Messico, Hidalgo: Cattolici cacciano dalla comunità sei famiglie evangeliche

Cattolici della comunità di Los Parajes nel municipio di Huejutla, Hidalgo, hanno cacciato via sei famiglie evangeliche, 30 persone tra cui dei bambini, per aver rifiutato di firmare un documento in cui si impegnavano a passare al cattolicesimo.

Gli abitanti del luogo avevano già da vari mesi una forte ostilità verso le famiglie evangeliche, ma il conflitto è scoppiato in maniera violenta quando circa 100 contadini sono entrati nelle case degli evangelici.

Dopo averli radunati nella piazza principale hanno cercato di costringerli a firmare un documento nel quale rinunciavano alla loro fede evangelica. Al loro rifiuto di firmare, sono stati cacciati tra insulti e botte.

Dopo l’espulsione gli indigeni hanno chiuso i tre ingressi alla comunità che è tenuta sotto sorveglianza con machete e bastoni.

Va osservato che gli evangelici non solo sono stati costretti a lasciare la comunità, ma sono stati anche minacciati di perdere il loro terreno, la loro casa e gli animali da aia.

Via | NoticiaCristiana.com

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Tanzania, Zanzibar: Bruciati due edifici di culto di Chiese Evangeliche

tanzania-ungujaDue edifici di culto nella periferia di Unguja Township, sull’isola di Zanzibar in Tanzania, sono stati bruciati da sospetti musulmani radicali il 28 giugno, secondo un rapporto di Compass Direct del 30 giugno. Un volantino con questo messaggio, “Non vogliamo Chiese nella nostra strada. Oggi bruceremo la chiesa, e se continuerete bruceremo anche la vostra casa”, è stato lasciato a casa dell’uomo che ha donato l’appezzamento di terreno per l’edificio di culto della chiesa The Evangelical Assemblies of God che è stato poi bruciato. L’edificio di culto della Pentecostal Evangelical Fellowship in Africa, a pochi chilometri di distanza, è stato anch’esso bruciato. La settimana prima, l’assistente di uno sceicco si era avvicinato al responsabile della chiesa e gli aveva detto che l’edificio, che era in fase finale di costruzione, sarebbe stato distrutto a meno che non avessero interrotto la costruzione.

Via | Persecution.net

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Mauritania: estremisti uccidono insegnante americano

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Foto da ralphbuckner.com

E’ già stato celebrato il funerale dell’ennesima vittima del fondamentalismo islamico. Questa volta si tratta di un cittadino americano residente in Mauritania, una vicenda di cui si sta parlando molto nel web e soprattutto negli USA. Proprio USA Today, il famoso periodico americano, titolava “Al Qaeda rivendica l’assassinio del cittadino americano in Mauritania”, una rivendicazione fatta attraverso Al-Jazeera TV, in cui l’omicidio veniva attribuito a membri del ramo nord africano dell’organizzazione terroristica. Christopher Leggett, 39 anni, è stato brutalmente ucciso martedì 23 giugno davanti alla sua scuola di lingua e informatica situata nella capitale, Nouakchott. Il motivo dell’esecuzione, secondo le dichiarazioni degli estremisti, è “l’attività missionaria” di Chris, perché secondo loro il giovane padre di famiglia stava cercando di convertire musulmani al Cristianesimo.

La famiglia di Chris ha emesso un comunicato con il quale perdona gli assassini e chiede che vengano presi e processati equamente. “Nello spirito d’amore cristiano, noi esprimiamo il nostro perdono per coloro che hanno tolto la vita al nostro prezioso figliolo”, hanno affermato in una dichiarazione distribuita in inglese, francese e arabo. “Chris aveva un amore profondo per la Mauritania e per la sua gente, un amore che noi condividiamo. Malgrado lo sconvolgente evento, noi non portiamo nessun rancore per la gente di qui. A livello spirituale, noi perdoniamo gli assassini, chiedendo soltanto che giustizia venga fatta”. Secondo le fonti locali, il Ministro della Giustizia avrebbe definito la morte di Chris “una grave perdita per la Mauritania”, visto l’impegno e l’utilità della scuola che l’americano aveva creato e dirigeva.

A quanto pare, il commando composto da due estremisti ha agito con l’obiettivo di rapire il povero Chris, ma quest’ultimo ha resistito inizialmente con successo al rapimento, cosa che ha fatto reagire i rapitori a colpi di arma da fuoco: il corpo di Chris è stato lasciato sul ciglio della strada crivellato di colpi in testa. Lui, sua moglie e i loro 4 figli vivono in questo paese da 7 anni, dove hanno avviato un’agenzia che fornisce corsi di informatica, di cucito (particolarmente utile da quelle parti) e alfabetizzazione, oltre a un programma di micro-credito che doveva servire alle persone del luogo per avviare una loro attività. Questo utilissimo lavoro umanitario aveva reso Chris molto conosciuto e apprezzato nella zona e forse proprio questa sua attività umanitaria svolta con amore cristiano è stata ritenuta dagli estremisti una forma di evangelizzazione troppo efficace per essere lasciata libera.

La Mauritania è una repubblica islamica, la cui costituzione decreta l’Islam come la religione dei cittadini dello Stato; oltre il 99% degli abitanti, infatti, si professa musulmano e sono governati da uno stato centrale che tendenzialmente limita la libertà di religione. All’atto pratico, le altre religioni sono in linea di massima tollerate, anche se vi sono espresse limitazioni nel proselitismo e nella diffusione di materiale religioso. Le piccole comunità non musulmane vivono in pace, ma l’evento tragico di Chris, la rivendicazione da parte di Al Qaeda e l’escalation di terrore applicata dall’Islam nel continente africano (leggasi Somalia, Nigeria, Egitto, Eritrea, Algeria, ecc…) aprono scenari preoccupanti anche per la Mauritania.

Fonte: Porte Aperte Italia

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Foto di attualità #3

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Rappresentanti del Comitato di famiglie e amici degli innocenti prigionieri di Acteal in conferenza stampa in una libreria evangelica di Città del Messico hanno chiesto libertà per gli accusati che sono detenuti nel carcere di El Amate, in Chiapas. I prigionieri sono accusati della strage avvenuta il 22 dicembre 1997 ad Acteal, Chiapas, in cui furono brutalmente uccise 45 persone. Foto: Luis Humberto Gonzalez (da: LaJornada)

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