Domenica 26, durante il culto della Chiesa Valdese di Milano, sarà benedetta l’unione omosessuale di Ciro e Guido

Secondo quanto comunicato sul sito della Chiesa Valdese di Milano, domenica 26 Giugno presso il Tempio della Chiesa Valdese, Via F. Sforza 12/a – ore 10:45, durante il Culto domenicale con S. Cena, ci sarà la benedizione dell’unione di vita di Guido e Ciro, due omosessuali evangelici.

Nel corso di questo Culto dunque, che sarà presieduto dal pastore Platone, ma con la compartecipazione della pastora Anne Zell per il momento della benedizione della coppia omosessuale, avverrà la prima benedizione ufficiale di una coppia di gay evangelici in Italia.

Ravvedetevi! L’omosessualità è peccato, e sappiate che gli omosessuali non erederanno il regno di Dio.

La Scrittura dice:

“Non avrai con un uomo relazioni carnali come si hanno con una donna: è cosa abominevole” (Levitico 18:22),

e nell’epistola dell’apostolo Paolo ai Romani è scritto:

“Perciò Iddio li ha abbandonati a passioni infami; poiché le loro femmine hanno mutato l’uso naturale in quello che è contro natura; e similmente anche i maschi, lasciando l’uso naturale della donna, si sono infiammati nella loro libidine gli uni per gli altri, commettendo uomini con uomini cose turpi, e ricevendo in loro stessi la condegna mercede del proprio traviamento” (Romani 1:26-27).

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Algeria, Contrordine: non sarà chiuso nessun luogo di culto di Chiese cristiane

“Contrariamente alle notifiche inviate lo scorso Maggio nessuna chiesa della Wilaya (dipartimento) sarà chiusa. Inoltre, come capo magistrato, sarò attento alla protezione e alla continuità delle attività culturali delle comunità protestanti della Wilaya di Bejaia.”

Con queste parole il prefetto Ahmed Hammou Touhami ha rassicurato Mustapha Krim, presidente della Chiesa Protestante d’Algeria. (EPA)

È il wali (prefetto) in persona che ha preso l’iniziativa di ricevere Mustapha Krim per discutere della situazione. Quest’ultimo ha approfittato dell’incontro per consegnare al magistrato un dossier contenente le misure adottate dalle chiese dell’EPA a livello locale e nazionale dal 2006.

Per Mustapha Krim questo cambiamento di situazione “è una risposta alla preghiera. Dobbiamo anche vedere che la sua notifica era piena di irregolarità. I testi di legge citati erano estratti dalla legge 06-03 del 2006 che sono vaghissimi e in contraddizione con la Costituzione che ci accorda il diritto alla differenza religiosa.”

Quando abbiamo ricevuto questi ordini di chiusura, “eravamo un po’ storditi per l’effetto sorpresa da una parte e all’idea che una tale cosa potesse concretizzarsi…Poi molto velocemente ci siamo mobilitati nella preghiera e abbiamo lasciato l’iniziativa a Dio. Signore, vedi la situazione e stendi la tua mano potente per cambiare il male in bene! Usa questa situazione per far conoscere la tua salvezza e la tua grazia!”

L’annullamento dell’ordine di chiusura è una nuova incoraggiante notizia per i cristiani algerini che sono sempre più discriminati dall’adozione dell’ordinanza 06-03 del 28 febbraio 2006 relativa alle pratiche del culto non musulmano.

Via | PortesOuvertes.fr

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Uzbekistan, “fuorilegge” chi possiede una Bibbia o prega in comunità

Pestaggi e minacce della polizia contro i cristiani che svolgono attività religiosa, o persino soltanto se hanno una Bibbia. Il lungo elenco delle violenze normali e quotidiane contro i fedeli cristiani.

Tashkent – Pestaggi e minacce: in Uzbekistan non ha soste la persecuzione contro i cristiani protestanti. Nell’Uzbekistan orientale a metà maggio la polizia ha percosso una donna aggredendola in casa sua, di fronte alla figlia, perché partecipa ad attività religiose cristiane. Lo denuncia l’agenzia Forum 18, che lo ha saputo da fonti locali che chiedono l’anonimato. Parecchi ospedali hanno poi rifiutato di curare la donna, intimoriti dalla polizia.

F18 ha chiesto notizie alla polizia locale, che però rifiuta di parlarne.

Nel Paese, persino possedere una Bibbia può essere un reato grave. La corte di appello di Tashkent ha condannato la cristiana battista Galina Shemetova a 2.486.750 som di multa (circa 1.015 euro, 50 volte la paga mensile minima) per avere prestato una Bibbia per bambini a un collega di lavoro. Per questo è stata accusata di proselitismo. La donna era stata anche percossa dalla polizia, ma di questo la corte di appello non ha voluto parlare.

