India: Cristiani attaccati nell’Orissa

Alleanza Mondiale Battista

Washington, 27 agosto 2008 – I cristiani sono sotto attacco nello stato dell’Orissa nell’India orientale. Più di 600 chiese sono state distrutte, 4000 i cristiani costretti a fuggire dai loro villaggi e almeno 25 coloro che sono rimasti uccisi a causa della violenta persecuzione.

In risposta agli attacchi il segretario generale dell’Alleanza Mondiale Battista (Amb) Neville Callam ha detto “Negli ultimi giorni Orissa è stato teatro di tristi eventi. A cominciare dall’insensato omicidio dell’indù Laxmanananda Swami Saraswati il 23 agosto. Sono rattristato dalle false notizie che affermano che i cristiani hanno la responsabilità di questo assassinio e sono addolorato per le atrocità commesse contro i cristiani in Orissa”.

Il leader religioso indù Swami Laxmanananda Saraswati, nonché quattro dei suoi discepoli sono stati uccisi nel distretto di Kandhamal nell’Orissa sabato 23 agosto. Anche se un gruppo maoista ha rivendicato la responsabilità degli omicidi, i sostenitori del leader ucciso sostengono che i cristiani responsabili delle uccisioni. Come rappresaglia fondamentalisti indù hanno lanciato una serie di attacchi contro i cristiani.

Fin da domenica 24 agosto chiese, scuole e altre istituzioni, luoghi di preghiera e case di cristiani sono stati saccheggiati, distrutti e bruciato. I cristiani sono stati assaliti e, sembra, almeno venti-cinque di loro sono stati uccisi, alcuni dei quali bruciati vivi o letteralmente fatti a pezzi.

In un’e-mail all’Amb del 26 agosto Swarupananda Patra, segretario generale della Federazione delle chiese battiste in Orissa ha dichiarato: “Tutti i villaggi cristiani sono abbandonati nel Kandhamal perché i cristiani, vecchi e giovani, malati e le madri incinte si nascondono nelle foreste esposti alle piogge monsoniche privi di cibo e rifugio.”

Patrasso ha riferito che il Kandhamal è lo stato più colpito, con almeno otto cristiani uccisi e quasi tutti le case appartenenti a cristiani distrutte, ma anche i cristiani nei distretti di Balasore, Bargarh e Kalahandi stanno subendo gravi persecuzioni.

P. Ramesh Kumar, direttore della Scuola tecnica di Balasore, ha riferiti all’Amb il 25 agosto: “Siamo tutti in grave pericolo e minacciati da queste associazioni… Vi preghiamo di continuare a sostenerci in preghiera, soprattutto pregate per la sicurezza dei fratelli e delle sorelle cristiani che si nascondono nella giungla”.

“Faccio appello alle autorità di governo in India affinché di intervengano per salvare la vita dei molti che sono vittime della crisi in corso”, ha detto Callam. “Il rispetto dei principi della libertà religiosa e della sacralità della vita umana non richiede di meno. Faccio anche appello a tutti i battisti nel mondo affinché preghino Dio di proteggere i nostri fratelli e sorelle nell’Orissa”.

Anche Patra ha lanciato un appello per la preghiera. “Non abbiamo alcuna richiesta se non che preghiate per noi dal momento che non sappiamo come affrontare il domani.”

Questa non è la prima volta che nell’Orissa si sono verificati violenti attacchi contro i cristiani. Nel dicembre del 2007 i militanti indù hanno bruciato circa 90 chiese e 600 case, uccidendo, secondo le stime, 10 persone.

Nell’Orissa ci sono diverse convenzioni e unioni battiste che sono membro dell’Amb, per un totale di quasi 500000 credenti battezzati e circa 3500 chiese.

Fonte: UCEBI

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C’è un evangelico tra le vittime dell’incidente avvenuto ieri all’aeroporto Barajas di Madrid

Sull’aereo caduto c’era Rubén Santana Mateo, 45 anni, della Chiesa Evangelica Battista di Tres Cantos (Madrid), Missione della Chiesa Evangelica Battista “Buon Pastore” di via Ros de Olano a Madrid. Era il responsabile dell’evangelizzazione, ed insieme a sua moglie svolgeva un lavoro missionario nella zona della Sierra Norte di Madrid. Lascia la moglie Mari Carmen Hernández León e tre figli, Donovan, Jonás ed Erika.

Via | Protestante Digital


Un passeggero voleva scendere, ma l’equipaggio glielo impedì

ROMA (22 agosto) – Dopo il primo stop dell’MD-82 per problemi tecnici Ruben Santana voleva scendere dall’aereo ma l’equipaggio glielo ha impedito. Santana ha inviato dall’aereo un primo sms alla moglie, rimasta a Madrid, dicendole che il velivolo aveva dei problemi e che sarebbero partiti con un po’ di ritardo. La donna gli aveva risposto che era preoccupata e che non voleva che lui partisse. A quel punto l’uomo ha chiesto di uscire, ma l’equipaggio non glielo ha permesso. La storia è stata raccontata da un amico di famiglia e raccolta dal quotidiano El Pais. Nell’ultimo sms di Santana, camionista e pastore in una chiesa evangelica, si legge: «Ormai non posso più uscire, hanno chiuso tutto». Santana aveva tre figli. Andava alle Canarie per visitare i suoi genitori. Aveva prenotato un biglietto per il volo Madrid-Las Palmas per il 21 agosto ma, essendo rimasto un posto libero, lo aveva cambiato con un altro per il giorno precedente.

