[Video] Corrado Salmè insegna il falso sulle lingue e l’interpretazione

Corrado Salmè, pastore del Centro Apostolico Missionario GIUBILEO di San Giovanni La Punta (Catania), durante una sua predicazione del 1-12-2009 dal titolo ‘Dieci motivi per parlare in altre lingue’ ha affermato tra le altre cose quanto segue:

‘Il segno delle lingue è una cosa, il dono delle lingue è un altro. Perché l’uso di queste due espressioni, hanno due usi diversi. C’è l’uso devozionale, che è quello che noi utilizziamo nel parlare con Dio: ‘Chi parla in altra lingua non parla agli uomini ma parla a Dio’. Mentre nel dono delle lingue quel parlare in lingue è diretto agli agli uomini perché deve essere interpretato’.

Quindi, detto in altre parole, quando parla in lingue in privato parla a Dio, mentre quando parla in lingue nell’assemblea dei santi egli si rivolge agli uomini. Il che è falso perché la Scrittura dice che il parlare in altra lingua è SEMPRE diretto a Dio (1 Corinzi 14:2).

Ascoltalo Salmè da te stesso in questo video, e ascolta anche perché secondo Salmè, Dio avrebbe deciso di parlare alla Chiesa sia attraverso le lingue che attraverso la profezia perché si tratta di qualcosa di veramente assurdo.

Leggi la mia confutazione di questo falso insegnamento, che peraltro è molto diffuso in ambito Pentecostale.

La grazia del nostro Signore Gesù Cristo sia con tutti coloro che lo amano con purità incorrotta.

Giacinto Butindaro

Confutazione di quello che insegna Corrado Salmè (che è insegnato da tanti altri pastori pentecostali) , Confutazione della dottrina ‘Le lingue più interpretazione corrispondono alla profezia’

Giacinto Butindaro

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[Video] Corrado Salmè e la raccolta delle offerte

Quante cose strane e storte!

In questo video vedrete come Corrado Salmè, pastore del Centro Apostolico Missionario GIUBILEO di San Giovanni La Punta (Catania), durante la Conferenza Regionale per le Chiese Evangeliche della Sardegna ‘Quanto ami la Tua Terra?’, tenutasi a Sassari il 2 Aprile 2006 (e durante la quale ha predicato il pastore Bruno Interlandi), ha fatto raccogliere le offerte e ha pregato prima della raccolta delle offerte.

Vorrei che notaste queste cose strane e storte: 1) Salmè prende una bandiera della Sardegna per fare raccogliere il denaro; 2) lui afferma che sente che lo Spirito dirà a qualcuno di mettere tutto quello che ha (e a qualcun altro il doppio o il triplo di quello che ha pensato di dare); 3) chi fa le riprese ci tiene ad inquadrare il denaro messo nella bandiera; 4) il musicista e cantante Julim Barbosa prega e profetizza con il capo coperto (disonorando così Cristo).

Che dire? Oramai in seno alle Chiese di cose strane e storte che vengono dette e fatte da pastori ce ne sono sempre di più. Il problema è che invece sono pochi coloro che riprovano queste cose e mettono in guardia la fratellanza da coloro che le dicono e fanno.

Diletti, guardatevi da coloro che cercano di introdurre queste cose strane e storte nel vostro mezzo, che vi assicuro non hanno nulla di spirituale, perché sono solo manifestazioni carnali che non fanno altro che far biasimare la dottrina di Dio e che quindi vanno rigettate.

La grazia del nostro Signore Gesù Cristo sia con tutti coloro che lo amano con purità incorrotta.

