di salvare quelle persone, proponimento che risale a prima della fondazione del mondo, e che la Scrittura chiama “il proponimento dell’elezione di Dio” (Romani 9:11), che dipende non dalle opere, come neppure dalla volontà dell’uomo, ma dalla volontà di Colui che chiama (cfr. Romani 9:12,16).

Ecco dunque perchè Dio aprì il cuore di Lidia, perchè l’aveva eletta a salvezza prima della fondazione del mondo o sin dal principio, secondo che è scritto: “In lui ci ha eletti, prima della fondazione del mondo” (Efesini 1:4), ed anche: “Iddio fin dal principio vi ha eletti a salvezza mediante la santificazione nello Spirito e la fede nella verità” (2 Tessalonicesi 2:13).

Ma siccome le ADI negano il proponimento dell’elezione di Dio, avendolo praticamente cancellato dalla Bibbia, allora hanno tirato fuori questa menzogna, che Dio aprì il cuore a Lidia perchè questa lo cercava e glielo permise. Anzi, su Risveglio Pentecostale, l’altra loro pubblicazione ufficiale, si sono spinti a dire molto chiaramente che ‘Lidia aprì il proprio cuore al Signore’ (Risveglio Pentecostale, Settembre 2008, Numero 9 – Anno LXII, pag. 3 – concetto questo peraltro presente anche in questo articolo di Cristiani Oggi quando viene detto ‘A prima vista, potrebbe sembrare strano il fatto che una donna religiosa, devota, pia, avesse bisogno di aprire il cuore‘). Questo significa veramente essere disonesti, amare e praticare la falsità, perchè significa dire il contrario di quello che dice la Bibbia, e coloro che dicono queste cose porteranno la pena della loro stoltezza.

Ma c’è qualcosa d’altro da dire su Lidia in particolare. Che non sia così come affermano stoltamente le ADI, è confermato anche da queste parole che l’apostolo scrisse ai santi di Filippi, tra cui vi ricordo c’erano oltre che il carceriere e la sua famiglia anche Lidia e la sua famiglia. Ascoltate cosa dice Paolo a quei credenti: “Poiché a voi è stato dato, rispetto a Cristo, non soltanto di credere in lui, ma anche di soffrire per lui …” (Filippesi 1:29). Avete notato? Paolo dice implicitamente che a Lidia fu dato di credere in Cristo. Quindi, se le fu dato, vuol dire che non venne da lei, o meglio che non dipese dalla sua volontà, perchè il suo credere fu un qualcosa che le fu concesso o dato da Dio in accordo con la Sua sovrana volontà.

Vi ricordate cosa rispose Gesù ai suoi discepoli quando questi gli chiesero perchè parlava alle turbe in parabole? “Perché a voi è dato di conoscere i misteri del regno dei cieli; ma a loro non è dato. Perché a chiunque ha, sarà dato, e sarà nell’abbondanza; ma a chiunque non ha, sarà tolto anche quello che ha. Perciò parlo loro in parabole, perché, vedendo, non vedono; e udendo, non odono e non intendono. E s’adempie in loro la profezia d’Isaia che dice: Udrete co’ vostri orecchi e non intenderete; guarderete co’ vostri occhi e non vedrete; perché il cuore di questo popolo s’è fatto insensibile, son divenuti duri d’orecchi ed hanno chiuso gli occhi, che talora non veggano con gli occhi e non odano con gli orecchi e non intendano col cuore e non si convertano, ed io non li guarisca” (Matteo 13:11-15)

