Israele: via libera all’immigrazione dei Bnei Menashe, una tribù del nord dell’India

Il Comitato ministeriale per l’integrazione, guidato dal ministro degli Esteri Avigdor Lieberman, ha preso pochi giorni fa la decisione di ricondurre in Israele i 7.300 membri dei “Bnei Menashe”, una comunità nel nord dell’India che si dichiara essere una delle tribù perdute di Israele.

Il Comitato ha deciso di nominare un gruppo interministeriale per preparare un piano d’azione per rimpatriare tutti i membri di questa tribù, questo piano dovrebbe essere presentato per l’approvazione del governo il mese prossimo.

Il rabbino capo sefardita d’Israele Shlomo Amar ha riconosciuto l’appartenenza di questa tribù al popolo ebraico.

1700 persone dei Bnei Menashe hanno già fatto la loro aliyah, ma il processo di immigrazione è stato interrotto nel 2007.

Via | israel-infos.net

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Israele, Proteste per il fermo di un rabbino che giustifica l’omicidio dei “gentili”. Tensione a Gerusalemme

Centinaia di manifestanti hanno invaso le strade della città e protestato davanti al palazzo di giustizia per l’arresto di Dov Lior. Il leader religioso, poi rilasciato, è stato fermato per il sostegno dato a un libro che autorizza l’uccisione dei non ebraici. Esplode la polemica politica, scambi di accuse fra ministri.

Gerusalemme – Manifestazioni di protesta inscenate dagli attivisti di destra, strade bloccate e liberate solo grazie all’intervento della polizia, al prezzo di 25 arresti fra i dimostranti e due feriti fra le forze dell’ordine. Ha causato tensione e un duro scontro politico il fermo del rabbino Dov Lior (poi rilasciato), colpevole di aver dato il proprio sostegno a un libro in cui si giustifica l’omicidio dei “gentili” (i non ebrei). Il 27 giugno per le strade di Gerusalemme si sono riversate centinaia di persone; almeno 200 si sono poi riunite davanti al palazzo sede dell’Alta corte di giustizia della città. Nel mattino di ieri è tornata la calma, ma infuria la polemica sul diritto riservato alle guide religiose di esprimere giudizi nella più completa impunità.

Le autorità hanno arrestato, interrogato e infine liberato il rabbino Lior, che in precedenza non si era presentato davanti alle forze dell’ordine pur avendo ricevuto un invito a comparire. Egli è finito al centro di un’indagine per aver dato la sua approvazione al controverso libro “Torat Hamelech”, scritto nel 2009 dal rabbino Yitzhak Shapira, in cui si giustifica l’uccisione di non ebraici. L’autore del testo è già stato indagato, così come altre due autorità religiose ebraiche che hanno sostenuto l’opera e il pensiero contenuto al suo interno. Lior si è difeso affermando che la Torah è “al di sopra” della legge e del diritto dello Stato.

Le affermazioni del rabbino, capo dell’insediamento ebraico Kiryat Arba, sulle montagne della Giudea, e leader del Consiglio delle comunità ebraiche di Giudea, Samaria e della Striscia di Gaza hanno sollevato una feroce polemica in Israele. Il parlamentare Micheal Ben-Ari (Kadima) punta il dito contro il ministro per la Sicurezza pubblica, che dovrebbe essere licenziato perché ha permesso l’arresto di Lior. La risposta arriva da Zahava Gal-On (Meretz), che plaude al fermo perché le parole del rabbino fomentano la violenza.

Durissima, infine, la presa di posizione di Yaakov Margi (Shas, partito ebraico ultra-ortodosso), ministro per le Funzioni religiose, che manifesta “indignazione” verso il collega Yitzhak Aharonovitch della Sicurezza, perché ha permesso che Lior venisse trattato alla stregua di un “criminale comune”.

Fonte: AsiaNews/Agenzie – riprodotto con autorizzazione

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Gerusalemme vecchia, il quartiere ebraico è di nuovo ultraortodosso

(Milano/g.s.) – Il quartiere ebraico racchiuso tra le mura della Gerusalemme vecchia è tornato ad essere un baluardo del giudaismo ultraortodosso, così com’era stato fino al 1948. Lo rileva un’indagine sociologica condotta da alcuni ricercatori e riportata nei giorni scorsi dalla stampa israeliana. Gli autori della ricerca, Doron Bar e Rehav Rubin, spiegano che il quartiere si è via via svuotato della sua componente laica, la quale ha ceduto quasi completamente il campo ai praticanti più rigorosi.

