Raffaele Lucano, pastore ADI: Dio ama l’omosessuale e non imputa la colpa a chi si trova in tale condizione

Fratelli nel Signore, ho letto un articolo dal titolo ‘Dio ama l’omosessuale?’ scritto da Raffaele Lucano, che è pastore della Chiesa ADI di Cornaredo (Milano), in cui ho riscontrato delle affermazioni false molto gravi, che costituiscono quindi del lievito da cui guardarsi.

Riporto qui di seguito l’articolo in maniera integrale, affinché non si dica che ho estrapolato le sue affermazioni dal contesto, citandole senza far conoscere il resto dell’articolo.

‘Ho letto un articolo su un settimanale che mi ha lasciato alquanto sconcertato, non tanto per la notizia, perché ormai l’argomento “omosessualità” non suscita più scalpore, ma per la sfrontatezza con la quale si chiama in causa Dio e la fede cristiana, senza conoscere veramente l’opinione di Dio. Si fa un gran discutere in merito agli atteggiamenti (scorretti e a volte anticristiani) dei tanti religiosi che, in nome di una nomenclatura imposta dalla propria denominazione (o setta) agiscono e reagiscono con violenza e a suon di “anatemi”. Ognuno è libero di pensarla come vuole. Qualcuno afferma che siamo liberi di esprimere il nostro pensiero come ci pare e piace, sono d’accordo, ma se la nostra libertà di pensiero deve essere avallata da quel qualcuno che chiamiamo in causa, allora, dobbiamo essere certi di conoscere il pensiero di questo qualcuno. Nel caso specifico, se vogliamo conoscere l’opinione di Dio, dobbiamo rivolgerci direttamente alla voce autorevole: la Bibbia. Per non correre il rischio di cadere in perniciose e settarie interpretazioni, registreremo ciò che è scritto, senza togliere o aggiungere nulla. Prendiamo dapprima in considerazione l’opinione di Dio espressa nell’Antico Testamento: Levitico 18:22-25 “Non avrai con un uomo relazioni carnali come si hanno con una donna: è cosa abominevole. Non t’accoppierai con alcuna bestia per contaminarti con essa; e la donna non si prostituirà ad una bestia: è una mostruosità. Non vi contaminate con alcuna di queste cose; poiché con tutte queste cose si son contaminate le nazioni ch’io sto per cacciare dinanzi a voi. Il paese n’è stato contaminato; ond’io punirò la sua iniquità; il paese vomiterà i suoi abitanti”. Deuteronomio 22:5 “La donna non si vestirà da uomo, né l’uomo si vestirà da donna; poiché chiunque fa tali cose è in abominio all’Eterno, il tuo Dio.”

Vediamo cosa ci suggerisce il Nuovo Testamento: I Corinzi 6:9 “Non sapete voi che gli ingiusti non erederanno il regno di Dio? Non v’illudete; né i fornicatori, né gl’idolatri, né gli adulteri, né gli effeminati, né i sodomiti.” Romani 1:26-27 “Perciò Iddio li ha abbandonati a passioni infami: poiché le loro femmine hanno mutato l’uso naturale in quello che è contro natura, e similmente anche i maschi, lasciando l’uso naturale della donna, si sono infiammati nella loro libidine gli uni per gli altri, commettendo uomini con uomini cose turpi, e ricevendo in loro stessi la condegna mercede del proprio traviamento.”