Notate come Gesù fece una netta distinzione tra i suoi discepoli a cui era stato dato di conoscere i misteri del regno dei cieli, e quelli di fuori a cui ciò non era stato dato. E Colui che aveva dato ai discepoli di Gesù di conoscere i misteri del regno dei cieli, era lo stesso che non aveva dato agli altri di conoscerli. Dipese da Dio dunque il ricevere la conoscenza dei misteri del regno dei cieli, e non dal destinatario di questa conoscenza, cioè dalla sua volontà o da un suo permesso dato a Dio. E che sia così è confermato da Giovanni che spiega in questa maniera la ragione per cui i Giudei non credettero in Gesù, e quindi non entrarono a far parte dei Suoi discepoli: “Perciò non potevano credere, per la ragione detta ancora da Isaia: Egli ha accecato gli occhi loro e ha indurato i loro cuori, affinché non veggano con gli occhi, e non intendano col cuore, e non si convertano, e io non li sani” (Giovanni 12:39-40). Ecco dunque, perchè quei Giudei non avevano creduto (e quindi non avevano conosciuto i misteri del regno dei cieli), perchè Dio aveva accecato i loro occhi e indurato i loro cuori affinché non si convertissero, in altre parole, perchè DIO NON DETTE LORO DI CREDERE, come invece diede di credere ai santi di Filippi, tra cui c’era Lidia.

E vorrei che notaste che come quando Dio dà a qualcuno di credere, c’è una sua azione ben precisa sulla volontà della persona, in quanto gli apre il cuore per renderla attenta alle cose che gli vengono predicate, così anche quando Dio non dà a qualcuno di credere c’è una sua azione per non farlo credere, in quanto gli indura il cuore. V’è forse per questo ingiustizia in Dio? Così non sia, perchè Paolo dice ai Romani: “Così dunque Egli fa misericordia a chi vuole, e indura chi vuole” (Romani 9:18).

Dunque, come nel caso di quei Giudei che non credettero, ciò avvenne perchè Dio operò un induramento sul loro cuore, che è la parte del proprio essere con cui si crede; così nel caso di Lidia che credette alle parole dell’apostolo Paolo, ciò avvenne perchè Dio operò l’apertura del suo cuore. E mentre nel primo caso, l’induramento fu operato da Dio perchè quelle persone non erano state elette a salvezza, nel caso di Lidia Dio le aprì il cuore perchè essa era stata eletta a salvezza. Mettiamo questo concetto in questa maniera: i Giudei non poterono credere perchè Dio indurì il loro cuore, mentre Lidia poté credere perchè Dio le aprì il cuore; i Giudei non credettero perchè non gli fu dato di credere, mentre Lidia credette perchè le fu dato di credere.

E in ambedue i casi, questo è avvenuto affinché si adempissero i disegni di Dio; nei confronti dei Giudei il disegno divino di farli intoppare nella Parola, secondo che è scritto: “Ed egli sarà un santuario, ma anche una pietra d’intoppo, un sasso d’inciampo per le due case d’Israele, un laccio e una rete per gli abitanti di Gerusalemme. Molti tra loro inciamperanno, cadranno, saranno infranti, rimarranno nel laccio, e saranno presi’ (Isaia 8:14-15); mentre nel caso di Lidia, come anche nel caso degli altri credenti di Filippi, quello di salvarli secondo che è scritto in relazione ai figli della Gerusalemme di sopra: “E salverò i tuoi figliuoli” (Isaia 49:25), in quanto sono tra coloro i cui nomi sono stati scritti nel libro della vita sin dalla fondazione del mondo.

E poi, se Dio non volgesse il cuore dell’uomo nella direzione da Lui decretata, forzandolo a sua insaputa a prendere quella direzione, senza quindi il permesso dell’uomo, come potrebbe la Scrittura affermare: “Il cuore del re, nella mano dell’Eterno, è come un corso d’acqua; egli lo volge dovunque gli piace” (Proverbi 21:1)? E come poteva Elia, dinnanzi ai figliuoli di Israele, chiamare Dio “quegli che converte il cuor loro” (1 Re 18:37)?

