Ciad: La vita di Cash Steve Goldbold, ostaggio cristiano evangelico americano detenuto dal MDJT, è in pericolo

La vita dell’americano Cash Steve Goldbold detto WARDOUGOU MOLLIA è in pericolo, secondo una informazione pervenuta alla redazione. Cash Steve Goldbold, un umanitario americano dell’Associazione per lo sviluppo del Tibesti, detenuto dal 10 ottobre nel nord del Ciad dal Movimento per la democrazia e la giustizia in Ciad (MDJT), un gruppo armato ostile al presidente Idriss Déby, diretto da Choua Dazi.

Il sig. Goldbold è stato catturato a Zounri, ad una cinquantina di chilometri ad est di Bardaï, città del massiccio del Tibesti situata ad un migliaio di chilometri al nord di N’Djamena. Un membro dell’entourage di questo americano, nato nel 1959 a Miami e presente in Ciad dal 1992, ha confermato il suo rapimento. Egli ha aggiunto che la popolazione locale ha tentato di negoziare per ottenere la sua liberazione, ma che queste trattative non avevano avuto esito positivo per il momento.

Cash Steve Goldbold che appartiene alla Chiesa evangelica in Ciad doveva partecipare ad un progetto di trivellazione a Bardaï finanziato dall’ambasciata degli Stati Uniti a N’Djamena.

Creato nel 1998, il MDJT ha costituito la principale minaccia per il presidente Déby fino alla morte del suo fondatore Youssouf Togoïmi nel 2002. Questa ribellione si è poi divisa in diverse fazioni, molto deboli e che si manifestano raramente sul terreno militare.

Fonte: Blogdei/Dabio.net

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USA: 689 denunce contro preti pedofili

Nel 2007 sono state registrate 689 denunce contro preti pedofili della Chiesa cattolica americana, in genere per fatti anteriori agli anni 1990, secondo un rapporto annuale pubblicato venerdì.
L’anno scorso lo scandalo è costato 615 milioni di dollari alle diocesi ed alle comunità religiose interessate, di cui 526 milioni per porre fine alle azioni giudiziarie, 23 milioni per il sostegno alle vittime ed ai preti incriminati e 60 milioni di spese d’avvocati.

Fonte: Le Figaro /AFP

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[Video] Milwaukee, Wisconsin: Benny Hinn getta il suo fuoco sulla gente

La cosa molto triste è che tanti si commuovono a vedere queste diavolerie. Secondo la Parola di Dio, i servi del Signore possono pregare sui credenti, anche con l’imposizione delle mani, affinché ricevano il battesimo con lo Spirito Santo, come facevano gli apostoli del Signore. Ma questo trasmettere o rilasciare una unzione o un fuoco sui credenti spingendoli o facendo dei gesti violenti davanti o verso di loro, che compie Benny Hinn, non è scritturale, sono tutte cose quelle che fa Benny Hinn che sono estranee alla Parola di Dio. Badate a voi stessi, perché il fuoco di Benny Hinn non è un fuoco che è stato ordinato da Dio, ma un falso fuoco. Per altro, è sconcertante ma allo stesso tempo molto indicativo sentire dire a Benny Hinn che lui non si riconosce con il Benny Hinn televisivo quando è sotto l’unzione, perché ciò vuol dire che lui ad un certo punto perde il controllo di sè quando è sotto questa cosiddetta unzione. Ma non è forse scritto che il frutto dello Spirito è temperanza, ossia, autocontrollo? E’ evidente dunque che questi comportamenti di Benny Hinn non procedono dallo Spirito della verità, ma da un altro spirito che si prende gioco di lui, facendogli credere che lui agisce per lo Spirito. (Tratto da: www.lanuovavia.org)

 

USA: Chiesa potrebbe perdere esenzioni fiscali per aver interferito in campagna elettorale

La United Church of Christ, la Chiesa del candidato democratico alla presidenza degli Stati Uniti, Barack Obama, potrebbe avere problemi dall’agenzia per la riscossione delle tasse, la temutissima Irs per un discorso che Obama ha fatto alla Convenzione nazionale della confessione religiosa.
L’Irs ha infatti notificato alla Chiesa di aver aperto un’indagine sul discorso fatto dal candidato democratico al Sinodo generale della United Church of Christ del 2007, ad Hartford, Connecticut.
Per l’Irs, “ci sono indizi sufficienti a far pensare che la United Church of Christ abbia preso parte al dibattito politico, cosa che potrebbe mettere a rischio le esenzioni fiscali concesse alle confessioni religiose”.
La legge federale prevede che le chiese rimangano neutrali e non partecipino direttamente o indirettamente in attivita’ politiche per questo o quel candidato.

Fonte: Aduc – 27 febbraio 2008

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America sempre meno protestante, più diversa

Un americano su quattro sceglie di cambiare congregazione una volta diventato adulto, e spesso lo fa in favore di chiese senza denominazioni particolari

L’America è sempre più multi-religiosa, e sempre più americani decidono di cambiare fede – o di abbandonarla – nel corso della loro vita. E’ questo il panorama descritto dal Pew Forum on Religion and Public Life, che ha pubblicato i risultati di un importante sondaggio sulla religione degli Stati Uniti, una ricerca che ha coinvolto 35 mila adulti americani.

Sebbene restino la maggioranza nel paese, presto i protestanti dovranno rassegnarsi a rinunciare al primato. Il 25 per cento degli americani, una volta cresciuto, sceglie di cambiare o confessione o di rinunciare completamente alla religione, e se si contano le persone che decidono di cambiare chiesa all’interno della famiglia del Protestantesimo, la percentuale sale a 44. Inoltre un adulto su quattro con età compresa tra i 18 e i 29 anni dichiara di non appartenere a nessuna istituzione religiosa. E’ la diversità a emergere come elemento di distinzione: la maggior parte di chi sceglie di abbandonare le confessioni più tradizionali, infatti, lo fa in favore di congregazioni non affiliate a particolari correnti o denominazioni.

Quel che rimane certo è che gli Stati Uniti rimangono un paese a maggioranza cristiana, con il 78 per cento della popolazione che si definisce tale. La Chiesa Cattolica è quella che ha perso più membri. Meno dell’un per cento degli intervistati si è definito Buddista o Musulmano, mentre l’1,7 per cento è di religione ebraica. Gli atei e gli agnostici sono, infine, il 4 per cento.

Fonte: La Stampa

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