Credo che quanto sopra sia sufficiente per farci comprendere il pensiero divino. Il tono è chiaro, perentorio, indiscutibile. Chi compie tali azioni commette peccato ed esso è punito dalla Legge di Dio, ma la Grazia di Dio interviene per darci una speranza. L’Apostolo Paolo elenca questo peccato tra tanti altri (anch’essi disprezzati da Dio) come l’effetto di una forza alla quale l’uomo naturale non sa resistere essendone completamente schiavo. Infatti, egli scrive ai Romani 7:14-23 “Noi sappiamo infatti che la legge è spirituale; ma io son carnale, venduto schiavo al peccato. perché io non approvo quello che faccio; poiché non faccio quel che voglio, ma faccio quello che odio. Ora, se faccio quello che non voglio, io ammetto che la legge è buona; e allora non son più io che lo faccio, ma è il peccato che abita in me. Difatti, io so che in me, vale a dire nella mia carne, non abita alcun bene; poiché ben trovasi in me il volere, ma il modo di compiere il bene, no, perché il bene che voglio, non lo fo; ma il male che non voglio, quello fo. Ora, se ciò che non voglio è quello che fo, non son più io che lo compio, ma è il peccato che abita in me. Io mi trovo dunque sotto questa legge: che volendo io fare il bene, il male si trova in me. Poiché io mi diletto nella legge di Dio, secondo l’uomo interno; ma veggo un’altra legge nelle mie membra, che combatte contro la legge della mia mente, e mi rende prigione della legge del peccato che è nelle mie membra.” Quindi, se come uomo razionale, desidero fare il bene ma non ci riesco a motivo della schiavitù alla quale sono sottoposto, io non ho alcuna colpa. Effettivamente, Dio non imputa la colpa a chi si trova in tale condizione, ma condanna l’artefice di tale condizione: il diavolo, Satana. Dio ama il peccatore e odia il peccato. Non di meno chi si trova schiavo del peccato ha bisogno di essere liberato, emancipato, giustificato. Quando “eravamo ancora senza forza, Cristo, a suo tempo, è morto per gli empi” (Romani 5:6), Cristo è venuto per perdonarci dai peccati commessi e per liberarci dalla schiavitù del peccato. Ciò significa che la colpa ed il giudizio, a seguito del nostro peccato, sono stati caricati su Gesù e che tramite la Sua morte sulla croce ha sconfitto il dominio del peccato esercitato sul peccatore. Coloro che sono schiavi dell’omosessualità che, senza mezzi termini, vogliono liberarsene, possono accettare l’amore di Dio: “Infatti Iddio non ha mandato il suo Figliuolo nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui” (Giovanni 3:17), ed insieme all’Apostolo Paolo e a noi, un tempo peccatori, salvati per fede, potranno dire: “Misero me uomo! chi mi trarrà da questo corpo di morte? Grazie siano rese a Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore. Così dunque, io stesso con la mente servo alla legge di Dio, ma con la carne alla legge del peccato” (Romani 7:24-25).

Tratto da: http://www.chiesadicornaredoadi.it/

Ora, innanzi tutto voglio dire che la premessa di questo pastore non è affatto chiara infatti egli dice semplicemente: ‘Ho letto un articolo su un settimanale che mi ha lasciato alquanto sconcertato, non tanto per la notizia, perché ormai l’argomento “omosessualità” non suscita più scalpore, ma per la sfrontatezza con la quale si chiama in causa Dio e la fede cristiana, senza conoscere veramente l’opinione di Dio’. A quale articolo si riferisce? Cosa diceva precisamente questo articolo? Non si sa, e questo è già un modo sbagliato di iniziare a parlare di un argomento così importante, perchè non viene fatto conoscere con precisione ciò che poi viene contestato. Espressioni come queste sono piuttosto frequenti da parte di molti nelle ADI, e purtroppo essendo vaghe creano delle perplessità e fanno sorgere delle domande in coloro che le leggono. Ma andiamo avanti, perchè anche se non conosciamo la sostanza dell’articolo contestato, conosciamo quello che dice Raffaele Lucano sul tema dell’omosessualità, ed è su questo che voglio concentrarmi.

Mi pare chiaro che il Lucano è contro l’omosessualità, in quanto la definisce un peccato ‘punito dalla Legge di Dio’ e cita a tale riguardo alcuni passi della Bibbia. Altra cosa chiara è che il Lucano sta parlando della persona ancora non convertita, che è schiava dell’omosessualità, infatti lo chiama «l’uomo naturale che non sa resistere al peccato [di omosessualità] essendone completamente schiavo». Che per uomo naturale egli vuole dire il peccatore schiavo del peccato è confermato da queste altre sue parole presenti nel suo scritto ‘Le conseguenze del peccato’ a proposito del racconto di Genesi capitolo 3: ‘Per l’uomo naturale scettico ed agnostico, questo, come altri episodi in cui si evidenzia la soprannaturale presenza di Dio, rappresenta una fantastica storia surreale. Per noi cristiani è Parola di Dio e crediamo che essa è verità’.

Ma accanto alla chiarezza troviamo anche l’oscurità che lascia sconcertati ed è costituita dalla seguente frase: ‘Quindi, se come uomo razionale, desidero fare il bene ma non ci riesco a motivo della schiavitù alla quale sono sottoposto, io non ho alcuna colpa. Effettivamente, Dio non imputa la colpa a chi si trova in tale condizione, ma condanna l’artefice di tale condizione: il diavolo, Satana. Dio ama il peccatore e odia il peccato’, frase che segue la citazione biblica di Romani 7:14-23 che nel contesto non c’entra proprio niente, perchè queste parole le ha pronunciate l’apostolo Paolo e riguardano la sua lotta da credente contro il peccato, e non la lotta del peccatore contro il peccato che lo domina, e quindi esse non possono essere citate per descrivere la condizione del peccatore omosessuale. Egli non è infatti in Cristo, a differenza di Paolo quando scriveva quelle parole. Quindi già su questo vediamo confusione, ma la confusione aumenta quando appunto il Lucano commenta queste parole di Paolo. Egli infatti dice in sostanza che dato che l’omosessuale non riesce a fare il bene perchè è schiavo del peccato, lui non ha alcuna colpa. E difatti egli dice che ‘Dio non imputa la colpa a chi si trova in tale condizione’! Dio non imputa la colpa a chi è schiavo dell’omosessualità? Ma che va cianciando costui? E’ certo che questo uomo non conosce le Scritture.

