Rodolfo Arata, pastore ADI: «Tramite le lingue a Pentecoste i discepoli poterono evangelizzare tutte le persone presenti a Gerusalemme» [Video]

Rodolfo Arata, pastore di una Chiesa ADI di Palermo, nel corso di una intervista televisiva andata in onda durante il telegiornale dell’emittente televisiva locale Prima TV, in occasione delle celebrazioni del centenario del Movimento Pentecostale in Italia tenutesi ad Acireale (Catania) nell’Ottobre 2007, commentando le parole degli Atti ” … tutti furono ripieni dello Spirito Santo …” (Atti 2:4) che si riferiscono al riempimento di Spirito Santo che i circa centoventi credenti sperimentarono il giorno della Pentecoste, ha affermato quanto segue : ‘Questa frase intanto non è una frase che abbiamo coniato noi, è una frase che si trova nel libro degli Atti degli apostoli al capitolo 2, e ricorda il giorno della Pentecoste, festività ebraica, giorno in cui gli apostoli – in tutto erano circa centoventi credenti – riuniti a Gerusalemme ricevettero questa particolare benedizione da parte di Dio, che la Parola di Dio definisce ‘il battesimo nello Spirito Santo’, e questo questo fatto si manifestò con il parlare in altre lingue, lingue che essi non conoscevano, e tramite le quali poterono evangelizzare tutte le persone presenti a Gerusalemme, anche se provenienti da diverse altre nazioni’.

Ascoltatelo da voi stessi in questo video (minuto 3-3:38):

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=ocEFFokZf-c]

Ora, come potete vedere, secondo quanto dice Rodolfo Arata, le lingue che gli apostoli parlarono il giorno della Pentecoste quando furono riempiti di Spirito Santo, servirono ad evangelizzare tutte le persone presenti a Gerusalemme: le sue parole non lasciano alcun dubbio, infatti ha detto: ‘questo fatto si manifestò con il parlare in altre lingue, lingue che essi non conoscevano, e tramite le quali poterono evangelizzare tutte le persone presenti a Gerusalemme, anche se provenienti da diverse altre nazioni’.

Ma ciò è falso, e adesso passo subito a dimostrarvelo mediante la Scrittura.

Ora, Luca dice: “E come il giorno della Pentecoste fu giunto, tutti erano insieme nel medesimo luogo. E di subito si fece dal cielo un suono come di vento impetuoso che soffia, ed esso riempì tutta la casa dov’essi sedevano. E apparvero loro delle lingue come di fuoco che si dividevano, e se ne posò una su ciascuno di loro. E tutti furon ripieni dello Spirito Santo, e cominciarono a parlare in altre lingue, secondo che lo Spirito dava loro d’esprimersi. Or in Gerusalemme si trovavan di soggiorno dei Giudei, uomini religiosi d’ogni nazione di sotto il cielo. Ed essendosi fatto quel suono, la moltitudine si radunò e fu confusa, perché ciascuno li udiva parlare nel suo proprio linguaggio. E tutti stupivano e si maravigliavano, dicendo: Ecco, tutti costoro che parlano non son eglino Galilei? E com’è che li udiamo parlare ciascuno nel nostro proprio natìo linguaggio? Noi Parti, Medi, Elamiti, abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadocia, del Ponto e dell’Asia, della Frigia e della Panfilia, dell’Egitto e delle parti della Libia Cirenaica, e avventizî Romani, tanto Giudei che proseliti, Cretesi ed Arabi, li udiamo parlar delle cose grandi di Dio nelle nostre lingue. E tutti stupivano ed eran perplessi dicendosi l’uno all’altro: Che vuol esser questo? Ma altri, beffandosi, dicevano: Son pieni di vin dolce” (Atti 2:1-13).

Notate innanzi tutto che quella moltitudine di Giudei si radunò presso il luogo dove sedevano i discepoli del Signore, all’udire il suono come di vento impetuoso che soffiava, per cui essi arrivarono in quel luogo quando i discepoli stavano già parlando in altre lingue per lo Spirito. E cosa dicevano in quelle lingue i discepoli? Furono sentiti parlare delle cose grandi di Dio. Questo fu constatato da quei Giudei che si radunarono e li ascoltarono perché si avvidero che quei Galilei parlavano nelle loro natie lingue delle cose grandi di Dio. Si noti che tutti coloro che parlavano in altre lingue parlavano delle cose grandi di Dio; chi in una lingua, chi in un’altra, ma tutti parlavano delle cose grandi di Dio.

Ma queste cose grandi di Dio possono riferirsi al Vangelo che quei Giudei avevano bisogno di ascoltare? No, il Vangelo in quel parlare in altre lingue non era proclamato. Perché diciamo questo? Perché il Vangelo fu predicato a quei Giudei nella lingua ebraica (nella lingua che essi tutti potevano capire) da Simon Pietro, quando questi si alzò assieme agli undici dopo che sentì che alcuni si facevano beffe di loro pensando che fossero ubriachi.

