Preti pedofili, per le vittime americane un risarcimento di 5,5 milioni di dollari

I fatti denunciati dalle diciotto vittime sono avvenuti tra gli anni ’50 e ’80 e i tre preti accusati sono ormai morti

L’arcivescovado di Denver, Colorado, ha annunciato ieri la risoluzione in via amichevole di 18 denunce presentate da vittime di preti pedofili, per un ammontare di 5,5 milioni di dollari. Le denunce erano relative a fatti avvenuti dagli anni ’50 agli anni ’80. I tre preti coinvolti sono morti, ha detto l’arcivescovado in un comunicato, precisando di aver venduto alcuni beni di sua proprietà per poter versare la somma alle vittime. Dal 2005, l’arcivescovado ha versato in totale 8,22 milioni di dollari per risolvere in via amichevole 42 denunce per fatti di pedofilia. L’accordo annunciato ieri costituisce l’ultimo di una lunga tra la chiesa cattolica americana e le vittime di abusi sessuali dal 2002 ad oggi. A tutt’oggi la Chiesa ha versato quasi 3 miliardi di dollari alle numerose vittime che hanno accusato le autorità religiose di aver chiuso gli occhi sugli abusi sessuali. Secondo l’organizzazione “Responsabilità dei vescovi”, quasi 3.000 preti, su un totale di 42 mila negli Usa, sono stati denunciati. Le denunce, comunque, raramente diventano penali anche perché di solito si raggiungono accordi finanziari.

Fonte: L’Unione Sarda

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Abusi all’oratorio e ai campeggi Arrestato un sacerdote a Roma

Il prete della parrocchia ‘Natività di Maria Santissima’ è finito in carcere con l’accusa di violenza sessuale continuata e aggravata: attirava i ragazzi con la promessa di cd, dvd e abbigliamento

Roma, 30 giugno 2008 – Abusi durante le ore d’oratorio, le gite in campagna, i campeggi estivi. Avvenuti negli ultimi dieci anni. Per l’accusa di violenza sessuale continuata e aggravata, è finito in carcere un sacerdote della parrocchia ‘Natività di Maria Santissima’, in via di Selva Candida, a Roma.

Nei confronti del prete, R.C., 55 anni, è stata emessa una ordinanza di custodia cautelare dal gip Andrea Vardaro, su richiesta del sostituto procuratore Francesco Scavo. Già in passato il prete sarebbe stato rimosso, per un breve periodo, dal suo incarico, dopo alcune voci che lo chiamavano in causa per i fatti oggetto ora dell’inchiesta penale.

Gli abusi sarebbero avvenuti – stando all’atto d’accusa – tra il 1998 e il marzo scorso, a danno di almeno 7 minori. Anche se secondo chi indaga le vittime del sacerdote potrebbero essere di più. A dare il via all’indagine è stata la denuncia di un altro prete. Gli investigatori del nucleo operativo di via In Selci, poi hanno sentito i ragazzi che hanno raccontato le violenze subite quando frequentavano l’oratorio e le altre attività della parrocchia, e che oggi hanno ormai tra i 16 ed i 24 anni.

Gli abusi e le violenze, sarebbero avvenuti, in alcuni casi, nello stesso appartamento del prelato, all’interno della canonica. R.C., dopo esser riuscito ad accattivarsi le simpatie di alcuni bambini, che si stavano preparando a ricevere la prima comunione, li avrebbe invitati a pranzo o a cena, per poi vincerne le resistenze. In altri casi la scusa era quella di impartire lezioni private. Le violenze sarebbero avvenute anche nel corso dei campi estivi che il sacerdote, responsabile dell’oratorio, organizzava in località di montagna.

Il prete, secondo gli atti d’accusa, attirava i ragazzi nella sua dimora dietro la promessa di soldi, cd, dvd, capi d’abbigliamento. Il prete, inoltre, avrebbe fatto vedere ai bambini, prima degli abusi, film pornografici. Questi, inoltre, sarebbero stati trovati addirittura nell’appartamento del sacerdote, nel corso di una perquisizione.