Anche l’omosessuale, che è schiavo del peccato, ha colpa dinnanzi a Dio perchè “il peccato è la violazione della legge” (1 Giovanni 3:4), e chi viola la legge di Dio si rende colpevole, e difatti Dio nella legge disse: “Se qualcuno del popolo del paese peccherà per errore e farà alcuna delle cose che l’Eterno ha vietato di fare, rendendosi così colpevole, quando il peccato che ha commesso gli sarà fatto conoscere, dovrà menare, come sua offerta, una capra, una femmina senza difetto, per il peccato che ha commesso. Poserà la mano sulla testa del sacrifizio per il peccato, e sgozzerà il sacrifizio per il peccato nel luogo ove si sgozzano gli olocausti. Poi il sacerdote prenderà col suo dito del sangue della capra, e lo metterà sui corni dell’altare dell’olocausto, e spanderà tutto il sangue della capra appiè dell’altare. E torrà tutto il grasso dalla capra, come ha tolto il grasso dal sacrifizio di azioni di grazie; e il sacerdote lo farà fumare sull’altare come un soave odore all’Eterno. Così il sacerdote farà l’espiazione per quel tale, e gli sarà perdonato” (Levitico 4:27-31), e Giacomo, il fratello del Signore, conferma che coloro che violano la legge di Dio sono colpevoli dinnanzi a Dio, dicendo: “Poiché chiunque avrà osservato tutta la legge, e avrà fallito in un sol punto, si rende colpevole su tutti i punti. Poiché Colui che ha detto: Non commettere adulterio, ha detto anche: Non uccidere. Ora, se tu non commetti adulterio ma uccidi, sei diventato trasgressore della legge” (Giacomo 2:10-11).

Come potete vedere, la Scrittura definisce colpevoli tutti coloro che trasgrediscono la legge di Dio, e quindi dato che un omosessuale trasgredisce il comandamento che dice: “Non avrai con un uomo relazioni carnali come si hanno con una donna: è cosa abominevole” (Levitico 18:22), egli è colpevole, e in quanto tale è sotto la condanna di Dio e non scamperà alla sua punizione, secondo che è scritto: “L’Eterno è lento all’ira e grande in benignità; egli perdona l’iniquità e il peccato, ma non lascia impunito il colpevole” (Numeri 14:18), ed ancora: “L’Eterno è lento all’ira, è grande in forza, ma non tiene il colpevole per innocente” (Nahum 1:3).

Ora, è chiaro che se il colpevole non rimane impunito, ciò vuol dire che Dio gli imputa la colpa commessa, e non potrebbe essere altrimenti, dato che Dio è giusto. Ma io dico: ‘Come potrebbe Dio punire gli omosessuali con dei giudizi mentre sono in vita, e dopo morti facendoli scendere nel soggiorno dei morti, e nel giorno del giudizio gettandoli anima e corpo nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, se essi non avessero alcuna colpa, se Egli non imputasse loro alcuna colpa?’

Il discorso è diverso invece nei riguardi di quegli uomini che, essendosi ravveduti e avendo creduto nel Signore Gesù Cristo, sono stati liberati dalla schiavitù del peccato, perchè di loro la Scrittura dice che Dio “ci ha riconciliati con sé per mezzo di Cristo e ha dato a noi il ministerio della riconciliazione; in quanto che Iddio riconciliava con sé il mondo in Cristo non imputando agli uomini i loro falli, ed ha posta in noi la parola della riconciliazione” (2 Corinzi 5:18-19). Costoro infatti non vengono più ritenuti colpevoli, e quindi meritevoli di condanna, perchè sono in Cristo Gesù (cfr. Romani 8:1), perchè Dio ha imputato loro la Sua giustizia basata sulla fede, secondo che è scritto: “Così pure Davide proclama la beatitudine dell’uomo al quale Iddio imputa la giustizia senz’opere, dicendo: Beati quelli le cui iniquità son perdonate, e i cui peccati sono coperti. Beato l’uomo al quale il Signore non imputa il peccato” (Romani 4:6-8).

E quindi alla luce della Parola di Dio le parole di Raffaele Lucano vanno riprovate e condannate senza mezzi termini, in quanto provenienti dal padre della menzogna, che ha proprio tutto l’interesse a non far sentire colpevoli coloro che trasgrediscono la legge santa di Dio, e quindi ad evitare che essi si mettano ad avere paura della punizione di Dio.