Ecco quello che dice infatti la Scrittura: “Ma Pietro, levatosi in piè con gli undici, alzò la voce e parlò loro in questa maniera: Uomini giudei, e voi tutti che abitate in Gerusalemme, siavi noto questo, e prestate orecchio alle mie parole. Perché costoro non sono ebbri, come voi supponete, poiché non è che la terza ora del giorno: ma questo è quel che fu detto per mezzo del profeta Gioele: E avverrà negli ultimi giorni, dice Iddio, che io spanderò del mio Spirito sopra ogni carne; e i vostri figliuoli e le vostre figliuole profeteranno, e i vostri giovani vedranno delle visioni, e i vostri vecchi sogneranno dei sogni. E anche sui miei servi e sulle mie serventi, in quei giorni, spanderò del mio Spirito, e profeteranno. E farò prodigi su nel cielo, e segni giù sulla terra; sangue, e fuoco, e vapor di fumo. Il sole sarà mutato in tenebre, e la luna in sangue, prima che venga il grande e glorioso giorno, che è il giorno del Signore. Ed avverrà che chiunque avrà invocato il nome del Signore sarà salvato. Uomini israeliti, udite queste parole: Gesù il Nazareno, uomo che Dio ha accreditato fra voi mediante opere potenti e prodigî e segni che Dio fece per mezzo di lui fra voi, come voi stessi ben sapete, quest’uomo, allorché vi fu dato nelle mani, per il determinato consiglio e per la prescienza di Dio, voi, per man d’iniqui, inchiodandolo sulla croce, lo uccideste; ma Dio lo risuscitò, avendo sciolto gli angosciosi legami della morte, perché non era possibile ch’egli fosse da essa ritenuto. Poiché Davide dice di lui: Io ho avuto del continuo il Signore davanti agli occhi, perché egli è alla mia destra, affinché io non sia smosso. Perciò s’è rallegrato il cuor mio, e ha giubilato la mia lingua, e anche la mia carne riposerà in isperanza; poiché tu non lascerai l’anima mia nell’Ades, e non permetterai che il tuo Santo vegga la corruzione. Tu m’hai fatto conoscere le vie della vita; tu mi riempirai di letizia con la tua presenza. Uomini fratelli, ben può liberamente dirvisi intorno al patriarca Davide, ch’egli morì e fu sepolto; e la sua tomba è ancora al dì d’oggi fra noi. Egli dunque, essendo profeta e sapendo che Dio gli avea con giuramento promesso che sul suo trono avrebbe fatto sedere uno dei suoi discendenti, antivedendola, parlò della risurrezione di Cristo, dicendo che non sarebbe stato lasciato nell’Ades, e che la sua carne non avrebbe veduto la corruzione. Questo Gesù, Iddio l’ha risuscitato; del che noi tutti siamo testimoni. Egli dunque, essendo stato esaltato dalla destra di Dio, e avendo ricevuto dal Padre lo Spirito Santo promesso, ha sparso quello che ora vedete e udite. Poiché Davide non è salito in cielo; anzi egli stesso dice: Il Signore ha detto al mio Signore: Siedi alla mia destra, finché io abbia posto i tuoi nemici per sgabello de’ tuoi piedi. Sappia dunque sicuramente tutta la casa d’Israele che Iddio ha fatto e Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso” (Atti 2:14-36).

Ora, io dico, se i circa centoventi quando cominciarono a parlare in lingue si rivolgevano agli increduli annunciando il Vangelo che bisogno c’era che Pietro annunciasse loro il Vangelo in ebraico? Nessuno. Dunque quei credenti non potevano rivolgersi agli uomini increduli mediante il loro parlare in lingue. E questo è confermato dal fatto che i Giudei furono compunti nel cuore dopo aver ascoltato la predicazione di Pietro fatta nella loro lingua infatti è scritto: “Or essi, udite queste cose, furon compunti nel cuore…” (Atti 2:37), e non quando sentirono i credenti parlare nel loro natio linguaggio. In quell’occasione rimasero meravigliati, perplessi, ma non compunti nel cuore. Il compungimento venne solo quando sentirono dire a Pietro che quell’uomo Gesù che i Giudei avevano crocifisso era stato risuscitato da Dio, e che egli era stato fatto da Dio Signore e Cristo. Ed è confermato non solo da questo fatto, ma anche dalle parole che quei Giudei rivolsero a Pietro e agli altri apostoli, cioè: “Fratelli, che dobbiam fare?” (Atti 2:37); infatti se quei Giudei avevano già sentito la predicazione nel loro nativo linguaggio avrebbero di certo sentito dire che si dovevano ravvedere e farsi battezzare nel nome di Cristo, mentre il fatto che dopo averli sentiti parlare in altre lingue ancora non sapevano cosa dovevano fare vuol dire che in quelle “cose grandi di Dio” non era menzionato quello che essi dovevano fare. Come d’altronde anche nella predicazione di Pietro non c’era quello che essi dovevano fare; quello che dovevano fare fu loro detto dopo che Pietro ebbe terminato di predicare il Vangelo.

Questo errore di pensare che le lingue a Pentecoste servirono ad evangelizzare fu fatto da molti Pentecostali anche all’inizio dello scorso secolo in America (quindi nei primi anni del Movimento Pentecostale), infatti inizialmente molti pensarono che le lingue che si ricevevano col battesimo con lo Spirito Santo servissero a predicare il Vangelo, e alcuni partirono per dei paesi stranieri pensando che là avrebbero predicato con quelle lingue, ma una volta arrivati in quelle nazioni non poterono fare altro che constatare che le lingue nuove che essi parlavano non servivano ad evangelizzare e quindi la loro delusione fu grande.

E alla base di questo errore c’è il fatto che vengono ignorate le parole di Paolo ai Corinzi: “Chi parla in altra lingua non parla agli uomini, ma a Dio” (1 Cor. 14:2). Notate infatti con quanta chiarezza Paolo spiega in che direzione è rivolto il parlare in altra lingua: esso non è diretto agli uomini, ma a Dio.

Ma vediamo altri passi della Scrittura, contenuti nella prima lettera di Paolo ai Corinzi, che attestano che il parlare in altra lingua è un parlare rivolto a Dio e non agli uomini:

