Como: abusi su disabile, parroco condannato a 8 anni di reclusione

29 Maggio 2008, 14:17

COMO – Nel 2004 avrebbe abusato di un ragazzino 14enne con lieve disabilità mentale. Oggi don Mauro Stefanoni, l’ex parroco di Laglio e Brienno, è stato condannato dal Tribunale di Como ad otto anni di reclusione. La sentenza è arrivata dopo otto ore di camera di consiglio. L’imputato, che oggi non era in aula, ha sempre respinto le accuse. (Agr)

Fonte: Instablog

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Algeria: mons. Teissier chiede la liberazione dell’algerina convertita al cristianesimo

Per Habiba Kouider, cittadina algerina convertitasi quattro anni fa al cristianesimo e accusata di aver “praticato un culto non musulmano senza autorizzazione”, il tribunale di Tiaret, nell’Algeria sudoccidentale, ha chiesto un approfondimento delle indagini nel processo. Trovata in possesso di Bibbie e Vangeli, la donna era stata arrestata nei primi di aprile e per lei, la settimana scorsa, il procuratore aveva chiesto tre anni di reclusione. “Mi auguro il rilascio di Habiba Kouider – ha detto al quotidiano El Khabar l’arcivescovo emerito di Algeri mons. Henri Teissier – tanto più che il giudice ha espresso sulla questione un giudizio differente da quello del procuratore”. La Lega algerina dei diritti dell’Uomo (LADDH) ha commentato positivamente la decisione del tribunale di Tiaret, ritenendo che la donna non abbia commesso nulla di vietato. “E’ un buon giudizio – ha dichiarato a Radio France Internationale il presidente della Lega Ghechir Boudjema – perché si è considerato che i poliziotti e la sezione della procura abbiano commesso un errore nel condurre Habiba Kouider davanti la giustizia”. Ghechir Boudjema ha aggiunto che nella legge algerina non vi è alcun testo che sanzioni una persona per possesso di un libro sacro, la Bibbia, il Corano o altra cosa. Intanto, ieri, sempre a Tiaret, si è aperto un altro processo contro sei protestanti algerini accusati di proselitismo e arrestati, all’uscita di una casa dove si erano riuniti per pregare, per aver praticato un culto in un luogo non autorizzato. Per loro sono stati chiesti 2 anni di carcere. Le autorità religiose algerine da alcuni mesi conducono una vigorosa campagna contro quella che definiscono una “campagna di evangelizzazione” da parte dei movimenti evangelici, escludendo da questa campagna la Chiesa cattolica. Mons. Teissier – scrive la France Presse – ha affermato che la Chiesa cattolica, le cui radici in Algeria risalgono ai primi cristiani, non è implicata in attività di evangelizzazione. Il ministro algerino degli Affari Religiosi Bouabdallah Gholamallah ha recentemente definito gli evangelisti dei “fuorilegge” ed ha affermato che il loro obiettivo sarebbe quello di costituire “una minoranza (cristiana) per favorire l’ingerenza straniera negli affari interni dell’Algeria”. Intanto in Cabilia alcune comunità evangeliche rivendicano la libertà di culto autorizzata dalla Costituzione, mentre ha già raggiunto 2.500 firme la petizione in favore della difesa delle libertà individuali e in particolare della libertà di culto, rilanciata dal quotidiano El Watan. (T.C.)

Fonte: Radio Vaticana – 28/05/2008 15.15.22

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Catechista accusato di violenze su un ragazzino, in sagrestia

La giovane vittima ha soltanto 13 anni. Sarebbe stato costretto a subire violenze almeno in due occasioni e gli abusi sessuali sarebbero avvenuti in parrocchia, ad opera dell’aiuto-parroco e catechista. L’uomo, a quanto si è appreso, ha 53 anni, è sposato ed è padre di due figli. Ora è ai «domiciliari». E’ accaduto in provincia di Taranto

TARANTO – E’ un collaboratore del parroco di un comune del Tarantino e organizzava attività ludiche e di catechesi, l’uomo…

… continua la lettura di questa notizia.

