Israele: Il Rotolo di Isaia di Qumran esposto al Museo del Libro

Per quarant’anni, dopo la sua scoperta, il Rotolo di Isaia, datato nel primo secolo a.C., è stato conservato in un ambiente oscuro a temperatura e umidità costanti. In occasione del 60o anniversario dell’indipendenza il Museo di Israele ha deciso di esporre il rotolo di pergamena nelle sale del Museo del Libro per due mesi. Dei 220 rotoli biblici scoperti a Qumran quello di Isaia è l’unico completo.

Il prezioso rotolo era già stato esposto ma, dopo soli due anni, nel 1967 fu ritirato per timore che si deteriorasse. Ci sono studiosi per il quali il testo contenuto nel rotolo fu copiato dagli Esseni da un testo più antico. Altri sostengono che fu portato nel deserto con gli altri rotoli nell’imminenza della distruzione di Gerusalemme per essere nascosto in una grotta.

Il Rotolo di Isaia fu scoperto nel 1947 insieme ad altri sei rotoli in una grotta vicina alle rovine di Qumran sul versante nord-ovest Mar Morto. La scoperta fu del tutto casuale e si deve ad un pastore beduino, Mohammed al-Dib. Nel tentativo di far uscire una delle sue capre da una grotta, al-Dib vi gettò all’interno una pietra. Quando dal rumore capì di aver colpito e rotto un oggetto di ceramica, entrò per controllare di cosa si trattasse e si trovò di fronte alle giare contenenti i rotoli.

Al-Dib vendette i rotoli a due commercianti di antichità di Betlemme, che a loro volta ne cedettero tre a Eliezer Sukenik, direttore del Dipartimento di Archeologia dell’Università Ebraica di Gerusalemme. Sukenik era il padre di Yigael Yadin. I commercianti di Betlemme vendettero altri quattro rotoli, tra cui c’era anche il Rotolo di Isaia, ad Anastasius Samuel, metropolita della chiesa siriana ortodossa a Gerusalemme est. L’ecclesiastico riuscì a trasportare i quattro rotoli negli Stati Uniti, dove, per diversi anni, tentò inutilmente di venderli.

In quel periodo Yigael Yadin, il ben noto archeologo, si trovava negli USA. Venne a sapere che il metropolita non avrebbe ceduto i rotoli ad un acquirente ebreo, così alzò l’offerta a 250.000 dollari e ne venne in possesso tramite un intermediario.

Nel 1955 il primo ministro Moshe Sharett annunciò alla nazione che i rotoli, più antichi di ben mille anni rispetto al codice di Aleppo, si trovavano in Israele in mani israeliane. Furono esposti per la prima volta al Terra Sancta College, che era stato ceduto in affitto dalla Custodia di Terra Santa all’Università Ebraica di Gerusalemme.

Il Dr. Adolfo Roitman, direttore del Museo del Libro e conservatore dei Rotoli del Mar Morto, sostiene che Isaia fu il profeta più popolare nel periodo del Secondo Tempio, come attestano le ventuno copie del rotolo scoperte a Qumran. L’unico ad essere completo, tuttavia, è quello ora in esposizione.

Nella mostra sono esposti anche attrezzi agricoli e una spada ricurva. Nell’antichità alla morte di un guerriero la sua spada veniva curvata e sepolta con lui. Il Primo Ministro Menachem Begin donò una riproduzione della spada al Presidente dell’Egitto Anwar Sadat quando venne in visita in Israele nel 1977. E’ una scoperta recente un sigillo d’epoca romana che reca l’immagine di una colomba con un ramo d’olivo nel becco.

Adattamento: R.P.
Fonte: SBF Taccuino / Nadav Shragai, Haaretz.com ( 13 maggio 2008 )

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Scoperta un’altra cava del Secondo Tempio a nord di Gerusalemme

L’Israel Antiquities Authority (IAA) ha annunciato che per la seconda volta gli archeologi hanno rinvenuto una cava risalente al periodo erodiano le cui pietre possono essere state usate per la costruzione del Tempio.

L’ultima scoperta archeologica è avvenuta nel quartiere Sanhedria della città, situato a circa due chilometri dalla città antica di Gerusalemme.

Questa cava è stata trovata durante un ordinario scavo di emergenza, condotto negli ultimi mesi, prima della costruzione di una casa privata nel quartiere religioso.

Si pensa che sia una di quelle usate per costruire il luogo sacro di Gerusalemme, perché la misura delle pietre corrisponde a quelle impiegate per la costruzione del Muro Occidentale.

Il Dr. Gerald Finkielsztejn, direttore dello scavo, ha dichiarato che molte pietre trovate nel luogo hanno dimensioni simili a quelle più piccole visibili nel Muro Occidentale. Per questo motivo si è ritenuto che le pietre della cava furono usate per costruire la struttura. L’archeologo ha aggiunto che è stato possibile datare le pietre grazie alle ceramiche trovate nel sito archeologico.

Finkielsztejn ritiene che, nel complesso, la cava è regolare sebbene siano presenti anche pietre di notevoli dimensioni.

Le più grandi misurano 0,69 x 0,94 x 1,65 m., mentre altre sembrano in fase di estrazione, ma lasciate poi nella cava, probabilmente abbandonata al tempo della Grande Rivolta contro i Romani nel 66-70 d.C.

