Pastore brasiliano accusato di pedofilia in Portogallo fugge in Brasile

Le autorità portoghesi hanno riferito che il pastore brasiliano Celso Miranda (foto), 43 anni, delle Assemblee di Dio, è fuggito in Brasile dopo essere stato accusato di aver abusato sessualmente di un 13enne.

Il pastore aveva abusato sessualmente del ragazzo durante le lezioni di musica nella chiesa di Odivelas, un comune di 154.000 abitanti situato nel distretto di Lisbona.

La stampa portoghese riferisce che il patrigno del ragazzo quando ha saputo degli abusi a fine giugno, ha cercato il pastore nella chiesa per “farsi giustizia con le proprie mani”, ma non l’ha trovato perché era già fuggito.

Secondo la Polizia giudiziaria, Miranda è andato prima in Spagna e da lì è fuggito in Brasile.

Le autorità portoghesi hanno chiesto l’aiuto della Polizia Internazionale e del Brasile per la cattura del pedofilo.

Via | paulopes.com.br

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Brasile: Gli hacker attaccano il sito di Porte Aperte, un sito che dà voce alla Chiesa perseguitata

Il sito brasiliano di Porte Aperte (Porte Aperte è un’organizzazione evangelica internazionale a sostegno dei cristiani perseguitati) è stato attaccato durante la notte e la mattina di venerdì 8 luglio.

Gli hacker hanno attaccato la sezione news del sito lasciando messaggi diretti agli evangelici, ma non solo a questo gruppo cristiano. Tra i messaggi lasciati vi sono parolacce e accuse.

L’attacco sembra essere stato fatto da parte degli hacker @LulzSecBrazil, gli stessi che hanno attaccato i siti del governo nei giorni scorsi. Un messaggio con il profilo twitter del gruppo è stato lasciato sul sito web di Porte Aperte.

Via | gospel10.com

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Blando comunicato stampa della Federazione delle Chiese Evangeliche Pentecostali (FCP): c’era da aspettarselo

‘In relazione alla notizia apparsa su alcuni organi di stampa che danno risalto alla benedizione impartita ad una coppia omosessuale nella chiesa valdese di Milano, la Federazione delle Chiese Pentecostali ribadisce la sua netta contrarietà sul piano biblico e teologico al riconoscimento di questo tipo di unioni; come già più volte espresso in precedenti occasioni, per noi il significato biblico è insuperabile. Desta anche meraviglia la minimizzazione della questione quando si riduce il tutto ad una più o meno personale lettura della Bibbia. La nostra comprensione della Bibbia e l’esperienza delle nostre chiese ci inducono a credere che l’omosessualità è una condizione suscettibile di cambiamento e, pertanto, noi crediamo che per la grazia di Dio e attraverso l’incoraggiamento della comunità di fede un individuo possa vivere in armonia con i principi della Parola di Dio. Il dialogo che la Federazione conduce con le chiese valdesi e metodiste da alcuni anni di certo non riduce la portata di un dissenso radicale su queste tematiche’.

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Annullano la Parola di Dio come facevano i Farisei

C’è una particolare accusa che ci viene rivolta da molti perchè confutiamo le false dottrine insegnate in mezzo alle Chiese, ed è quella di essere dei Farisei. ‘Siete dei Farisei!’, ci gridano i nostri oppositori cioè coloro che noi confutiamo. Naturalmente, è superfluo che vi dica che essi sono gli stessi che ci dicono ‘Non giudicate’, e ‘Voi fate l’opera dell’accusatore dei fratelli’, ed ancora ‘Non toccate gli unti di Dio’ e così via.

Ma da quello che ci insegna la Sacra Scrittura, i Farisei che vivevano ai giorni di Gesù e degli apostoli annullavano la Parola di Dio con dottrine di uomini che voltavano le spalle alla verità, e non confutavano coloro che l’annullavano.

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India, arrestati due missionari

Due missionari di Gospel For Asia sono stati arrestati lo scorso 2 Luglio in India. Uno è stato rilasciato, ma l’altro rimane dietro le sbarre.

Rahul Akkunj, pastore di una chiesa in un villaggio, è accusato di essere un membro di un noto gruppo ribelle. Rahul non fa parte del gruppo. Le accuse giungono dopo una riunione di preghiera e digiuno condotta da Rahul. Il responsabile della missione per quel distretto è andato alla prigione Lunedì e ha cercato di versare una cauzione a suo nome, ma è stato rifiutato.

A pochi chilometri di distanza, un altro missionario di nome Murli Ghulam è stato arrestato lo stesso giorno. È stato accusato di costringere la gente a convertirsi al cristianesimo dopo aver guidato un incontro di preghiera con 25 persone a casa di un credente del posto.

Un gruppo estremista anti-cristiano locale ha condotto la polizia in quella casa dove si stava svolgendo la riunione. La riunione è stata interrotta ed hanno arrestato sul posto il missionario.

Murli è stato interrogato dalle autorità locali circa le accuse mosse contro di lui. Ha spiegato chiaramente che non stava costringendo nessuno a convertirsi ed è stato rilasciato Domenica.

via | GFA

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