● Paolo più avanti dice: “Se prego in altra lingua, ben prega lo spirito mio, ma la mia intelligenza rimane infruttuosa. Che dunque? Io pregherò con lo spirito, ma pregherò anche con l’intelligenza” (1 Corinzi 14:14-15).
Come si può vedere molto bene, qui Paolo parla di pregare in altra lingua (o pregare con lo spirito) e siccome sappiamo che la preghiera è diretta a Dio e non agli uomini, questo conferma che il parlare in altra lingua è diretto a Dio. Per ciò che riguarda il pregare con lo spirito che è menzionato da Paolo anche agli Efesini quando dice: “Orando in ogni tempo, per lo Spirito, con ogni sorta di preghiere e di supplicazioni” (Efesini 6:18), e da Giuda nella sua epistola quando dice: “Ma voi, diletti, edificando voi stessi sulla vostra santissima fede, pregando mediante lo Spirito Santo, conservatevi nell’amore di Dio” (Giuda 20-21), vi ricordo che esso si riferisce all’intercessione che lo Spirito di Dio compie per i santi secondo che è scritto ai Romani: “Parimente ancora, lo Spirito sovviene alla nostra debolezza; perché noi non sappiamo pregare come si conviene; ma lo Spirito intercede egli stesso per noi con sospiri ineffabili; e Colui che investiga i cuori conosce quale sia il sentimento dello Spirito, perché esso intercede per i santi secondo Iddio” (Romani 8:26-27). Quindi chi prega in altra lingua chiede a Dio mediante lo Spirito, di fare determinate cose in favore nostro e dei santi sulla faccia della terra. E’ chiaro che siccome che l’intercessione la compie (in altra lingua) lo Spirito di Dio che conosce a fondo tutti i bisogni nostri (anche quelli che ignoriamo) e di tutti gli altri figliuoli di Dio, le cose che Egli domanda a Dio costituiscono dei misteri per noi, cioè delle cose occulte. Faccio un esempio: se lo Spirito di Dio sta intercedendo per dei fratelli da noi non conosciuti che si trovano in Africa in un particolare urgente bisogno, noi non sapremo mai che lo Spirito stava in quel momento facendo quella particolare intercessione; a meno che ci sia chi interpreti per lo Spirito quella intercessione dello Spirito Santo. In questo caso naturalmente i misteri verranno a conoscenza dei fratelli mediante appunto l’interpretazione del parlare in altra lingua.

● Paolo dice: “Salmeggerò con lo spirito, ma salmeggerò anche con l’intelligenza” (1 Corinzi 14:15). Questo salmeggiare si riferisce al cantare a Dio dei cantici spirituali mediante lo Spirito. E’ implicito anche qui il fatto che esso si riferisce ad un parlare diretto a Dio e non agli uomini.

● Paolo dice pure: “Altrimenti, se tu benedici Iddio soltanto con lo spirito, come potrà colui che occupa il posto del semplice uditore dire ‘Amen’ al tuo rendimento di grazie, poiché non sa quel che tu dici? Quanto a te, certo, tu fai un bel ringraziamento; ma l’altro non è edificato” (1 Corinzi 14:16-17). Notate sia l’espressione “se tu benedici Iddio soltanto con lo spirito”, che quella “tu fai un bel ringraziamento” perchè esse confermano che chi parla in altra lingua non parla agli uomini ma a Dio perché benedice Dio e lo ringrazia.

Vediamo ora di esaminare gli altri casi che sono narrati nel libro degli Atti degli apostoli in cui dei credenti parlarono in altre lingue quando furono ripieni di Spirito Santo o battezzati con lo Spirito Santo, per vedere se vi è un qualche riferimento che possa confermare che tramite il loro parlare in altre lingue essi trasmisero il Vangelo.

● A casa di Cornelio, mentre Pietro predicava la Parola a Cornelio ed a coloro che erano lì con lui avvenne che “lo Spirito Santo cadde su tutti coloro che udivano la Parola. E tutti i credenti circoncisi che erano venuti con Pietro, rimasero stupiti che il dono dello Spirito Santo fosse sparso anche sui Gentili; poiché li udivano parlare in altre lingue, e magnificare Iddio” (Atti 10:44-46). Anche in questo caso non si può dire che il parlare in lingue era rivolto agli uomini, perché non c’è il benché minimo accenno a ciò. E poi se quel parlare in lingue fosse stato dato per evangelizzare anche in quell’occasione, chi erano coloro che là a casa di Cornelio avevano bisogno di essere evangelizzati se lo Spirito cadde su tutti coloro che ascoltavano la Parola, e quindi non c’erano più increduli in quella casa?

● Ad Efeso, quando lo Spirito Santo scese su quei circa dodici discepoli è scritto che “parlavano in altre lingue, e profetizzavano” (Atti 19:6). Notate come il profetizzare è citato separatamente dal parlare in altre lingue appunto perché chi parla in altra lingua non sta profetizzando, cioè non sta parlando agli uomini un linguaggio di edificazione, di esortazione e di consolazione, ma parla a Dio. E quindi quegli uomini non potevano comunicare il Vangelo in altre lingue. E poi, anche qui, se le lingue fossero state date per evangelizzare, chi erano coloro che quegli uomini si misero ad evangelizzare se oltre a loro che erano discepoli di Cristo c’era solo l’apostolo Paolo che era anche lui un credente?

Dunque, fratelli che frequentate Chiese ADI, nessuno vi seduca con vani ragionamenti, e rigettate quanto afferma Rodolfo Arata sulle lingue nuove parlate per lo Spirito dai discepoli il giorno della Pentecoste, e cioè che tramite di esse ‘poterono evangelizzare tutte le persone presenti a Gerusalemme, anche se provenienti da diverse altre nazioni’

La grazia del nostro Signore sia con i santi.

Giacinto Butindaro

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Le ADI e il libro della vita [Audio Streaming]

bibbia microfonoÈ on line il file audio della confutazione di Giacinto Butindaro dal titolo “Le ADI e il libro della vita” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 78 MB (128 Kbps), 14.6 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 83 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.

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ADI: e i terremoti diventarono ‘la furia della natura’

In questo articolo dal titolo ‘Il Dramma Giapponese Mostra Tutta La Vulnerabilità Dell’Uomo E La Sua Inaffidabilità’, presente sul sito della Chiesa Evangelica Pentecostale ADI di San Benedetto del Tronto, si legge quanto segue a proposito del tremendo terremoto che si è verificato in Giappone l’11 Marzo 2011:

‘Le tragiche conseguenze del terremoto in Giappone, mettono drammaticamente in evidenza tutta la vulnerabilità dell’essere umano di fronte alla natura e alla imprevedibilità degli eventi. E c’è ancora chi ha il coraggio di ipotizzare un rischio zero delle moderne centrali nucleari. Coloro che fino a ieri erano considerati da tutti un esempio per la possibilità, grazie alle più moderne tecniche di costruzione antisismiche, di convivere con i terremoti, anche quelli di forte intensità, senza conseguenze, purtroppo oggi mostrano tutta l’impotenza dell’uomo, di fronte alle conseguenze, dirette e indirette, della furia della natura‘.