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Sacerdote di Piacenza indagato per rapporti sessuali con un minore

PIACENZA (16 maggio) – Un insospettabile sacerdote settantenne di Piacenza si è trovato nella duplice veste di parte lesa ed indagato: parte lesa per essere caduto vittima di un tentativo di estorsione da parte di quattro romeni, indagato per aver avuto rapporti sessuali a pagamento con minori. La notizia è trapelata oggi, dopo che al sacerdote è stato recapitato ieri l’avviso di garanzia dal Sostituto procuratore di Piacenza Antonio Colonna.

Del fatto si erano occupati i carabinieri della Compagnia di Piacenza, dopo che il sacerdote si era rivolto loro, dicendo di essere caduto vittima di un tentativo di ricatto da parte di quattro stranieri, tra cui un minorenne, che gli avrebbero chiesto 50.000 euro in cambio di foto compromettenti. I carabinieri hanno così preparato la trappola e arrestato in pieno centro i quattro romeni con l’accusa di estorsione e produzione di materiale pedopornografico. I carabinieri hanno trovato in possesso dei quattro, foto in cui il sacerdote avrebbe intrattenuto rapporti sessuali di gruppo, anche con il minore.

Fonte: Il Messaggero

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Accusato di abusi su un ragazzino Chiesti otto anni per l’ex parroco

di PAOLA PIOPPI

— COMO —

UNA CONDANNA a otto anni di carcere per abusi sessuali nei confronti di un minorenne: così ieri, al termine di una requisitoria durata cinque ore, il pubblico ministero Maria Vittoria Isella, ha concluso la ricostruzione dei fatti contestati a don Mauro Stefanoni, ex parroco di Laglio e ora applicato a Colico. Il sacerdote è accusato di aver abusato sessualmente di un ragazzino frequentatore della casa parrocchiale, affetto da una forma di scompenso mentale, che all’epoca aveva 17 anni. Fatti che risalgono al periodo tra fine 2004 e inizio 2005, quando don Mauro fu oggetto di intercettazioni ambientali e telefoniche per monitorare i suoi eventuali rapporti con la vittima, dopo che gli insegnanti e i compagni di scuola del ragazzo lo avevano spinto a denunciare una serie di episodi che aveva raccontato.

A QUESTE intercettazioni si lega uno stralcio di indagine avviato dal pubblico ministero a carico della Curia di Como, all’epoca retta dal vescovo Alessandro Maggiolini, per verificare un’eventuale ipotesi di favoreggiamento nei confronti dell’imputato. Circostanza che deriva dalla stesse dichiarazioni di don Mauro quando venne sentito nel corso del processo, il quale disse di essere stato convocato in Curia il 16 novembre 2004 e avvisato del fatto che la Procura stava indagando su suoi rapporti con il ragazzino. La requisitoria ha ricostruito fasi e circostanze della vicenda: «Videocassette, videocassette e film pornografici acquistati su Sky, chat frequentate e nikname utilizzati, gli stessi rapporti con Luca Mastromarino, ex parrocchiano di Ponte Tresa, costituiscono una cornice perfetta al quadro dipinto dalla vittima», in un processo che, secondo il pm, «è già madre di altri processi», per le accuse di falsità e le calunnie nei confronti della Procura e delle parti civili per la quali è stata chiesta la trasmissione degli atti.

QUANTO all’attendibilità del ragazzo, soprattutto in relazione al problema fisico – la fimosi serrata di cui si è lungamente parlato durante il dibattimento – da cui è affetto don Mauro, il magistrato ha sostenuto che gli abusi ci sono certamente stati «anche se di natura leggermente diversa rispetto a quanto riportato dalla vittima, che si appropriò di immagini acquisite da altri nella spasmodica speranza che qualcuno gli credesse». Cinque ore in cui gli elementi dell’accusa sono stati ordinati con toni pacati e chiari: «La Corte non pronunci una sentenza di assoluzione per mancanza di prove – ha concluso il pubblico ministero – ma piuttosto per insussistenza dei fatti contestati, perché significherebbe ammettere che le persone deboli non sono degne di tutela da parte dell’ordinamento giudiziario».

Fonte: Il Giorno

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