Giacinto Butindaro

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[Video] L’ ‘apostolo’ Bruno Interlandi somministra il ‘vino nuovo’

Ancora ciance e stranezze dette e fatte in mezzo al popolo di Dio

In questo video vedrete come Bruno Interlandi, pastore del Centro Cristiano di Napoli per le Nazioni, durante la Conferenza Regionale per le Chiese Evangeliche della Sardegna ‘Quanto ami la Tua Terra?’, tenutasi a Sassari il 2 Aprile 2006, e durante la quale egli ha predicato, stappa una bottiglia di vino, riempie diversi bicchieri, e invita i presenti a venire avanti a bere un sorso di vino dicendo ‘Signore, voglio qualcosa di nuovo’, perché quel vino rappresenta il vino nuovo che Dio vuole dare ai Sardi e a tutta l’Italia.

Ma descriviamo nei dettagli quello che si vede e sente nel video:

Bruno Interlandi afferma: ‘Sono da due tre settimane avevo chiesto al Signore: ‘Signore, dammi una parola per la Sardegna’. Ogni volta che andiamo in un posto non vogliamo portare ….. non vogliamo semplicemente portare una predicazione ma vogliamo che Dio ci dia qualcosa di specifico. E ho detto: ‘Signore, parlami in qualsiasi maniera a te piaccia’. E circa due settimane fa ho visto un documentario sulla televisione, parlavano del sughero. E io non guardo mai i documentari, comunque ho iniziato a guardarlo. Facevano vedere come tagliavano dall’albero il sughero, come lo essiccavano dopo 14 mesi, poi come gli toglievano tutte le scorie, tutto il processo che veniva tagliato. E poi dicono: ‘I produttori più grandi del mondo di sughero sono il Portogallo, la Spagna e la Sardegna’. … un’informazione che non avevo. Ho detto: ‘Ma, chissà se mi vuoi dire qualcosa con questo, Signore’ E’ rimasto lì. E poi siamo arrivati questa mattina … il Signore continuava a darmi … c’è qualcosa che ti voglio dire su questo … Sapete? La Sardegna secondo me, Il diavolo una delle cose che ha fatto è che l’ha nascosta …se voi chiedete ad un bambino di disegnare l’Italia, disegna l’Italia e forse la Sicilia, ma difficilmente disegna anche la Sardegna. Non so se lo avete notato. Ma succede spesso. Come che non si conoscesse, come se nessuno sapesse che è lì, diciamo in un certo senso, no, viene nascosta. La Sicilia magari è conosciuta non per cose belle, ma è conosciuta nel mondo … ma la Sardegna in qualche maniera viene nascosta. Il Signore mi diceva: ‘E’ il diavolo che la nasconde, perché ha paura dei Sardi, perché ha paura di quello che quelle persone possono fare …. Io voglio fare qualcosa. Sapete, guardando una bottiglia di vino, noi vediamo la bottiglia di vino , ma non pensiamo che c’è che cosa? Il tappo. Ed è fatto di che cosa? Del sughero. Io voglio fare una cosa che credo che sta facendo il Signore in cielo questa sera, anzi questa mattina. Lui sta aprendo la bottiglia del nuovo vino, che vuole versare. Dio sta aprendo la bottiglia di quel sughero che rappresenta la Sardegna, e dice: ‘Così come si stapperà qua, si stapperà in tutta l’Italia. Siete con me?’ (l’uditorio risponde ‘Amen e batte le mani) … Sapete, Dio ha creato una nuova generazione di uomini e donne … Sapete, c’è un vino nuovo, c’è un vino nuovo che Dio ci vuole dare, non quello vecchio, c’è qualcosa di nuovo che Dio ci vuole dare, c’è qualcosa di fresco che Dio ci vuole dare. Sapete, la cosa strana, il vino rosso normalmente non viene servito freddo, vero? ma questo è freddissimo, non so che cosa ha, è freddissimo, è proprio fresco. Il Signore è stamattina è oggi che vuole dare un vino fresco. E io credo che una delle cose che rappresenti questa riunione è il fatto di stappare, la possibilità che non solo la Sardegna ma l’Italia intera riceva vino nuovo, vino nuovo, vino nuovo, amen? (l’uditorio risponde ‘Amen’ e applaude)

