Trovate a sud di Gerusalemme impronte di sigilli reali del periodo del Primo Tempio

Impronte di sigilli reali del periodo del Primo Tempio e un’iscrizione alfabetica in ebraico del periodo asmoneo

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Una delle impronte di sigillo del periodo del Primo Tempio trovate a sud di Gerusalemme. Foto: Mariana Saltzberger , Israel Antiquities Authority

Un grande edificio che risale all’epoca del Primo e del Secondo Tempio, in cui c’era un’incredibile quantità di iscrizioni, è stato scoperto da una spedizione di recupero condotta da Zubair Adawi, su incarico dell’Israel Antiquities Authority, nel villaggio di Umm Tuba, nella parte meridionale di Gerusalemme (tra Zur Baher e il quartiere di Har Homa), prima dei lavori di costruzione effettuati da un’impresa privata.

Considerando l’area limitata dello scavo e la natura rurale della struttura che è stata portata alla luce, gli archeologi sono rimasti sorpresi nello scoprirvi tante impronte di sigilli reali che risalgono al regno di Ezechiele, re di Giudea (fine dell’VIII secolo a.e.v.). Quattro impronte di tipo “LMLK” sono state scoperte sui manici di grandi otri che erano usati per conservare vino e olio nei centri amministrativi reali. Sono stati trovati insieme alle impronte dei sigilli di due alti ufficiali di nome Ahimelekh ben Amadyahu e Yehokhil ben Shahar, impiegati nel governo del regno. Il sigillo Yehokhil era stato impresso su una delle impronte LMLK prima che il vaso fosse cotto in un forno: si tratta del caso molto raro in cui due impronte del genere appaiono insieme su un unico manico.

Un’altra iscrizione ebraica, di 600 anni posteriore alle impronte di sigillo del regno di Giudea, è stata scoperta su un frammento del collo di un vaso che risale al periodo asmoneo: una sequenza alfabetica che venne incisa con un sottile stilo di ferro sotto il bordo del vaso, nella scrittura ebraica caratteristica dell’inizio del periodo asmoneo (fine del II secolo a.e.v.). Le lettere da hey a yod e una piccola parte della lettera kaf risultano conservate sul frammento. Iscrizioni simili che portano sequenze alfabetiche sono state scoperte in passato, di solito su ostraca (iscrizioni scritte in inchiostro su frammenti di vasellame) o incise su ossari (contenitori di pietra in cui venivano sepolte ossa umane). L’iscrizione alfabetica scoperta in questo caso è unica e il suo significato richiede ulteriore studio: si trattava di un ‘esercizio di scrittura fatto da un apprendista scriba o dovremmo attribuirgli qualche valenza magica?

I resti del grande edificio comprendevano parecchie stanze disposte intorno a un cortile. Fosse, installazioni agricole e silos sotterranei erano inseriti nel cortile. All’interno del complesso sono stati anche rinvenuti un forno da vasaio, un grande columbarium con un nascondiglio-rifugio scavato nella roccia, vasellame e altro ancora. Le stoviglie recuperate dalle rovine dell’edificio indicano che esso risale alla fine dell’età del ferro (periodo del Primo Tempio) nell’VIII secolo a.e.v. Dopo la sua distruzione, insieme a Gerusalemme e a tutta la Giudea durante la conquista babilonese, gli ebrei lo rioccuparono nel periodo asmoneo (II secolo a.e.v.) e persistette per altri duecento anni fino alla distruzione del Secondo Tempio. Durante il periodo bizantino il sito venne nuovamente abitato come parte di un esteso insediamento rurale di monasteri e fattorie nella regione tra Gerusalemme e Betlemme.

Circa tre anni fa gli ingenti resti di un monastero di questo periodo sono stati portati alla luce e, insieme ai resti degli scavi attuali, confermano l’identificazione del luogo come Metofa, menzionato negli scritti dei padri della chiesa del periodo bizantino. Il nome del villaggio arabo, Umm Tuba, è quindi una derivazione del bizantino Metofa, che è il biblico Netofa ed è menzionato come il posto da cui provenivano due degli eroi di David (2 Samuele 23:28-29).

