[Galleria immagini] Cina: Distruzione del luogo di culto della Fushan Church di Linfeng, Shanxi; Ferite decine di fedeli

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Aggiornamento – 24 marzo 2011: le immagini non sono più accessibili sul sito che le aveva pubblicate.

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Cina: Distrutto luogo di culto di Chiesa protestante; picchiate decine di fedeli

Chiesa protestante distrutta dalla polizia nello Shanxi. Feriti decine di fedeli

Raid notturno con 400 poliziotti e bulldozer. All’ospedale ai medici è stato proibito di portare soccorso ai feriti. Continua la campagna per l’eliminazione delle comunità protestanti sotterranee. Il video della distruzione

luogo-culto-distruttoPechino – Centinaia di poliziotti hanno distrutto una chiesa protestante e picchiato decine di fedeli nella provincia dello Shanxi. A molti di loro, ricoverati in ospedale, è stato rifiutato ogni aiuto medico su ordine delle forze di polizia. Secondo il governo locale l’edificio non era una chiesa, ma una costruzione illegale.

Questo ennesimo attacco alla libertà religiosa è avvenuto il 13 settembre scorso alle 3 di notte, a Linfeng, nella contea di Fushan. Secondo testimonianze raccolte dalla China Aid Association, durante la notte, almeno 400 poliziotti e persone con una fascia rossa al braccio sono entrate nell’edificio che serviva come cappella, all’interno di una fabbrica di scarpe e vestiti (la Good News Cloth Shoes Factory). Con l’aiuto di due bolldozer hanno iniziato a distruggere la costruzione, mentre i poliziotti usando mattoni e altri utensili hanno cominciato a colpire i fedeli lì presenti, rimasti a dormire nell’edificio in costruzione per evitarne la sua distruzione. In un’ora, almeno 10 persone sono rimaste ferite in modo grave, altre hanno perso conoscenza e sono state portate in ospedale. Secondo testimoni, i medici del pronto soccorso hanno ricevuto dalle autorità l’ordine di ritardare i soccorsi e la proibizione di fare trasfusioni di sangue.

Le violenze sono durate per ore. I poliziotti hanno abbandonato l’area solo alle prime luci dell’alba, lasciando almeno 100 feriti. L’edificio della cappella e altre costruzioni della fabbrica sono stati ridotti in macerie. Mobili, bibbie, cellulari e soldi dei fedeli sono stati distrutti o rubati. Uno dei fedeli ha commentato che la scena “è peggio del terremoto del Sichuan”.

In Cina la libertà di culto è permessa solo in edifici e con personale registrato presso il ministero degli affari religiosi. Preghiere e servizi religiosi fatti in luoghi non registrati sono illegali. Ma molti cattolici e protestanti preferiscono questo rischio al controllo asfissiante delle loro attività praticate dalle associazioni patriottiche. Talvolta le comunità protestanti chiedono il riconoscimento alle autorità e il permesso di costruire una chiesa, ma i governi locali glieli rifiutano.

Dal 2007 è in atto in Cina una campagna contro le comunità protestanti sotterranee che, secondo le stime più sobrie, radunano oltre 50 milioni di fedeli. La campagna prevede o l’assorbimento delle comunità nel Movimento delle tre autonomie, che raccoglie le comunità protestanti ufficiali e controllate dal governo, o la soppressione (v. Documento segreto del Partito per “normalizzare” i cristiani protestanti cinesi).

Fonte: AsiaNews / ChinaAid – riprodotto con autorizzazione

(V. il video: Violent Crackdown to Shanxi Church)

[vimeo=http://vimeo.com/6611597]

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[Video] Israele, Arad: Ebrei messianici perseguitati ogni giorno da ebrei ultraortodossi

http://www.youtube.com/watch?v=4p_tNkcRhtQ

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India: Assalto a due chiese protestanti nel Karnataka. La polizia accusata di favoreggiamento

Il Global Council of Indian Christians attribuisce l’attacco a esponenti locali dello Sangh Parivar, il movimento indù accusato di numerose violenze contro i cristiani. Da un anno lo stato indiano è teatro di aggressioni soprattutto contro le Chiese protestanti.

Bangalore – Due chiese protestanti assaltate, bibbie e libri di preghiera distrutti o sequestrat, pastori e fedeli minacciati. È accaduto nel distretto di Tumkur nello Stato del Karnatka, nel sud dell’India.

A denunciare l’accaduto è il Global Council of Indian Christians (Gcic) che attribuisce l’attacco a esponenti della Sangh Parivar e accusa di favoreggiamento alcuni ufficiali della polizia locale.

Fonti locali affermano che, nella tarda serata del 28 agosto, un gruppo di radicali indù ha preso d’assalto la Gypsy Prayer Hall di Mavunakatte Palaya. Capeggiati da tre noti attivisti (Rangantha, Ramalingayya Gowda e Ramesh) i membri della Sangh Parivar sono stati visti arrivare sul posto a bordo di tre jeep insieme al vice-sopraintendente della polizia, all’ispettore e al vice-ispettore circondariale.

Il gruppo ha accusato il pastore Hanuma Naik, 33enne responsabile del luogo di culto, di conversioni forzate e raggiri a danno di abitanti del paese. Dopo aver malmenato il religioso ed uno studente del posto, la polizia ha portato Naik alla stazione di polizia aprendo un procedimento contro di lui.

Il Gcic afferma che, dopo l’incursione di Mavunakatte Palaya, alcuni degli assalitori si sono diretti alla Chiesa battista Krupashraya. Anche lì la scena si è ripetuta. In mancanza del pastore i componenti del gruppo hanno minacciato la moglie di azioni punitive e hanno sequestrato bibbie e libri di preghiera.

Gli attivisti della Sangh Parivar hanno poi fatto tappa alla chiesa protestante dell’International Cooperation Ministries (Icm) nei pressi di Agrahar. L’aggressione non è tuttavia andata a segno perché il pastore titolare del luogo da tempo passa la notte barricato in casa per il timore di assalti.

Il Karnataka è da tempo teatro di aggressioni e violenze contro i cristiani. Già in coincidenza con i pogrom dell’Orissa dell’estate scorsa, lo Stato indiano aveva registrato attacchi contro le locali Chiese e comunità.

Fonti locali affermano che l’aumento delle violenze è coinciso con l’avvento al governo statale del partito nazionalista indù Bharatiya Janata Party (Bjp). Nel 2009 il Karnataka ha registrato almeno 10 attacchi contro i cristiani, l’ultimo risaliva all’11 agosto. Ad essere prese di mira sono soprattutto le Chiese protestanti accusate di compiere conversioni forzate.

Fonte: AsiaNews/Agenzie – riprodotto con autorizzazione

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