Lui allora stappa la bottiglia di vino, e dice: Gloria a te Signore!’ E dice (mentre riempie dei bicchieri): ‘Riceviamo il vino nuovo, riceviamo il vino nuovo, Signore, versalo, versalo, nelle nostre vite, Signore, versa il tuo vino nelle nostre chiese, versa il tuo vino nella nostra nazione, versa il tuo vino, Signore, versa il tuo vino, Signore, versalo nelle persone che hanno bisogno di te, versalo nelle persone che sono ammalate, versalo nelle persone che sono indemoniate, versalo nelle persone che ti stanno cercando, versa Signore, il nuovo vino. Padre. Si è stappata la bottiglia per ognuno di noi, versalo nelle nostre famiglie, versalo nei nostri lavori, Signore, versa il tuo vino, versa il tuo vino, Padre, vogliamo bere da te, non vogliamo avere più sete di te, Signore non vogliamo più avere fame di te, vogliamo essere soddisfatti della tua presenza, Signore, riempici con il tuo vino, riempici con il tuo vino, riempici con il tuo vino, Signore, riempici col tuo vino, Padre. Sì Signore, Sì Signore’.

Una volta terminato di riempire vari bicchieri egli dice (tenendo un bicchiere in alto con la sua mano destra): ‘Io vi invito a fare una cosa. So che non è organizzato. Vediamo di farlo il più in ordine possibile, con reverenza, so che magari alcuni di voi non vorranno bere nello stesso bicchiere di altri, io vi rispetto per quello. Ma se volete come altro di dire: ‘Signore, io voglio qualcosa di nuovo’, venite a bere un piccolo (e lui stesso a questo punto beve un piccolo sorso di vino dal bicchiere che tiene in mano) sorso e dite ‘Signore, io voglio qualcosa di nuovo’. Facciamolo in silenzio, facciamolo in riverenza, mentre Corrado continua a ministrarci. …. Venite, Venite ….’.

A questo punto comincia una processione di persone che vengono avanti a bere dai vari bicchieri di vino che sono su un tavolo. E mentre avviene tutto ciò, si sente Interlandi pregare, invocare Dio, mentre Corrado Salmè conduce la lode.

Che dire? Oramai in seno alle Chiese di cose strane che vengono dette e fatte da pastori ce ne sono sempre di più. Diletti, guardatevi da coloro che cercano di introdurre queste stranezze nel vostro mezzo, che vi assicuro non hanno nulla di spirituale, perché sono solo manifestazioni carnali che non fanno altro che far biasimare la dottrina di Dio, e che quindi vanno riprovate con forza.

In merito alle cose dette da Bruno Interlandi sul sughero, sulla bottiglia di vino, sul vino nuovo e così via, sono ciance, solo ciance, che però riescono a sedurre i cuori dei semplici che si lasciano impressionare dal fatto che lui afferma che Dio gli ha rivelato o fatto comprendere quelle cose. Ma Dio non gli ha rivelato proprio niente, non gli ha detto proprio niente, non gli ha affatto fatto capire quelle cose: lui mette in bocca a Dio parole che Dio non ha detto. Guardatevi dunque da questo uomo.

Vi ricordo le parole di Paolo ai santi di Roma:

“Or io v’esorto, fratelli, tenete d’occhio quelli che fomentano le dissensioni e gli scandali contro l’insegnamento che avete ricevuto, e ritiratevi da loro. Poiché quei tali non servono al nostro Signor Gesù Cristo, ma al proprio ventre; e con dolce e lusinghiero parlare seducono il cuore de’ semplici” (Romani 16:17-18).

La grazia del nostro Signore Gesù Cristo sia con tutti coloro che lo amano con purità incorrotta.

