Un giovane appartenente alla minoranza etnica dei Hroi è morto dopo essere stato sottoposto a torture al fine di fargli rinnegare la sua fede cristiana.
La conferma della notizia giunge quando il Presidente Vietnamita Nguyen Minh Triet si è recato negli USA in una storica visita ufficiale e commerciale (per affari che si aggirano su gli 11 milioni di dollari), per incontrare Bush a Washington D.C., il venerdì 22 Giugno.
Martiri
PAKISTAN: La storia di Azra Bibi
Proprio come per gli ebrei al tempo di Mosè, molti cristiani sono ancora oggi costretti a costruire mattoni per i propri oppressori. Oggi, questo antico modello di schiavitù è in funzione in Pakistan.
In Pakistan, molte persone come Azra Bibi portano il doppio fardello della povertà e della persecuzione.
Azra, 20 anni, è nata nella fabbrica di mattoni Malik Saleem. La sua famiglia, gli unici cristiani in questa comunità musulmana, passava ogni giorno in questo lavoro durissimo fabbricando centinaia di mattoni.
“Io non ho ricevuto una educazione. Mi piaceva vedere gli altri bambini andare a scuola. Volevo diventare un insegnante della Parola di Dio, ma mia madre guadagnava meno di un euro al giorno. Mio padre morì, e vivevamo di stenti.
ERITREA – MARTIRI: Un’altra vittima del regime repressivo
Migsti Haile (33 anni) è morta ieri, 5 settembre, nel Centro di Istruzione Militare Weaa in seguito alle torture subite per aver rifiutato di sottoscrivere un documento di abiura della sua fede. Haile, studentessa e membro attivo della chiesa Rhema, era una delle 10 cristiane arrestate durante
LAOS: Almeno tredici cristiani assassinati
Lo scorso giugno sarebbe stato sventato negli Stati Uniti un complotto che mirava a far cadere il regime comunista laotiano. Le autorità del Laos hanno allora lanciato una caccia ai cristiani appartenenti all’etnia hmong. A luglio, almeno tredici di loro sono stati uccisi durante dei raid effettuati dall’esercito e dalla polizia nella provincia di Bokeo, nel nord-ovest del Laos.
Etiopia: Il coraggio di Myriam, figlia di martire
Il padre di Myriam era un evangelista. È stato assassinato da degli estremisti perché non esitava ad annunciare l’amore di Cristo intorno a sé. Myriam ha trovato rifugio dai suoi nonni in una regione montagnosa dell’Etiopia. Vive con sua madre e i suoi sei giovani fratelli e sorelle. È lì che noi siamo andati a farle visita e che dall’alto dei suoi 12 anni ci ha condiviso il suo coraggio e la sua fede: “quando i miei fratelli e sorelle mi parlano di papà, gli dico di non preoccuparsi perché Dio è con noi. Ma non sono sicura che essi comprendano”.