India: gruppo di estremisti indù picchia un pastore

krupanamdamAndhra Pradesh, distretto di Medak – L’11 marzo verso le 18.00, circa 30 estremisti indù del gruppo Rashtriya Swayamsevak Sangh (RSS) armati di bastoni hanno fermato per strada il pastore Ezra Krupanamdam mentre stava tornando da una riunione di preghiera e lo hanno picchiato. Il pastore è stato trovato disteso per terra in una pozza di sangue ed è stato portato in ospedale, dove i medici hanno riscontrato fratture al midollo spinale e alle costole. Quattro estremisti sono stati arrestati per l’aggressione al pastore Ezra.

Via | Compass

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Eritrea: rilasciati tre cristiani evangelici

eritreaDue membri anziani della chiesa di Kale Hiwot, arrestati a Dekemhare lo scorso novembre e imprigionati nel famigerato Campo di Concentramento Militare di Mitire (sito nella zona nord-est dell’Eritrea), sono stati rilasciati su cauzione. Inoltre abbiamo notizie che anche un membro della Full Gospel Church (la Chiesa del Pieno Vangelo), Solomon Mengese, è stato rilasciato due settimane fa, sempre su cauzione: era stato imprigionato nella Stazione di Polizia di Asmara per 6 mesi.

La campagna del governo contro i cristiani evangelici è continuata senza interruzioni durante i primi mesi di questo 2009, per esempio negando ai credenti la possibilità di avere un visto per viaggi internazionali, apparentemente perché membri di chiese non registrate. Chi non fa parte delle seguenti denominazioni religiose: Chiesa Cattolica, Copta, Evangelica Luterana, Islam o le Chiese Avventiste del Settimo Giorno, della Fede in Cristo, Chiesa Presbiteriana e la fede Bahia, non riesce a ottenere l’agognato visto per i viaggi internazionali dagli scrupolosi (solo su questo aspetto, a quanto pare) Uffici dell’Immigrazione Eritrea e la motivazione addotta è appunto l’apparente affiliazione a chiese non registrate.

Come sapete oltre 2.900 cristiani (i dati effettivi sono davvero difficili da raccogliere, perché ovviamente manca in toto la collaborazione da parte della autorità governative) sono detenuti per la loro fede in Eritrea, un paese martoriato da innumerevoli problemi. All’incirca 360 sopravvivono in condizioni indicibili all’interno del succitato Campo di Concentramento Militare di Mitire, un vero e proprio inferno in terra africana.

Il Presidente eritreo Isaias Afwerki assieme allo staff del suo governo, naturalmente, negano che sia in atto in Eritrea una vera e propria persecuzione a danni dei cristiani evangelici, ma non sembrano dare risposte alle domande specifiche sui casi di quei quasi 3.000 credenti incarcerati senza capi d’imputazione verosimili.

Fonte: Porte Aperte Italia

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Eritrea: Arrestati circa 1.000 cristiani nel 2008

eritreaIl governo eritreo continua a perseguitare i cristiani evangelici e secondo i nostri conti almeno 2.907 cristiani sono oggi rinchiusi nelle prigioni eritree. A gennaio due cristiani sono morti nel centro di detenzione militare di Mitire, una prigione che è stata appositamente costruita nel nord-est del paese per rinchiudervi i cristiani. In tutto il paese, dei prigionieri sono attualmente trasferiti verso questo centro dove sono vittime di maltrattamenti. Nel 2002, il governo eritreo ha interdetto tutte le denominazioni evangeliche del paese. Da allora, almeno otto cristiani sono morti in prigione.

Tuttavia la speranza resta, come testimonia Helen Berhane. Cantante Gospel eritrea, Helen ha potuto scappare dai suoi torturatori ed ora vive in Danimarca dove si sta costruendo una nuova vita.

Helen racconta: “Un giorno, mentre ero in un container, una guardia mi chiese ciò che pensavo della mia detenzione e delle torture che subivo. Gli risposi che lui aveva degli ordini che venivano dal suo superiore, ma che anch’io avevo ricevuto degli ordini…I militari mi colpirono, mi picchiarono. Il mio corpo era pieno di contusioni. Io però ho perdonato ai miei persecutori. Prego affinché Dio li tocchi. Considero il mio tempo in prigione come se fossi stata all’università. Penso che Dio mi abbia mandata lì per insegnarmi qualcosa. Sono una persona molto migliore ora dopo aver vissuto quella prova. La vita cristiana è sempre piena di lotte. Ciò che importa è di non lasciare che quella lotta ci allontani da Dio. E’ importante vedere al di là di quella lotta, di vedere la vittoria che ci promette Gesù Cristo”.
(La testimonianza di Helen Berhane è stata raccolta dall’associazione Release Eritrea).