Ruben Santana non sarebbe però l’unico passeggero che voleva abbandonare il velivolo. I familiari di altre vittime hanno detto al quotidiano Abc di aver ricevuto anch’essi sms dai loro parenti che non erano riusciti a scendere dall’aereo perchè l’equipaggio non lo aveva permesso.

Fonte: Il Messaggero

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Usa/ Pastore chiesa battista rifiuta donazione da 600.000 dollari

Perché erano stati vinti con una lotteria

New York, 14 ago. (Apcom) – Robert Powell si è aggiudicato il primo premio di una lotteria in Florida e ha vinto più di 6 milioni di dollari. Ha deciso di donare un decimo della vincita alla Chiesa Battista di Orange Park in Florida, ma il Pastore David Tarkington ha rifiutato l’offerta. Motivo? Impossibile accettare denaro guadagnato tramite una lotteria o il gioco d’azzardo.

Molte chiese non approvano il gioco d’azzardo e la lotteria, ma in modo diverso la pensa il pastore Lorenzo Hall della Chiesa El Beth-El Divine. Hall sostiene di essere contrario alla lotteria, ma se un membro della sua Chiesa volesse donare parte di una vincita consistente come quella di Powell, accetterebbe l’offerta perché “con una cifra così si possono fare molte cose buone. Stiamo costruendo un centro giovanile e una cifra del genere farebbe comodo al nostro centro per aiutare moltissime persone bisognose”.

Lottie Walker, membro della Chiesa Battista, dichiara che se vincesse una somma simile la prima cosa che farebbe sarebbe donarla alla sua Chiesa, perché “qualunque aiuto è utile per aiutare altra gente”. Il pastore della Chiesa di Orange Park David Tarkington non ha chiarito nei dettagli il motivo del rifiuto, affermando di non volere parlare delle offerte rivolte alla sua Chiesa.

Fonte: Alice News / Apcom

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AZERBAIGIAN: Prove false della polizia per arrestare un pastore battista

Lo afferma l’avvocato del pastore Shabanov. Al processo non ci sono prove, ma il pastore rimane in carcere in attesa di nuove indagini. Intanto le autorità locali si rifiutano di registrare il locale gruppo battista.

Il pastore Hamid Shabanov e il carcere dove è tenuto

Baku – Rimane in carcere il pastore battista Hamid Shabanov, dopo che il 29 luglio il tribunale di Zagatala (Azerbaigian nordoccidentale) ha chiesto “ulteriori indagini” al procuratore. Intanto le autorità rifiutano di registrare il gruppo.
Mirman Aliev, avvocato di Shabanov, parla di “una vittoria parziale”. “Abbiamo chiesto l’assoluzione e la scarcerazione. Ma il giudice ha avuto paura a farlo e ha chiesto nuove indagini” fissando il termine del 23 agosto. Spiega che non ci sono prove di reati e che è sotto processo “solo perché cristiano” e che il processo è pieno di irregolarità: come il riferimento a quanto dichiarato da testimoni non identificati.

Zaur Balaev

Anche Ilya Zenchenko, capo dell’Unione battista del Paese che insieme al legale è venuto per il processo da Baku, lontana 450 chilometri, concorda che “occorrerà ancora lottare molto, per farlo liberare”. Spiega che il vicecapo della polizia locale, Kamandar Hasanov, dopo la decisione del tribunale, lo ha portato al commissariato e interrogato a lungo, accusandolo di essere “una spia inglese che agisce solo per denaro” e intimandogli “di non tornare nella zona e di non aiutare i battisti locali”. Hasanov da tempo perseguita i battisti della zona e il 19 marzo, quando ha dovuto rilasciare il pastore Zaur Balaev (nella foto), lo ha minacciato di una nuova condanna se continua a occuparsi dei suoi fedeli.

Shabanov è stato arrestato il 20 giugno per “detenzione di armi da fuoco”, che prevede fino a 3 anni di carcere. Ma i famigliari e i fedeli insistono che pistola e proiettili non sono di Shabanov ma -dice Aliev- sono stati “messi lì apposta” dalla polizia. E’ leader della comunità battista di Aliabad, zona dove la polizia arriva a sequestrare ogni testo religioso e a negare il certificato di nascita ai bambini che hanno un nome cristiano. Anche a Shabanov sono state sequestrate copie della Bibbia in lingua georgiana e atzera, ma risponde che il testo è stato approvato dall’apposita commissione statale.

La comunità battista locale ha chiesto allo Stato il riconoscimento ufficiale, ma il 22 luglio il notaio Najiba Mamedova ha rifiutato di ricevere i documenti necessari. E’ intervenuta la polizia che li ha accusati di creare disturbo e ne ha portati diversi in caserma..

Fonte: AsiaNews /F18 – riprodotto con autorizzazione

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