Quando ho letto le insensate parole di questo pastore ADI mi sono detto: ‘Ma un omosessuale che legge queste parole di Lucano a quale conclusione arriverà, se non a quella che lui non ha nessuna colpa se è in quella condizione, e quindi Dio non gli imputa la colpa?’ E bravi pastori ADI, siete riusciti pure con i vostri soliti vani ragionamenti e abili sofismi a presentare gli omosessuali come non colpevoli agli occhi di Dio, come non imputabili di alcuna colpa da parte del Creatore. Devo dire che questo vostro parlare è abominevole, è degno del disprezzo più assoluto, in quanto procede proprio dal diavolo.

Non avete proprio timore di Dio, la Parola di Dio è argilla nelle vostre mani, in quanto la modellate a vostro piacimento, per fargli dire quello che volete. Ma non rimarrete impuniti, siatene certi. Avete proprio stancato Dio con queste vostre parole insensate, che non fanno altro che lusingare gli omosessuali, e quindi fortificare le loro mani. Invece che indurli a tremare, e ad essere presi da spavento e da terrore al cospetto dell’Iddio vivente e vero, per i loro atti turpi e per la loro perversione, che li porterà in perdizione se non si ravvedono, voi in un certo senso li coccolate e li difendete!

E perché avete escogitato quest’altro ragionamento diabolico? Per confermare che Dio ama il peccatore e odia il peccato, una frase che non è biblica, o meglio è biblica solo a metà, in quanto la prima parte è una menzogna perchè la Scrittura afferma che Dio odia il malvagio secondo che è scritto che “l’anima sua odia l’empio e colui che ama la violenza” (Salmo 11:5), ed anche: “…tu odii tutti gli operatori d’iniquità.” (Salmo 5:5), ed ancora: “Sei cose odia l’Eterno, anzi sette gli sono in abominio: gli occhi alteri, la lingua bugiarda, le mani che spandono sangue innocente, il cuore che medita disegni iniqui, i piedi che corron frettolosi al male, il falso testimonio che proferisce menzogne, e chi semina discordie tra fratelli” (Proverbi 6:16-19).

Ma voi avete deciso di andare contro la Parola di Dio, come al solito, perchè dovete sostenere quello che vi pare e piace.

E che avete fatto poi? Avete scaricato la colpa che ha il peccatore schiavo del peccato, sul diavolo. Già, Dio condanna così il diavolo che è l’artefice della condizione dell’omosessuale, e non l’omosessuale che vive in questa condizione peccaminosa! Quando infatti il Lucano afferma: ‘Effettivamente, Dio non imputa la colpa a chi si trova in tale condizione, ma condanna l’artefice di tale condizione: il diavolo, Satana’, non vuole dire altro che Dio non condanna l’omosessuale che si trova in tale condizione ma il diavolo! Ma non avete mai letto che è scritto: “Con un sol fallo la condanna si è estesa a tutti gli uomini” (Romani 5:18)?

E se a tutto questo aggiungiamo che avete tolto il fuoco sia dall’Ades che dalla Gehenna, in quanto per voi si tratta di un fuoco allegorico e non reale, il quadro che ne viene fuori è a dir poco inquietante e sconcertante, perchè gli omosessuali, come anche tutti gli altri peccatori, non devono poi preoccuparsi così tanto per il dopo morte; innanzi tutto perchè Dio non imputa loro alcuna colpa perchè essi non hanno alcuna colpa, e poi perchè dopo morti non subiranno poi una così severa punizione di Dio! Già, e questo perchè voi non considerate la severità di Dio ma solo la sua bontà, mentre la Bibbia ci dice di considerare ambedue le cose, secondo che dice Paolo: “Vedi dunque la benignità e la severità di Dio” (Romani 11:22).

Che dirvi? Vi dico: ‘Ravvedetevi e convertitevi, perchè avete annullato la Parola di Dio, esattamente come facevano gli scribi e i Farisei ai giorni di Gesù, altrimenti porterete la pena della vostra ribellione e insensatezza!’.

A voi, ora, fratelli che temete Dio e tremate nel suo cospetto: ‘Sappiate che il modo di parlare di questo pastore ADI, che hanno anche altri pastori nelle ADI, è un parlare perverso e non retto, ed è molto dannoso, e ripeto molto dannoso, alla causa del Vangelo. Riprovatelo, confutatelo, sia privatamente che pubblicamente’.