Un dato confermato anche dall’osservazione empirica di uno dei rabbini ultraortodossi del quartiere, il prof. Daniel Sperber, che spiega al quotidiano Haaretz come la sua sinagoga, quella di Menachem Zion, fosse fino a pochi anni fa l’unico, affollato, luogo di culto degli haredim, mentre oggi le loro comunità fanno riferimento a vari altri edifici religiosi.

Anche se la municipalità cerca di incentivare una presenza ebraica più composita all’interno del quartiere, quel piccolo nucleo urbano a ridosso del Muro occidentale torna, in qualche modo, alla fisionomia che l’ha caratterizzato per secoli.

In seguito alle rivolte giudaiche contro la dominazione romana, Gerusalemme era stata rasa al suolo tra il 70 e il 134 d.C. Al suo posto sorse la colonia romana di Aelia Capitolina dalla quale gli ebrei furono banditi, se non come pellegrini, per alcuni secoli. Quando in epoca bizantina la messa al bando venne allentata, una piccola comunità di pii israeliti tornò a stabilirsi nelle vie e nelle case a ridosso del luogo più caro al giudaismo: il Muro occidentale, tutto ciò che resta dell’antico recinto del Tempio di Gerusalemme.

Quella presenza ebbe fine nel 1948, quando le truppe arabe contrapposte al neonato Stato di Israele, si aggiudicarono il controllo militare di Gerusalemme Est e della città vecchia. Durante la battaglia per la città santa l’artiglieria della Legione araba di Trangiordania ridusse il quartiere a un mucchio di rovine e costrinse gli abitanti a sfollare nei quartieri occidentali. Gli israeliani si presero la rivincita nel 1967, con la guerra dei Sei giorni, grazie alla quale assunsero quel pieno controllo di tutta Gerusalemme che esercitano tuttora.

Dal ’67 ai nostri giorni il quartiere ha mutato volto: le case arabe immediatamente prospicienti il Muro occidentale sono state rase al suolo per far spazio all’ampio piazzale su cui oggi si incrociano i passi di fedeli, turisti e pellegrini; moderni edifici ospitano sinagoghe, istituzioni culturali ebraiche e, sempre più, anche abitazioni.

La fisionomia eminentemente ebraica del quartiere si manifesta con molti segni: è rarissimo, se non impossibile, che un non ebreo vi trovi casa; capita che le vestigia archeologiche di epoca romana, bizantina e crociata, siano messe in secondo piano rispetto alle testimonianze sull’antica presenza giudaica. Gli stessi Bar e Rubin, a margine della loro ricerca, citano un esempio: una targa posta presso i resti di una chiesa d’epoca crociata è stata rimpiazzata con un cartello più generico che indica il luogo come area d’interesse archeologico.

Fonte: terrasanta.net

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Svizzera: Antisemitismo, 138 episodi nel 2010

BERNA – Lo scorso anno sono stati censiti in Svizzera 138 episodi di antisemitismo, 104 dei quali in Romandia, 34 nella Svizzera tedesca e uno in Ticino. Sono tuttavia cifre discrepanti, che dipendono dal diverso metodo di segnalazione dei casi.

Nella Svizzera tedesca la rilevazione viene effettuata dalla Federazione delle comunità israelitiche (FSCI) e della Fondazione contro il razzismo e l’antisemitismo (GRA), che oggi hanno pubblicato un rapporto congiunto. In Romandia invece il conteggio viene tenuto dal Coordinamento intercomunitario contro l’antisemitismo e la diffamazione (CICAD).

I 34 casi nella Svizzera tedesca si suddividono in 16 atti definiti “seri” e in 18 “preoccupanti”, precisa il rapporto. Si tratta nella maggioranza dei casi di dichiarazioni scritte, quali lettere, articoli, graffiti e contributi nei media elettronici.

Nella Svizzera romanda, così come a livello mondiale, gli episodi di antisemitismo sono risultate in calo rispetto all’anno prima. In questa regione il rapporto rileva che gli episodi antisemiti coincidono spesso con i fatti violenti che si registrano in Medio Oriente.

