State lontani da ‘Il Rifugio’ (The Shack): è pieno di menzogne
Il libro reclamizzato dalla C.L.C.
In inglese ha il titolo di ‘The Shack’, ed un romanzo scritto da William P. Young e pubblicato nel 2007. E’ diventato un best-seller in America, avendo venduto un milione di copie a giugno del 2008, e fino ai primi del 2010 secondo il New York Times era in cima alla lista dei libri più venduti. E’ un libro che è stato accettato a braccia aperte da tante Chiese Evangeliche e tanti pastori, che lo raccomandano.
In Italiano ha il titolo ‘Il Rifugio’, ed è stato pubblicato da Rizzoli. Viene venduto anche in librerie evangeliche come la Crociata del Libro Cristiano (C.L.C), e la Casa della Bibbia di Torino, e dal centro distribuzione cristiano ‘Articoli Cristiani’ che ha sede a Casalnuovo di Napoli.
Questo romanzo racconta la storia di un certo Mackenzie Allen Phillips, chiamato Mack, sposato con una infermiera di nome Nan, e padre di alcuni figli. Un giorno Mack decide di portare i suoi tre figli più piccoli in campeggio per il fine settimana del Labor Day, e durante quei giorni uno dei suoi figli, precisamente la piccola Missy – che lui da quel momento chiamerà la Grande Tristezza – improvvisamente scompare perché rapita da un maniaco. Partono subito le ricerche, durante le quali la polizia rinviene presso un vecchio rifugio il vestitino rosso di Missy strappato e macchiato di sangue. Comincia per Mack un periodo di grande dolore e tristezza. Un giorno però riceve nella sua cassetta delle lettere, una busta in cui c’era un piccolo pezzo di carta su cui era scritto: ‘Mackenzie, è passato un po’ di tempo. Mi sei mancato. Sarò al rifugio il prossimo fine settimana, se hai voglia di incontrarmi. Pa’ (W. Paul Young, Il Rifugio, Rizzoli Editore, prima edizione 2008, pag. 22). Pa, era ‘il nomignolo preferito di Nan per indicare Dio’ (pag. 29). Mack allora decide, dopo avere ponderato bene la situazione e i rischi che correva, di recarsi al rifugio, che era ‘il simbolo del suo dolore più grande’ (pag. 86).
Arrivato al vecchio rifugio, Mack incontra Pa, cioè Dio, nelle sembianze di una grossa donna afroamerica (pag. 109), Gesù, che ‘sembrava mediorientale ed era vestito da operaio, con tanto di cintura degli attrezzi e guanti’ (pag. 112), e poi una donna asiatica di nome Sarayu, che era lo Spirito Santo (pag. 115). Queste due donne e quell’uomo quindi erano la Trinità (pag. 115)! E’ assolutamente antibiblico presentare Dio e lo Spirito Santo sotto forma di due donne! E poi oltre tutto, nessuno ha mai visto Dio e nessuno lo può vedere (Giovanni 1:18; 1 Timoteo 6:16).
Incominciano dunque delle conversazioni tra Mack e i tre personaggi, conversazioni condite di battute come quella che fa Gesù proprio all’inizio in riferimento alla donna afroamericana: ‘Mi fa impazzire! Ti lancia certe frecciatine … Adora le sorprese, e anche se non si direbbe, ha un tempismo perfetto’ (pag. 118)! E poi la donna afroamericana è una che ridacchia ed usa un linguaggio da gente del mondo, come quando dice a Mack: ‘Vi abbiamo creati per condividere tutto questo, ma poi Adamo ha deciso di andare per la sua strada, come sapevamo che avrebbe fatto, e le cose si sono un po’ incasinate’ (pag. 131). Come anche Sarayu, infatti ella dice ‘qualcosa su quanto maldestri fossero gli umani, e le risate [dei tre] ripresero a forza’ (pag. 138). Addirittura ad un certo punto viene detto che Gesù ‘non riuscì più a controllare le risate’ (pag. 149). Insomma i Tre sono presentati come una Trinità di persone che scherzano e ridacchiano a più non posso. Ovviamente tutto questo costituisce un affronto verso Dio e Gesù, e lo Spirito Santo perché non è affatto questo il loro modo di parlare, essendo il loro un parlare santo, giusto, grave e irreprensibile. Alla fine delle conversazioni poi Pa porterà Mack nel luogo dove si trovava il corpo senza vita di Missy. Prenderanno il corpo e lo porteranno al rifugio, dove lo metteranno in una cassa, e poi lo seppelliranno in una buca scavata in un giardino. Finito l’incontro con i tre, Mack parte per tornare a casa, ma durante il suo viaggio di ritorno, Mack farà un grave incidente stradale e rimarrà privo di sensi per quasi quattro giorni. Poi Mack porterà le autorità nel luogo dove c’erano i resti di Missy. E dalle tracce lasciate dall’assassino le autorità riusciranno a scovare e arrestare l’assassino di Missy, che peraltro si era già reso colpevole dell’uccisione di altre bambine (pag. 327).