Da: http://evangelicipiceni.org/

Ora, quello che lascia indignati e sconcertati è che dei Cristiani chiamino un terremoto ‘furia della natura’, esattamente come fanno i pagani che non conoscono Dio, perchè questo è il modo di parlare di quelli che non conoscono Dio. Ecco per esempio alcuni esempi di questo linguaggio usato in riferimento al terremoto verificatosi in Giappone, che si trovano su alcuni siti Internet del mondo.

Virgilio Notizie
Molti dei gangli vitali dell’economia giapponese sono stati colpiti dalla furia della natura

Il Tempo
Dopo il terremoto (nella notte la terra ha tremato ancora con una scossa di 6,3 gradi Richter) e lo tsunami il conto che ha dovuto pagare il Giappone alla furia della natura non è finito: ora c’è l’incubo della contaminazione nucleare.

Abruzzo Web
Noi che all’Aquila abbiamo vissuto il ‘nostro grande sisma’ pensavano forse, erroneamente, che la furia della natura non sarebbe potuta andare oltre.

Quotidiano Net
L’ENTITÀ del disastro di ieri conferma che il Giappone, pur essendo il Paese più preparato al mondo per il terremoto, resta impotente davanti alla furia incontrollabile della natura.

Giornale del popolo
La furia della natura si abbatte sul Giappone

Freigeist: il rumore del libero pensiero
Quando la furia della natura non perdona

A voi comunicare
Il Giappone è stato colpito in pieno dalla furia della natura

Che cosa denota dunque l’uso di questo medesimo linguaggio da parte di persone che si dicono Cristiane? Denota il loro netto rifiuto di accettare quello che dice la Bibbia a proposito dei terremoti e quindi un rifiuto di parlare come parla la Bibbia a tale riguardo. Che dice la Bibbia a proposito dei terremoti?

La Scrittura dice che per l’ira di Dio trema la terra (cfr. Geremia 10:10), e difatti sempre la Scrittura dice che ai giorni di Uzzia ci fu un forte terremoto (cfr. Zaccaria 14:5), che era stato predetto da Dio tramite il profeta Amos contro Israele a motivo della malvagità che imperava tra il popolo: “Ascoltate questo, o voi che vorreste trangugiare il povero e distruggere gli umili del paese; voi che dite: ‘Quando finirà il novilunio, perché possiam vendere il grano? Quando finirà il sabato, perché possiamo aprire i granai, scemando l’efa, aumentando il siclo, falsificando le bilance per frodare, comprando il misero per danaro, e il povero se deve un paio di sandali? E venderemo anche la vagliatura del grano!’ L’Eterno l’ha giurato per colui ch’è la gloria di Giacobbe: Mai dimenticherò alcuna delle vostre opere. Il paese non tremerà esso a motivo di questo? Ogni suo abitante non ne farà egli cordoglio? Il paese si solleverà tutto quanto come il fiume, ondeggerà, e s’abbasserà come il fiume d’Egitto” (Amos 8:4-8). E che sia Dio a mandare i terremoti contro gli uomini è anche confermato da quello che dice sempre il profeta Amos quando domanda: “Una sciagura piomba ella sopra una città, senza che l’Eterno ne sia l’autore?” (Amos 3:6)

I terremoti fanno parte di quegli eventi CHE DEVONO VERIFICARSI prima del ritorno del Signore, secondo che disse Gesù: “Ci saranno carestie e terremoti in varî luoghi; ma tutto questo non sarà che principio di dolori” (Matteo 24:7-8), ed ancora: “Vi saranno gran terremoti” (Luca 21:11).

E difatti prima della venuta del Signore ci sarà un forte terremoto che Dio manderà contro questo malvagio mondo, il più forte terremoto della storia dell’umanità, secondo che è scritto: “Poi il settimo angelo versò la sua coppa nell’aria; e una gran voce uscì dal tempio, dal trono, dicendo: È fatto. E si fecero lampi e voci e tuoni; e ci fu un gran terremoto, tale, che da quando gli uomini sono stati sulla terra, non si ebbe mai terremoto così grande e così forte. E la gran città fu divisa in tre parti, e le città delle nazioni caddero; e Dio si ricordò di Babilonia la grande per darle il calice del vino del furor dell’ira sua” (Apocalisse 16:17-19).

Ora, dopo queste testimonianze presenti nella Scrittura, sentire parlare di furia della natura non può quindi che rattristare il cuore di coloro che temono Dio. D’altronde queste Chiese non possono attribuire i terremoti a Dio, perchè in questo caso non potrebbero più parlare dell’amore di Dio, o meglio solo dell’amore di Dio come sono abituate a fare; e così ecco che i terremoti vengono chiamati ‘furia della natura’ quando invece sono la manifestazione del furore dell’ira di Dio contro i malvagi per castigarli e indurli al ravvedimento.

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

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Le ADI mentono sul quando è stato scritto il nostro nome nel Libro della vita

Roberto Gentilini, pastore della Chiesa ADI che si riunisce a Fonte Nuova (Roma), durante la sua predicazione dal titolo ‘Il gran trono bianco’, durante la quale il soggetto era Apocalisse 20:11-15, ha affermato quanto segue:

