Svizzera: Pastore pedofilo condannato a 4 anni e mezzo di carcere

Abusi sessuali, predicatore condannato

Quattro anni e mezzo di prigione sono la pena inflitta a un 73enne predicatore di Wetzikon (ZH), colpevole di violenza carnale, coazione sessuale e atti sessuali su una bambina di 7 anni. Il processo si è tenuto martedì a porte chiuse.

Gli abusi risalivano al 2006 e si erano verificati nell’auto dell’imputato e in un bosco. Avevano riguardato anche una seconda vittima, di 10 anni, e si erano ripetuti fino al 2009, data dell’arresto in seguito alla denuncia dei genitori della bimba più piccola, adepti della chiesa libera di Menorah, in seno alla quale l’uomo operava. In questa chiesa i bambini sono considerati esseri peccaminosi che vanno educati con metodi severi. I suoi adepti credono in un’imminente fine del mondo e rifiutano la musica rock, le riviste, la televisione e qualsiasi forma di umorismo.

 

Condividi

Svizzera: l’EPER aumenta gli aiuti alle vittime del terremoto in Haiti

L’EPER, l’Opera di Aiuto delle Chiese protestanti svizzere, aumenta gli aiuti alle vittime del terremoto in Haiti a un milione di franchi. Una parte di questo contributo servirà a fornire cibo e acqua a 2.500 persone a Port-au-Prince. Il resto verrà utilizzato per la ricostruzione.

L’ufficio di coordinamento dell’EPER a Port-au-Prince ha iniziato a fornire assistenza alla popolazione colpita dal sisma. Due centri di distribuzione forniscono ogni giorno un pasto caldo e acqua a 2.500 abitanti della capitale. La durata di questa distribuzione è stimata inizialmente a tre mesi per un budget provvisorio di 500.000 franchi.

In parallelo, l’EPER ha già in programma la ricostruzione. Il responsabile del programma dell’EPER arriverà sull’isola mercoledì e farà le prime valutazioni. La prossima settimana, due delegati aggiuntivi (un ingegnere edile e uno specialista di logistica) rafforzeranno la sua équipe. La ricostruzione si concentrerà nelle zone rurali che hanno ricevuto pochi aiuti finora. Oltre ad alloggi temporanei verrà esaminata la ricostruzione di scuole.

L’EPER è partner della Catena della Solidarietà.

Per ulteriori informazioni fare clic qui.

Via | heks.ch

Post correlati:

Condividi

L’EPER, l'Opera di aiuto delle Chiese protestanti svizzere, stanzia mezzo milione di franchi per Haiti

L’EPER, l’Opera di aiuto delle Chiese protestanti svizzere, contribuisce ai soccorsi e alla ricostruzione con un importo di mezzo milione di franchi. L’EPER conduce progetti di sviluppo e di aiuto umanitario d’emergenza ad Haiti da 37 anni e lavora con organizzazioni partner locali e ha un ufficio di coordinamento a Port-au-Prince.

L’EPER fornisce aiuti umanitari di primo soccorso e contribuisce alla ricostruzione delle zone sinistrate. In una prima fase si tratta di distribuzione di prodotti alimentari di base, di acqua potabile, di attrezzature da cucina e articoli per l’igiene, nonché la costruzione di servizi igienici per prevenire un’epidemia.

Nella notte tra martedì e mercoledì (ora italiana, ndr), un violento terremoto di magnitudo 7,0 sulla scala Richter ha scosso Haiti con epicentro a 15 km dalla capitale Port-au-Prince. Molti edifici sono crollati e molte persone sono rimaste sepolte sotto le macerie.

I progetti dell’EPER sono volti a sostenere i contadini e le contadine, nonché le organizzazioni delle comunità rurali in modo che possano svilupparsi con i loro mezzi…

Per maggiori informazioni fare clic qui.

Via | Heks.ch

Post correlati:

Condividi

Svizzera: le chiese e la pandemia d’influenza

Nelle chiese svizzere potrebbero esserci cambiamenti nel modo di celebrare la Santa Cena se l’influenza A dovesse diffondersi rapidamente tra la popolazione. Anche in Svizzera, come in altri Paesi (leggi qui), le chiese si preparano a fronteggiare l’influenza A. “Se dovessero esserci segnali di inquietudine tra la popolazione e le autorità sanitarie cantonali dovessero darci indicazioni su misure da intraprendere, noi reagiremo”, conferma Philippe Dätwyler, portavoce della chiesa evangelica riformata di Zurigo. In primo luogo, dice, non useremo più il calice comune da cui tutti bevono durante la Santa Cena. “Da un punto di vista teologico, la Cena è valida e corretta anche senza l’uso del calice comune”.

La chiesa cattolica ha problemi diversi: i fedeli non ricevono il vino e dunque il problema del calice si pone solo per il sacerdote e i concelebranti. Ciò che potrebbe cambiare, dice Daniel Kosch, segretario generale della conferenza centrale cattolica-romana, è il modo in cui il sacerdote porge l’ostia ai fedeli: non sulla lingua, ma sulla mano.

La questione della forma in cui celebrare l’eucaristia e la Cena è solo una delle questioni che preoccupano le chiese svizzere in previsione della possibile pandemia d’influenza. Se la situazione dovesse aggravarsi, le chiese potrebbero decidere di non celebrare più i culti. E i funerali dovrebbero essere svolti senza la partecipazione della gente. A San Gallo la chiesa evangelica riformata dice di essere pronta a diffondere i culti via radio o internet, se per un certo periodo le chiese dovessero essere costrette a tenere chiuse le porte.

Fonte: Voce Evangelica / agenzie – 27 luglio 2009

Post correlati:

Condividi