Le conversazioni di Mack con Pa (Dio), Gesù e Sarayu (lo Spirito Santo), sono la parte principale del libro, e contengono falsi insegnamenti da cui ogni Cristiano si deve guardare. Ma ancora prima che si arriva a queste conversazioni troviamo delle affermazioni non bibliche in una conversazione avuta da Mack con Missy durante la quale Dio viene chiamato ‘il Grande Spirito’ (pag. 40), cosa non biblica perché la Bibbia non lo chiama mai in questa maniera; poi viene detto che Dio non ha lasciato morire Gesù (pag. 41), il che è falso, perché è stato Dio a decidere che Gesù dovesse morire; e poi viene affermato che Gesù ci ha salvato dalla malattia (pag. 41), quando invece la Bibbia dice che ci ha salvato dai nostri peccati.
Vediamo adesso i falsi insegnamenti presenti nelle conversazioni di Mack con i personaggi di questa fantomatica Trinità.
1) La Trinità si è incarnata in Gesù. Dio dice: ‘Quando noi tre ci siamo incarnati nell’esistenza umana come Figlio di Dio, siamo diventati pienamente umani. Abbiamo anche deciso di accettare tutte le limitazioni che ciò comportava. Anche se siamo sempre stati presenti in questo universo creato, eravamo diventati carne e sangue …’ (pag. 131).
Questa è una eresia, in quanto la Bibbia dice che è la Parola di Dio che è stata fatta carne, in altre parole che è stato il Figlio di Dio a partecipare del sangue e della carne, secondo che è scritto: “Nel principio era la Parola, e la Parola era con Dio, e la Parola era Dio. … E la Parola è stata fatta carne ed ha abitato per un tempo fra noi, piena di grazia e di verità; e noi abbiam contemplata la sua gloria, gloria come quella dell’Unigenito venuto da presso al Padre” (Giovanni 1:1,14), ed anche: “Poiché dunque i figliuoli partecipano del sangue e della carne, anch’egli vi ha similmente partecipato, affinché, mediante la morte, distruggesse colui che avea l’impero della morte, cioè il diavolo” (Ebrei 2:14). Gesù Cristo dunque era ‘soltanto’ il Figlio di Dio che era da ogni eternità con Dio, ed in forma di Dio, che nella pienezza dei tempi assunse la natura umana, o meglio, diventò simile agli uomini. Il Padre e lo Spirito Santo non si incarnarono affatto in Gesù, perché rimasero distinti da Lui, e difatti al Giordano come anche sul monte santo Dio Padre parlò dal cielo (cf. Matteo 3:16-17; 17:5-6), e Gesù prima di essere arrestato parlando dello Spirito Santo disse: “E io pregherò il Padre, ed Egli vi darà un altro Consolatore, perché stia con voi in perpetuo, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché dimora con voi, e sarà in voi” (Giovanni 14:16-17).
2) Lo Spirito Santo è chiamato da Gesù ‘la Creatività; l’Azione; il Soffio Vitale’ (pag. 145). Questi sono titoli dati allo Spirito di Dio che non sono affatto biblici. Odorano tanto di New Age!
3) Non c’è nessuno che Dio odia. Mack domanda a Dio: ‘C’è qualcuno a cui non vuoi particolarmente bene?’ e Dio gli risponde: ‘No, non me ne viene in mente nessuno’ (pag. 156).