‘ … ma qui si parla di un’altro libro, avete notato? Si parla dei libri, i libri furono aperti, e poi un’altro libro fu aperto, che è il libro della vita, un libro diverso, diverso dagli altri, è un libro, quelli sono tanti, tanti dicevo, forse come le persone vissute sulla terra in tutta la storia, o libri per questi soggetti che abbiamo visto, e chissà quanti altri, ma c’è uno che è speciale, il libro della vita, il libro della vita dell’Agnello. E’ la vita con la v maiuscola, perchè il libro della vita eterna, è il libro della salvezza, è il registro dei salvati, e se ne parla, e se ne riparla qui, il mare rese i morti, l’ades rese i morti, furono giudicati, ognuno, secondo le sue opere, e se qualcuno non fu trovato scritto nel libro della vita fu gettato nello stagno di fuoco. Questo libro è un libro che mette in ombra tutti gli altri, è un libro che potrebbe rendere inutili tutti gli altri, è un libro diverso, perchè è un libro scritto in rosso, perchè è scritto con il sangue dell’Agnello, è quel libro nel quale è scritto un nuovo nome, al quale libro appartengono i figli di Dio, coloro che sono stati salvati a prezzo di quel sangue che l’Agnello ha versato sulla croce, il libro che ci deve interessare al di sopra di tutti gli altri, al punto che Gesù ha detto: ‘Non vi rallegrate neanche se c’è il libro di quanti indemoniati sono stati liberati per la vostra preghiera; non vi rallegrate di questo, rallegratevi che i vostri nomi sono scritti nei cieli, che il vostro nome è scritto in quel libro. E dice sempre qui nell’Apocalisse al capitolo 3, chi vince, dice il Signore, io non cancellerò il suo nome dal libro della vita. Quando io e te abbiamo accettato Gesù come nostro Salvatore, quando abbiamo chiesto perdono dei nostri peccati, il nostro nuovo nome è stato scritto nel libro della vita – gloria a Dio – e di questo dobbiamo rallegrarci. Ma, ma se il tuo nome non è stato scritto ancora nel libro della vita, di questo ti devi preoccupare, perchè dicevo, questo libro mette in ombra tutti gli altri, rende inutile gli altri, se qualcuno non fu trovato scritto nel libro della vita è gettato nello stagno di fuoco in cattiva compagnia, perchè è scritto che la bestia e il falso profeta sono stati gettati nello stagno di fuoco. Quindi vuol dire che se il nome non è scritto nel libro della vita: questo è il primo libro che viene aperto, il libro della vita, e se il nome non c’è scritto gli altri libri non vengono aperti, perchè se il libro non c’è scritto, non c’è bisogno di aprire altri libri. Chi non è scritto, chi non fu trovato scritto nel libro della vita, fu gettato nello stagno di fuoco; chi non ha creduto in Gesù, e non ha ricevuto Gesù come personale Salvatore, è già condannato, l’assenza di quel nome dal libro della vita, segna una condanna eterna per tutta l’eternità nello stagno di fuoco. E’ questo il libro più importante, e noi dobbiamo assicurarci che il nostro nome sia scritto lì, e se qualcuno non ha questa certezza, io ti invito stasera, non andare a dormire, prega il Signore, chiedi perdono al Signore, perchè Gesù potrebbe ritornare questa sera, questa notte, e se il tuo nome non è scritto nel libro della vita, sarebbe un grosso, grosso, grosso problema. E’ meglio avere questa certezza, è meglio andare da Gesù e dire: ‘Signore perdona i miei peccati, Signore dammi la vita eterna, Signore scrivi il mio nome nel libro della vita’ e prima di andare a casa, prima di chiudere il culto lo vogliamo fare stasera, vogliamo dare la possibilità a tutti di chiedere al Signore di dargli la salvezza, il perdono, e la vita eterna ….’

Audio integrale ascoltabile qua http://www.adifontenuova.it/prediche/apocalisse20.mp3 (la parte trascritta va dal min. 20:17 al min 26:10).

Ascolta la parte da me trascritta:

Ora, in questa sua predica sia nella parte precedente che non ho trascritto che in questa parte che ho trascritto le cose false dette sono state diverse.

Per esempio in questa parte della predica che ho trascritto è falso che:

– anche i figliuoli di Dio compariranno davanti al trono bianco dopo il millennio per essere giudicati e questo perchè in quel giorno compariranno davanti al trono di Dio quelli che risorgeranno dopo il millennio ossia quelli che parteciperanno alla seconda resurrezione mentre i credenti parteciperanno alla prima resurrezione che avverrà al ritorno di Cristo che segnerà l’inizio del millennio, infatti Giovanni dice: “Il rimanente dei morti non tornò in vita prima che fosser compiti i mille anni. Questa è la prima risurrezione. Beato e santo è colui che partecipa alla prima risurrezione. Su loro non ha potestà la morte seconda ma saranno sacerdoti di Dio e di Cristo e regneranno con lui quei mille anni” (Apocalisse 20:5-6). La prima resurrezione infatti è la resurrezione di vita che sperimenteranno i giusti al suo ritorno; mentre la seconda è la resurrezione di condanna che sperimenteranno gli ingiusti alla fine del millennio (cfr. Giovanni 5:29). I giusti, poi, compariranno davanti al tribunale di Cristo per essere giudicati, secondo che è scritto: “Poiché dobbiamo tutti comparire davanti al tribunale di Cristo, affinché ciascuno riceva la retribuzione delle cose fatte quand’era nel corpo, secondo quel che avrà operato, o bene, o male” (2 Corinzi 5:10). Ma ciò avverrà dopo la resurrezione dei morti in Cristo e la trasformazione dei credenti che saranno trovati vivi al ritorno di Cristo, e non dopo che terminerà il millennio.

– prima verrà aperto il libro della vita e se il proprio nome non è scritto in quel libro allora non verranno aperti gli altri libri perchè la Bibbia dice: “Ed i libri furono aperti; e un altro libro fu aperto, che è il libro della vita; e i morti furon giudicati dalle cose scritte nei libri, secondo le opere loro” (Apocalisse 20:12). Quindi, l’apertura degli altri libri avverrà comunque, perchè i morti dovranno essere giudicati dalle cose scritte nei libri, e in base al giudizio di Dio riceveranno la misura di condanna che meriteranno.

– Gesù ha detto: ”Non vi rallegrate neanche se c’è il libro di quanti indemoniati sono stati liberati per la vostra preghiera’, in quanto Gesù ha detto invece: ” Pure, non vi rallegrate perché gli spiriti vi son sottoposti ….” (Luca 10:20).

– il libro della vita è scritto in rosso, perchè scritto con il sangue dell’Agnello. Questa è una fantasia, una di quelle tante cose fantasiose che i pastori ADI tirano fuori dalla loro mente fantasiosa.

– quando abbiamo chiesto perdono dei nostri peccati, è stato scritto nel libro della vita il nostro nuovo nome; e questo perchè il nostro nome è stato scritto nel libro della vita fin dalla fondazione del mondo.