Giacinto Butindaro

[Video] Il teatro avanza anche nelle ADI

In questo video vedrete una rappresentazione teatrale di evangelizzazione realizzata dalla Chiesa delle ADI (Assemblee di Dio in Italia) di Ravenna-Lugo. E’ stata fatta sotto una tenda evangelistica (con lo scopo di annunciare il Signore Gesù Cristo ai bambini) in un luogo pubblico, questo lo vedrete molto bene, e il video è stato reso pubblico da un membro delle ADI su Internet.

Questo della Chiesa ADI di Ravenna-Lugo però non è un caso isolato nelle ADI, perché il 23 Giugno del 2007, nel piazzale a fianco del locale di culto della Chiesa ADI di Catania (di cui è pastore Paolo Lombardo), sito in via Susanna, si è tenuta una manifestazione teatrale di evangelizzazione (intitolata ‘Il dono’), manifestazione in cui c’è stato di tutto: Rap, yoga, chi interpreta il diavolo (con tanto di corna e forcone!!!) con urla e sottofondi diabolici, chi interpreta Gesù che porta la croce, e altro.

Che dire? Ho provato una grande tristezza nel vedere il video di questa manifestazione della Chiesa di Ravenna, come anche il video di quella organizzata dalla Chiesa di Catania. Non pensavo che le ADI si fossero ridotte a questo livello. Le cose hanno preso una brutta, brutta piega anche nelle ADI. D’altronde quando la Chiesa si conforma al mondo e perde la potenza, che piega ci si può aspettare che essa prenda?

Mi domando poi con quale faccia le ADI si permettono di mettere in guardia da quei credenti che non sono delle ADI che usano gli stessi metodi per evangelizzare!! E poi mi domando come facciano a dire che le ADI ‘hanno deciso di ‘praticare il non oltre quel che è scritto’ (Francesco Toppi, A Domanda Risponde, vol. III, pag. 86).

Vi ricordo, fratelli, che queste ‘tecniche evangelistiche’ sviliscono il messaggio del Vangelo perché lo fanno apparire come una favoletta per bambini e rendono dunque vana la croce di Cristo. Chi ha orecchi per udire, ODA.

Trascrivo inoltre qua di seguito alcune parole tratte da un articolo dal titolo ‘La recitazione come espressione di lode a Dio e mezzo di evangelizzazione?’ scritto da Enzo Martucci, e apparso su ‘Cristiani Oggi’ (Organo Ufficiale delle ADI) nel 1994, in cui viene riprovata la recitazione come mezzo di evangelizzazione:

‘Anche in Italia, a cominciare dalla metà degli anni ’70, gruppi interdenominazionali di origine americana, come ‘Cristo è la Risposta’ e ‘Gioventù in Missione’, hanno utilizzato nelle loro attività evangelistiche la rappresentazione di scene dal contenuto biblico …. nel Medioevo la Chiesa Cattolica ha fatto largo uso della recitazione, ma non è affatto di poco conto che questo sia accaduto proprio nel momento in cui essa ha toccato il suo più basso livello spirituale …. Durante il periodo di risveglio sperimentato in Inghilterra grazie al ministero di John Wesley, non esiste traccia dell’uso di questi mezzi. Ciò testimonia probabilmente del fatto che essendo impegnati in un’impresa tanto grande non rimaneva tempo per tutte quelle cose che, pur non essendo dannose, non erano di alcuna utilità alla causa di Cristo. Charles H. Spurgeon, grande predicatore evangelico del secolo scorso, nei suoi sermoni parlò spesso della recitazione: ‘Vedo uomini che si chiamano cristiani affermare pubblicamente che bisognerebbe consigliare ai credenti di frequentare il teatro per far sì che la qualità della rappresentazione si elevi … Se la Chiesa deve imitare il mondo per elevarne la qualità, vuol dire che le cose sono cambiate dal giorno in cui il Signore disse: ‘Uscite di mezzo a loro e separatevene, dice il Signore, e non toccate nulla di immondo; ed io v’accoglierò’ (Enzo Martucci, La recitazione come espressione di lode a Dio e mezzo di evangelizzazione?, ‘Cristiani Oggi’, 1-15 Aprile 1994, pag. 7-8).