Questa è un eresia, in quanto la Bibbia dice che Dio odia gli empi, secondo che è scritto che “l’anima sua odia l’empio e colui che ama la violenza” (Salmo 11:5), che “l’Eterno aborrisce l’uomo di sangue e di frode” (Salmo 5:6), ed anche: “Sei cose odia l’Eterno, anzi sette gli sono in abominio: gli occhi alteri, la lingua bugiarda, le mani che spandono sangue innocente, il cuore che medita disegni iniqui, i piedi che corron frettolosi al male, il falso testimonio che proferisce menzogne, e chi semina discordie tra fratelli” (Proverbi 6:16-19).
4) Dio non punisce gli uomini per i loro peccati. Mack ad un certo punto chiede a Dio: ‘Ma se tu sei Dio, non sei la stessa che sfoga la sua ira e getta le gente in un lago di fuoco?’ … seriamente, non ti piace punire quanti ti deludono?’, al che Dio gli risponde: ‘Io non sono chi credi tu, Mackenzie. Non ho bisogno di punire le persone per i loro peccati. Il peccato è già la punizione, ti divora dall’interno. Non è mia ambizione punirlo; è mia gioia curarlo’ (pag. 157).
Questa è una eresia perché Dio nella Bibbia afferma: “Io, l’Eterno, l’Iddio tuo, sono un Dio geloso che punisco l’iniquità dei padri sui figliuoli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano” (Esodo 20:5), ed anche: “Io vi punirò per tutte le vostre iniquità” (Amos 3:2), ed anche: “Quanto ai codardi, agl’increduli, agli abominevoli, agli omicidi, ai fornicatori, agli stregoni, agli idolatri e a tutti i bugiardi, la loro parte sarà nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, che è la morte seconda” (Apocalisse 21:8), ed ancora: “Il Signore sa trarre i pii dalla tentazione e riserbare gli ingiusti ad esser puniti nel giorno del giudizio; e massimamente quelli che van dietro alla carne nelle immonde concupiscenze, e sprezzano l’autorità” (2 Pietro 2:9-10). Altro dunque che un Dio che non punisce le persone per i loro peccati, perché è vero il contrario.
5) Il Signore Gesù non forza le persone a fare alcunché. Gesù dice a Mack: ‘Hai fatto caso che anche se mi chiamate Signore e Re, io non mi sono mai rapportato in quel modo, con voi? Non ho mai preso il controllo delle vostre scelte, non vi ho forzati a fare nulla, neanche quando stavate per prendere decisioni distruttive, lesive per voi e per gli altri’ (pag. 191).
Questo è falso, perché il Signore Gesù forzò Saulo a convertirsi mentre stava andando a Damasco a perseguitare i santi (Atti cap. 9). Il Gesù presente in questo libro è dunque un altro Gesù. In realtà questo libro diabolico è un inno al cosiddetto libero arbitrio!
6) Dio Padre è e sarà sempre sottomesso a Gesù, e viceversa. Gesù dice a Mack: ‘La bellezza che ravvisi nel mio rapporto con Abba o Sarayu è questa. Siamo sottomessi gli uni agli altri, lo siamo sempre stati e sarà sempre così. Pa è tanto sottomessa a me quanto io a lei, o Sarayu a me, o Pa a lei’ (pag. 191).
Che Dio Padre è e sempre sarà sottomesso a Gesù è falso, basta considerare che la Scrittura afferma che Dio ha mandato il suo Figliolo nel mondo, e che Paolo dice in riferimento al rapporto tra Gesù e il Padre suo: “Difatti, Iddio ha posto ogni cosa sotto i piedi di esso; ma quando dice che ogni cosa gli è sottoposta, è chiaro che Colui che gli ha sottoposto ogni cosa, ne è eccettuato. E quando ogni cosa gli sarà sottoposta, allora anche il Figlio stesso sarà sottoposto a Colui che gli ha sottoposto ogni cosa, affinché Dio sia tutto in tutti” (1 Corinzi 15:27-28).
Come anche è falso che Dio Padre è sottomesso allo Spirito Santo, perché è il Padre che ha dato lo Spirito Santo (Giovanni 14:16).
Questo libro dunque crea una grande confusione a proposito della Trinità.
7) Dio è sottomesso all’uomo. Gesù dice a Mack: ‘La sottomissione non ha nulla a che vedere con l’autorità, e non è obbedienza; ha piuttosto a che fare con i rapporti d’amore e di rispetto. Anzi, noi siamo sottomessi a te nello stesso identico modo’ (pag. 192).