Fonte: ticinonline.ch / Ats

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L’antisemitismo di Martin Lutero

Martin Lutero e gli Ebrei

Fratelli nel Signore, di Martin Lutero (1483-1546), il noto riformatore tedesco, c’è un aspetto fortemente da riprovare che è il suo odio verso gli Ebrei, che troviamo espresso nel suo libro Degli Ebrei e delle loro menzogne, da lui pubblicato nel 1543 e che secoli dopo sarà usato da Adolf Hitler per avvalorare e diffondere il suo odio verso gli Ebrei, tanto è vero che sotto l’Hitlerismo questo libro di Lutero ebbe diverse edizioni.

Ho ritenuto perciò opportuno farvi conoscere alcune delle cose che disse Lutero contro gli Ebrei, tratte dalla parte di questo libro che concerne le misure da adottare contro gli Ebrei, che sono persuaso lasceranno sbigottiti e sconcertati parecchi di voi per la stoltezza di Lutero, ma è doveroso che abbiate conoscenza di ciò.

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‘[Le misure da adottare] Io voglio dare il mio sincero consiglio.
In primo luogo bisogna dare fuoco alle loro sinagoghe o scuole; e ciò che non vuole bruciare deve essere ricoperto di terra e sepolto, in modo che nessuno possa mai più vederne un sasso o un resto. E questo lo si deve fare in onore di nostro Signore e della Cristianità, in modo che Dio veda che noi siamo cristiani e che non abbiamo tollerato nè permesso – consapevolmente – queste palesi menzogne, maledizioni e ingiurie verso Suo figlio e i Suoi cristiani. Perchè ciò che noi fino a ora abbiamo tollerato per ignoranza (io stesso non ne ero a conoscenza) ci verrà perdonato da Dio. Ma se noi, ora che sappiamo, dovessimo proteggere e difendere per gli ebrei una casa siffatta, nella quale essi – proprio sotto il nostro naso – mentono, ingiuriano, maledicono, coprono di sputi e di disprezzo Cristo e noi (come sopra abbiamo sentito), ebbene, sarebbe come se lo facessimo noi stessi, e molto peggio, come ben sappiamo.
Mosè scrive al XIII capitolo del Deuteronomio, che se una città pratica l’idolatria, bisogna distruggerla completamente col fuoco e non conservarne nulla. E se egli ora fosse in vita, sarebbe il primo a incendiare le sinagoghe e le case degli ebrei. Perchè ordinò molto severamente ai capitoli IV e XII del Deuteronomio di non togliere nè aggiungere niente alla sua legge. E Samuele dice al XV capitolo del I libro che non obbedire a Dio è idolatria. Ora, la dottrina degli ebrei non è altro che glosse di rabbini e idolatria della disobbedienza, cosicché Mosè è diventato del tutto sconosciuto presso di loro (come si è detto), proprio come per noi sotto il papato la Bibbia è diventata sconosciuta. E dunque anche in nome di Mosè le loro sinagoghe non possono essere tollerate, perché diffamano loro tanto quanto noi, e non è necessario che essi abbiano per una simile idolatria le loro proprie, libere chiese.
Secondo: bisogna allo stesso modo distruggere e smantellare anche le loro case, perché essi vi praticano le stesse cose che fanno nelle loro sinagoghe. Perciò li si metta sotto una tettoia o una stalla, come gli zingari, perché sappiano che non sono signori nel nostro Paese, come invece si vantano di essere, ma sono in esilio e prigionieri, come essi dicono incessantemente davanti a Dio strillando e lamentandosi di noi.
Terzo: bisogna portare via a loro tutti i libri di preghiere e i testi talmudici, nei quali vengono insegnate siffatte idolatrie, menzogne, maledizioni e bestemmie.
Quarto: bisogna proibire ai loro rabbini – pena la morte – di continuare a insegnare, perchè essi hanno perduto il diritto di esercitare questo ufficio, in quanto tengono prigionieri i poveri ebrei per mezzo del passo di Mosè, al XVII capitolo del Deuteronomio, nel quale egli ordina a quelli di obbedire ai loro maestri, pena la perdita del corpo e dell’anima; mentre invece Mosè aggiunge con chiarezza: in «ciò che ti insegnano secondo la legge del Signore».
……
Quinto: bisogna abolire completamente per gli ebrei il salvacondotto per le strade, perchè essi non hanno niente da fare in campagna, visto che non sono nè signori, nè funzionari, nè mercanti, o simili. Essi devono rimanere a casa.
……..