Vorrei concludere con la seguente riflessione. La storia della conversione di Lidia si conclude con la frase detta da Luca: “E ci fece forza” (Atti 16:15). Non credo che sia un caso che la si trovi proprio in questa storia, perchè poco prima era stato Dio a fare forza a Lidia, nel senso che aveva forzato la porta del suo cuore APRENDOLO affinché in lei entrasse il Re di gloria, mentre adesso lei, come segno di riconoscenza verso Colui che le aveva fatto forza per salvare l’anima sua, forzava i Suoi servitori affinché entrassero in casa sua e vi dimorassero.

Evidentemente Lidia aveva capito (e sentiva) di avere sperimentato il modo di agire di Dio nei confronti di coloro da Lui eletti a salvezza sin dal principio, che consiste nel fare loro forza per convertirli, secondo che è scritto: “Mi hai fatto forza, e mi hai vinto” (Geremia 20:7), e adesso anche lei volle fare forza sui servitori dell’Iddio altissimo che le avevano annunziato la via della salvezza affinchè essi avessero un luogo dove dimorare.

Chi invece ancora non capisce questo modo di agire di Dio sono coloro che nelle ADI affermano che Dio non forza nessuno e che la salvezza quindi dipende da chi vuole convertirsi. Essi sono ignoranti, nel senso che non conoscono le Scritture. E questa loro ignoranza li porta a fare affermazioni mendaci.

Fratelli, guardatevi da queste affermazioni mendaci delle ADI che fanno dell’uomo il fulcro attorno a cui gira tutto e da cui dipende tutto, e che detronizzano la volontà di Dio per metterci la volontà dell’uomo, e che in ultima analisi fanno dipendere la salvezza che abbiamo ricevuto da un nostro merito, e non totalmente dalla grazia di Dio; da una iniziativa umana, e non dall’iniziativa divina.

Queste affermazioni sono del lievito malvagio che fanno inorgoglire i credenti nel cospetto di Dio ed anche nel cospetto degli altri loro simili, perchè gli fanno credere che loro sono stati salvati perchè hanno avuto il merito di cercare Dio e di permettergli di aprire il loro cuore, merito che invece non hanno gli altri che non cercano Dio e non gli permettono di aprire il loro cuore, e quindi praticamente costoro non vengono salvati perchè non lo hanno meritato. In questa maniera hanno stravolto oltre che il pensiero di Dio anche il suo modo di agire, ma d’altronde loro sono abituati a manipolare il pensiero degli altri, e Dio non fa eccezione perchè anche Lui ‘è rimasto vittima delle loro manipolazioni’, perchè anche il suo pensiero è stato adattato al pensiero ADI!

L’Iddio di cui parla la Bibbia, che regna e salva coloro che Egli ha decretato di salvare senza avere ottenuto da loro alcun previo permesso di intervenire nella loro vita, non piace alle ADI, e quindi si sono inventate queste menzogne per renderlo un Dio che interviene nella vita delle persone solo quando queste glielo permettono, e quindi un Dio alle dipendenze dell’uomo, un Dio la cui volontà non è sovrana ma dipendente da quella dell’uomo. Questo è l’Iddio delle ADI, un Dio di cui l’immagine è stata stravolta, ed è ora un immagine frutto della manipolazione della verità che hanno compiuto i dirigenti di questa organizzazione.

Nessuno vi seduca con vani ragionamenti.

La grazia del Signore Gesù sia con voi

Giacinto Butindaro

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“Pillole di stoltezza ADI”: manipolato addirittura il battesimo dei proseliti degli Ebrei

Pearlman, che vi ricordo era Ebreo di nascita e quindi conosceva i rituali del Giudaismo antico e moderno, sta parlando della maniera biblica in cui va ministrato il battesimo in acqua che è quella per immersione, e allora in questo contesto parla del battesimo a cui si sottoponevano i proseliti degli ebrei, cioè quei Gentili che si convertivano al Giudaismo, e dice: ‘The convert stood up to his neck in water while the law was read to him, after which he plunged himself beneath the water as a sign that he was cleansed from the defilements of heathenism and had begun to live a new life as a member of God’s covenant people’ (KDB, pag. 353).