Assolutamente falso, in quanto Dio è il Governatore dell’Universo, e non è sottomesso all’uomo, ma semmai è l’uomo che è sottomesso a Lui e si deve sottomettere a Lui.
8) La vita di Gesù non è un esempio da copiare. Gesù dice a Mack: ‘Davvero, la mia vita non va intesa come un esempio da copiare. Essere un mio seguace non significa cercare di ‘essere come Gesù’, ma uccidere la tua indipendenza. Io sono venuto per darti la vita, la vera vita, la mia vita. Verremo a vivere dentro di te, così che tu possa cominciare a vedere con i nostri occhi, a sentire con le nostre orecchie, a toccare con le nostre mani, e a pensare come noi. Ma noi non ti imporremo mai questa unione. Se vuoi fare a modo tuo, accomodati. Abbiamo tutto il tempo’ (pag. 197).
Questo è un altro Gesù, diverso da quello che troviamo nella Bibbia, perché il Gesù della Bibbia dice: “Imparate da me” (Matteo 11:29), e quindi il suo esempio di vita è da imitare, e difatti questo è quello che fece l’apostolo Paolo secondo che disse: “Siate miei imitatori, come anch’io lo sono di Cristo” (1 Corinzi 11:1). E inoltre perchè, come ho detto prima, il Signore Gesù costrinse Saulo a convertirsi, in quanto gli fece forza e lo vinse (Atti cap. 9).
9) I morti sanno dove siamo. In una sorta di visione che Mack riceve mentre parla con una donna di nome Sophia che è la personificazione della saggezza di Dio, vede la sua piccola Missy felice e giocare, e la donna alla domanda di Mack: ‘Sei sicura che sappia che sono qui?’ gli risponde: ‘Sì, ne sono sicura’ (pag. 221).
La Bibbia dice invece che “i morti non sanno nulla” (Ecclesiaste 9:5).
10) La città celeste, cioè la Nuova Gerusalemme, è un simbolo. Gesù, alla domanda di Mack sul Paradiso: ‘Allora perché ci figuriamo cancelli di madreperla e strade d’oro?’, risponde in questa maniera: ‘Quella roba, fratello mio, …. è un’immagine di me e della donna che amo ….. E’ un’immagine della mia sposa, la Chiesa: individui che, insieme, formano una città spirituale con un fiume vivente che vi scorre in mezzo, e su entrambe le sponde crescono alberi con frutti che guariranno i dolori e i mali delle nazioni. E questa città è sempre aperta, e ogni cancello al suo interno è ricavato da una singola perla …’ (pag. 234, 235).
La Scrittura parla della Nuova Gerusalemme come di una vera città; essa è una città di forma quadrangolare: la sua lunghezza, la sua larghezza e la sua altezza sono uguali, e precisamente la misura di ogni lato è di dodicimila stadi (uno stadio equivale a 185 metri e quindi ogni lato della città è lungo circa 2200 chilometri). Essa è circondata da un grande muro alto centoquarantaquattro cubiti (un cubito è circa 48 centimetri quindi l’altezza è di circa 70 metri) costruito di diaspro che possiede dodici porte: tre per ogni lato, che sono fatte ognuna d’una perla e sono presiedute ciascuna da un angelo e su ognuna d’esse è scritto il nome di una delle dodici tribù d’Israele.
Il muro della città possiede dodici fondamenti sui quali stanno scritti i nomi dei dodici apostoli dell’Agnello. Il primo fondamento è di diaspro, il secondo di zaffiro, il terzo di calcedonio, il quarto di smeraldo, il quinto di sardonico, il sesto di sardio, il settimo di crisolito, l’ottavo di berillo, il nono di topazio, il decimo di crisopazio, l’undicesimo di giacinto e il dodicesimo di ametista. La piazza della città è d’oro puro simile a vetro trasparente. In mezzo alla piazza della città c’è l’albero della vita che dà dodici raccolti e porta il suo frutto ogni mese. In seno a questa città sarà il trono di Dio e dell’Agnello e tutti coloro che hanno lavato le loro vesti nel sangue dell’Agnello vi entreranno e serviranno Dio per l’eternità. Questa città non ha bisogno nè di luce di lampada e nè di luce di sole perchè essa è illuminata dalla gloria di Dio e l’Agnello è il suo luminare (Apocalisse capitoli 21-22). Questa è la città il cui architetto e costruttore è Dio e che il patriarca Abrahamo aspettava, questa è la città futura che noi credenti aspettiamo.