Sesto: bisogna proibire loro l’usura, confiscare tutto ciò che possiedono in contante e in gioielli d’argento e d’oro, e tenerlo da parte in custodia. E il motivo è questo: tutto quello che hanno (come sopra si è detto), lo hanno rubato e rapinato a noi attraverso l’usura, perchè, diversamente, non hanno altri mezzi di sostentamento.
……………
Settimo: a ebrei ed ebree giovani e forti, si diano in mano trebbia, ascia, zappa, vanga, canocchia, fuso, in modo che si guadagnino il loro pane col sudore della fronte, come fu imposto ai figli di Adamo, al III capitolo della Genesi. Perchè non è giusto che essi vogliano far lavorare noi, maledetti goijm, nel sudore della nostra fronte, e che essi, la santa gente, vogliano consumare pigre giornate dietro la stufa, a ingrassare e scorreggiare, vantandosi per questo in modo blasfemo di essere signori dei cristiani, grazie al nostro sudore. A loro bisognerebbe invece scacciare l’osso marcio da furfanti dalla schiena!
…..
Se però i signori non vogliono costringerli e non vogliono porre rimedio a questa loro diabolica ribellione, allora vengano espulsi dal Paese, come si è detto, e si dica loro di tornare alla loro terra e ai loro beni, a Gerusalemme, dove possono mentire, maledire, bestemmiare, deridere, uccidere, rubare, rapinare, praticare l’usura, dileggiare e compiere tutti questi empi abominî come fanno qui da noi
…..
A chi ora voglia ospitare, nutrire, onorare queste serpi velenose e piccoli demoni, ossia i peggiori nemici di Cristo Signore nostro e di tutti noi, e desideri farsi scorticare, derubare, saccheggiare, oltraggiare, deridere, maledire e desideri patire ogni male, raccomando sinceramente questi ebrei. E se non è abbastanza se la faccia anche fare in bocca, o gli strisci nel culo e adori questo luogo santo, poi si vanti di essere stato misericordioso, di avere rafforzato il diavolo e i suoi cuccioli, perchè possano bestemmiare il nostro amato Signore e il Suo prezioso sangue, per mezzo del quale noi cristiani siamo stati redenti. Così egli sarà dunque un cristiano perfetto, pieno di opere di misericordia, per le quali Cristo lo premierà nel giorno del giudizio – assieme agli ebrei – nell’eterno fuoco dell’inferno!
………
… venga loro proibito – sotto pena di morte – di lodare Dio, di rendere grazie, di pregare, di insegnare, presso di noi e nei nostri possedimenti. Possono farlo nella loro terra, e dovunque possano senza che noi cristiani lo sentiamo nè lo veniamo a sapere. La ragione è che le loro lodi, i ringraziamenti, le preghiere e gli insegnamenti, non sono altro che bestemmie contro Dio, maledizioni, idolatria, ….
….
Perciò, se io avessi potere su di loro, riunirei tutti i loro dotti e i migliori tra essi, e imporrei loro – pena il taglio della lingua fino alla radice – di convincere e persuadere, entro otto giorni, noi cristiani, dimostrando la veridicità delle loro infami menzogne contro di noi e cioè, nella fattispecie, che noi non adoriamo solamente l’unico, vero Dio.
……
Ai nostri governanti – se hanno ebrei sotto di sè – io auguro, e [anzi] li prego, di volere esercitare un’aspra misericordia verso questa gente miserabile, come sopra si è detto; e se volessero in qualche modo aiutarli (per quanto ciò sia difficile), dovrebbero fare come i bravi medici: quando la cancrena è arrivata nelle ossa, essi agiscono senza misericordia e tagliano, amputano, bruciano la carne, le vene, le ossa e il midollo. Così si faccia anche in questo caso. Si brucino le loro sinagoghe, si proibisca tutto ciò che ho elencato prima, li si costringa a lavorare, ci si comporti con loro senza alcuna misericordia, come fece Mosè nel deserto quando ne uccise tremila, perchè non si corrompesse l’intero popolo. Essi davvero non sanno quello che fanno, e in più, come le persone possedute [dal demonio], non vogliono sapere, nè ascoltare, nè imparare. Perciò con loro non si può usare alcuna misericordia, per non rafforzarli nella loro condotta. Se questo non dovesse servire allora dovremmo cacciarli come cani rabbiosi, per non essere partecipi delle loro orribili empietà e di tutti i loro vizi, e per non meritare, insieme a loro, l’ira di Dio e la dannazione. Io ho fatto il mio dovere: qualcun altro, ora, veda di fare il suo ! Io no ho colpa’ (Martin Lutero, Degli Ebrei e delle loro menzogne, Einaudi, 2008, pag. 188-189, 190, 191, 192, 195, 201, 203, 213, 217-218, 221-222)