La grazia del nostro Signore Gesù Cristo sia con voi

Giacinto Butindaro

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FINLANDIA – 25.000 finlandesi lasciano la Chiesa di Stato dopo un dibattito sull’omosessualità

Circa 25.000 persone hanno spontaneamente abbandonato nel giro di una settimana la Chiesa luterana di Finlandia dopo che, in un dibattito televisivo, un eletto nelle file dei cristiano-democratici aveva detto che per un cristiano e’ un male avere una relazione omosessuale. Il giorno dopo erano in 200 ad aver abbandonato la Chiesa, il doppio che in un giorno ordinario, fino ai 25.000 in una settimana.
L’80% dei finlandesi aderisce alla Chiesa di Stato, finanziata da un’imposta prelevata ai loro membri. Secondo il giornale finlandese “Ilta-sanomat”, gli abbandoni della scorsa settimana costeranno piu’ di 7 milioni di euro alla Chiesa finlandese.

Fonte: ADUC

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La FCP non vuole proprio saperne di troncare i rapporti con coloro che appoggiano l’omosessualità

La Federazione delle Chiese Pentecostali non vuole proprio saperne di troncare i rapporti con coloro che appoggiano l’omosessualità

via Chi ha orecchi da udire oda by butindaro on 10/9/10

Fratelli nel Signore, ecco cosa si legge in questo comunicato stampa della NEV:

Roma (NEV), 6 ottobre 2010 – “Vogliamo testimoniare che un’altra Castel Volturno è possibile e che questa città può fare parlare di sé anche per quello che di positivo sa esprimere”. E’ stato questo il tema conduttore dell’incontro intitolato “Dio di questa città” svoltosi nella cittadina domiziana il 2 ottobre, promosso dalla Federazione delle chiese pentecostali (FCP) e dall’Unione cristiana evangelica battista d’Italia (UCEBI) in collaborazione con Essere chiesa insieme (ECI), un programma della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI).

Al mattino, oltre 150 persone hanno partecipato a una tavola rotonda dedicata al tema dell’integrazione svoltasi nella chiesa pentecostale italiana del villaggio Coppola. Dopo i saluti e gli interventi introduttivi del pastore Remo Cristallo, presidente della FCP, e del pastore Massimo Aprile dell’UCEBI, sono intervenuti alcuni pastori delle numerose chiese evangeliche africane presenti in città. Tra i relatori, Antonio Casale, direttore del Centro Fernandes (Caritas) e Paolo Naso, politologo e coordinatore di ECI. “La presenza di numerose comunità evangeliche in un territorio deprivato e condizionato dai poteri criminali – ha affermato quest’ultimo – costituisce una preziosa risorsa spirituale e civile che dovrebbe essere riconosciuta e valorizzata. Le istituzioni facciano quindi la loro parte, ma anche le chiese evangeliche della regione riconoscano l’importanza di un rapporto con questa realtà che apre notevoli spazi di testimonianza e di servizio. Vi sono diversi modi di ‘essere chiesa insieme’ e a Castel Volturno diverse realtà evangeliche possono dar vita a una rete di sostegno per l’integrazione e l’inclusione sociale”.

Nel pomeriggio italiani ed africani si sono ritrovati nella chiesa africana Living Hope, una delle tante che sorgono sulla Domiziana, dove è stato celebrato un culto multiculturale nel quale hanno predicato i pastori Lello Caruso, Antony Mensah Barden e Anna Maffei, presidente dell’UCEBI: “Noi tutti come discepoli di Cristo abbiamo lo Spirito, da Pentecoste in poi – ha affermato nel suo appassionato sermone interrotto dagli amen e dagli applausi dei presenti -. Anche a Castel Volturno noi tutti possiamo ricevere con orecchie bene aperte una parola da parte di Dio che dà la vita. Noi possiamo annunciare al mondo con la forza dello Spirito che noi crediamo in un Dio grande e che questo Dio, non altri dei, è Dio di questa città”.

“Una giornata molto positiva – commenta il pastore Michele Passaretti che per conto della FCP ha curato l’organizzazione dell’evento – e speriamo possa costituire il primo passo di un cammino di fraternità e collaborazione tra le chiese evangeliche di quest’area. Quelle di Castel Volturno non sono le chiese della camorra, come un cattivo giornalismo scandalistico e pregiudiziale ha affermato, ma luoghi in cui si prega e si costruiscono relazioni di fraternità nel nome di Gesù. Questo abbiamo voluto dire e questo continueremo ad affermare in futuro”.

Come potete vedere, in questo incontro ecumenico troviamo Remo Cristallo e Michele Passaretti, che sono due esponenti di spicco della Federazione delle Chiese Pentecostali; il primo infatti ne è il Presidente, mentre il secondo è Coordinatore della Commissione per il dialogo con le Chiese Valdesi Metodiste.