Alla luce di quanto dice la Scrittura dunque, le parole di questo Gesù del libro ‘Il Rifugio’ sono menzognere.
11) In Gesù non siamo sottoposti a nessuna legge. Lo Spirito Santo dice a Mack: ‘In Gesù non sei soggetto ad alcuna legge. Tutte le cose sono giuste’ (pag. 269).
Assolutamente falso, perché Paolo, che era in Cristo, afferma: “Con quelli che son senza legge, mi son fatto come se fossi senza legge (benché io non sia senza legge riguardo a Dio, ma sotto la legge di Cristo), per guadagnare quelli che son senza legge” (1 Corinzi 9:21). Dunque, ogni Cristiano è sottoposto alla legge di Cristo, e sono giuste solo le cose in accordo con essa.
12) Dio non ha alcuna aspettativa nei nostri confronti. Dio dice a Mack: ‘Tesoro, non ho mai imposto le mie aspettative né a te né a nessun altro … poiché non ho aspettative, tu non mi deludi mai’ (pag. 273).
Falso, perché Dio ha delle aspettative nei nostri confronti, eccome se le ha, infatti Lui si aspetta che noi siamo santi come Egli è santo. Ecco perché l’apostolo Pietro ci dice: “Perciò, avendo cinti i fianchi della vostra mente, e stando sobrî, abbiate piena speranza nella grazia che vi sarà recata nella rivelazione di Gesù Cristo; e, come figliuoli d’ubbidienza, non vi conformate alle concupiscenze del tempo passato quand’eravate nell’ignoranza; ma come Colui che vi ha chiamati è santo, anche voi siate santi in tutta la vostra condotta; poiché sta scritto: Siate santi, perché io son santo” (1 Pietro 1:13-16).
13) Tutti gli uomini sono perdonati in Gesù. Dio dice a Mack: ‘In Gesù, io ho perdonato tutti gli uomini per i loro peccati contro di me, ma solo alcuni di loro scelgono di rapportarsi a me’ (pag. 298). In queste parole è dunque accennato l’universalismo.
Falso, perché non è vero che Dio ha perdonato tutti gli uomini in Gesù, perché il perdono dei propri peccati lo ricevono solo coloro che credono in Gesù, secondo che Pietro dice: “Di lui attestano tutti i profeti che chiunque crede in lui riceve la remission de’ peccati mediante il suo nome” (Atti 10:43), e Giovanni dice ai santi: “Figliuoletti, io vi scrivo perché i vostri peccati vi sono rimessi per il suo nome” (1 Giovanni 2:12).
Vorrei concludere dicendovi dunque, fratelli, di stare lontani da questo libro ‘Il Rifugio’ essendo molto pericoloso, che si rimane indignati nel vedere sugli scaffali delle librerie evangeliche, indignati ma non meravigliati, perché ormai è risaputo che pur di fare soldi molti in ambito evangelico sono disposti a vendere anche libri pieni di menzogne come ‘Il Rifugio’.
ADI: Gesù quando morì non andò a predicare ai morti
Introduzione
L’apostolo Pietro ha scritto: “Poiché anche Cristo ha sofferto una volta per i peccati, egli giusto per gli ingiusti, per condurci a Dio; essendo stato messo a morte, quanto alla carne, ma vivificato quanto allo spirito; e in esso andò anche a predicare agli spiriti ritenuti in carcere, i quali un tempo furono ribelli, quando la pazienza di Dio aspettava, ai giorni di Noè, mentre si preparava l’arca” (1 Pietro 3:18-20).
