Un’iscrizione aramaica scoperta sul Monte Sion a Gerusalemme

Su una tazza di pietra, datata nel primo secolo e adoperata per riti di purità, è stata scoperta un’iscrizione aramaica unica nel suo genere. Il rinvenimento è avvenuto in uno scavo condotto sul Monte Sion a Gerusalemme.

L’area dello scavo è all’interno del parco nazionale di Gan Sobev Homot Yerushalayim nei pressi della porta di Zion della città antica.

L’iscrizione si compone di dieci righe in lettere aramaiche ben definite, ma il significato del testo è un enigma. Sono all’opera per decifrarlo diversi esperti.

iscrizione-aramaica

I caratteri sono nitidi e ben incisi e occorreranno, si prevede, un paio di mesi per capire il significato dell’iscrizione. Secondo il prof. Shimon Gibson, dell’università del North Carolina a Charlotte, è come aver scoperto le lettere scritte a mano dagli avi.

Il ritrovamento è di rilievo perché sono poche le iscrizioni scoperte a Gerusalemme che risalgono a questo periodo.

Adattamento : R.P.
Fonte: SBF Taccuino / Etgar Lefkovits, The Jerusalem Post ( 29 luglio 2009 )

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Scavi a Tell Jalul in Giordania rivelano i segreti dell’epoca persiana

tell-jalulAdagiata sulle pianure di Madaba e circondata da terreni da pascolo, un’antica collina, ora conosciuta come Jalul, secondo gli esperti ha una miriade di storie da raccontare.

Randy Younker, direttore dell’Institute of Archaeology della Andrews University, ha dichiarato che Tell Jalul, considerato il più vasto tell esistente in tutta la regione centrale, ha una storia che abbraccia migliaia di anni e diversi imperi.

L’altura, più estesa della sua città sorella dell’età del Bronzo Heshban, a circa cinque chilomentri a nord, raggiunse il suo apice durante l’epoca persiana, un periodo storico della Giordania di cui si conosce poco.

Nel tentativo di sconfiggere e occupare l’Egitto faraonico, i persiani conquistarono tutte le aree nel Levante, in particolare la Transgiordania e la Palestina, che spesso servivano come campi di battaglia per i due imperi in guerra.

Nel corso del quinto-sesto secolo a.C., quando la Persia si spinse verso il Nilo e occupò la regione dell’Egitto moderno fino all’Iran, Tell Jalul fiorì, diventando una grande città con sistemi avanzati di agricoltura.

Gli scavi effettuati dalle squadre della Andrews University e del Department of Antiquities negli ultimi dieci anni hanno rivelato insediamenti databili al 1200 a.C. e forse anche precedenti. Secondo Younker la vicinanza dell’antico insediamento alla Strada dei Re, le risorse d’acqua sotterranee e le terre floride molto probabilmente ne facevano un sito appetibile.

Le squadre hanno scoperto un canale d’epoca persiana, usato per controllare il livello d’acqua della riserva della città e resti di un complesso sistema di irrigazione per erogare acqua alle pianure circostanti. Gli scavi hanno messo in luce un’architettura e una pavimentazione del periodo dell’occupazione persiana.

Nonostante il nome della città dell’età del Ferro sia ancora sconosciuto, statuette, sigilli ufficiali e frammenti di ceramiche indicano che gli abitanti dell’area parteciparono ai commerci tra l’Egitto, l’est, Cipro e il nord.

Gli scavi hanno anche riportato alla luce sigilli incisi che recano il nome di personaggi ammoniti di primo piano del settimo secolo a.C. Ciò vuol dire che nella tarda età del Ferro, il regno ammonita si estendeva più a sud di quanto non si pensasse, fin verso l’odierna Madaba.

Ugualmente importante, secondo Younker, è la vasta città dell’era mamelucca, che circonda la collina con una serie di edifici, abitazioni e cisterne. Questo contesto induce gli esperti a pensare che l’area giocasse un ruolo di rilievo nel corso del dodicesimo secolo e che fosse impiegata come caravanserraglio lungo la strada del pellegrinaggio verso la Mecca.

