Migliaia di membri delle Assemblee di Dio in Myanmar hanno perso la casa, almeno 17 luoghi di culto sono stati distrutti, incerto il numero delle vittime fra i credenti

Secondo notizie delle Assemblee di Dio d’America sarebbero migliaia i credenti in Myanmar che hanno perso la casa, ed è confermato che per ora sono 17 i luoghi di culto che sono stati distrutti dal ciclone Nargis, decine di altri luoghi di culto si troverebbero in zone isolate devastate dal ciclone.

Sul sito delle Assemblies of God c’è la possibilità di fare una donazione on line a favore delle vittime del ciclone Nargis. Chi desidera può andare sul sito AGRelief e cliccare su Donate, una volta nella pagina copiate il seguente codice in neretto: AGRelief — Myanmar Cyclone 891167-9 (42). Fate clic sul link Donate che c’è in fondo alla pagina. Specificate l’ammontare in dollari che volete dare e incollate il codice nel campo Comments. Fate clic su donate e seguite la procedura.

Il Signore vi benedica.

“Così dunque, secondo che ne abbiamo l’opportunità, facciam del bene a tutti; ma specialmente a quei della famiglia dei credenti.” (Galati 6:10)

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Israele: Un’ebrea messianica al Concorso Biblico Nazionale

[…] La giovane Bat-El Levi (17 anni e mezzo) è la figlia del pastore dell’assemblea messianica di un villaggio della Giudea, che è anche in servizio nell’Aeronautica Militare.
Questa ragazza è stata accettata, dopo diverse prove di selezione, per partecipare al Concorso Biblico Nazionale che si svolge ogni anno in occasione di ‘Yom Ha’Azmaut’: giorno dell’indipendenza di Israele, il prossimo giovedì (n.d.r. domani), questo concorso sarà ritrasmesso in diretta sulla prima rete della TV israeliana.
La maggior parte dei partecipanti sono adolescenti che provengono da yeshivot (scuole religiose ebraiche).
Bat-El invece studia in una scuola laica e ciò che è più grave agli occhi dei religiosi è che lei è messianica, quindi riconosce Yeshua come Messia e Figlio di Dio.
Una parte della comunità religiosa ha portato il caso davanti al tribunale, accusando la giovane di non essere ebrea.
Il tribunale ha considerato pienamente ebrea la ragazza e non ha visto alcun motivo per impedirle di partecipare al concorso.
I religiosi sono molto scontenti e vogliono continuare la loro lotta per impedire alla giovane messianica di partecipare al concorso. […]

Fonte: Judaisme Messianique

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Ciclone in Myanmar: appello dell'Alleanza Mondiale Battista

Il BWAid lancia un appello per la raccolta fondi a favore delle vittime

ROMA, 7 MAGGIO 2008 – Il BWAid, l’organismo di soccorso dell’Alleanza Mondiale Battista (AMB), si è impegnato a versare 50.000 dollari destinati a fornire assistenza nel soccorso per l’emergenza in Myanmar.

Il Myanmar, ex Birmania, ha subito un devastante ciclone che ha colpito il paese del sud-est asiatico sabato 3 maggio, causando la morte, secondo le stime, di ben 22.000 persone, ma vi è il fondato timore che il numero delle vittime sia destinato ad aumentare, dato che decine di migliaia sono i dispersi. Vaste aree del paese sono fortemente allagate.

In aggiunta all’aiuto economico, il BWAid sta coordinando gli sforzi di soccorso con i battisti di tutto il mondo. “Stiamo lavorando insieme alla Convenzione Battista del Myanmar e siamo in contatto con partner BWAid in Nord America, Europa e Asia “, ha detto Paolo Montacute, direttore della BWAid.

Tra i bisogni immediati delle persone colpite dal ciclone e dalle inondazioni vi sono acqua potabile, cibo, coperte e kit medici. La Convenzione Battista del Myanmar, membro dell’AMB, è il più grande gruppo Battista in Asia con più di 1,1 milioni di credenti battezzati. La testimonianza battista è diffusa in larga misura tra le minoranze e i gruppi etnici emarginati, come ad esempio i Karen, Chin e Kachin.
Donazioni per i soccorsi in Myanmar possono essere inviate al BWAid Emergency Response Fund, (http://www.bwanet.org/bwaid) o all’Ucebi (http://www.ucebi.it/donazioni.php) specificando nella causale: VITTIME CICLONE MYANMAR

Fonte: Ucebi

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India: Il processo per l'attacco a Walter Masih

Il governo nazionalista indù del Rajasthan ha comunicato che si è conclusa l’investigazione della polizia, riguardo all’attacco di un anno fa, a Jaipur capitale dello Stato, ai danni del pastore Walter Masih, dove una dozzina di estremisti indù ha fatto irruzione nella sua Casa di Preghiera, aggredendolo con bastoni e verghe, e ferendolo in maniera da lasciargli segni piuttosto evidenti. In quell’occasione, le immagini video dell’attacco vennero diffuse attraverso TV e internet.

Secondo l’Associazione Legale Cristiana (ACL), il governo dello Stato, fortemente influenzato dal partito estremista indù, il Bharatiya Janata Party, si è rifiutato di sanzionare con le accuse più pesanti i 14 estremisti esecutori dell’aggressione, in un primo tempo arrestati ma poi rilasciati dietro pagamento di una cauzione. Infatti non sono state imputate agli aggressori le aggravanti derivanti dal movente di tipo religioso, in quanto queste prevedrebbero severe azioni penali. La Polizia ha minimizzato l’accaduto ridimensionando il tutto ad un normale attrito tra cittadini; per giustificare le offese di natura religiosa, più tardi i rappresentanti delle forze dell’ordine hanno aggiunto che le frasi d’insulto di tipo religioso erano da collegare al fatto che si trovavano in un luogo religioso: niente a che vedere dunque con l’intolleranza religiosa. Secondo ACL, “Il caso fomenterà negli estremisti la fiducia di poter mettere in atto azioni simili, in tutta impunità”, “questo perché il reato è stato declassato a livello di pure e semplici offese”.

Fonte: Porte Aperte Italia

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Corea del Nord: Infiltrati del governo per 'stanare' i cristiani

In un’intervista realizzata dalla Commissione USA sulla libertà religiosa internazionale (U.S. Commission on International Religious Freedom, USCIRF), sei tra poliziotti ed agenti di sicurezza hanno ammesso di essere stati specificatamente formati ed istruiti dai loro superiori per infiltrarsi, fingendosi cristiani, nelle riunioni di preghiera di fratelli nord coreani, al fine di incriminare, arrestare e, a volte, giustiziare i credenti in Corea del Nord. L’obiettivo dichiarato è quello di scovare i piccoli gruppi cristiani ed eliminarli.
Gli agenti intervistati hanno anche spiegato che il Governo Nord Coreano considera la religione, ed in particolare il Cristianesimo, un attentato alla sicurezza nazionale. Perciò il governo forma agenti specificatamente dedicati ad “arginare” la diffusione della fede cristiana, preparandoli a creare finte riunioni di preghiera, dando loro basi teologiche ed infiltrandoli nelle chiese in Cina. Hanno fatto sapere che le detenzioni e gli interrogatori di cristiani sono continui, dato che il Governo crede che i missionari sud coreani siano un pericolo per la stabilità dello Stato.

Fonte: Porte Aperte Italia

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