– Gesù può tornare questa sera o questa notte, perchè il ritorno di Cristo dal cielo avverrà solo dopo che è venuta l’apostasia ed è stato manifestato l’uomo del peccato, secondo che dice Paolo ai Tessalonicesi: “Or, fratelli, circa la venuta del Signor nostro Gesù Cristo e il nostro adunamento con lui, vi preghiamo di non lasciarvi così presto travolgere la mente, né turbare sia da ispirazioni, sia da discorsi, sia da qualche epistola data come nostra, quasi che il giorno del Signore fosse imminente. Nessuno vi tragga in errore in alcuna maniera; poiché quel giorno non verrà se prima non sia venuta l’apostasia e non sia stato manifestato l’uomo del peccato, il figliuolo della perdizione, l’avversario, colui che s’innalza sopra tutto quello che è chiamato Dio od oggetto di culto; fino al punto da porsi a sedere nel tempio di Dio, mostrando se stesso e dicendo ch’egli è Dio” (2 Tessalonicesi 2:1-4).

Come potete vedere, già solo in questi 6 minuti circa di predica ci sono diverse cose da dover confutare, ma io ora voglio concentrarmi sul tempo in cui Dio ha scritto il nostro nome nel libro della vita, in quanto secondo le ADI ciò è avvenuto quando noi abbiamo creduto (ecco perchè il cantico n° 533 dell’Innario Inni di Lode delle ADI, Prima Edizione 1992, pag. 185, il coro dice tra le altre cose: ‘C’è un nome nuovo ora scritto in gloria, è il mio, sì è il mio’), mentre la Scrittura dice che il nostro nome è scritto in quel libro fin dalla fondazione del mondo.

La mia confutazione però parte da coloro che non sono stati scritti nel libro della vita. Vediamo dunque cosa dice la Bibbia a loro riguardo. Giovanni scrive nel libro dell’Apocalisse: “La bestia che hai veduta era, e non è, e deve salire dall’abisso e andare in perdizione. E quelli che abitano sulla terra i cui nomi non sono stati scritti nel libro della vita fin dalla fondazione del mondo, si maraviglieranno, vedendo che la bestia era, e non è, e verrà di nuovo” (Apocalisse 17:8), ed ancora: “E tutti gli abitanti della terra i cui nomi non sono scritti fin dalla fondazione del mondo nel libro della vita dell’Agnello che è stato immolato, l’adoreranno [la bestia che sale dal mare]” (Apocalisse 13:8).

Dunque, prima della venuta di Cristo dal cielo, gli abitanti della terra i cui nomi non sono stati scritti nel libro della vita, si meraviglieranno nel vedere la bestia che era e non è, e sarà di nuovo, e adoreranno la bestia che sale dal mare. Perchè Giovanni non dice: ‘Tutti gli abitanti della terra si meraviglieranno vedendo che la bestia era, e non è, e verrà di nuovo’ come neppure: ‘E tutti gli abitanti della terra l’adoreranno’? Perchè sulla terra ci saranno in quel tempo anche quegli abitanti della terra i cui nomi sono stati scritti nel libro della vita fin dalla fondazione del mondo, ed essi sono i santi, secondo che è scritto che alla bestia che sale dal mare “fu dato di far guerra ai santi e di vincerli” (Apocalisse 13:7). Chi sono i santi? Essi sono coloro che sono stati santificati mediante lo Spirito di Dio, in quanto sono stati eletti a salvezza fin dal principio o prima della fondazione del mondo, secondo che dice Paolo ai santi di Efeso: “Benedetto sia l’Iddio e Padre del nostro Signor Gesù Cristo, il quale ci ha benedetti d’ogni benedizione spirituale ne’ luoghi celesti in Cristo, siccome in lui ci ha eletti, prima della fondazione del mondo, affinché fossimo santi ed irreprensibili dinanzi a lui nell’amore, avendoci predestinati ad essere adottati, per mezzo di Gesù Cristo, come suoi figliuoli, secondo il beneplacito della sua volontà: a lode della gloria della sua grazia, la quale Egli ci ha largita nell’amato suo” (Efesini 1:3-6), ed ai santi di Tessalonica: “Ma noi siamo in obbligo di render del continuo grazie di voi a Dio, fratelli amati dal Signore, perché Iddio fin dal principio vi ha eletti a salvezza mediante la santificazione nello Spirito e la fede nella verità” (2 Tessalonicesi 2:13). Diciamo che i loro nomi sono stati scritti nel libro della vita fin dalla fondazione del mondo, in ragione della loro elezione a salvezza, cioè in ragione del proponimento dell’elezione di Dio, che risale ad ancora prima della creazione del mondo.

Ora, è evidente che se in quel tempo ci saranno abitanti della terra i cui nomi non sono stati scritti nel libro della vita fin dalla fondazione del mondo, come anche abitanti i cui nomi sono stati scritti nel libro della vita fin dalla fondazione del mondo, la cosa vale anche per questo tempo.

Dunque, noi che siamo “i santi”, abbiamo il nostro nome scritto nel libro della vita fin dalla fondazione del mondo, e questo perchè Dio ci ha eletto a salvezza prima della fondazione del mondo. Conseguentemente, la verità è che noi siamo stati salvati perchè il nostro nome era stato scritto in quel libro, e non che il nostro nome è stato scritto nel libro della vita perchè o quando siamo stati salvati come invece affermano le ADI. Non è una cosa di poco conto questa, perchè se il credente si è ravveduto ed ha creduto perchè Dio prima della fondazione del mondo lo ha eletto a salvezza, il credente è consapevole che la sua salvezza non è dipesa dalla sua volontà ma da una volontà superiore, cioè quella di Dio, e quindi riposerà fiducioso su questa grande verità che fortificherà notevolmente il suo uomo interiore e la sua fede, e lo ricolmerà di grande allegrezza. Ecco dunque perchè Gesù disse ai settanta: “Pure, non vi rallegrate perché gli spiriti vi son sottoposti, ma rallegratevi perché i vostri nomi sono scritti ne’ cieli” (Luca 10:20), perchè è cosa più importante che i nostri nomi sono scritti nei cieli, di quanto lo sia che i demoni ci sono sottoposti nel nome di Gesù. Ma oltre a ciò, sapendo Gesù quando i nomi dei suoi discepoli sono stati scritti nei cieli, è evidente che noi dobbiamo rallegrarci perchè i nostri nomi sono stati scritti nei cieli fin dalla fondazione del mondo, perchè le due cose sono inscindibili. In altre parole, perchè quando Gesù ha detto: “I vostri nomi sono scritti ne’ cieli”, ha implicitamente detto ‘I vostri nomi sono scritti ne’ cieli fin dalla fondazione del mondo’, perchè il tempo della trascrizione di questi nomi è quello, e non un altro.