Che ha detto Passaretti? Che è stata una giornata molto positiva! Io invece ritengo che per il Movimento Pentecostale sia stata una giornata negativa, molto negativa, in quanto l’UCEBI è a favore dell’omosessualità come lo è la Chiesa Valdese, e difatti nel 2008 la signora Anna Maffei ha scritto la seguente lettera alla Refo (Rete evangelica Fede e omosessualità).

Cari fratelli e care sorelle della Refo (Rete evangelica Fede e omosessualità) e cari amici che vi riunirete per il 4 aprile a Firenze e in altri luoghi di culto per pregare insieme per le vittime della violenza contro gli/le omosessuali, vorrei trasmettervi il saluto dell’Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia.

Come voi sapete il 4 aprile molte nostre chiese sono impegnate nel ricordo del tragico assassinio del pastore battista e leader del movimento per i diritti dei neri d’America, ucciso 40 anni fa a Memphis da mano bianca, come ultimo atto di una violenza razzista e criminale che a più riprese aveva coinvolto King e il movimento che lui rappresentava.

Per noi segnare il quarantennale della scomparsa di King con manifestazioni pubbliche non è soltanto occasione per ricordare un difensore della libertà e della uguaglianza dei diritti delle persone bianche e nere, ma è soprattutto impegno rinnovato per rilanciare i temi della nonviolenza, della diversità riconciliata, dei diritti delle minoranze, della lotta per la giustizia e per la pace.

So che a Roma la veglia contro la violenza omofobica avrà luogo nei giorni successivi al 4 aprile proprio per non far coincidere le due manifestazioni e vi ringrazio per questa sensibilità. Pur non potendo personalmente partecipare ad alcuna delle veglie ecumeniche che si terranno in quei giorni presso molte chiese e luoghi di ritrovo, perché impegnata altrove, vorrei comunque dirvi che l’Unione battista condivide in pieno lo spirito che anima la vostra preghiera comune, così come tutte le manifestazioni contro l’intolleranza di qualsivoglia matrice.

Siamo molto turbati e indignati quando ancora oggi sentiamo che violenze anche fisiche sono tuttora molto diffuse e interessano varie parti del mondo, tanto da giungere, in alcuni paesi, fino alla pena capitale, cioè alla soppressione della vita da parte di uno Stato sovrano per il solo fatto che delle persone siano omosessuali.

Questo è inaccettabile davanti alla comunità internazionale, è crimine intollerabile contro l’umanità e contro Dio. Siamo spiritualmente accanto alle vittime di tali aberranti comportamenti e ci impegniamo a fare di tutto perché queste mostruosità cessino una volta per tutte dall’essere perpetrate.

Nel novembre 2007, nel corso della nostra Assemblea congiunta al Sinodo delle chiese valdesi e metodiste, abbiamo votato a larga maggioranza un atto in cui, fra l’altro, abbiamo confessato “il peccato della discriminazione delle persone omosessuali e della sofferenza imposta loro dalla mancanza di solidarietà”, abbiamo condannato “ogni violenza verbale, fisica, e psicologica, ogni discriminazione nei confronti di persone omosessuali”.

Con questa solenne dichiarazione collettiva abbiamo riconosciuto che noi non siamo nelle nostre chiese del tutto immuni da questo peccato e da questa violenza e abbiamo bisogno anche noi del perdono delle vittime e di Dio per la nostra incapacità di amare e di accoglierci gli uni gli altri come Cristo ci ha accolto.

Tale perdono invochiamo ove tali comportamenti dovessero ancora trovare qualche spazio fra noi.

Preghiamo con voi perché possiamo tutti metterci in ascolto umile gli uni delle storie degli altri e tutti insieme possiamo essere sensibili ai sospiri dello Spirito ed essere plasmati da Esso perché là dove agisce produce il suo frutto di “amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo” (Galati 5, 22).

Nel cristianesimo l’intolleranza, il pregiudizio e la violenza non hanno nessuna legittimazione morale. Di questo – guardando a Cristo crocifisso e risorto – siamo profondamente convinti.

Che il Signore vi stia vicino dunque. Molti delle nostre chiese si uniranno alla vostra preghiera, se non potranno farlo fisicamente, lo faranno almeno nello spirito.