La traduzione è: ‘Il convertito stava in piedi nell’acqua, che gli arrivava al collo, mentre gli veniva letta la legge, dopo di che egli si immergeva [lett: egli immergeva se stesso] sotto l’acqua come un segno che egli era stato purificato dalle contaminazioni del paganesimo e aveva cominciato a vivere una nuova vita come un membro del popolo del patto di Dio’.

Le ADI hanno messo così: ‘Il convertito stava in piedi nell’acqua, che gli arrivava al collo, mentre gli veniva letta la Legge; dopo di che lo si immergeva nell’acqua, indicando così che era stato purificato da ogni contaminazione del paganesimo ed aveva cominciato a vivere una vita nuova come membro del popolo di Dio’ (DDB, pag. 279-280).

Sconcertante, semplicemente sconcertante. Le ADI hanno sentito il bisogno di manipolare pure un’usanza del Giudaismo, che è quella della tevilah, che è il rito del battesimo dei proseliti fatti dagli Ebrei, a cui si sottopongono i Gentili che si convertono al Giudaismo, e che consiste in una auto-immersione nell’acqua da parte del convertito. Nel libro ‘Il mondo dove visse Gesù’ (di H. Cousin – J.-P. Lémonon, Edizioni Studio Domenicano, Bologna 2006, pag. 72, volume 6), si legge per esempio: ‘Tra le realtà impure che bisogna purificare si trovano i timorati di Dio, che decidono di sottoporsi alla circoncisione e di diventare proseliti. Da ciò deriva il «battesimo (tevilah) dei proseliti», che compare ancora sporadicamente nel primo secolo della nostra era. E’ lo stesso convertito che si immerge nell’acqua e compie il rito di purificazione alla presenza di testimoni. Solo allora può offrire il sacrificio dei proseliti. Tuttavia, questa immersione non lo rende membro del popolo giudaico, perché per appartenere al popolo eletto è necessario il rito della circoncisione’.

Dunque, coloro che leggono ‘Le dottrine della Bibbia’ in italiano, credono che i proseliti ebrei venivano o vengono immersi nell’acqua, quando invece erano e sono tuttora loro stessi ad immergersi nell’acqua. Una cosa veramente grave quella che hanno fatto le ADI. Sono stati capaci pure di stravolgere la realtà storica. Io penso che molto probabilmente questa manipolazione rende bene l’idea – molto di più di qualsiasi altra – di quale spirito opera nelle ADI, e che costoro sono in grado di adattare tutto, e dico tutto, alla loro dottrina giusta o sbagliata che essa sia. Praticamente, in questo caso, pur di avvalorare il battesimo per immersione che le ADI praticano a coloro che credono, battesimo che è amministrato in maniera biblica, sono andati a modificare il battesimo dei proseliti degli Ebrei. Giudicate voi.

Giacinto Butindaro

Dal mio libro: Le ADI hanno manipolato ‘Le Dottrine della Bibbia’ di Myer Pearlman

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Le ADI hanno manipolato ‘Le Dottrine della Bibbia’ di Myer Pearlman

Ti invito a leggere il mio ultimo libro dal titolo Le ADI hanno manipolato ‘Le Dottrine della Bibbia’ di Myer Pearlman.

Sei anche invitato/a a lasciare qua un commento sul mio libro “Le ADI hanno manipolato ‘Le Dottrine della Bibbia’ di Myer Pearlman”, diretto a quelli di ADI-Media.

Fallo per amore della verità e dei santi, con la speranza che in seno alle ADI si ravvedano da questo modo di agire disonesto e fraudolento nei confronti del prossimo e tanti fratelli comprendano di essere stati ingannati dai dirigenti della loro stessa denominazione.

Giacinto Butindaro

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