Uzbekistan: pesanti sanzioni ai cristiani

A febbraio Edward Kim è stato multato per avere organizzato un culto nella sua casa. La sanzione ammonta all’equivalente di nove mesi di salario.

Altrove, il pastore Kamel Musachanov, del movimento pentecostale, ha avuto un’ammenda pari a due mesi di paga, per aver contravvenuto alle “regole dell’insegnamento religioso”. La chiesa presbiteriana di Tashkent è stata costretta a interrompere tutte le sue attività perché, fra le altre cose, avrebbe trasgredito “alla normativa in materia di insegnamento di dottrine religiose”.
Tutte le attività religiose in Uzbekistan continuano a essere strettamente controllate dalle autorità di polizia. (F18/OD)

Fonte: Porte Aperte, 158, maggio-giugno 2008, pag. 13

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Pastore usbeco amnistiato

A dicembre Salavat Serikbajev, un pastore del Karakalpakstan in Uzbekistan, ha ottenuto l’amnistia in occasione della rielezione del presidente Islam Karimov. Nel maggio del 2007 era stato condannato ai lavori forzati per lo Stato.

Fonte: Porte Aperte Italia, 156. Marzo 2008, pag. 12

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UZBEKISTAN: Persecuzione religiosa: per il governo sono “notizie false”

Continuano gli arresti e le multe per i cristiani solo perché possiedono il Vangelo o si riuniscono per pregare o per una festa di compleanno. Nel Karakalpakstan rifiutato il riconoscimento a tutti i gruppi religiosi. Ma il governo dice che i credenti possono liberamente “incontrarsi nelle case private”.

Tashkent – Le autorità uzbeke negano che ci siano persecuzioni e dicono che i credenti possono incontrarsi “senza autorizzazione” nelle case private. Ma continuano gli arresti e le multe contro i cristiani per “attività illegale”.

Sharofat Allamova, protestante di Urgench, è stata arrestata il 10 giugno solo perché in possesso di copie del Nuovo Testamento e di altri libri e dischi cristiani. Il 27 agosto è stata condannata a 6 mesi di carcere con pena sospesa, per possesso “illegale di materiale religioso”. Il governo pretende che tutta la letteratura religiosa abbia l’autorizzazione pubblica, comprese le copie della Bibbia.

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UZBEKISTAN: “Illegali” i cristiani battisti e i testimoni di Geova

Sistematiche le persecuzioni contro i cristiani battisti, puniti anche soltanto perché pregano insieme. I testimoni di Geova temono che la loro fede sia presto proibita, “come nel periodo sovietico”.

Tashkent – Sono sistematiche le incursioni della polizia e le condanne al carcere o a multe contro chi si riunisce in casa per pregare. A Khalkabad, vicino Pap nell’orientale regione di Namangan, il 29 luglio e il 5 agosto la polizia è irrotta in un’abitazione dove i cristiani battisti stavano svolgendo la funzione domenicale.

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UZBEKISTAN: Torture fisiche e mentali per far abiurare i cristiani detenuti

Il pastore pentecostale Dmitry Shestakov

Continuano le violenze e le minacce contro i protestanti, puniti anche se si riuniscono in casa per pregare. Il pastore Shestakov, condannato a 4 anni di detenzione, è detenuto lontano da casa in pessime condizioni igieniche, con guardie che usano la minaccia per farlo abiurare.

Tashkent – Il pastore pentecostale Dmitry Shestakov in pochi mesi di detenzione ha perso tra 15 e 20 chilogrammi. Ora è al Campo n. 29 a Navoiy (Uzbekistan centrale) e riceve continue pressioni perché abiuri la sua fede. Ex detenuti raccontano all’agenzia Forum 18 come si vive al Campo n. 29: le condizioni sanitarie sono pessime, i prigionieri lavorano calce viva e sapone senza adeguate misure di sicurezza, molti si ammalano e sono mal curati. Nell’acqua potabile ci sono sabbia e sale.

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