(Da: MFA, 23.02.09)

Fonte: Israele.net

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Emanuel Tov è stato insignito del Premio d’Israele per la Ricerca Biblica

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Emanuel Tov

La ministra israeliana dell’Istruzione, Yuli Tamir, ha reso noto oggi il vincitore del prestigioso “Premio d’Israele per la Ricerca Biblica 2009”. Si tratta del Prof. Emanuel Tov, specialista dell’ebraico antico, che ha fatto molte scoperte nel campo degli antichi scritti biblici, in particolare la “Traduzione dei Settanta” e dei Manoscritti del Mar Morto.

Shraga Blum

Via | Actu.co.il


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Archeologia: Frammenti della “stele di Eliodoro” trovati a sud di Gerusalemme gettano nuova luce sui Maccabei

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La stele di Eliodoro - Foto: The Israel Antiquities Authority

Frammenti di iscrizione greca trovati a sud di Gerusalemme gettano nuova luce sui Maccabei

La stele di Eliodoro - Foto: The Israel Antiquities Authority

Tre frammenti di un’iscrizione greca, ritenuta parte della ‘stele di Eliodoro’, sono stati trovati recentemente in uno scavo dell’Israel Antiquities Authority nel Parco Nazionale di Beit Guvrin.

La stele di Eliodoro, che risale al 178 a.e.v. e che consiste di 23 righe incise su calcare, è considerata una delle iscrizioni antiche più importanti rinvenute in Israele.

Dov Gera, che ha studiato le iscrizioni, ha stabilito che i frammenti erano in realtà la parte inferiore della ‘stele di Eliodoro’. Questa scoperta ha conferma l’idea che la stele originariamente fosse situata in uno dei templi situati dove oggi si trova il Parco Nazionale Maresha- Beit Guvrin.

I nuovi frammenti sono stati scoperti in un complesso sotterraneo dai partecipanti al programma Dig for a Day (scava per un giorno) dell’Archaeological Seminars Institute.

Come è stato scritto dai professori Cotton e Wörrle nel 2007, questa stele reale in pietra reca un proclama da parte del re dei Seleucidi, Seleuco IV (padre di Antioco IV). Il contenuto della stele ha fatto luce sul coinvolgimento del governo dei Seleucidi nei templi locali, menzionando un tale di nome Olympiodoros, il ‘supervisore’ designato dei templi di Coele Syria-Phoenicia, compresa la Giudea.

L’ordine del re fu inviato a Eliodoro, che era probabilmente la stessa persona menzionata nel libro Maccabei II. Secondo la storia narrata in Maccabei, Eliodoro, come rappresentante del re Seleuco IV, cercò di rubare del denaro dal Tempio di Gerusalemme ma invece fu picchiato con violenza grazie all’intervento divino.

Tre anni dopo, Seleuco IV fu assassinato e gli successe il figlio Antioco IV, che fu il governante, secondo Maccabei II, che finì coll’emettere un editto di persecuzione contro il popolo ebraico e dissacrò il Tempio di Gerusalemme, il che portò alla rivolta dei Maccabei.

In breve, si può stabilire che questa stele reale ebbe origine nella città di Maresha, ed aggiunge importanti testimonianze archeologiche e contesto storico per la comprensione del periodo che portò alla rivolta dei Maccabei, un evento celebrato tutti gli anni con la festa ebraica di Hannukah.

Ian Stern, direttore degli scavi per l’Israel Antiquities Authority, aggiunge: “Questa scoperta è il frutto di uno sforzo congiunto da parte del programma ‘Dig for a Day’ dell’Archaeological Seminars Instititute, dell’Israel Antiquities Authority e dello staff dell’Israel Nature and Parks Authority del Parco Nazionale di Beit Guvrin”.

(Da: Ha’aretz, 16.02.09)

Fonte: Israele.net

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Israele esporta 100.000 tonnellate di frutti esotici all’anno

israele-fruttiIsraele esporta 100.000 tonnellate di frutti esotici all’anno, principalmente avocado, cachi, mango, kiwi e banane. Nel 2007 le esportazioni israeliane di frutta tropicale sono state pari a 200 milioni di $. La notizia è stata diffusa in occasione di Tu Bishvat, il capodanno degli alberi che gli israeliani festeggiano tradizionalmente con un pasto di frutta.

Fonte: Israele.net . 9 febbraio 2009


In avvenire, Giacobbe metterà radice, Israele fiorirà e germoglierà, e copriranno di frutta la faccia del mondo. (Isaia 27:6)

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