Commentando queste parole, Francesco Toppi ha scritto: ‘L’interpretazione che non scalfisce alcun insegnamento della dottrina biblica, che tra l’altro è stata sostenuta da scrittori cristiani come Agostino e Beda il Venerabile, è quella che i versetti succitati non si riferirebbero alla discesa di Cristo nell’Ades, che come vedremo è provata da molti altri testi biblici, ma piuttosto al fatto che il Signore Gesù Cristo, prima ancora della Sua incarnazione, per quello Spirito che Lo risuscitò dai morti, per mezzo di Noè, predicò alla generazione corrotta prima del diluvio che ora si trova nell’Ades in attesa di giudizio. Noè, “… predicatore di giustizia …” (II Pietro 2:5), fu lo strumento attraverso il quale Cristo predicò agli uomini prima del diluvio, purtroppo senza risultati perchè non si convertirono in quel tempo, mentre Dio pazientava per condurli a ravvedimento …. Alla luce di questa interpretazione si può concludere che i succitati testi si riferiscono soltanto allo Spirito di Cristo, il Quale, per mezzo di Noè, esortò i contemporanei prima del diluvio a ravvedersi’ (Francesco Toppi, A Domanda Risponde, Vol. I, pag. 42-43). Questa interpretazione è falsa e lo dimostreremo subito.
Confutazione
Non può essere affatto che quei morti a cui si riferisce Pietro e a cui Cristo andò a predicare fossero delle persone vive fisicamente ma morte spiritualmente vissute al tempo di Noè – che furono esortate a ravvedersi dallo Spirito di Cristo per mezzo di Noè – per i seguenti motivi.
1) La Scrittura dice che Cristo andò a predicare dopo essere “stato messo a morte quanto alla carne”; quindi è da escludersi che questa sua predicazione sia stata effettuata da Lui (o meglio dallo Spirito di Cristo) per mezzo di Noè alla sua generazione prima che Egli si incarnasse. In altre parole qui si parla di una predicazione fatta da Cristo dopo che Egli morì quanto alla carne, e non di una predicazione fatta prima della Sua morte o prima della Sua venuta nel mondo.
2) La Scrittura dice che Cristo nello spirito andò a predicare a degli spiriti ritenuti in carcere; notate infatti che Pietro parla di spiriti che furono ribelli ai giorni di Noè e che quando Cristo fu messo a morte erano custoditi in un carcere, carcere che noi sappiamo è sotterraneo. Infatti in Isaia è scritto: “In quel giorno, l’Eterno punirà nei luoghi eccelsi l’esercito di lassù, e giù sulla terra, i re della terra; saranno raunati assieme, come si fa dei prigionieri nel carcere sotterra; saranno rinchiusi nella prigione, e dopo gran numero di giorni saranno puniti” (Isaia 24:21-22) e sappiamo essere l’Ades. Quindi coloro a cui Cristo andò a predicare erano dei morti che erano stati ribelli mentre ancora in vita. Questo è confermato da Pietro più avanti quando dice che “per questo è stato annunziato l’Evangelo anche ai morti” (1 Pietro 4:6); notate quel “anche ai morti” perchè esso conferma che qui si parla di persone già morte fisicamente. Per questa ragione è da escludersi che si sia trattato di persone che quando sentirono la predicazione di Cristo erano vive fisicamente.
3) La Scrittura dice che l’oggetto di quella predicazione fu l’Evangelo infatti è scritto: “Per questo è stato annunziato l’Evangelo anche ai morti..” (1 Pietro 4:6). E noi sappiamo che il Vangelo non fu rivelato da Dio agli uomini fino a quando Cristo Gesù non venne in questo mondo. Dio aveva già promesso l’Evangelo “per mezzo dei suoi profeti nelle sante Scritture” (Romani 1:2), ma questo Evangelo lo rivelò tramite Gesù Cristo, tanto è vero che Gesù, che predicava Egli stesso il Vangelo di Dio, un giorno ebbe a dire ai suoi discepoli: “Ma beati gli occhi vostri perché veggono; ed i vostri orecchi, perché odono! Poiché in verità io vi dico che molti profeti e giusti desiderarono di vedere le cose che voi vedete, e non le videro; e di udire le cose che voi udite, e non le udirono” (Matteo 13:16-17). Come si farebbe quindi a sostenere che Cristo predicò il Vangelo tramite Noè a quella generazione ribelle e malvagia? Non si può perchè si cadrebbe in una grossa contraddizione.
Una volta stabilito che non è vero che quelle parole di Pietro si riferiscono alla predicazione che Cristo per mezzo dello Spirito Santo avrebbe fatto tramite Noè alla sua generazione, rimane da rispondere alla domanda: ‘A chi dunque Cristo andò a predicare nello spirito dopo essere stato messo a morte?’ La risposta è nelle parole di Pietro: “Agli spiriti ritenuti in carcere i quali un tempo furono ribelli quando la pazienza di Dio aspettava ai giorni di Noè” (1 Pietro 3:19-20) e quindi non a tutti gli spiriti di tutte le generazioni (antecedenti a quella di Gesù) che erano stati ribelli durante la loro vita. E la ragione qual’è? La dice sempre l’apostolo Pietro: “Onde fossero bensì giudicati secondo gli uomini quanto alla carne, ma vivessero secondo Dio quanto allo spirito” (1 Pietro 4:6).