E qui vorrei dire che nel libro della vita non è scritto il nostro nuovo nome, in quanto questo nome lo riceveranno tutti coloro che vincono, cioè che perseverano nella fede fino alla fine, secondo che è scritto: “Chi ha orecchio ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese. A chi vince io darò della manna nascosta, e gli darò una pietruzza bianca, e sulla pietruzza scritto un nome nuovo che nessuno conosce, se non colui che lo riceve” (Apocalisse 2:17), e diciamo questo perchè come nel caso degli abitanti della terra i cui nomi non sono scritti nel libro della vita fin dalla fondazione del mondo, quei nomi non sono dei loro nomi nuovi, così anche nel caso degli abitanti della terra i cui nomi sono scritti nel libro della vita fin dalla fondazione del mondo, quei nomi non possono che essere i loro ‘vecchi’ nomi.

Ma perchè Dio ha scritto fin dalla fondazione del mondo nel libro della vita i nomi di solo una parte degli abitanti della terra, escludendo tutti gli altri? Perchè così gli è piaciuto. Egli infatti fa tutto ciò che gli piace: Egli opera tutte le cose secondo il consiglio della propria volontà. Egli agisce con i figli degli uomini come vuole Lui anche in merito alla salvezza. E chi oserà dirgli: ‘Che hai fatto?’ o ‘Hai fatto male’?

Dunque la verità è che noi abbiamo creduto nel Signore perché i nostri nomi sono stati scritti nel libro della vita fin dalla fondazione del mondo, e non che i nostri nomi sono stati scritti nel libro della vita perché o quando abbiamo creduto. Va da sè che è quindi assurdo dire a coloro che decidono di ravvedersi e credere, di chiedere al Signore di scrivere il loro nome nel libro della vita.

Io vi esorto, fratelli che frequentate Chiese ADI, a rigettare questo falso insegnamento che vi è stato trasmesso, perchè annulla il proponimento dell’elezione di Dio, che dipende non dalle opere, ma dalla volontà di Colui che chiama, secondo che dice Dio: “Farò grazia a chi vorrò far grazia, e avrò pietà di chi vorrò aver pietà” (Esodo 33:9). Non vi lasciate ingannare da vani ragionamenti e sofismi vari.

La grazia sia con voi

Giacinto Butindaro

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Le ADI e le false dottrine

Molti anni fa le ADI hanno pubblicato un Manuale per le Scuole Domenicali che si intitola ‘Culti e Sette’. In esso vengono confutati sia pur molto brevemente e sommariamente gli insegnamenti dei Mormoni, degli Avventisti del Settimo Giorno, dei Testimoni di Geova, della Scienza Cristiana, della Chiesa di Dio Universale, della Scuola Cristianesimo ‘Unità’, del Branhamismo, di Culti Orientali, e di Movimenti e Culti Minori, del Cattolicesimo Romano, e della Teologia storico-critica.

Ora, nel primo capitolo che si intitola ‘I caratteri generali delle sette e dei culti’, viene detto tra le altre cose questo: ‘In questo manuale non c’è alcuna intenzione di disprezzare i gruppi che chiamiamo culti o sette. Usiamo queste parole soltanto perché non ne possiamo trovare di migliori e perché, nella terminologia religiosa corrente, la maggioranza dei movimenti che considereremo sono così designati. Né intendiamo attaccare personalmente qualcuno. Sia l’autore sia i redattori riconoscono, e rispettano, le aspirazioni religiose dell’uomo, che hanno prodotto in tutta sincerità le dottrine dei vari culti e delle numerose sette del mondo moderno. …. I cristiani pentecostali dovrebbero essere particolarmente restii a condannare, insieme con gli insegnamenti, anche i membri dei culti e delle sette, perché non molti anni fa la dottrina delle Chiese Pentecostali veniva rigettata e condannata. La dottrina pentecostale era ritenuta, infatti, una teoria che giustificava delle manifestazioni religiose psicopatiche, mezzo di una strategia satanica, e tale atteggiamento in alcuni casi non è affatto scomparso’ (Culti e Sette, ADI-Media, s.d, pag. 7).

Ora le seguenti parole: ‘…le aspirazioni religiose dell’uomo … hanno prodotto in tutta sincerità le dottrine dei vari culti e delle numerose sette del mondo moderno … I cristiani pentecostali dovrebbero essere particolarmente restii a condannare, insieme con gli insegnamenti, anche i membri dei culti e delle sette, perché non molti anni fa la dottrina delle Chiese Pentecostali veniva rigettata e condannata’, sono false, e adesso vi dimostrerò per quale ragione.

Perché le dottrine dei culti e delle sette non sono state prodotte in tutta sincerità dalle aspirazioni religiose dell’uomo, ma dal diavolo, il padre della menzogna (cfr. Giovanni 8:44), che è riuscito con la sua astuzia a sedurre gli abitanti del mondo (cfr. Apocalisse 12:9), facendogli credere ogni sorta di menzogna. Ma come si fa a dire che la dottrina secondo cui il peccato e la morte non esistono (dottrina che viene insegnata da Scienza Cristiana), o quella che dice che Gesù non è Dio e non è risorto fisicamente (sostenuta dai Testimoni di Geova) o quell’ancora che afferma che esiste un purgatorio o che il capo della Chiesa universale è il cosiddetto papa, e la remissione dei peccati si ottiene mediante la confessione al prete e rinunce e mortificazioni varie, o quell’ancora che dice che l’uomo è Dio, o quella che dice che non dobbiamo mangiare la carne, e così via, siano dottrine prodotte in tutta sincerità dalle aspirazioni religiose di alcuni uomini? Occorre veramente non conoscere le Scritture per fare simili affermazioni!! Paolo le chiama dottrine di demoni (cfr. 1 Timoteo 4:1), e dice che sono prodotte dalla frode degli uomini e dall’astuzia loro nelle arti seduttrici dell’errore (cfr. Efesini 4:14), e le ADI le chiamano dottrine prodotte in tutta sincerità dalle aspirazioni religiose dell’uomo!! Giudicate voi stessi fratelli. E’ evidente dunque che siccome queste dottrine sono dottrine di demoni, noi dobbiamo essere pronti a condannarle (altro che restii a condannarle come dicono le ADI), e quindi a confutarle.