Il protestante Anvar Rajapov è stato condannato il 14 aprile a una multa di 80 volte la paga minima perché la polizia gli ha trovato libri religiosi in casa. Il tribunale di Tashkent non gli ha notificato la condanna, ma la polizia gli ha tolto il passaporto e lo ha minacciato di morte se presenta appello. Ora Rajapov ha fatto una denuncia rivolgendosi direttamente al presidente del Paese Islam Karimov e alla Corte Suprema.

Sempre a Tashkent ad aprile la polizia e i corpi speciali segreti hanno operato perquisizioni a tappeto presso i cristiani battisti, sequestrando migliaia di testi religiosi.

Il 26 maggio la polizia ha arrestato a Tashkent i battisti Sergey Shilnikov e Amir Temur: avevano una Bibbia, 2 Vangeli di Giovanni e 2 altri testi religiosi. Sono stati accusati per avere introdotto o commercializzato in modo abusivo letteratura religiosa.

All’inizio di giugno le autorità del distretto di Hamza hanno cercato di convincere alcuni cristiani battisti a firmare una dichiarazione che il pastore Konstantin Malchikovsky e Anna Portova avevano venduto loro testi religiosi, senza poi pagare le tasse. Accusa punibile con 2 anni di carcere. Per convincerli, la polizia ha arrestato alcuni fedeli battisti, trattenendoli per ore senza accuse e hanno persino minacciato alcuni di arrestarne il figlio. I battisti si sono tutti rifiutati e le autorità indicate, interpellate da F18, non hanno voluto parlarne.

La Commissione della Nazioni Unite contro la Tortura ha denunciato che nel Paese violenze, torture e minacce contro la libertà religiosa sono “normali”. La legge sulla libertà religiosa rende difficile per i gruppi ottenere il riconoscimento e la legge considera illecita qualsiasi attività dei gruppi non riconosciuti, anche riunirsi in casa per pregare.

Fonte: AsiaNews/F18 – riprodotto con autorizzazione

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Svizzera, Grigioni: confermata espulsione pastore Mesolcina

Il Tribunale federale ha confermato che il Sinodo della chiesa riformata grigionese ha agito correttamente dichiarando Alberto Pool, ex pastore riformato delle valli Mesolcina e Calanca, inadatto al suo ruolo. Il Tribunale ha respinto il ricorso del pastore e ha ritenuto proporzionata la sua espulsione dal Sinodo.

Già nel 2008 il Sinodo aveva trasmesso una ammonizione scritta al controverso pastore, rimproverandolo di avere arrecato danno alla chiesa e alla sua categoria professionale con la sua condotta eticamente non ineccepibile, la gestione non professionale del compito affidatogli e la sua inattendibilità. Nel concreto era stato rimproverato per avere accettato 130.000 franchi in regalo da un’anziana signora. Dopo la morte della donna aveva ricevuto altro denaro sotto forma di eredità. Il Sinodo aveva anche raccomandato che il pastore fosse seguito dalla commissione del personale. Dopo l’ammonizione erano emersi ulteriori problemi del pastore.

Nel febbraio del 2009 il Sinodo ha deciso di espellere il pastore per incapacità nello svolgimento del suo ministero. In conseguenza di ciò non gli sarà più possibile esercitare il ministero pastorale nel Canton Grigioni. Dopo il Tribunale amministrativo dei Grigioni, ora anche il Tribunale federale ha respinto il ricorso inoltrato contro l’espulsione. La I sezione di diritto pubblico, riunitasi l’8 giugno, è giunta alla conclusione, con quattro voti contro uno, che la misura adottata è proporzionata e non arbitraria.
Secondo la maggioranza dei giudici il contesto generale della controversia è decisivo. La condotta di Pool ha portato a una situazione intollerabile nella comunità ecclesiastica. Dopo l’ammonizione non ha collaborato per un miglioramento della situazione e non ha accettato l’aiuto offerto dal Sinodo. Il giudice di minoranza ha rilevato che l’espulsione dal sinodo significa di fatto per Pool il divieto di esercitare la professione in tutta la Svizzera. A detta del giudice di minoranza i rimproveri mossi al pastore sarebbero invece poco dettagliati. E le colpe per le quali è stato chiamato a comparire sarebbero poco chiare.

Fonte: Voce Evangelica/ref.ch

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Algeria: L’autorità ordina la chiusura di sette luoghi di culto di Chiese cristiane

Il wali (governatore) della provincia di Bejaia, in Cabilia, ha ordinato la chiusura definitiva di sette luoghi di culto di Chiese Protestanti presenti sul territorio.

La decisione è stata notificata alla Chiesa Protestante d’Algeria lunedì 23 Maggio.

La misura fa riferimento alla legge del 2006 che disciplina i culti non musulmani.

via rfr.fr

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