SOS di cristiani d’Algeria

Miei cari fratelli nella fede in tutto il mondo, ecco il racconto dell’umiliazione, dell’ingiustizia e della persecuzione che subiscono i vostri fratelli in Algeria quotidianamente, da parte della società ma in modo particolare da parte dei servizi di sicurezza e dallo Stato. L’ultima in data venerdì 9 maggio 2008 dopo la nostra uscita dal culto del venerdì, che noi facciamo di nascosto, per paura, presso un fratello nella città di Tiaret. Siamo quindi sorpresi dal nostro arresto in piena strada da parte delle forze di sicurezza vestite in borghese. Queste persone ci hanno portato via uno ad uno come dei criminali, essendo la fede in Cristo il nostro unico reato che diventa un crimine pericoloso in Algeria.

Fratelli miei, io non descriverò l’umiliazione che abbiamo subito da parte di questi agenti quando ci hanno condotto al Commissariato Centrale della città. Una volta arrivati ci hanno perquisito uno ad uno insultandoci, trattandoci come dei rinnegati: quelli che hanno rinnegato la loro religione per seguire quella dell’Occidente. Ci hanno detto che siamo i complici e le spie degli israeliani, e che quindi noi meritiamo di essere sgozzati senza pietà: aggressioni violente ed inumane. E’ normale arrestare una persona solo per la sua fede, in un paese che dice di essere democratico e rispettoso dei diritti dell’uomo e delle libertà individuali? Oltre a tutto ciò, gli agenti ci hanno tenuto tutta la notte del venerdì in una cella in condizioni più che pietose ed indescrivibili, senza darci la possibilità di telefonare ai nostri parenti e alle nostre famiglie. Ci hanno presentato il giorno dopo al Procuratore della Repubblica del tribunale di Tiaret, per farci delle domande umilianti e più che imbarazzanti: per esempio, “perché avete lasciato la religione dei vostri antenati? Per soldi?, e “a che prezzo vi hanno comprato?”. Alla fine ci hanno rilasciato con ordine di comparire in processo il 27 maggio 2008 per un’accusa più che assurda: “Distribuzione di documenti e libri al fine di destabilizzare la fede dei musulmani”. Qui sotto la copia dell’ordine di comparizione al processo.

Fratelli miei, ho scritto questo affinché voi siate informati della situazione. Abbiamo bisogno del vostro sostegno in questi momenti difficili […]

Fraternamente, Djillali.

Fonte: Collectif Algerie

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Bangladesh: Stuprata la figlia del pastore Motilal Das

Un gruppo di musulmani del distretto di Mymensingh, che vuole controllare l’area nella quale svolge il suo ministero il pastore Motilal Das, ha stuprato la figlia di 13 anni. Il pastore Motilal Das, della United Bethany Church, ha riferito che attorno alle tre del mattino di venerdì 2 maggio, i paesani hanno aggredito e stuprato la figlia Elina Das lasciandola priva di conoscenza davanti alla sua casa.
Il loro intento era quello di cacciare lui e il suo lavoro cristiano fuori dal villaggio di Laksmipur nel sub-distretto di Fulbaria, 120 km a nord della capitale. I paesani da molto tempo erano arrabbiati col pastore a causa del suo ministero di evangelismo e gli hanno fatto diverse minacce di morte, come ci ha dichiarato lui stesso. “Non ho dato importanza alle minacce ho pregato e ho continuato le mie attività pastorali”, Das ha dichiarato all’agenzia Compass. “Quando hanno visto che non riuscivano a fermarmi, hanno deciso di ferirmi al punto di sconvolgerci la vita e impedirci di mostrare la faccia in pubblico per la vergogna e quindi spingerci a lasciare il villaggio”.

Fonte: Porte Aperte Italia

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Birmania: “Gospel for Asia” in aiuto alle vittime del ciclone Nargis

La missione “Gospel for Asia” è presente in Birmania con 500 missionari, 400 chiese e 250 stazioni missionarie. Attualmente stanno fornendo aiuto materiale e spirituale alle vittime del devastante ciclone.

Sul sito di Gospel for Asia UK c’è la possibilità di fare una donazione on line a favore delle vittime del ciclone Nargis. Chi desidera può andare sul sito Gfauk.org e cliccare su Donate to Cyclone Relief, una volta nella pagina cliccate su Donate Now. Specificate l’ammontare in sterline che volete dare e fate clic su Donate Now, seguite poi tutta la procedura.

Il Signore vi benedica.

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Brevi dal Mondo (Eritrea, Cina, Giordania)

I cristiani eritrei

Eritrea – A metà febbraio trentacinque cristiani sono stati rilasciati dalla polizia eritrea. Erano stati arrestati durante un incontro sei settimane prima. Tre giorni prima della loro scarcerazione, erano stati rilasciati altri dieci cristiani, prigionieri da cinque anni.
Duemila cristiani sono tuttora detenuti in Eritrea a causa della loro fede. (CD)

Cina – Ottanta pastori cinesi in carcere

In febbraio, durante uno studio biblico, ottanta leader cristiani cinesi sono stati arrestati presso il domicilio del pastore Xue Weimin. (CAA)

Giordania – Cristiani stranieri espulsi

La Giordania continua a espellere pastori evangelici stranieri dal paese. Secondo il governo, non sono più benvenuti in quanto coinvolti in attività evangelistiche “illegali”. La legge giordana permette la libertà di religione e tale motivazione risulta singolare. Nel 2007 sono stati espulsi 27 cristiani stranieri. (CD)

Fonte: Porte Aperte, 158, maggio-giugno 2008, pag. 13

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India: Tre pastori picchiati da militanti indù in Andhra Pradesh

Tre pastori sono stati picchiati con bastoni da circa 50 militanti indù mentre distribuivano opuscoli cristiani ai bambini nella città di Devarkonda, Andhra Pradesh, il 14 aprile. La mano del pastore John Kumar è stata rotta e gli altri due sono rimasti gravemente feriti nell’attacco.

Fonte: Persecution.net

Nella foto: John Kumar

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