L’archeologo ha dichiarato inoltre che le squadre stanno scavando una struttura che si pensa sia un’ampia porta dell’età del Ferro posta a protezione della città e di una tomba del settimo secolo quasi per metà scavata con dozzine di corpi.

La prossima stagione di scavi, fissata per il 2011, si concentrerà sull’esplorazione dell’ampio edificio o torre amministrativa dell’età del Ferro.

Adattamento : R.P.
Fonte: SBF Taccuino / Taylor Luck, The Jordan Times ( 23 luglio 2009 )

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Gerusalemme: scoperta cava pietre risalente ai tempi di Erode

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foto da: www.antiquities.org.il

Scoperta in un quartiere di Gerusalemme una cava di pietra risalente ai tempi di Erode (fine del Secondo Tempio). Secondo gli archeologi, le pietre estratte vennero utilizzate per costruire le mura del Tempio.

Fonte: Israele.net

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Foto di attualità #7

attualita-antico-acquedotto-gerusalemme
Foto da: www.antiquities.org.il

Scoperto recentemente a Gerusalemme un antico acquedotto che portava l’acqua alla Cisterna del Sultano, a sud della Porta di Giaffa. L’acquedotto garantiva l’approvvigionamento di acqua potabile a pellegrini e abitanti e venne utilizzato anche a scopi di purificazione. È stato portato alla luce durante scavi archeologici preventivi condotti nel quartiere Michkenot Shaananim, prima della costruzione del nuovo museo Montefiore. (Fonte: Israele.net)

Vedi anche:
L’acquedotto che convogliava l’acqua alla piscina del Sultano – SBF Taccuino

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Israele, Gerusalemme: Rinvenuto a Ras el-’Amud un antico manico di vaso con inciso il nome ebraico Menachem

manico-vaso-nome-menachemRecentemente, in uno scavo archeologico che l’Israel Antiquities Authority sta conducendo nel quartiere di Ras el-’Amud, è stata scoperta un’iscrizione in ebraico antico che menziona il nome di “Menachem”.

I resti dell’insediamento sono riconducibili a diverse fasi del periodo cananeo medio (2200-1900 a.C) e agli ultimi anni del periodo del Primo Tempio (VIII-VII sec. a.C.). Tra i resti provenienti dal periodo del Primo Tempio vi è un manico su cui è inciso in ebraico il nome di Menachem ל)מנחם). Secondo l’archeologo Ron Beeri, direttore dello scavo, questa è un’importante scoperta che collega nomi simili trovati negli scavi nell’antico Oriente e in particolare in Israele. I nomi di Menachem e Yinachem sono espressioni di condoglianza – probabilmente collegati alla morte dei membri della famiglia.

Il Dr. Beeri aggiunge che tali nomi già sono apparsi in precedenza nel periodo cananeo: il nome Yinachem è stato trovato scritto su un frammento in ceramica egiziano che data alla diciottesima dinastia ed è anche menzionato nelle lettere di El-Amarna (del quattordicesimo secolo a.C.) quale nome di un governatore egiziano delle coste libanesi.

Questa è la prima volta che un manico con questo nome viene rinvenuto a Gerusalemme. Il nome Menachem si conosce dal corpus di nomi ebraici e fenici. Sono stati trovati in Israele, Assyria, Cipro ed in Egitto sigilli che recano lo stesso nome.

Menachem Ben Gadi è menzionato nella Bibbia. Regnò come sovrano di Israele per dieci anni in Samaria e fu uno degli ultimi re del Regno di Israele. A quanto si legge nel secondo libro dei Re Menachem Ben Gadi ascese al trono nel trentanovesimo anno di Uzziah, re di Giuda.

Menachem, re di Israele, è anche citato nei testi del re di Assyria, Tiglath-Pileser III, come “Menachem di Samaria”, uno dei re da cui il sovrano assiro ricevette il tributo.

Adattamento: R.P.
Fonte: SBF Taccuino / IAA ( 20 maggio 2009 )

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