Cina, un responsabile di una chiesa domestica e sua madre dell’età di 76 anni sono stati arrestati per la seconda volta

L’8 febbraio, Hua Huiki e sua madre dell’età di 76 anni che erano già stati arrestati una prima volta dall’Ufficio della Sicurezza Pubblica del distretto di Chaoyang, sono stati arrestati per la seconda volta dall’Ufficio della Sicurezza Pubblica del distretto di Chongwen.

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Eritrea: Due pastori ed un amministratore di chiesa sono stati rilasciati, un altro pastore è stato fermato a fine gennaio

Simon Tsegay e Gebremichel Yohannes sono usciti di prigione a fine gennaio dopo quattro mesi d’incarcerazione. Il primo era pastore, il secondo amministratore della chiesa Kale Hiwot. Entrambi erano stati fermati nel settembre del 2006 nella città di Adi-Tezlelan, a circa 30 km al nord di Asmara.

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Reportage: Arabia Saudita, combattimento spirituale nonostante un accecamento onnipresente

L’Arabia Saudita ha espulso quattro cristiani dell’Africa dell’Est che erano stati arrestati mentre presiedevano un incontro di preghiera a Jeddah. Uno dei responsabili di chiesa, di origine etiopica, ha anche dovuto rimandare il suo matrimonio! Quest’esempio mette in evidenza il margine di manovra stretto di cui dispongono i cristiani in Arabia Saudita per esercitare le loro attività.

Arrestati il 9 giugno 2006, i responsabili della chiesa sono stati percossi, poi rinchiusi per più d’un mese; sono stati torturati durante questo periodo. Masai Wendewesen, rimandato nel suo paese d’origine, l’Etiopia, il 16 luglio 2006, ha dichiarato che lui e i suoi compagni non erano mai stati riconosciuti formalmente colpevoli. Secondo il datore di lavoro saudita di Masai, i quattro cristiani sono stati arrestati ed imprigionati per aver “predicato a dei musulmani, impiantato delle chiese e radunato uomini e donne per la preghiera”. I quattro cristiani lavoravano in Arabia Saudita come autisti e conducenti di camion.

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Uzbekistan: Un pastore arrestato dalla polizia

“Sono chiamato da Dio per essere un pastore in Uzbekistan. Sono in pellegrinaggio, senza casa, senza chiesa e senza statuto ufficiale, ma sono con Dio. Sono stato pastore per 13 anni, non ho il diritto di lasciare il paese ed abbandonare la chiesa che ho contribuito a creare 4 anni fa. Sono innocente, non posso andarmene e lasciare il mio nome infangato”. È così che si era espresso il pastore Dmitry Shestakov durante una conversazione alcuni mesi fa.

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Il blog di Illuminato Butindaro
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