Ma cosa significa “Onde fossero bensì giudicati secondo gli uomini quanto alla carne, ma vivessero secondo Dio quanto allo spirito”? Noi riteniamo che significa che questa predicazione del Vangelo fatta da Gesù negli inferi a dei morti fu fatta per attestare ai vivi che quegli individui erano sì morti secondo gli uomini quanto alla carne, ma agli occhi di Dio avevano continuato a vivere spiritualmente, per Lui infatti i morti continuano a vivere. Che sia così si evince dal fatto che poco prima è detto: “Essi [quelli che dicono male di noi] renderanno ragione a colui ch’è pronto a giudicare i vivi ed i morti” (1 Pietro 4:5), ed anche: “Poiché per questo è stato annunziato l’Evangelo anche ai morti …” (1 Pietro 4:6). Come dire insomma: ‘Dio è pronto a giudicare anche i morti (e non solo i vivi) che quindi anche se non sono più sulla terra non sfuggiranno affatto al giudizio di Dio perché essi secondo Dio continuano a vivere, tanto è vero che a dimostrazione di ciò c’è la predicazione che Gesù Cristo fece – tra la Sua morte e la Sua resurrezione – anche ai morti’.
Colgo l’occasione per dirvi anche queste cose.
Queste parole di Pietro non significano che dopo la morte ci sia un’altra opportunità per gli empi di ravvedersi e di credere al Vangelo come per esempio c’è per i Mormoni (per loro sarebbero i missionari mormoni che vanno a predicare il Vangelo a coloro che sono nel carcere sotterraneo) che hanno preso proprio queste parole di Pietro per sostenere questa diabolica dottrina, o come c’era anche per Giovanni Luzzi che commentando queste parole di Pietro ebbe a scrivere: ‘Se i più colpevoli di tutti furono quindi così oggetto della misericordia divina, a maggior ragione lo saranno tutti gli altri morti. Se andò anche a predicare il Vangelo ai più colpevoli, è certo che va pure a predicarlo agli altri (…) Chi ascolta cotesta proclamazione e le risponde col ravvedimento e con la fede, sia egli tra i viventi o nel soggiorno dei morti, è salvo’. (Giovanni Luzzi, Il Nuovo Testamento. Annotato. Terza ed. Riveduta, Firenze 1917, pag. 536). Nessuno v’inganni in nessuna maniera, fratelli, perchè per chi muore nei suoi peccati non c’è più alcuna possibilità di essere salvato. Egli muore carico dei peccati e se ne va nel fuoco dell’Ades dove attenderà il giorno del giudizio, nel quale risorgerà e comparirà davanti al trono di Dio per essere giudicato secondo le sue opere e gettato nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, che è il fuoco eterno. Dopo morti non c’è più la possibilità di ascoltare il Vangelo e credere ed essere salvati dai propri peccati. E’ scritto: “Chi non avrà creduto, sarà condannato” (Marco 16:16), ed anche: “Chi rifiuta di credere al Figliuolo non vedrà la vita, ma l’ira di Dio resta sopra lui” (Giovanni 3:36). Questi passi teneteli davanti ai vostri occhi quando leggete e meditate quelle parole dell’apostolo Pietro.
Per questa ragione dunque, perchè siamo ben consci che la Scrittura non ammette per i peccatori una seconda possibilità di salvezza dopo morti, esortiamo e scongiuriamo gli uomini a salvarsi da questa perversa generazione.
E’ stato messo on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “Morì e risuscitò” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 26 MB (128 Kbps), 5 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 28 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.
E’ stato messo on line il file audio dell’insegnamento di Giacinto Butindaro dal titolo “La nascita di Gesù Cristo” trasmesso in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 75 MB (128 Kbps), 14 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 80 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.
E’ stato messo on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “E tu gli porrai nome Gesù” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 24 MB (128 Kbps), 4.4 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 25 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.