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Yad Vashem mette on line circa 130.000 immagini

Gli archivi di immagini di Yad Vashem sono on-line a partire da giovedì. Circa 130.000 scatti storici, cioè la più grande raccolta di immagini di questo tipo al mondo, sono ora accessibili via internet: vi sono testimonianze dei ghetti, dei campi di lavoro, dei lager, della liberazione, e della vita dei sopravvissuti dopo la guerra.

Fonte: Israele.net – 02.05.2008

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Israele: Lo Yad Vashem spiega l’Olocausto al mondo su YouTube

Al via due canali con documentari in inglese e arabo

Roma, 1 mag. (Apcom) – Lo Yad Vashem, istituzione leader nella documentazione e ricerca sull’Olocausto, ha lanciato due canali esclusivi su YouTube in concomitanza con il Giorno della Shoah, che si celebra oggi in Israele. L’iniziativa, scrive lo Yedioth Ahronoth, ha lo scopo di “presentare al pubblico anglofono e arabofono dei materiali con cui altrimenti potrebbero non entrare mai in contatto”.

I canali ospitano cortometraggi da 2-10 minuti, con testimonianze e storie personali delle vittime e dei sopravvissuti ai campi di sterminio nazisti, oltre ad alcuni interventi e immagini dei leader mondiali che hanno fatto visita negli anni al Museo dell’Olocausto di Gerusalemme.

L’organizzazione ha già annunciato che intende caricare nuovi filmati nella piazza virtuale del ‘video sharing’ più frequentata al mondo, e che presto partiranno altri canali, in ebraico e diverse altre lingue. YouTube è solo una delle tappe della campagna di comunicazione sul Web che lo Yad Vashem ha portato avanti negli ultimi mesi, con siti in ebraico, inglese, russo e persiano. Da gennaio è partita anche la versione in arabo.

“Vogliamo offrire un’alternativa alla maggioranza moderata di questi paesi e fornire loro informazioni attendibili sull’Olocausto” spiega uno dei dirigenti dello Yad Vashem, Avner Shalev.

Fonte: Alice Notizie/Apcom

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Accadde oggi: 1 maggio

1873 – morì David Livingstone esploratore missionario inglese. Si laureò in medicina e in teologia a Glasgow e nel 1838 entrò nella Società Missionaria di Londra. Nel dicembre del 1840 fu destinato alle missioni africane, al territorio della tribù bantu dei Bechuana, nel Botswana, dove arrivò nel luglio del 1841. Nel 1844 si sposò con Mary Moffat, figlia di un altro missionario, che rimase con lui in Africa per alcuni anni, per poi ritornare in Inghilterra con i loro figli. Nel periodo 1852-56, esplorò l’entroterra africano, scoprendo le cascate Vittoria, cui diede il nome dell’allora Regina d’Inghilterra. Livingstone fu uno dei primi europei a fare un viaggio transcontinentale attraverso l’Africa. A capo di una spedizione esplorò la zona del fiume Zambesi, per impiantare missioni e missionari in Africa centrale e orientale. Nel marzo 1866, Livingstone tornò in Africa, a Zanzibar, si ammalò e per sei anni perse completamente il contatto con il mondo esterno. Stanley, un esploratore mandato alla sua ricerca nel 1869, lo trovò nella città di Ujiji, sulle sponde del lago Tanganica nel 1871. Questo episodio è rimasto famoso per le parole con le quali si dice che Stanley abbia salutato Livingstone: “Il Dottor Livingstone, suppongo”. Nel 1873 morì in Zambia di malaria e per una emorragia interna dovuta a una occlusione intestinale. Il suo corpo, portato per oltre mille miglia dai suoi leali assistenti Chuma e Susi, ritornò in Inghilterra per essere sepolto nell’Abbazia di Westminster. Autore: Donato Trovarelli di Pescara, Evangelitalia Condividi

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