Pastori ADI che permettete e tollerate queste buffonerie, svegliatevi.

Giacinto Butindaro

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[Video] Corrado Salmè: Catania è la grattugia di Dio per grattugiare le corna al diavolo

Corrado Salmè, pastore del  Centro Apostolico Missionario GIUBILEO di San Giovanni La Punta (Catania), durante una sua predicazione del 20-12-2009 dal titolo ‘Catania, città di Dio’, ha affermato: ‘Catania, la città di Dio, Catania, la grattugia di Dio, per grattugiargli la testa al diavolo, alleluia, per non dire qualcos’altro: le corna. Si può dire? L’ho detto’. Alleluia. Vogliamo essere una grattugia per il diavolo, amen, questa città, nel nome di Gesù’. (Ascoltalo nel video)

Queste espressioni nei confronti del diavolo non sono lecite, perché il diavolo è pur sempre una dignità. Né Gesù e neppure gli apostoli dopo di lui hanno mai usato espressioni di questo genere verso il diavolo. E faremo bene ad attenerci al modello delle loro parole.

Coloro che secondo la Scrittura usano questo tipo di linguaggio nei confronti del diavolo sono i falsi dottori, secondo che è scritto: “Audaci, arroganti, non hanno orrore di dir male delle dignità; mentre gli angeli, benché maggiori di loro per forza e potenza, non portano contro ad esse, dinanzi al Signore, alcun giudizio maldicente” (2 Pietro 2:10-11), ed ancora: “E ciò nonostante, anche costoro, nello stesso modo, trasognati, mentre contaminano la carne, disprezzano l’autorità e dicon male della dignità. Invece, l’arcangelo Michele quando, contendendo col diavolo, disputava circa il corpo di Mosè, non ardì lanciare contro a lui un giudizio ingiurioso, ma disse: Ti sgridi il Signore!” (Giuda 8-9).

Molti anni fa ho sentito dire ad un predicatore argentino che veniva spesso in Italia, e che spesso parlava con quel tipico linguaggio di alcuni evangelisti che nella loro arroganza pensano che dove arrivano loro il diavolo se lo mettono sotto i loro piedi e che rimarrà inoperoso perché ci sono loro, che lui al diavolo lo mandava all’ospedale. Poi quell’uomo ha lasciato la moglie per andarsene con un’altra donna e sono venute fuori altre cose scandalose e sconvenienti sul suo conto. Come potete vedere alla fine il diavolo è riuscito a fare quello che voleva di quel predicatore, cioè un adultero. E guardate che di casi di questo genere ce ne sono molti in ambito Pentecostale.

Avete visto come Gilberto Perri, il pastore della Chiesa Pentecostale ‘Gesù Cristo è il Signore’ di Gallico, si è espresso nei confronti del diavolo, quando ha affermato: ‘Satana è un seduttore, piano piano, piano piano, piano piano, piano piano, se non ti può pigliare subito. Non ti molla, tranne che non lo pigli a calci in c….. perché il Signore ha detto: Resistete al diavolo e fuggirà via da voi’, ma avete visto anche quante dottrine false egli insegna e come abbia introdotto nella Chiesa delle pratiche superstiziose; e con quale arroganza egli parla, fino a maledire i suoi nemici.

Questi esempi confermano una cosa che la Bibbia peraltro conferma a più riprese, e cioè che l’arroganza porta alla rovina. Dunque, fratelli, guardatevi da tutti coloro che usano espressioni sconvenienti, irriguardose e sprezzanti nei confronti del diavolo, e NON ASSIMILATELE ASSOLUTAMENTE. Anche quando parlate del diavolo usate solo espressioni bibliche, senza andare al di là di quello che è scritto, per non fare spazio al diavolo e cadere nel laccio del diavolo.

La grazia del nostro Signore Gesù Cristo sia con tutti coloro che lo amano con purità incorrotta.

Giacinto Butindaro

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