Con amicizia. Roma, 7 marzo 2008. Anna Maffei, Presidente dell’UCEBI

Da: http://www.gionata.org/in-veglia/2008/noi-battisti-italiani-e-le-veglie-di-preghiera-per-le-vittime-dellomofobia.html

Ora, leggete quello che ha detto Massimo Aprile, che era anche lui presente a Castel Volturno ed ha parlato, durante una conferenza a Napoli promossa dall’Alleanza evangelica italiana, dal titolo: “L’omosessualità interroga la fede evangelica. Quali risposte?”, in merito all’omosessualità: : ‘….. è necessario condannare l’omosessualità legata a qualunque situazione di violenza e/o perversione, per esaminare e concentrare l’interesse su quell’omosessualità che, dichiarandosi pari all’eterosessualità, è vissuta in contesti di affettività, fedeltà e naturalezza. In che modo comprendere “tale diversità”? È in questa prospettiva che Aprile ripercorre i testi biblici nei quali il tema è affrontato (da Genesi 19 a Giudici 19), ma afferma l’impossibilità di utilizzare tali Scritture per rapportarci al problema, in quanto questi brani comprendono contesti di violenza sessuale generalmente intesa. Passando attraverso il Levitico, le norme rituali del contesto specifico sacerdotale, sono categorie considerate oggi improponibili e non illuminano sul tema dell’omosessualità. Così, il Nuovo Testamento vede un completo silenzio da parte di Gesù, e il riferimento dell’apostolo Paolo nell’epistola ai Romani (1:26-27), è semplicemente l’affermazione del segno di condanna dell’idolatria che Dio pone sull’uomo che necessita di salvezza. In questa prospettiva la Scrittura risulta inutile: l’impossibilità di stabilire criterî e d’interagire con la questione e le sue forme socio-culturali, ci pone semplicemente all’ascolto di queste diverse sensibilità’.

Da: http://www.alleanzaevangelica.org/attualita/giuglianoomosessualita.html

Conclusione

La conclusione quindi a cui arriviamo per l’ennesima volta è che alla Federazione delle Chiese Pentecostali non importa proprio niente della dottrina di Dio trasmessaci dagli apostoli, perché mentre questa dottrina afferma che noi figliuoli di Dio dobbiamo ritirarci da coloro che contrastano l’insegnamento che abbiamo ricevuto: “Or io v’esorto, fratelli, tenete d’occhio quelli che fomentano le dissensioni e gli scandali contro l’insegnamento che avete ricevuto, e ritiratevi da loro. Poiché quei tali non servono al nostro Signor Gesù Cristo, ma al proprio ventre; e con dolce e lusinghiero parlare seducono il cuore de’ semplici” (Romani 16:17-18), loro ci stanno bene assieme e li cercano per collaborare in svariate maniere.

Questo è uno scandalo, che porta discredito alla via della verità. Vi esorto dunque a guardarvi dalla Federazione delle Chiese Pentecostali, e se ne fate parte ad uscirne immediatamente perché sono destinati ad andare di male in peggio, in quanto questa è la fine che fanno tutti quelli che prendono piacere a collaborare con coloro che chiamano il male bene.

Non vi lasciate sedurre dai loro vani ragionamenti, ormai è palese il loro obbiettivo come sono palesi i mezzi che usano per raggiungerlo.

Giacinto Butindaro

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Bocche cucite

via Chi ha orecchi da udire oda by butindaro on 10/4/10


Una delle cose che mi preoccupa maggiormente in tutta questa faccenda della dichiarazione insensata fatta da Remo Cristallo sulla decisione del Sinodo Valdese di benedire le coppie omosessuali è il silenzio dei giusti, o meglio di molti giusti, perchè alcuni hanno pubblicamente condannato sia l’affermazione ambigua e perversa di Remo Cristallo che la decisione abominevole del Sinodo valdese di benedire le coppie omosessuali.

E sono soprattutto i pastori a non condannare pubblicamente le due cose, e questo è veramente sconcertante. Codardia, paura, interessi personali da difendere (posizioni e cariche umane), amicizie decennali che non si vogliono rovinare, e naturalmente chi ne fa le spese è la verità, la giustizia, la santità. E poi sono proprio questi pastori che ci dicono che Dio odia il peccato (ma loro non lo odiano), anzi dicono pure che noi che riproviamo pubblicamente queste cose non abbiamo amore verso i fratelli. Già, lo hanno invece loro che stanno in silenzio dinnanzi a queste cose gravissime che avvengono in mezzo al popolo di Dio! Questi ‘pastori’ sono una massa di codardi, di cani muti incapaci di abbaiare. Questi di amore per la verità, ne hanno ben poco, quasi niente, se dinnanzi a queste cose stanno in silenzio. E peraltro credo che molti di loro stanno in silenzio perchè sono d’accordo con Remo Cristallo. E’ ora di smascherarli pubblicamente, e di denunciare pure il loro silenzio assordante.

Disse bene il profeta Isaia: “I guardiani d’Israele son tutti ciechi, senza intelligenza; son tutti de’ cani muti, incapaci d’abbaiare; sognano, stanno sdraiati, amano sonnecchiare. Son cani ingordi, che non sanno cosa sia l’esser satolli; son dei pastori che non capiscono nulla; son tutti vòlti alla loro propria via, ognuno mira al proprio interesse, dal primo all’ultimo. ‘Venite’, dicono, ‘io andrò a cercare del vino, e c’inebrieremo di bevande forti! E il giorno di domani sarà come questo, anzi sarà più grandioso ancora!’” (Isaia 56:10-12).