E questo perché le opere infruttuose delle tenebre vanno riprovate (cfr. Efesini 5:11), e le dottrine succitate sono opere infruttuose delle tenebre. Ecco chi le ha prodotte queste dottrine, le tenebre. Ma come si fa poi a usare quel paragone, tra il comportamento di coloro che hanno condannato e ancora condannano la dottrina delle Chiese pentecostali e il comportamento di coloro che condannano le dottrine dei culti e delle sette? Ma che c’entra un simile paragone? Nulla, proprio nulla. Ma confonde le idee dei credenti. Perché il credente pensa, ‘Se non devo condannare le dottrine di questi culti e sette, per non fare l’errore che fecero molti all’inizio del Movimento Pentecostale, e che fanno tuttora, condannando le nostre dottrine, vuol dire che tra le dottrine di questi culti e sette ce ne sono alcune che un giorno potrebbero non essere più da condannare!!’

Fratelli, nessuno vi seduca, siate pronti a condannare tutte le dottrine false, perché esse non hanno nulla a che fare con la verità. Abbiate in voi lo stesso sentimento che fu negli apostoli, che confutavano le false dottrine per mettere in guardia i fratelli, affinchè non fossero più dei bambini sballottati e portati qua e là da ogni vento di dottrina. Rigettate invece quel sentimento che purtroppo regna nelle ADI che dinnanzi alle false dottrine dicono: ‘Non facciamo polemiche, lasciamo perdere, predichiamo invece il Vangelo e la sana dottrina!’, perché secondo loro mettersi a confutarle è tempo sprecato in quanto costituisce mettersi a fare dispute di parole e discussioni inutili e sterili, e non solo, secondo loro chi confuta si mette pure a giudicare, il che è vietato fare secondo la Parola di Dio. Lo ripeto, rigettatelo.

Ricordatevi che chi confuta le false dottrine non fa altro che difendere il Vangelo e la sana dottrina, che è una cosa da fare come è da fare la predicazione del Vangelo e della sana dottrina. E nel fare questo mostra quindi il suo amore per la verità, che non gode dell’ingiustizia ma gioisce con la verità (cfr. 1 Corinzi 13:6-7). Gesù confutò gli scribi e i Farisei (cfr. Matteo 15:1-20; 23:16-22) ed anche i Sadducei (cfr. Matteo 22:23-32), Apollo confutò i Giudei (cfr. Atti 18:28), e Paolo confutò quelli che negavano la resurrezione in seno alla chiesa di Corinto (cfr. 1 Corinzi 15:12-58).
E ricordatevi pure che chi confuta esprime dei giusti giudizi, perché il suo giudizio sulle strane dottrine si fonda sulla Parola di Dio. E quindi il comando di ‘non giudicare’ non si può tirare fuori quando si sente parlare di confutazione.

A proposito di confutazioni, voglio dire quest’altra cosa: nelle ADI c’è una carenza spaventosa di confutazioni, in quanto dal pulpito delle ADI non vengono mai confutate sistematicamente le eresie esistenti, soprattutto quelle della Chiesa Cattolica Romana. Siamo in una nazione profondamente cattolica romana, dove ogni credente parla con cattolici romani, ma dal pulpito delle ADI non si sentono pastori confutare in maniera dettagliata e sistematica le eresie di perdizione della Chiesa Cattolica Romana!! E perchè? Perchè le ADI – in virtù del riconoscimento giuridico e della loro intesa con lo Stato – non vogliono mettersi a smascherare pubblicamente e con ogni franchezza le superstizioni e le imposture e le eresie papiste per evitare di essere accusate di vilipendio. Il rispetto delle religioni esige dunque questo loro silenzio (si pensi che quando a RadioEvangelo vengono intervistati dei credenti ex-cattolici romani, la stragrande maggioranza delle volte il termine Chiesa Cattolica Romana neppure viene menzionato, in quanto viene rimpiazzato accuratamente con ‘la religione tradizionale’ o qualcosa del genere!). Pensate solo per un momento se Gesù, per evitare di avere noie con il Sinedrio, fosse stato in silenzio e non avesse pubblicamente e con ogni franchezza confutato e ripreso gli scribi e i Farisei. Cosa si sarebbe potuto dire di Lui? Ma Gesù non si preoccupò minimamente delle conseguenze a cui sarebbe andato incontro mettendosi contro gli scribi e i Farisei, mentre le ADI sono estremamente preoccupate delle conseguenze a cui possono andare incontro se cominciano a fare quello che dovrebbero fare. Ben dice la Sapienza:

“La paura degli uomini costituisce un laccio” (Proverbi 29:25).

Io sono dunque convinto che questo pubblico silenzio delle ADI contro le eresie papiste e tutto quello che di diabolico concerne la Chiesa Cattolica Romana (parlo di pubblico silenzio perché in privato qualche credente che non sta in silenzio c’è nelle ADI) non è altro che l’inevitabile conseguenza di tutti i privilegi da essi ottenuti dallo Stato Italiano, in altre parole parte del prezzo che hanno dovuto pagare in cambio di tutti i privilegi statali!! Che non mi si venga a dire che quello che un Cristiano deve fare non è confutare chi annulla la Parola di Dio, ma predicare il Vangelo, perché Gesù non solo predicò il Vangelo, ma confutò pure quelli che sedevano sulla cattedra di Mosè i quali avevano annullato la Parola di Dio con la loro tradizione. Ma Gesù era libero, le ADI non sono libere.

Giacinto Butindaro

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