Fonte: Quotidiano.net

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[Audio Streaming] Due ex suore raccontano la loro conversione a Gesù Cristo

E’ stata messa on line la testimonianza audio di Annamaria e Cristiana, due ex-suore della Chiesa Cattolica Romana, che raccontano la loro conversione a Gesù Cristo. Una bella testimonianza. Lunghezza 31 minuti: peso 30 MB circa. Qui sotto la puoi ascoltare in audio streaming, oppure scaricare facendo clic qui.

Per chi vuole scrivergli o telefonargli può farlo andando a questa pagina

Como: abusi su disabile, parroco condannato a 8 anni di reclusione

29 Maggio 2008, 14:17

COMO – Nel 2004 avrebbe abusato di un ragazzino 14enne con lieve disabilità mentale. Oggi don Mauro Stefanoni, l’ex parroco di Laglio e Brienno, è stato condannato dal Tribunale di Como ad otto anni di reclusione. La sentenza è arrivata dopo otto ore di camera di consiglio. L’imputato, che oggi non era in aula, ha sempre respinto le accuse. (Agr)

Fonte: Instablog

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Algeria: mons. Teissier chiede la liberazione dell’algerina convertita al cristianesimo

Per Habiba Kouider, cittadina algerina convertitasi quattro anni fa al cristianesimo e accusata di aver “praticato un culto non musulmano senza autorizzazione”, il tribunale di Tiaret, nell’Algeria sudoccidentale, ha chiesto un approfondimento delle indagini nel processo. Trovata in possesso di Bibbie e Vangeli, la donna era stata arrestata nei primi di aprile e per lei, la settimana scorsa, il procuratore aveva chiesto tre anni di reclusione. “Mi auguro il rilascio di Habiba Kouider – ha detto al quotidiano El Khabar l’arcivescovo emerito di Algeri mons. Henri Teissier – tanto più che il giudice ha espresso sulla questione un giudizio differente da quello del procuratore”. La Lega algerina dei diritti dell’Uomo (LADDH) ha commentato positivamente la decisione del tribunale di Tiaret, ritenendo che la donna non abbia commesso nulla di vietato. “E’ un buon giudizio – ha dichiarato a Radio France Internationale il presidente della Lega Ghechir Boudjema – perché si è considerato che i poliziotti e la sezione della procura abbiano commesso un errore nel condurre Habiba Kouider davanti la giustizia”. Ghechir Boudjema ha aggiunto che nella legge algerina non vi è alcun testo che sanzioni una persona per possesso di un libro sacro, la Bibbia, il Corano o altra cosa. Intanto, ieri, sempre a Tiaret, si è aperto un altro processo contro sei protestanti algerini accusati di proselitismo e arrestati, all’uscita di una casa dove si erano riuniti per pregare, per aver praticato un culto in un luogo non autorizzato. Per loro sono stati chiesti 2 anni di carcere. Le autorità religiose algerine da alcuni mesi conducono una vigorosa campagna contro quella che definiscono una “campagna di evangelizzazione” da parte dei movimenti evangelici, escludendo da questa campagna la Chiesa cattolica. Mons. Teissier – scrive la France Presse – ha affermato che la Chiesa cattolica, le cui radici in Algeria risalgono ai primi cristiani, non è implicata in attività di evangelizzazione. Il ministro algerino degli Affari Religiosi Bouabdallah Gholamallah ha recentemente definito gli evangelisti dei “fuorilegge” ed ha affermato che il loro obiettivo sarebbe quello di costituire “una minoranza (cristiana) per favorire l’ingerenza straniera negli affari interni dell’Algeria”. Intanto in Cabilia alcune comunità evangeliche rivendicano la libertà di culto autorizzata dalla Costituzione, mentre ha già raggiunto 2.500 firme la petizione in favore della difesa delle libertà individuali e in particolare della libertà di culto, rilanciata dal quotidiano El Watan. (T.C.)

Fonte: Radio Vaticana – 28/05/2008 15.15.22

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