Chi ha orecchi da udire oda

Giacinto Butindaro

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Lettera aperta ai membri della Federazione delle Chiese Pentecostali (FCP)

Chiese che aderite alla FCP, anche voi rispettate la decisione del Sinodo Valdese di benedire le coppie omosessuali? O vi dissociate dalla dichiarazione di Remo Cristallo, riprovandola senza se e senza ma?

via Chi ha orecchi da udire oda by butindaro on 9/28/10


Fratelli nel Signore, che fate parte di queste Chiese:

Chiesa Apostolica in Italia
Chiesa Evangelica Internazionale
Chiesa Cristiana Pentecostale Italiana (CCPI)
Chiesa Parola della Grazia – A.E.R.E.
Chiesa di Dio
Chiese Elim in Italia
Chiesa Cristiana Evangelica “Gesù Cristo è il Signore” – Catania
Chiese della Valle del Sele
Chiesa del Pieno Vangelo
Comunità Cristiana Bethel di Cosenza
Associazione Missionaria Evangelica. Internazionale “Cristo Regna”
Unione delle Chiese Pentecostali Autonome di Roma e del Lazio
Chiesa Cristiana Evangelica Missionaria Pentecostale di Olivarella (ME)
Associazione “Chiesa Cristiana Evangelica – Ministero Saron”
Chiesa Cristiana Evangelica Pentecostale di Secondigliano (NA)
Chiesa Cristiana Evangelica Pentecostale di Giugliano (NA)
Assemblea Cristiana Evangelica di Via Giorgio De Chirico (RM)
Chiesa Evangelica Pentecostale della Cittadella (NA)
Chiesa Cristiana Ev. “Eterno nostra Giustizia” Comitini (AG)
Centro Cristiano Evangelico Emmanuele (NA)
Chiesa Evangelica “Fiumi di Vita” (NA)
Chiesa Cristiana Missionaria Internazionale “CCMI” (RM),

considerando che Remo Cristallo è il rappresentante legale della Federazione delle Chiese Pentecostali di cui siete membri, e che quindi ne è il portavoce, e considerando che ha fatto questa grave dichiarazione a riguardo della decisione del Sinodo Valdese di benedire le coppie omosessuali ‘Ogni decisione presa in pura coscienza e con libertà va rispettata sempre quando essa non provoca danni ad altre persone; …. Ecco perché la decisione va rispettata, ma non può essere condivisa’, che come ho ampiamente dimostrato biblicamente è di una inaudita gravità perché nessun Cristiano può rispettare ciò che Dio ha in abominio, e la suddetta decisione è in abominio a Dio, ho deciso di scrivervi questa lettera perché non ho ancora capito se Remo Cristallo ha espresso una sua opinione personale o ha espresso anche la vostra opinione sulla decisione presa dal Sinodo Valdese.
Ora, dato che la dichiarazione di Remo Cristallo, sia pur facente parte di una intervista, è autorevole e pubblica, è inevitabile che il suo pensiero sia considerato da molti che la leggeranno come anche il vostro pensiero su questo argomento.
Allora, mi viene da domandarvi: ‘E’ il pensiero di Cristallo anche il vostro pensiero? Ossia, anche voi rispettate la decisione del Sinodo Valdese di benedire le coppie omosessuali? O vi dissociate da questa dichiarazione di Remo Cristallo, riprovandola senza se e senza ma?’ Io ritengo che se qualcuno tra voi rigetta la dichiarazione di Remo Cristallo, abbia il dovere di venire allo scoperto, e di dire pubblicamente la sua come Cristallo ha detto la sua, peraltro su un argomento così importante.
Io spero proprio che ci siano alcuni di voi, che abbiano il coraggio di dissociarsi pubblicamente dalle parole di Remo Cristallo, riprovandole con ogni franchezza, perché lo ripeto, quello che ha detto è molto grave in quanto porta disonore alla dottrina di Dio e al popolo di Dio.
Se avete un sito internet vi esorto a pubblicare una nota in cui dite che condannate la decisione del Sinodo Valdese, e quindi di non condividere affatto il pensiero di Remo Cristallo che dice di rispettarla. Se non avete un sito internet, lasciate una dichiarazione in tal senso nei commenti a questa pagina del mio blog. Fatelo per amore della verità e dei santi.
In caso però da parte vostra ci sia un silenzio, sappiate che verrà da noi considerato come un tacito assenso alle insensate parole di Cristallo.
A voi la parola.

La grazia del nostro Signore sia con coloro che lo amano con purità incorrotta

Giacinto Butindaro

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