Fonte: Portes Ouvertes France

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INDIA – Bihar, Uomo spara ad un pastore

india_biharLo scorso 8 marzo i fedeli della Prarthana Bhawan church, nel distretto di Rothas, stato di Bihar, sono stati attaccati da un uomo di 25 anni che ha lanciato una bomba nel luogo di culto dove erano riuniti e ha sparato al pastore Vinad Kumar il quale è rimasto ferito ed è stato ricoverato in ospedale ma non è in pericolo di vita.

L’aggressore, Rajesh Kumar Singh, è stato bloccato dai membri della comunità ed è stato in seguito consegnato alla polizia. Secondo quanto riferito alle autorità, Singh aveva intenzione di uccidere il pastore Kumar per fermare le conversioni al cristianesimo nella zona ed aveva pianificato di suicidarsi dopo l’attacco alla chiesa.

Il pastore Kumar aveva ricevuto una lettera minatoria da militanti indù nella quale gli chiedevano di non predicare più nella zona.

Via | Persecution.net

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India: in Karnataka si pianifica una legge anti-conversione

india_karnataka1Esponenti del governo indiano in sedi internazionali hanno espresso un senso di vergogna e disapprovazione per quanto è successo (e succede) in Orissa e in altre zone, dove i cristiani vengono perseguitati dagli estremisti indù, con feroci attacchi di cui vi abbiamo più volte raccontato. Ma la situazione è intricata, notizie contrastanti ci giungono da quelle zone, alcune più preoccupanti di altre. Il governo nazionalista indù di Karnataka, area dove si è registrato il secondo più alto picco di violenze contro i cristiani l’anno scorso, sta pianificando di introdurre una legge “anti-conversione” dello stesso tipo di quella che in altri stati indiani ha fomentato gli attacchi contro i cristiani stessi.

Questo tipo di leggi sono varate per evitare le “conversioni forzate e/o fraudolente”, ma vengono regolarmente mal interpretate (in primis dagli integralisti indù), portando a ritenere fuori legge tutte le conversioni in generale. Ciò di fatto rende illegale l’evangelizzazione di ogni tipo ed in più offre pretesti e giustificazioni agli estremisti che denunciano, attaccano, violentano e uccidono i cristiani accusandoli di violare proprio queste leggi: come si diceva, è palesemente un pretesto per perpetrare violenze, ma proprio per questo tali leggi preoccupano molto la comunità cristiana indiana e internazionale.

La costituzione indiana sancisce la libertà di religione, eppure il Ministro della Legge, Giustizia e Diritti Umani dello stato di Karnataka, S. Suresh Kumar, il 22 febbraio scorso ha dichiarato in una pubblicazione estremista indù che il partito di governo Bharatiya Janata “ha elaborato una legge anti-conversione, per evitare che induisti innocenti si convertano ad altre religioni”. Gli attivisti per i diritti umani fanno sapere che tali leggi favoriscono violenze e, soprattutto, arresti e incarceramenti illegittimi, creando immani tensioni sociali. Il dott. Sajan K. George, presidente nazionale del Consiglio Globale dei Cristiani dello stato di Karnataka, si è detto angosciato dalla prospettiva dell’introduzione di una legge di quel tipo, perché cosciente delle disastrose conseguenze che ne deriveranno. Il governo, secondo Sajan K. George, è “fiacco”, estremamente morbido nei confronti degli integralisti indù e delle violenze da essi perpetrate e il motivo, a detta degli osservatori internazionali, sembrano essere le prossime elezioni, che spingerebbero i governanti a non esporsi con interventi di aiuto alle minoranze (leggasi cristiani) che potrebbero far perdere consensi (leggasi voti).

Sajan K. George conclude la sua dichiarazione, dicendo che negli oltre 2000 anni in cui il Cristianesimo esiste in India, non si era mai verificata una tale e violenta persecuzione ai danni dei cristiani in questo grande paese. […]

Tratto da: Porte Aperte Italia

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