Indonesia: Damanik è stato condannato a tre anni di reclusione

Verona (PA) – I giudici hanno emesso il loro verdetto e condannato il pastore indonesiano Rinaldi Damanik a tre anni di reclusione per possesso illegale di armi. Tutto questo malgrado le prove evidenti che i testimoni siano stati torturati dalla polizia durante gli interrogatori.
Damanik, una figura chiave per le negoziazioni di pace fra i rifugiati cristiani e musulmani nella regione di Poso, è stato arrestato dalla polizia il 17 agosto 2002, mentre si stava recando in un vicino villaggio per portare aiuti umanitari. Il giorno seguente la polizia ha dichiarato che avevano trovato armi sulla sua auto. L’esperto legale J.E. Sahetapy, un testimone importante della difesa, ha dichiarato che la polizia non solo non ha rispettato la procedura legale nel perquisire l’auto senza mandato, ma ha anche dichiarato di aver trovato armi solo il giorno seguente. Il pastore e i suoi avvocati hanno una settimana per decidere se fare ricorso, una procedura lunga e costosa. I cittadini di Tentena, la città dove abita il pastore, volevano organizzare una manifestazione nel caso il pastore fosse stato condannato, ma quest’ultimo è riuscito a dissuaderli.

Fonte: Porte Aperte Italia – 20 giugno 2003

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Cina: Dirigente cristiano in fin di vita

Verona (PA) – Il pastore Gong Shengliang, uno dei responsabili del movimento delle comunità familiari nel sud della Cina, è sul punto di morire in prigione. La famiglia di Gong ha appreso, da un testimone all’interno della prigione, che il pastore era stato duramente picchiato dalla polizia ed era in gravi condizioni. Ha trascorso qualche giorno in coma e da due settimane non riesce ad alzarsi dal letto.
Arrestato il agosto del 2001, Gong con altri 16 membri della chiesa sono stati condannati a morte, per aver “guidato una setta illegale”. Ma le proteste internazionali hanno spinto le autorità a rivedere il processo in ottobre del 2002. La polizia ha costruito delle accuse di violenza carnale ed ha condannato Gong all’ergastolo. Le giovani donne interrogate dalla polizia, in seguito, hanno dichiarato che erano state torturate per costringerle a firmare le accuse di violenza da parte del pastore. Altri sessantatre membri della stessa denominazione sono in prigione.
Gli arresti di massa, fra le comunità familiari in Cina, si sono moltiplicati in questi ultimi mesi. Domenica 11 maggio, la sicurezza ha fatto irruzione durante un culto familiare, nella provincia di Liaoning (nord est). Circa 40 credenti sono stati arrestati e minacciati, poi sono stati schedati e liberati lo stesso giorno, con l’interdizione a partecipare nuovamente ad incontri non autorizzati. Ad aprile, 120 dirigenti della chiesa locale erano stati arrestati e accusati di essere membri di una “setta nefasta”.

Fonte: Porte Aperte Italia – 20 giugno 2003

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Indonesia: Damanik rischia cinque anni di prigione

Verona (PA) – Un tribunale indonesiano potrebbe condannare il pastore Rinaldi Damanik a cinque anni di prigione lunedì prossimo 16 giugno, per possesso illegale di armi. Damanik è stato arrestato in settembre del 2002 e il suo processo è cominciato a febbraio del 2003, con una messa in scena elaborata dalla polizia che voleva vendicarsi del pastore. Damanik aveva adottato una ferma posizione durante le negoziazioni per la pace a Poso (Sulawesi centrale). Gli accordi di Malino (dicembre 2001) avevano provocato l’ira della polizia e delle forze militari, obbligate a ritirarsi da quella regione, dove praticavano commerci illegali molto proficui.
Mentre il pastore Damanik si stava recando in auto, in un villaggio vicino in agosto del 2002, è stato arrestato dalla polizia e tenuto a distanza della sua auto per una decina di minuti. Solo il giorno seguente, i poliziotti hanno dichiarato che avevano trovato armi e munizioni nel suo veicolo, benché non lo avessero dichiarato al momento del fermo né avessero alcun mandato di perquisizione. Damanik ed i suoi avvocati ritengono che le armi siano state messe con lo scopo preciso di incastrarlo. Infatti le testimonianze, rese dai poliziotti e dai militari in tribunale, erano contradditorie.
Damanik spera che questa situazione faccia luce sulle ingiustizie che regnano a Poso, e contribuisca a ristabilire la pace che tutti attendono da molto tempo.

Fonte: Porte Aperte Italia – 14 giugno 2003

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Laos: la persecuzione minaccia la chiesa

Verona (PA) – Il 30 marzo scorso degli ufficiali di polizia hanno fatto irruzione in una chiesa durante un culto nella provincia Savannakhet, nel sud del Laos.
I leader cristiani li hanno persuasi a lasciar continuare lo svolgimento del culto; comunque la polizia è ritornata quattro giorni più tardi per arrestare due pastori della chiesa.
Il 5 aprile i vertici della polizia hanno fatto demolire il locale usato per i culti. La chiesa in tutto il paese sta affrontando una crescente lotta per sradicare il cristianesimo. La persecuzione religiosa in Laos è sotto l’attenzione degli USA con i quali la Repubblica Democratica del Laos sta istaurando relazioni commerciali.

Fonte: Porte Aperte Italia – 30 maggio 2003

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Bangladesh: Cristiano assassinato

Verona (PA/CLB) – Il primo martire della fede del Bangladesh moderno, Hridoy Roy, è stato assassinato il 24 aprile da sicari. Costoro, in precedenza, avevano minacciato di ucciderlo se avesse continuato a proiettare il film “Jesus”. Hridoy, malgrado le minacce, ha continuato le proiezioni. La notte fra il 23 e il 24 aprile, verso l’una del mattino, Hridoy stava rientrando a casa dopo la proiezione del film. Stava scaricando l’attrezzatura dalla macchina, quando una decina di assalitori l’hanno immobilizzato e legato con una fune. Quindi l’hanno pugnalato sette volte uccidendolo sul colpo.
Il 25 aprile, Hridoy è stato tumulato nel suo villaggio d’origine. Quando un team del CLB (Christian Life of Bangladesh) è arrivata sul posto, verso mezzanotte, tutti i membri della sua famiglia e i suoi vicini erano riuniti in preghiera. Sua madre ha pregato: «Signore perdona gli assassini di mio figlio, e cambia la loro vita». Il padre di Hridoy è un uomo molto povero, ha tre figli e due figlie. Hridoy era il secondo figlio ed il solo membro della famiglia ad avere delle entrate, suo padre e suo fratello sono disoccupati.
Tre degli assassini sono stati arrestati dalla polizia. I fratelli sperano che anche gli altri siano presto arrestati e giudicati.

Fonte: Porte Aperte Italia – 24 maggio 2003

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