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Che dire? Martin Lutero nel parlare in questa maniera insensata nei confronti degli Ebrei disubbidienti mostrò di avere dimenticato quello che deve essere il nostro comportamento nei confronti dei nostri nemici.

Ascoltate infatti quello che ci ha insegnato Gesù: “Voi avete udito che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente. Ma io vi dico: Non contrastate al malvagio; anzi, se uno ti percuote sulla guancia destra, porgigli anche l’altra; ed a chi vuol litigar teco e toglierti la tunica, lasciagli anche il mantello. E se uno ti vuol costringere a far seco un miglio, fanne con lui due. Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un imprestito, non voltar le spalle. Voi avete udito che fu detto: Ama il tuo prossimo e odia il tuo nemico. Ma io vi dico: Amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figliuoli del Padre vostro che è nei cieli; poiché Egli fa levare il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Se infatti amate quelli che vi amano, che premio ne avete? Non fanno anche i pubblicani lo stesso? E se fate accoglienze soltanto ai vostri fratelli, che fate di singolare? Non fanno anche i pagani altrettanto? Voi dunque siate perfetti, com’è perfetto il Padre vostro celeste” (Matteo 5:38-48); “Amate i vostri nemici; fate del bene a quelli che v’odiano; benedite quelli che vi maledicono, pregate per quelli che v’oltraggiano … Siate misericordiosi com’è misericordioso il Padre vostro” (Luca 6:27-28, 36).

Come si può vedere, in base alle parole di Gesù Cristo, la nostra condotta verso i nostri nemici – siano essi Ebrei o Gentili – deve essere caratterizzata dall’amore e dalla misericordia, mentre Lutero incitava ad odiare gli Ebrei e ad essere spietati nei loro confronti.

Peraltro, Lutero con quelle stolte parole contro gli Ebrei ha violato anche un comandamento dato dall’apostolo Paolo a noi Gentili, che è quello di non insuperbirci nei confronti degli Ebrei disubbidienti, secondo che l’apostolo dice ai santi di Roma: “Ma io parlo a voi, o Gentili: In quanto io sono apostolo dei Gentili, glorifico il mio ministerio, per veder di provocare a gelosia quelli del mio sangue, e di salvarne alcuni. Poiché, se la loro reiezione è la riconciliazione del mondo, che sarà la loro riammissione, se non una vita d’infra i morti? E se la primizia è santa, anche la massa è santa; e se la radice è santa, anche i rami son santi. E se pure alcuni de’ rami sono stati troncati, e tu, che sei olivastro, sei stato innestato in luogo loro e sei divenuto partecipe della radice e della grassezza dell’ulivo, non t’insuperbire contro ai rami; ma, se t’insuperbisci, sappi che non sei tu che porti la radice, ma la radice che porta te. Allora tu dirai: Sono stati troncati dei rami perché io fossi innestato. Bene: sono stati troncati per la loro incredulità, e tu sussisti per la fede; non t’insuperbire, ma temi. Perché se Dio non ha risparmiato i rami naturali, non risparmierà neppur te. Vedi dunque la benignità e la severità di Dio; la severità verso quelli che son caduti; ma verso te la benignità di Dio, se pur tu perseveri nella sua benignità; altrimenti, anche tu sarai reciso. Ed anche quelli, se non perseverano nella loro incredulità, saranno innestati; perché Dio è potente da innestarli di nuovo. Poiché se tu sei stato tagliato dall’ulivo per sua natura selvatico, e sei stato contro natura innestato nell’ulivo domestico, quanto più essi, che son dei rami naturali, saranno innestati nel loro proprio ulivo?” (Romani 11:13-24).

Concludo dicendo che Martin Lutero con queste sue parole stolte ha fortemente disonorato la dottrina di Dio, e per questo porterà la pena della sua stoltezza. Per cui, badate a voi stessi, e non seguite le orme di Lutero.

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

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