Lo scorso anno, gli archeologi hanno portato alla luce un’antica cava che forniva enormi pietre calcaree di alta qualità per la costruzione del Monte del Tempio in un quartiere periferico di Gerusalemme.

In passato sono state trovate a Gerusalemme dozzine di cave, ma queste sono le prime due che gli archeologi pensano siano state impiegate per la costruzione del Monte de Tempio.

A confermarlo è anche il Prof. Amos Kloner, ex archeologo del distretto di Gerusalemme dell’IAA, il quale afferma che sono state probabilmente utilizzate nella costruzione del Monte de Tempio alcune dozzine di cave. Non deve perciò meravigliare che le prime due siano state trovate e che il quartiere, dove è stata scoperta l‘ultima cava, sorga proprio sulla sommità di una cava.
Nota Bene :

Fonte: SBF Taccuino / Etgar Lefkovits, The Jerusalem Post ( 20 maggio 2008 )

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Israele: Video report di Channel 1 su Ami Ortiz, il ragazzo ebreo messianico rimasto gravemente ferito in seguito all’esplosione di un pacco-bomba

Parte 1

http://it.youtube.com/watch?v=8EsAIr1kiMw

Parte 2

http://it.youtube.com/watch?v=IklgIRv3764

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Gerusalemme: Ex neonazisti svedesi visitano Yad Vashem

Giovani svedesi che hanno partecipato nel loro paese a diverse attività neo-naziste hanno visitato martedì il museo-memoriale di Yad Vashem (Gerusalemme) per confrontarsi con la realtà della Shoà, nel quadro di un programma educativo svedese che si prefigge di lottare contro il negazionismo che imperversa fra i giovani.

Fonte: Israele.net – 04.06.2008

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I Rotoli del Mar Morto. Comunicato stampa ufficiale della IAA (Israel Antiquities Authority)

Un frammento di un rotolo di 2000 anni contenente il testo di un salmo è stato messo in mostra a Gerusalemme in occasione della President Conference per i 60 anni di fondazione dello Stato di Israele (13 maggio 2008).

Siccome i Rotoli del mar Morto sono patrimonio culturale non solo degli Ebrei ma del mondo intero, l’Israel Antiquities Authority (IAA), a cui compete la cura e la conservazione di questi preziosi testimoni di testi biblici ed extra-biblici, attribuisce una notevole importanza all’esposizione dei Rotoli.

Il frammento di cui si parla fu trovato nella caverna 11 nel Deserto di Giuda e fa parte di un testo più lungo datato tra il 30 e il 50 d.C.

Il Rotolo è una raccolta liturgica di salmi ed inni disposti in una successione diversa da quella canonica e con varianti testuali rispetto ai testi canonici dei salmi. Contiene ventotto colonne di testo non complete, delle quali cinque riportano i salmi 133, 137, 138, 141, 144 e due non canonici.

La scoperta dei Rotoli del Mar Morto avvenuta circa sessant’anni fa (1947) è considerata una delle più notevoli scoperte archeologiche dei tempi moderni. I Rotoli furono scritti e copiati tra il 250 a.C. e il 68 d.C. Rappresentano la più antica testimonianza scritta dell’Antico Testamento e i loro testi sono le copie più primitive di quasi tutti i testi dell’AT eccetto che per il libro di Ester.

Questa vera e propria antica biblioteca fa da perno tra il Giudaismo e il Cristianesimo. Grazie a questi ritrovamenti la conoscenza delle loro origini si è molto allargata.

Per trentacinque anni un gruppo di soli dieci studiosi ha monopolizzato la pubblicazione dei testi che in gran parte sono costituiti da piccoli frammenti. In queste condizioni non si poteva sperare che fossero dati alle stampe in tempi sufficientemente ristretti.

Agli inizi degli anni ’90, con l’intervento dell’IAA, sono stati fatti considerevoli passi avanti nella riorganizzare della pubblicazione dei testi, che nel 2001 sono stati tutti pubblicati. In questo modo si è reso possibile l’accesso ai testi non solo agli studiosi ma anche a un pubblico più vasto.

Il trasferimento dei rotoli già molto fragili dalle grotte dove furono trovati in altri luoghi interruppe la condizione di favorevole stabilità che ne aveva garantito la conservazione per 2000 anni.

Nel 1991, su indicazione dei maggiori esperti nel campo della conservazione di manoscritti, di pergamena e papiro, l’IAA fondò un laboratorio riservato esclusivamente ai Rotoli del Mar Morto.

L’estrema fragilità dei frammenti richiede un impegno continuo e necessariamente l’adozione dei metodi di conservazione più aggiornati.

L’IAA, in collaborazione con esperti di livello internazionale, ha deciso di riconsiderare le tecniche di conservazione adottate attualmente per la conservazione dei Rotoli e di stabilire dei metodi per affrontare problemi non ancora risolti.

Si deve sempre all’IAA l’avvio del progetto di digitalizzazione dell’intera raccolta dei testi dei Rotoli, un’impresa che permetterà soprattutto agli studiosi una fruizione dei testi ancora più immediata.

Adattamento : R.P.
Nota Bene :
Vedi anche : Haaretz.com ( 13 maggio 2008 )
Sul Web Press Release. IAA (Israel Antiquities Authority)

Fonte: SBF Taccuino

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Il blog di Illuminato Butindaro
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