Gerusalemme: Un nuovo museo di fronte al Muro del Pianto esporrà un grande plastico dell’antico Tempio

Tra le costruzioni di fronte al Muro del Pianto è in via di realizzazione un nuovo museo dove sarà esposto un grande plastico del Tempio. Tra i finanziatori del progetto ci sono anche i noti attori Kirk e Michael Douglas.

Il museo sarà allestito nel complesso della Yeshiva Aish HaTorah “Fuoco della Torah”.

Ai visitatori sarà offerto un viaggio nella storia del popolo ebraico, dal tempo di Abramo ai nostri giorni. Il percorso storico servirà anche a dare risalto al significato della presenza degli ebrei nella Terra di Israele a al loro contributo al progresso del mondo.

Il rabbino Yehuda Weinberg, responsabile del gruppo promotore del progetto, in una dichiarazione al giornale Yedioth Ahronoth ha escluso che il museo abbia finalità politiche.

Sono previsti interni lussuosi ma sarà l’anfiteatro sponsorizzato dai Douglas lo spazio principale della struttura. Su di un grande schermo vitreo, attraverso il quale si potrà vedere il Muro del Pianto, scorrerà la storia nella nazione ebraica.

Adattamento: R.P.

Fonte: SBF Taccuino / Ofer Petersburg, Ynet news ( 22 aprile 2008 )


a sinistra (vedi freccia nera) la Yeshiva Aish HaTorah (foto: BiblePlaces.com)

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Il Muro del Pianto rischia di crollare?

Dopo la parete meridionale della Spianata del Tempio e una sezione delle antiche mura di Masada, ora anche le pietre del Muro del Pianto rischiano di crollare. Il rabbino Shmuel Rabinovitch ha dichiarato che vi è il pericolo di sgretolamento.

Le pietre soggette al deterioramento non solo quelle risalenti al Secondo Tempio (strato inferiore) ma le pietre di piccola dimensione della parte superiore del muro, finanziata nel diciannovesimo secolo dal banchiere britannico Sir Moses Montefiore per riparare l’area interessata.

I lavori di consolidamento saranno completati nel corso dell’estate, prima che le piogge invernali facciano cadere delle pietre sulle persone che pregano al Muro del Pianto.

Per gli esperti non c’è nessun pericolo imminente. Si stima che l’anno scorso, sommando i turisti e gli abitanti locali, abbiano visitato il Muro cinque milioni di persone.

Trattandosi di un luogo santo, l’intervento di restauro non è solo una questione di ingegneria ma interessa anche l’aspetto religioso. Rabinovitch ha ricordato che la legge o halacha proibisce la rimozione delle pietre del Muro, anche in caso di riparazione.

L’impalcatura sarà elevata nell’area dove i fedeli pregano, per evitare che possano subire danni dalla caduta di pezzi mentre si procede alla fissazione delle pietre.

In passato, il rabbino capo sefardita di Israele, Shlomo Amar aveva dichiarato che il lavoro di restauro del Muro del Pianto dovrebbe essere eseguito solo da Ebrei dopo essersi purificati in una mikve, e che i lavori potrebbero essere condotti solo durante il giorno.

Adattamento: R.P.

Fonte: SBF Taccuino / Etgar Lefkovits, The Jerusalem Post ( 14 aprile 2008 )

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Road90.com – Nuovo servizio di video on line interamente dedicato a Israele

Road90.com è un sito di hosting video che consente all’utente registrato di caricare, condividere e commentare video che riguardano Israele (città, villaggi, natura, giudaismo, aree culturali e storiche…). Ogni video ha un limite massimo di 10 minuti e 100 MB.

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Yad Vashem mette on line circa 130.000 immagini

Gli archivi di immagini di Yad Vashem sono on-line a partire da giovedì. Circa 130.000 scatti storici, cioè la più grande raccolta di immagini di questo tipo al mondo, sono ora accessibili via internet: vi sono testimonianze dei ghetti, dei campi di lavoro, dei lager, della liberazione, e della vita dei sopravvissuti dopo la guerra.

Fonte: Israele.net – 02.05.2008

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Israele: Lo Yad Vashem spiega l’Olocausto al mondo su YouTube

Al via due canali con documentari in inglese e arabo

Roma, 1 mag. (Apcom) – Lo Yad Vashem, istituzione leader nella documentazione e ricerca sull’Olocausto, ha lanciato due canali esclusivi su YouTube in concomitanza con il Giorno della Shoah, che si celebra oggi in Israele. L’iniziativa, scrive lo Yedioth Ahronoth, ha lo scopo di “presentare al pubblico anglofono e arabofono dei materiali con cui altrimenti potrebbero non entrare mai in contatto”.

I canali ospitano cortometraggi da 2-10 minuti, con testimonianze e storie personali delle vittime e dei sopravvissuti ai campi di sterminio nazisti, oltre ad alcuni interventi e immagini dei leader mondiali che hanno fatto visita negli anni al Museo dell’Olocausto di Gerusalemme.

L’organizzazione ha già annunciato che intende caricare nuovi filmati nella piazza virtuale del ‘video sharing’ più frequentata al mondo, e che presto partiranno altri canali, in ebraico e diverse altre lingue. YouTube è solo una delle tappe della campagna di comunicazione sul Web che lo Yad Vashem ha portato avanti negli ultimi mesi, con siti in ebraico, inglese, russo e persiano. Da gennaio è partita anche la versione in arabo.

“Vogliamo offrire un’alternativa alla maggioranza moderata di questi paesi e fornire loro informazioni attendibili sull’Olocausto” spiega uno dei dirigenti dello Yad Vashem, Avner Shalev.

Fonte: Alice Notizie/Apcom

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